Capitolo 10 - Don't mind me (Part. 2)
La giornata era passata in fretta grazie ad un intenso allenamento con Achilles. Nonostante la ragazza si mostrasse all'apparenza molto tranquilla, Lucas era certo celasse una certa agitazione; poteva chiaramente sentire la lieve ansia aumentare gradualmente ora dopo ora, come se il ticchettio di un orologio annunciasse l'avvicinarsi di un'imminente condanna.
«Non credo di sentirmi molto bene, l'allenamento di oggi è stato molto stancante.» Mormorò la ragazza, simulando la migliore espressione sofferente e accasciandosi sulla sedia.
Il Protettore incrociò le braccia al petto, sapeva benissimo stesse fingendo, non vi era alcun dolore o sofferenze nelle sue emozioni.
«Sienna...» La richiamò con uno sguardo piuttosto espressivo e ben poco convinto. Credeva davvero di riuscire a dargliela a bere?
Lei cercò di non farsi abbattere e provò ancora.
«Davvero Lucas, credo di avere un po' di nausea...» Mugugnò allora, facendo sporgere il labbro inferiore e rendendo lucidi gli occhi.
«Quindi che vorresti fare?» Domandò il ragazzo stando al suo gioco, certo di conoscere già la sua risposta.
«Tu ovviamente puoi andare, io me ne starò qui a casa; mi faccio un the caldo e vado a letto presto.» Continuò con voce afflitta, appoggiandosi una mano sulla fronte come per controllare la sua temperatura.
«Ti ricordi che posso percepire le tue emozioni?» Le chiese, cercando di trattenere il sorriso divertito che si faceva strada sul suo volto. Se non fosse stato per quel lato del loro legame, di certo le avrebbe creduto: lo sguardo stanco e lucido, l'espressione dolorante e la finta mancanza di forza fisica erano davvero molto realistici. Se non fosse per il suo ruolo di Prescelta di Helios, avrebbe potuto ambire ad un ottimo lavoro nel mondo dello spettacolo.
La ragazza sbuffò, tornando a sedersi dritta mentre incrociava le braccia al petto.
«I cazzi tuoi mai, eh?» Sbottò, alzandosi per raggiungere la sua stanza.
Lucas riuscì ad impedirle di chiudere la porta della camera a chiave, entrandovi insieme a lei. Non voleva lasciarle alcuna occasione di evitare la serata, sarebbe stata un'ottima opportunità per conoscere meglio i suoi compagni d'avventura.
«Non quando vorresti darmi buca.» Considerò allora, appoggiandosi allo stipite con le braccia incrociate. Non riusciva a capire per quale motivo sembrasse terrorizzata alla sola idea dell'appuntamento che li stava aspettando,
«Non è a te che vorrei dare buca, ma a questa stupida festa di pre-benvenuto. Cosa c'è di così interessante nel vedermi parlare di stronzate durante una stupida intervista?» Borbottò cominciando ad intrecciarsi i capelli.
Sienna aveva la grandissima capacità di riuscire a diventare una delle ragazze più volgari che avesse mai conosciuto, soprattutto quando si sentiva messa alle strette.
«Ti hanno mai detto che non si dicono le parolacce?» La canzonò con un sorriso sghembo, certo che avrebbe risposto con l'ennesimo francesismo.
Lei indurì lo sguardo.
«Vaffanculo.» Come volevasi dimostrare.
Lucas era lieto di cominciare a conoscere la sua Prescelta. Certo, la sua capacità di anticiparla si limitava a qualche insignificante risposta durante i loro battibecchi, ma era sempre un piccolo passo avanti nell'imparare a comprendere la sua contorta compagna.
«Vorresti davvero restare a casa pur di non dover rivedere l'intervista? Si parla di a malapena quindici o venti minuti!»
Il Protettore non riusciva a credere che tutta quell'irrequietezza fosse causata dall'idea di rivedersi, e farsi vedere, durante la sua chiacchierata con Delaney. Nessuno scandalo di cui doversi scusare, nessuna brutta figura da recuperare.
Lei rimase in silenzio, concludendo la sua treccia e bloccandola con l'elastico, prima di voltarsi verso di lui e guardarlo con serietà.
«Sì.» Disse semplicemente per poi prendere dalla sua trousse un pennello da trucco che fece passare sulle guance.
Lui rimase in silenzio, sorpreso da quella risposta. Non riusciva a credere che Sienna, la stessa ragazza che aveva parlato davanti all'intera Elpis senza un minimo di esitazione, potesse essere così nervosa dall'idea di rivedersi in televisione durante un'intervista già registrata.
Si avvicinò a lei, assumendo quella che la ragazza chiamava espressione da cucciolo bastonato.
«Mi lasceresti davvero andare da solo?» Mormorò tristemente, cercando i suoi occhi scuri.
La Prescelta lo guardò, e il ragazzo notò il suo sguardo indugiare più del dovuto sulle labbra e sentì chiaramente la sua sicurezza cedere, nonostante la sua espressione ancora risoluta.
«È una festa in cui i Protettori si ubriacano, no? Ti sarei solo d'intralcio.» Considerò lei, scrollando le spalle e tornando a dare l'attenzione al mascara che stava applicando sulle ciglia.
Lucas si trattenne dallo sbuffare. Se non fosse stata per quella stupida paranoia che aveva in testa, avrebbe cambiato strategia: avrebbe appoggiato le labbra sul collo di lei, lasciandole una lieve scia di baci fino al lobo dell'orecchio mentre con la mano avrebbe cominciato a disegnare delle linee immaginare sul braccio, fino a salire alla linea delle clavicole per poi allontanarsi all'improvviso con un sorriso soddisfatto sul volto, affermando che i suoi baci sarebbero terminati definitivamente fino a quando non avesse finalmente accettato di andare.
Probabilmente, in quel caso, non si sarebbero presentati entrambi alla serata; finendo per rotolarsi tra le coperte fino al giorno dopo.
Un pugno al basso ventre lo colpì, la sola idea di fare l'amore con la sua Prescelta era in grado di mandarlo fuori di testa. Eppure, una parte della sua mente non riusciva a lasciarsi completamente andare, combattendo quelle immagini con dolorosa resistenza.
«Una birra sarebbe molto utile adesso.» Borbottò più che altro a sé stesso. Doveva smettere di pensarci. «Dai Sienna, gli altri ci rimarrebbero male. È come se fosse la tua festa di benvenuto, in realtà.» Spiegò allora, cercando di tenere lo sguardo lontano da ogni punto "pericoloso" del corpo della ragazza, anche se la maglietta bordeaux che le fasciava il busto come una seconda pelle, non aiutava di certo.
«D'accordo. Ma durante la trasmissione mi scapperà, casualmente, la pipì.» Lei alzò le spalle, scrollando la treccia e portandola da un lato del collo, attirando indebitamente l'attenzione del Protettore nel punto dove avrebbe voluto appoggiare le labbra.
«Vedremo. Forza ora, è tempo di andare.» Disse, passandosi una mano sul volto e cercando di interrompere quella situazione fin troppo desolante.
- - -
«Ehi Elijah, puoi passare una birra anche a me?» Domandò Lucas, senza staccare lo sguardo da una divertita Sienna che stava ridendo per qualcosa detto da Coralie. La serata era cominciata con tranquillità, la sua Prescelta aveva accettato con gioia il primo bicchiere di vino offertole da Mistral e da quel momento la sua ansia aveva cominciato a diminuire.
Il ragazzo annuì e si avvicinò a lui poco dopo con una bottiglia già stappata tra le mani.
«Questa è la prima birra, Lucas? Mi deludi, a queste feste dai il meglio di te solitamente!» Lo canzonò con un sorriso divertito, porgendogli la birra che teneva tra le mani.
Lucas scosse il capo, passandosi una mano tra i capelli con un lieve sorriso sconsolato.
«Non ricordarmelo, non ricordarmelo. Oggi mi tocca fare quello responsabile.» Disse allora, alzando le spalle e prendendo un sorso dalla birra, l'unica che si sarebbe concesso quella sera.
Non era una buna idea ubriacarsi con Sienna presente, soprattutto considerando l'ormai enorme questione ancora in sospeso tra di loro. Non voleva rischiare di sprecare la loro prima volta insieme in un semplice ricordo sfuocato dall'alcool.
Elijah ridacchiò, lasciandoli una leggera pacca sulla spalla.
«Prima o poi capita a tutti, amico.» Il suo sguardo sereno si andò a posare sul gruppetto delle ragazze. «Sienna è andata alla grande, una delle migliori prime interviste di sempre.» Esclamò con un sorriso.
Lucas non poteva dargli torto, Sienna si era rivelata incredibilmente preparata sia sul lato tecnico che su quello più complesso delle relazioni con il pubblico.
«È davvero molto abile a parlare alla gente, ma ancora non se ne rende conto.» Spiegò con un sorriso leggero, alzando appena le spalle.
Abel era riuscito ad anticipare la ragazza e l'aveva bloccata con la forza quando, alla sigla della trasmissione di Delaney, aveva cercato di scappare in bagno. La presentatrice sembrava molto entusiasta del prodotto che aveva ottenuto, così come tutti gli opinionisti e gli ospiti presenti. Durante la serata avevano ripercorso le gesta della famiglia Flare e alla frase "Sembra che nascere con sangue Flare ti porti a grandi cose!", Sienna aveva grugnito, borbottando un "Sì, per magia." prima di finire il quarto bicchiere di vino.
Sienna non sembrava amare particolarmente il suo cognome, o probabilmente, non amava tutte le aspettative che quel cognome portava. Di certo non poteva darle torto.
«Noto un certo miglioramento nel vostro rapporto.» Commentò Elijah, osservandolo con i suoi occhi scuri in uno sguardo pieno di significati.
Lui accennò un sorriso. Era felice di come il rapporto con la sua Prescelta stava procedendo. Certo, prima di ottenere qualche piccolo risultato aveva dovuto aspettare quella che gli era sembrata un'eternità, ma ogni suo bacio o sguardo leggero che gli rivolgeva riusciva a far dimenticare completamente l'attesa.
«Piccoli passi, ma le cose sono in continua evoluzione. Ovvio, ancora c'è qualche nodo da sciogliere, ma non mi posso lamentare.» I nodi erano più che altro nella sua testa, ma avrebbe trovato il modo per eliminarli il più in fretta possibile, a qualunque costo.
«E completamente diverso da qualche settimana fa, eh?» Il sorriso del ragazzo si era allargato, ma restava di una dolcezza incredibile.
Lucas non poteva capacitarsi della decisione del Consiglio di far allontanare Selene da lui. Era, probabilmente, il più ragionevole tra tutti loro, quello che cercava sempre di trovare il lato positivo e la soluzione più giusta, mantenendo la calma nel gruppo.
«Per il regno, non puoi immaginare quanto! Le ultime settimane prima del suo arrivo sono state le peggiori, pensavo di uscire fuori di testa. Ah, ti ringrazio per avermi mantenuto... stabile in quei giorni, senza di te sarei partito a piedi da solo per andare a recuperarla, probabilmente.»
Ricordava con precisione quella serata, una delle tante in cui Sienna si stava divertendo a Semir senza di lui. Non ricordava a quale birra si era alzato, imprecando come un dannato su quanto Sienna e le sue emozioni l'avessero stufato. Elijah l'aveva afferrato per le braccia, scuotendolo e tirandogli una schiaffo piuttosto fermo, costringendolo a ragionare. Con voce ferma gli aveva ricordato che non era Sienna il soggetto del suo odio, ma solo la situazione che nessuno dei due aveva voluto.
Elijah rise, passandosi una mano tra i capelli stranamente liberi dal solito gel.
«Quando vuoi, Lucas. Ho semplicemente fatto quello che avresti fatto tu nei miei panni, ma sono felice di averti convinto a non ucciderla nell'esatto momento in cui l'hai incontrata.»
La risata del Protettore si fece nervosa mentre il suo sorriso si addolciva.
«Non avrei mai potuto farlo, anche non fossi riuscito a convincermi. Quando l'ho vista per la prima volta, tutta la mia vita ha acquistato un senso.» Ricordava ancor meglio il momento in cui i suoi occhi si posarono su di lei per la prima volta. Le emozioni che aveva provato erano indescrivibili a parole.
«Lo immagino, sei una persona completamente diversa dal suo arrivo.»
Lucas accennò un sorriso quasi imbarazzato mentre il suo sguardo tornava sulla ragazza in questione.
«Tu dici?» Domandò, conoscendo molto bene la risposta.
«Probabilmente voi non lo potete notare, ma quando la vostra Prescelta arriva in città è come se... come se finalmente torniate ad essere vivi. Anzi, molto più probabilmente cominciate ad essere davvero vivi solo dopo l'incontro con la vostra Destinata.»
Ed era così, per quanto fosse stato felice, allegro o spensierato prima dell'arrivo di Sienna, non si era mai sentito completo, una parte di lui era assente, impedendogli di vivere davvero, proprio come aveva appena considerato Elijah. Quel ragazzo aveva l'occhio lungo e riusciva sempre a capire e vedere qualunque cosa.
«Credo che queste tue parole possano descrivere pienamente quello che mi è successo incontrandola per la prima volta, finalmente mi sento... vivo.» Annunciò, prendendo un sorso della birra che teneva tra le mani. Prima di allora la sua vita era sempre stata macchiata dalla mancanza di qualcosa, percepiva una strana sensazione di inadeguatezza, si sentiva fuori luogo e, nonostante fosse circondato da ottimi amici pronti a tutto per lui e da splendidi familiari, alle volte sentiva un alone di solitudine e tristezza. La casa che era diventata sua, ormai cinque anni prima, era sempre troppo vuota e silenziosa. Non desiderava altro che poter dividere i pranzi e le cene con qualcuno, di ritrovare un sorriso ad accoglierlo a casa dopo un allenamento. Sienna aveva reso la sua vita più imprevedibile, eliminando la noia e la monotonia.
Come volevasi dimostrare, l'uragano di cui stavano parlando si avvicinò a lui di gran passo, afferrandolo con forza per un braccio e trascinandolo verso le altre ragazze che stavano parlottando tra di loro.
«Lucas, vero che riesco a fare una palla di fuoco nella mia mano?» Esclamò con voce eccitata, strattonando la sua maglia che aveva afferrato nell'avambraccio. «Ora non ce la faccio perché ho bevuto un pochino, ma vero che sono capace?» La ragazza lo guardava con due enormi occhi appena più lucidi del normale, ma ansiosi di ottenere una risposta che avvalorasse la sua tesi.
Il ragazzo la guardò con perplessità, sbattendo gli occhi in un'espressione fintamente confusa.
«Non ti ho mai visto fare nessuna palla di fuoco, Sienna.» Rispose con estrema serietà.
Lucas poté chiaramente vedere il volto della ragazza cambiare, seguendo la linea delle sue emozioni che da allegre e fiduciose, erano diventate indignate ed offese. Il Protettore, però, non riuscì ad anticipare la mano chiusa a pugno che lo colpì in pieno petto, costringendolo a piegarsi in avanti in un lamento mentre la mano correva a massaggiare la parte lesa.
Il gruppetto di amici si lasciò andare in una risata sguaiata, Abel sembrava essere quello più divertito tra di loro. Sicuramente avrebbe segnato quell'episodio nel suo blocco d'appunti intitolato Come prendersi gioco di Lucas e vivere felici.
Il suo sguardo tornò sul volto della sua Prescelta che lo fissava con astio, pronta ad andare alla carica, leggeva piuttosto chiaramente le sue intenzioni irose nei suoi occhi scuri e infuocati, quasi letteralmente.
«Sto scherzando, sto scherzando! Giuro sul mio tatuaggio da Protettore che Sienna ha ragione.» Ammise, disegnando una croce sul cuore, sopra al disegno che aveva sul petto e cercò di nascondere l'ennesimo lamento provocato dal pugno appena ricevuto.
«Questa me la paghi!» Borbottò indignata la ragazza, rivolgendogli un ultimo sguardo infuriato prima di mostrargli le spalle e raggiungere nuovamente le altre Prescelte, lamentandosi con loro di quanto fosse difficile avere a che fare con uomo.
Elijah stava ancora ridacchiando quando Lucas lo raggiunse, prendendo un respiro profondo.
«Un bel caratterino.» Considerò l'amico con un ghigno divertito.
Lucas scosse il capo sconsolato, passandosi una mano tra i capelli. Ormai aveva capito che con Sienna non aveva possibilità di averla vinta, mai.
«Puro sangue di Helios, se qualcuno avesse mai avuto dubbi sul suo essere una Prescelta, penso siano svaniti dopo averla conosciuta.»
Testarda, orgogliosa e fin troppo cocciuta, una vera Prescelta di Helios. In quelle settimane aveva cominciato a credere che fosse addirittura più dispettosa di Febe, per quanto fosse possibile considerando la tenacia della donna.
L'altro ragazzo rise, annuendo con il capo mentre sorseggiava la bevanda.
«Condivido in pieno. Chissà quel povero Brandon allora, prevedo guai!» Considerò, visibilmente divertito e, allo stesso tempo, preoccupato per le sorti dell'amico.
Lucas annuì convinto, anche la Prescelta della terra era ben conosciuta per il suo carattere non troppo semplice. Se Alya fosse stata simile alla precedente Prescelta della terra, per l'amico non sarebbe stato facile. Probabilmente Chantal si poteva definire molto più indisponente e testarda della stessa Febe, soprattutto prima della guerra.
Al Protettore non sfuggi lo sguardo d'intesa che il ragazzo al suo fianco si scambiò con la Principessa, nonostante il divieto imposto dal Consiglio, i due sembravano più uniti che mai.
«Tutto bene con Selene? Nessuna novità?» Domandò allora, sapendo di toccare un argomento un po' spinoso.
Lucas ricordava molto bene i giorni, per non dire le settimane, dopo la decisione imposta dal Consiglio che li costringeva a dividersi. Ricordava la tensione che aleggiava nell'aria, i litigi e i richiami da parte degli stessi Consiglieri a "seguire con estrema attenzione il loro mero consiglio". Selene aveva perso il sorriso ed era stato difficile per i ragazzi riuscire a trovare una soluzione. Avevano fatto come dopo ogni notizia importante, si erano riuniti tutti nel salotto della Principessa e avevano discusso per ore, valutando pro e contro di ogni possibile via d'uscita, prendendo insieme la decisione finale.
Elijah scrollò le spalle, sospirando sonoramente.
«No, il Consiglio sembra essere ancora piuttosto deciso.» Il ragazzo era sconsolato.
Lucas poteva chiaramente vedere quanto quella situazione gli pesasse. Gli posò una mano sulla spalla. Non poteva nemmeno immaginare quanto fosse difficile per i due, il doversi continuamente controllare in pubblico, non potersi sostenere, confortare e nemmeno scambiare sguardi d'intesa o semplici sorrisi.
«Credo che il Consiglio stia soffrendo più di quanto dia a vedere; stanno diventando sempre più restrittivi e chiusi. Lo sai che hanno vietato il matrimonio tra Prescelta e Protettore fino a dopo la Rinascita? Abel ha domandato via libera a Neven per poter chiedere a Mistral di sposarlo, ma gli è stato caldamente consigliato di aspettare la fine della guerra. "Siete troppo giovani per queste cose."» Lucas scimmiottò la voce del precedete Protettore dell'aria, scuotendo il capo infastidito. Era una motivazione che non aveva alcun senso, prima della guerra le nuove famiglie erano davvero molto giovani e l'età media del matrimonio era molto bassa. Sua madre aveva avuto Summer a ventun anni e si era sposata qualche mese dopo il suo diciannovesimo compleanno.
«Non sapevo che Abel volesse fare questo passo!» Esclamò l'altro ragazzo, evidentemente sorpreso.
Lucas annuì. Abel non lo aveva detto a nessuno, non prima della discussione con Neven. Aveva convocato tutti i Protettori con urgenza nel loro solito luogo d'incontro, il boschetto a lato del lago. Avevano capito subito che qualcosa non andava al suo arrivo, il classico sorriso sornione era assente e non aveva nemmeno accennato ad una battuta o a qualche commento sarcastico. Aveva elencato tutte le parolacce e le offese che conosceva, prima di spiegare quello che gli era appena stato comunicato.
«Aveva una sensazione. Immaginava non sarebbe stato un immediato via libera dal Consiglio, soprattutto non dopo tutti i commenti sul non dover perdere la concentrazione solo per la presenza delle Prescelte e tutte quelle puttanate che non fanno altro che ripetere da mesi; ma non pensava fosse addirittura un No secco! Credo che la situazione sia meno favorevole di quanto ci diano a vedere. Se pensassero che per riuscire a vincere la guerra sia necessario dare in moglie una delle ragazze a qualche Principe o Generale di qualche paese non ancora alleato, non ci penserebbero due volte!» La voce di Lucas era diventata grave e seria. Era da qualche tempo che quell'idea aveva cominciato a ronzargli nella testa, e ogni giorno non facevano che aumentare i punti a suo favore. Aveva più volte assistito a litigi tra Febe, Leon e gli altri Consiglieri e le parole che aveva intercettato non erano fatto rassicuranti. Lo stesso Jackson sembrava combattuto quando sua madre sognava entusiasta il futuro di suo figlio con la sua Prescelta.
«Questo mi sembra un po'... radicale.» Ammise Elijah, ancora più corrucciato e combattuto.
Il Protettore sospirò, passandosi una mano tra i capelli. Non importava cosa il Consiglio avesse in programma di fare, non avrebbe mai e poi mai permesso a un altro uomo di sposare la sua Prescelta.
«Non so che pensare Elijah, la situazione sta diventando sempre più assurda! Ormai non è più l'Alyeska a cui siamo abituati...» Certo, Elpis non era Alyeska, e nessuno si aspettava il contrario, ma troppo era cambiato dal loro regno felice e spensierato. «Ma non pensiamoci, probabilmente è solo un mio delirio. Ora che ho effettivamente incontrato Sienna e sto cominciando a conoscerla, vivo nella paura di poterla perdere di nuovo e non riesco a smettere di farmi paranoie! Sono certo che non appena la guerra sarà finita, tu e Selene potrete finalmente vivere la vostra storia con tranquillità. La regina non costringerebbe mai la sua bambina ad una vita senza amore, puoi stare sereno: avrete la vostra benedizione!» Per quel poco che ricordava di Jennifer, madre di Selene e Regina del regno, era certo non avrebbe mai permesso un abominio del genere.
Elijah titubò, prendendo l'ultimo lungo sorso.
«Che ne sai? Magari non mi reputerà all'altezza della figlia!» Borbottò allora, cercando di mostrarsi impassibile. Al termine della guerra avrebbe dovuto incontrare la madre della donna che amava che, come se non bastasse, era pura la regina del regno. Lucas poteva comprendere il nervosismo dell'amico.
«Coraggio El, sei un fidanzato praticamente perfetto! Jennifer ne sarà entusiasta!» Esclamò allora, lasciandogli una pacca sulla spalla.
L'altro accennò un sorriso.
«Non pensiamoci per ora, prima dovremo vincere la guerra.»
Proprio in quel momento, Dylan sputò la bevanda che ancora non aveva fatto in tempo ad ingoiare preso da, quello che sembrava, un attacco di risata isterica, probabilmente causato da una presa in giro da parte di Abel, che se ne stava seduto con il petto gonfio d'orgoglio, ridacchiando compiaciuto. «E la cosa non è così scontata, considerando il disagio che aleggia in questa casa al momento.» Continuò con finta preoccupazione, accennando però un sorriso carico di divertimento ed affetto.
«Il paese è in ottime mani!» Commentò Lucas osservando il Protettore dell'acqua che cercava di sistemare il guaio che aveva appena combinato, circondato dalle risate sguaiate delle ragazze.
Elijah scosse il capo, ridacchiando a sua volta.
«Che il regno ce la mandi buona!»
La serata era passata con velocità e leggerezza, Sienna aveva perso il conto dei bicchieri di vino che aveva bevuto. Ricordava molto bene l'abilità di Mistral nel farglielo trovare sempre pieno. Come ci riusciva? Era certa fosse la sua mossa segreta per non bere da sola.
«Lo so, la gradazione alcolica del tuo sangue t'impedisce di camminare diritta, ma potresti cercare di non ucciderti in questi cinquanta metri di strada?» Lucas stava cercando di evitarle una brutta caduta a terra, aiutandola a mantenere l'equilibrio.
La ragazza non riusciva a capirne il motivo, ma le sue gambe proprio non volevano seguire i suoi comandi e continuavano a muoversi senza alcun senso, facendola barcollare.
«Non sono ubriaca!» Borbottò lei, mangiandosi però alcune lettere e aggrappandosi alla sua spalla per non cadere. Lucas scosse il capo con un lieve sorriso, cingendole con un braccio la vita e avvicinandola a sé mentre con l'altra mano apriva la porta di casa.
Aveva sempre avuto quel buon odore?
«No, no, assolutamente.» Commentò lui con ironia.
Sienna si lasciò portare dentro casa, appoggiandosi al suo corpo caldo e sodo. Ancora faticava a credere quanto fosse atletico e muscoloso il suo Protettore. Era certa sarebbe stato in grado di sollevarla con un braccio solo, ma non voleva chiedere conferma, Lucas avrebbe colto l'occasione per vantarsi e mostrare quanto era bello e bravo.
«Sono stanca e un po' alticcia, ma quasi sobria.» Disse, annuendo con il capo per sottolineare quelle parole. Doveva cercare di allontanarsi da lui il prima possibile. Non era affidabile da ubriaca e, nonostante cercasse di negarlo, aveva compreso quanto grave fosse la situazione quando si era riscoperta ad annusare, quasi come un segugio, il collo del ragazzo per bearsi del suo profumo.
Lucas ridacchiò.
«Se lo dici tu, Sienna.»
La Prescelta fece per raggiungere la sua camera, ma la stanza cominciò improvvisamente a girare e si vide costretta a riappoggiarsi all'unico punto stabile ed immobile della situazione, il petto del ragazzo.
«Wow, la terra può girare davvero velocemente.» Mormorò, chiudendo gli occhi per cercare di far smettere quella sensazione di nausea che stava nascendo.
Lucas rise, guidandola verso il divano e aiutandola a sedersi.
Forse, il fatto che il suo Protettore avesse le spalle così larghe poteva esserle utile: la sua stabilità sembrava essere migliore.
Quando il ragazzo fece per allontanarsi, Sienna lo afferrò per un braccio.
«Dove stai andando?» Chiese terrorizzata. Non poteva lasciarla da sola, se la stanza avesse cominciato a girare nuovamente, come avrebbe fatto senza di lui?
Lui sorrise. Sembrava divertito, ma la vista di Sienna stava diventando appannata e non poteva esserne pienamente convinta.
«Vado a prepararti qualcosa di caldo da bere, ti aiuterà per domani.» Spiegò, lasciandole un lieve bacio sulla fronte.
La ragazza annuì, cercando di capire quanto fosse grave la situazione. Non ricordava l'ultima volta in cui aveva bevuto così tanto, probabilmente risaliva alla partenza di Jennie per Elpis, oppure al compleanno di Ezekiel qualche mese più tardi.
I suoi occhi si spalancarono quando un dettaglio del tutto inaspettato le tornò alla mente.
«Oh no!» Esclamò, colpendosi con il palmo della mano la fronte. L'aveva davvero fatto? Aveva davvero ricambiato il bacio di Ezekiel il giorno del suo compleanno? Sienna fece un rapido ragionamento, per quanto la sua mente ormai completamente annebbiata le permettesse: non ne avevano mai riparlato, ma il comportamento dell'amico nei suoi confronti era cambiato proprio da quella sera, in realtà da dopo una settimana in cui non le aveva rivolto la parola (senza valide motivazioni secondo la ragazza che aveva completamente rimosso l'accaduto).
«Devo smetterla di bere!» Mugolò, nascondendo il capo tra le sue mani e scuotendolo sconsolata.
«Credo sia un'ottima idea.» La prese in giro Lucas che stava ancora armeggiando in cucina.
Sienna sospirò. La notizia più sconvolgente, però, non era il fatto che lei avesse risposto a quel bacio, ma che l'austero Ezekiel l'avesse cominciato.
La situazione a Semir era strana! La sua migliore amica, nonché ex ragazza di suo fratello, era in una relazione con il suo ex, nonché migliore amico di suo fratello e, come se non bastasse, il fratello del suo ex aveva una... cosa per lei, tanto da arrivare a baciarla (probabilmente disinibito dall'alcool di tutti i brindisi di quella sera) e da cambiare completamente il suo comportamento nei confronti di lei.
Forse l'essere partita era un bene. Il suo sguardo si posò sul ragazzo poco distante. In fin dei conti non era stata così sfortunata: il suo Protettore non era affatto male.
Spinta da quella consapevolezza lo osservò con attenzione. Stava contando con attenzione le gocce che uscivano da una boccettina marrone, la fronte era leggermente corrucciata e lo sguardo argentato era concentrato. Adorava i suoi occhi, sebbene potessero leggerti dentro con una facilità sconcertante, erano così belli che avrebbe accettato di essere come un libro aperto pur di poterli osservare.
«Questo tuo improvviso interesse nei miei confronti m'inquieta... devo preoccuparmi?» Nonostante la domanda, Lucas stava sorridendo.
Non si era nemmeno accorta che avesse rivolto l'attenzione verso di lei.
«Non posso guardare il mio Protettore?» Sbottò, incrociando le braccia sotto il seno e alzando appena il mento. Era la Prescelta di Helios e lui era il suo Protettore, se avesse voluto guardarlo per un giorno intero, nessuno glielo avrebbe impedito.
Lui finì di mescolare la bevanda calda che le aveva preparato e la raggiunse sul divano. Aveva un sorriso soddisfatto sulle labbra che non riusciva a nascondere con l'espressione seria con cui la stava osservando.
«Tuo, eh?» Le chiese, porgendole la tazza fumante e mettendosi comodo.
Sienna scrollò le spalle.
«Sei tu il primo a chiamarmi mia Prescelta, quindi tu sei il mio Protettore.» Asserì con voce grave, cominciando a bere quello che sembrava essere un miscuglio di vari infusi. «La questione è chiusa.» Continuò. Aveva smesso di lamentarsi quando il ragazzo si rivolgeva a lei chiamandola in quel modo, quindi era suo diritto poterlo utilizzare a sua volta.
Lucas ridacchiò, inclinando il capo e puntando lo sguardo su di lei.
La ragazza si fece scappare uno sbuffo. Non poteva farle dimenticare addirittura come si chiamava ogni volta che incrociava i suoi occhi! Ogni minuto che passava diventava sempre più difficile mantenere il controllo e il contegno; doveva combattere contro l'espressione da ebete e il sorrisino perso che stavano lottando per avere spazio sul suo viso.
«Che c'è, Sienna?» Le domandò, probabilmente percependo la sua lotta interiore contro la ragazzina adolescente alla prima cotta.
«Nulla.» Non doveva continuare oltre. Anzi, doveva finire il prima possibile l'infuso caldo e andarsene il più lontano possibile. Sapeva che, altrimenti, si sarebbe lasciata scappare cose che era meglio tenere non dette.
Il suo Protettore si voltò completamente verso di lei, appoggiando il braccio piegato sul bordo dello schienale del divano e si passò una mano tra i capelli luminosi. Sienna dovette trattenersi dall'imitare quel gesto e strinse con forza le mani attorno alla tazza.
«Qualche giorno fa, quando mi hai fatto confessare di essere geloso di quel Raphael, avevamo fatto un patto: avrei parlato solo se tu mi avessi detto a cosa stavi pensando. L'unico ad aver seguito questo il patto sono stato io, quindi... a cosa stai pensando, Sienna? Mi spiace, ma non puoi rimandare.» Era compiaciuto, la ragazza lo poteva vedere chiaramente. Lei sbuffò nuovamente, corrucciando l'espressione.
«Smettila di essere così.... così!» Lo indicò con un movimento della mano. Purtroppo l'alcool di quella serata le impediva di concludere il delirio che stava nascendo nella sua mente. «Sei sempre così perfetto. Sai sempre cosa fare, dici sempre la cosa giusta...» Aveva per lo più biascicato, ma era sorpresa dal senso logico che era riuscita a dare al discorso. Era così fiera di se stessa, che per qualche secondo dimenticò di averlo davvero definito in quel modo.
Lucas sorrise mesto, portandole dietro l'orecchio un ciuffo che era scappato dalla treccia.
«Non sono perfetto, Sienna.» Cominciò, assumendo un tono più serio. «Ho fatto moltissime stronzate e nella mia testa ho un sacco di paranoie. Non lo sono mai stato e di certo non mi sento come tale... semplicemente cerco di comportarmi come credo sia giusto.»
Lei sospirò.
«E, e poi... sei l'unico a cui stanno bene i capelli spettinati e gli occhi stanchi di chi si è appena svegliato; sembri... sfilare su una passerella anche dopo due ore di allenamento sfiancante e profumi sempre di buono, e i tuoi occhi... non so come tu faccia ad avere due occhi così, ma mi fanno perdere il respiro...» Ormai era un fiume in piena, niente poteva fermarla. Sentiva di dover dire quelle cose, era da troppo tempo che cercava di sopprimerle nella sua mente.
L'espressione del Protettore si alleggerì e accennò un sorriso divertito.
«Questo è perché devo sempre dare il meglio di me! La mia Prescelta è un osso duro da conquistare, non mi sta rendendo le cose facili.» Scherzò, lasciandole un buffetto sulla guancia.
«Ti odio...» Borbottò allora lei, lasciando la tazza vuota sul tavolino e incrociando le braccia al petto.
Il ragazzo rise.
«Quelle che hai appena detto sono esattamente le stesse cose che io penso di te! Anche dopo l'allenamento più estenuante di sempre, nonostante il viso perlato di sudore e l'espressione stanca, rimani incredibilmente... attraente. E quando ti presenti con quella vecchia maglia di tuo fratello che ti ostini ad usare come pigiama, ho serie difficoltà a restare lucido. Ed il tuo sorriso, quello sincero e leggermente imbarazzato, per il regno... mi fa perdere qualche battito ogni volta. Vedi? Non sono l'unico ad essere... così!» Parlò con semplicità, titubando appena nei punti salienti, ma senza staccare gli occhi chiari da quelli scuri, e sconvolti, di Sienna.
Tutto si sarebbe aspettato, tranne di avere sul ragazzo lo stesso effetto devastante e disarmante che lui riusciva ad avere su di lei. In quel momento avrebbe voluto semplicemente baciarlo fino a perdere davvero il respiro, stringendosi al suo corpo caldo e bearsi del suo profumo.
«Lucas...» Mugolò sofferente. Avrebbe voluto, ma sapeva di essere troppo ubriaca per riuscire a fermarsi quando Quel problema si sarebbe presentato.
Il ragazzo sospirò.
«Lo so, Sienna... Lo so.» La circondò con le braccia, lasciandole un bacio tra i capelli prima di parlare ancora. «Piano piano ci stiamo avvicinando, ho solo bisogno di un altro po' di tempo.» Spiegò, alzandole piano il volto per poterla guardare negli occhi.
La ragazza annuì con serietà.
«Il tempo c'è. Voglio dire, non che non voglia che tu guarisca...nel senso... voglio che tu guarisca con velocità, in realtà... ma... va beh, prenditi il tuo tempo, ecco.» Riuscì a dire con difficoltà, nascondendo il capo nell'incavo del suo collo. Le forze cominciavano a scemare, così come quella poca lucidità che era riuscita a mantenere fino a quel momento. «Vorrei tanto le coccole, però.»
Sentì Lucas ridacchiare.
«Posso dormire con te, se vuoi.» Propose mentre cominciava a massaggiarle la nuca.
Nonostante sentisse le palpebre pesanti, il calore nel basso ventre ancora non se n'era andato. Era da ormai qualche giorno che non accennava a scomparire, restando sempre lì e causandole non pochi scompensi.
«Vorrei dormire con te in un altro senso...» Ammise, accarezzando il collo di lui con la punta del naso. Lo desiderava da impazzire e stava cominciando a diventare difficile pensare ad altro.
Lucas ingoiò a vuoto.
«Cerchiamo di evitare confessioni di questo genere, non puoi dire queste cose ad un uomo che ti desidera da anni e che se ne deve stare con le mani in mano perché ha un disagio nella testa!» La sua voce si era abbassata di un tono, probabilmente anche Lucas stava perdendo un po' di autocontrollo.
Quella frase le diede un'improvvisa botta di energia. Sienna si alzò di scatto.
«Te ne stai con le mani in mano, o qualcos'altro in mano?» Domandò con malizia, accennando un sorrisetto furbo. Era soddisfatta della sua battuta, probabilmente la prima di sempre con Lucas. Stava diventando brava!
Lui, però, non sembrava altrettanto entusiasta, scrollò le spalle e roteò gli occhi.
«Penso tu sappia già la risposta.»
La ragazza sospirò, alzando le spalle a sua volta. Quella era una delle cose che non pensava potesse pesarle così tanto.
«Almeno tu puoi.» Disse semplicemente.
Lucas sbatté gli occhi confuso.
«In che senso?»
Se fino a poco prima del loro incontro era più facile trovare un modo per sfogare qualche bisogno, da quando lo aveva conosciuto le possibilità si erano ridotte al minimo. Trovare un altro uomo era impensabile già da qualche mese, con la comparsa del tatuaggio qualsiasi possibilità le era stata preclusa. Ma da quando aveva incontrato il ragazzo anche ogni altra alternativa era diventata impossibile.
«Nel senso che almeno tu puoi sfogare qualche bisogno da solo. Io non posso, tu staresti a sentire e non aiuterebbe.» L'imbarazzo e la vergogna di affrontare certi discorsi con lui era svanito dopo il quinto bicchiere di vino.
«Grazie a dio sono sobrio, sto avendo serie difficoltà al momento.»
Sienna rimase in silenzio, mordendosi la guancia. Ma che cavolo le era saltato in mente quella sera? Stava davvero parlando di quelle cose con lui? Doveva davvero smetterla di bere.
«Credo sia arrivato il momento di andare a letto. Ognuno nel proprio. La serata sta diventando troppo impegnativa.» Annunciò, alzandosi dal divano e dirigendosi verso la camera. «Buonanotte, Lucas.» Non poteva sostenere nessun'altra conversazione, la sua mente era partita percorrendo strade troppo pericolose e non si sarebbe fermata.
«Hey, dove scappi? Penso di meritarmi almeno un bacio della buonanotte, ti pare?» Il ragazzo la raggiunse. «Ti ho portato a casa sana e salva!»
Sul sana la ragazza aveva qualche dubbio, ma si voltò verso di lui, avvicinandosi mentre cercava di non guardarlo troppo a lungo negli occhi.
«Buonanotte.» Ripetè con voce bassa, lasciandogli un lieve bacio a stampo sulle labbra. Non voleva approfondire troppo quel contatto, si conosceva abbastanza da sapere che sarebbe stata la fine definitiva della sua sanità mentale. Ma Lucas non sembrava dello stesso parere, la bloccò prima che potesse allontanarsi, appoggiando una mano appena sotto la nuca e facendo incontrare nuovamente le loro bocche.
Il bacio fu lento e pieno di sottintesi. Sapevano entrambi di desiderarsi, ma che il loro momento non era ancora arrivato. Non importava, avevano l'un l'altra e per il momento bastava.
«Buonanotte, mia Prescelta.» Sussurrò dolcemente.
«Buonanotte, mio Protettore.»
Angolo autrice:
Salve a tutti!
No, non è un'allucinazione, sono davvero tornata con un nuovo capitolo! Incredibile ma vero!!
Per chi ha letto l'avviso: scusate per il ritardo. Nelle correzioni finali non mi convinceva l'ultima parte del capitolo, così ho deciso di cancellarla e riscriverla completamente.
Per chi non l'ha letto: ancora mi trovo down under e la vita qui in Australia non è troppo facile, tra scuola, lavoro e cercare di ottenere un visto sono stata super impegnata, ma eccomi qui! Sono tornata!
Non posso promettere di aggiornare con la stessa rapidità di un tempo, però ho intenzione di dare il mio massimo per non scomparire nuovamente.
Detto questo, il capitolo è leggermente di passaggio, ma qualche cosa interessante comincia comunque a smuoversi. Piano piano le cose stanno cambiando! Come sempre sono aperta a commenti e impressioni, se trovate qualcosa che non vi convinca non esitate a dirmelo.
Per quanto riguarda il titolo Don't mind me è una canzone dei Walking on Cars, gruppo già incontrato qualche capitolo fa. Non voglio darvi troppe spiegazioni, se avrete voglia di leggere il testo capirete perché è perfetto per questo capitolo.
Detto questo, apprezzo davvero che non abbiate perso la speranza. A te che ancora stai leggendo, grazie mille ♥️
A presto,
I.
Bạn đang đọc truyện trên: AzTruyen.Top