Capitolo 2 ∼ P.A.C.E.
Sala grande, Giovedì 1° settembre 1977
Il primo di Settembre si creava un'atmosfera unica nella Sala Grande in cui gioia, aspettativa e stupore si mischiavano perfettamente come ingredienti di una pozione ben riuscita. Quattro grandi tavolate, una per ogni casa, erano posizionate parallelamente di fronte ad un quinto tavolo che ospitava i professori. Il soffitto della stanza era incantato per riprodurre il cielo stellato e innumerevoli candele levitavano tra la volta e i tavoli.
I ragazzi dell'ultimo anno di Grifondoro sedevano il più vicino possibile al tavolo dei professori, lasciando qualche posto libero per i futuri primini che li avrebbero raggiunti a breve. Era tradizione che fossero proprio loro ad accogliere le matricole, era un passaggio di testimone obbligatorio.
Alice aspettava di sedere in quel posto da sette anni, circondata dalle persone a cui teneva di più. Si ricordava di quando era lei la nuova Grifondoro da accogliere e non vedeva l'ora di diventare grande e forte come quei ragazzi dell'ultimo anno. Non era certa di essere diventata esattamente come si aspettava, ma sicuramente non era più la ragazzina spaventata che era quasi cascata nel Lago Nero.
Ascoltava distratta i discorsi delle sue amiche, Lily non aveva smesso un secondo di parlare di quel pallone gonfiato di James Potter da quando era tornata nel loro scompartimento sul treno. Alice aveva cessato di prestarle attenzione pochi istanti dopo, cercando di nascondere un sorriso. Infatti, da un paio di anni ormai era sicura che quei due si sarebbero messi insieme.
Era stato divertente vedere la Caposcuola scappare dalla carrozza quando si era accorta di doverla condividere con Potter. Alice e i Malandrini avevano riso e si erano avviati insieme su quelle magiche vetture senza cavalli, mentre Lily si era trovata incastrata con dei ben più giovani Grifondoro.
«Oh, Merlino, sta venendo qui.»
La voce acuta di Marlene riscosse Alice. L'autocontrollo della sua migliore amica e l'assoluta convinzione che non le interessasse più niente di Sirius erano andati in frantumi in circa tre secondi. I due ragazzi non si erano ancora rivisti dopo la fine dell'anno scolastico precedente e, per quanto non si fossero lasciati male, il primo incontro poteva risultare parecchio imbarazzante per entrambi.
«Marl tranquilla, non puoi pensare di non rivederlo mai più», commentò Alice, cercando di calmarla.
Non vedeva l'ora che quella faccenda fosse chiusa del tutto, così da poter riavere indietro la sua amica. Marlene normalmente era una persona energica e sarcastica, ma quella travagliata relazione con Sirius aveva tirato fuori il peggio di lei. Secondo Alice i due potevano essere una bellissima coppia, ma avevano entrambi bisogno di crescere prima di riprovarci.
«Ehi ragazze, come va?» Disse Sirius ammiccando in direzione di Marlene.
Presto lo raggiunsero anche gli altri Malandrini. Nonostante gli screzi degli anni passati, i ragazzi avevano formato un gruppo mal assortito, ma unito, e, per questo, iniziare a raccontarsi le avventure estive fu per tutti più che naturale.
Alice cercò di non guardare troppo Frank, anche se i suoi occhi non sembravano ascoltarla. Non riusciva a non osservarlo parlare con i suoi amici mentre esponeva una delle idee geniali che aveva pensato durante l'estate. Sentiva anche i bisticci di Sirius e Marlene in sottofondo, il primo incontro doveva essere stato meno drammatico del previsto.
Le chiacchere cessarono bruscamente quando iniziò la nuova canzone del Cappello Parlante, il cui testo negli ultimi anni era diventato sempre più cupo. Questa volta la descrizione delle case non durò più di un paio di strofe, il resto della melodia si concentrò sull'importanza di restare uniti e fare fronte comune al pericolo.
Quando la canzone finì e la professoressa McGranitt chiamò "Apple Mindy", i ragazzi fecero di tutti per dimenticare le parole del Cappello e concentrarsi sul presente. Lo smistamento dei ragazzini era il momento più emozionante della serata e Alice applaudì per ogni singolo nuovo Grifondoro. Un po' le spiaceva non essere diventata Caposcuola, ma non aveva mai dubitato che Silente avrebbe scelto Lily per quel ruolo. Nonostante non avesse il distintivo aveva deciso che avrebbe fatto di tutto per far ambientare le matricole.
Quando anche "Wallace Simon" fu smistato in Serpeverde il chiacchiericcio nella sala ricominciò a salire. Tutte le case erano impegnate a salutare le nuove reclute e Alice aveva appena iniziato a spiegare ad una ragazzina dalle trecce nere dove fosse la Sala Comune, quando il preside batté le mani.
L'espressione di Silente non lasciava presagire niente di buono, e, per quanto tentassero in tutti i modi di non pensarci, i ragazzi erano consapevoli che là fuori la guerra era già iniziata.
«Un momento di silenzio. Diamo un caloroso benvenuto ai giovani maghi che ci hanno raggiunto quest'anno. Ricordo che a tutti agli studenti è vietato l'ingresso nella foresta proibita e aggirarsi fuori dal proprio dormitorio dopo il coprifuoco» pronunciò queste parole spostando lo sguardo sui Malandrini.
James Potter si finse incredibilmente indignato, mentre Sirius si portava una mano al petto come colpito direttamente nell'onore. Alice non poté trattenere una risata notando gli occhi di Remus schizzare al soffitto più veloci di un incantesimo non verbale. I suoi cercarono, per l'ennesima volta, Frank. Si stupì di notare che non stava prestando attenzione al preside, ma scarabocchiava tutto concentrato su una pergamena. Quale idea folle era balenata nella sua mente?
«Infine», continuò il preside, «vorrei ricordarvi che anche se qui ad Hogwarts non è cambiato niente, il mondo là fuori è in subbuglio. Non voglio vedere atti di bullismo», disse rivolto verso il tavolo dei Serpeverde, «o lotte interne. Almeno a scuola dobbiamo essere tutti uniti, come una famiglia. E ora... buona cena!»
Era sorprendente come l'umore del preside potesse cambiare velocemente. Durante il resto del banchetto i ragazzi cercarono, invano, di non pensare alle parole di Silente. Sapevano bene che tutto era diverso e che la guerra, in un modo nell'altro, aveva già messo piede a scuola, ma non volevano rovinarsi l'ultimo anno ad Hogwarts. Alice ricominciò a parlare con i nuovi Grifondoro, spiegando ai Nati Babbani tra di loro di quale pericolo avesse parlato il preside. Cercò in tutti i modi di non far trasparire la paura che provava e di mostrarsi forte per loro.
Non riuscì del tutto in quell'impresa. Il panico si stava già facendo strada dentro di lei. Sarebbe stato un anno decisamente difficile.
∼ ∼ ∼
All'arrivo dei dolci Lily prese da parte James, ricordandogli i doveri da Capiscuola. Il ragazzo avrebbe preferito godersi la sua torta alla melassa, ma sapeva di non avere nessun diritto di parola. Non riusciva ancora a spiegarsi come mai il professor Silente avesse scelto lui per questo ruolo, probabilmente il preside aveva preso una forte botta in testa prima di spedire le lettere.
Lily lo fece alzare e andò a parlare con la McGranitt. James le guardò discutere qualche passo più indietro, la professoressa gli lanciò una sola occhiata che trasmetteva chiaramente le parole "ti tengo d'occhio".
Sembrava che tutti fossero rimasti sconvolti dalla scelta di Silente. L'ipotesi della botta in testa continuava ad essere la più quotata.
«Dobbiamo coordinare i prefetti, ricordare loro di accompagnare i ragazzi del primo anno verso i dormitori, constatare che lo facciano effettivamente e comunicare a tutti i Grifondoro la nuova parola d'ordine "Algabranchia"», spiegò tutto d'un fiato Lily non appena si trovarono faccia a faccia.
James sapeva quanto la ragazza lo detestasse e che volesse passare meno tempo possibile in sua compagnia, gli sembrò comunque esagerato il suo comportamento. Per questo la sua prima reazione fu di risponderle a tono o di invitarla ad uscire. Formulò addirittura l'intero discorso, poi respirò profondamente e si fermò.
Era il momento di cominciare a mettere in atto il Piano Annuale per Conquistare Evans, o P.A.C.E. come preferiva chiamarlo.
«Vuoi che vada io a parlare con i prefetti di Serpeverde?» Chiese quindi.
Vide che Lily era indecisa se considerare il suo atto un gesto gentile o l'ennesima scusa per fare scherzi alla casa rivale. La guardò soppesarlo, adorava vedere quanto le si assottigliassero gli occhi a mandorla quando si concentrava intensamente. Dopo poco istanti capì che aveva preso una decisione. Si sentiva come un condannato a morte in attesa del verdetto.
«Ok», disse sospirando. «Potter, mi sto fidando di te, vedi di non deludermi.»
Poi girò avviandosi verso il tavolo dei Corvonero, non poté così notare il piccolo sorriso che si era formato sul volto di James.
Primo passo del P.A.C.E. completato, pensò.
Era ancora ben lontano dalla conquista del suo obiettivo, ma avrebbe fatto del suo meglio. Non se ne sarebbe andato da Hogwarts senza aver provato con tutto se stesso a piacere a Lily.
Quell'ultimo anno a scuola si prospettava decisamente interessante.
∼ ∼ ∼
Intanto tra i Grifoni, Alice stava tentando in tutti i modi di non guardare Frank con occhi troppo sognanti.
«Datti un contegno Alice! Una strega matura ed intelligente come te non può lasciarsi distrarre da un ragazzo. È l'anno dei M.A.G.O. e devi prenderne molti per riuscire a diventare un Auror», pensò tra sé e sé, tentando di convincersi da sola, ma con scarsi risultati.
«Allora Frankie-bello cosa hai pensato quest'estate?» Chiese Sirius.
Alice era sempre stata stupita dal loro rapporto, l'amicizia tra i due era abbastanza singolare. Il rampollo di casa Black era eccentrico e sempre al centro dell'attenzione, per le sue innumerevoli conquiste femminili e per le molteplici trasgressioni alle regole scolastiche. Frank era un ragazzo molto particolare, ma in un modo totalmente diverso, era tanto intelligente quanto solitario.
«Ho un nuovo progetto, in cui pensavo di reclutare tutti voi. Il piano generale è di creare dei mini-gruppi di ripasso. Vediamoci tutti nel nostro dormitorio a mezzanotte, e lì vi spiegherò nei dettagli di cosa tratta», disse Frank rivolto sia ai Malandrini che alle ragazze.
E senza aspettare repliche si alzò e se ne andò, lasciando tutti a bocca aperta. Era la prima volta che il ragazzo coinvolgeva così tanta gente nelle sue idee geniali, anche i Malandrini erano abituati a scoprirle solo una volta portate a termine.
Per un attimo Alice si chiese se questo progetto avrebbe interferito con il suo piano serrato di studio, ma poi pensò a quanto tempo avrebbe passato in compagnia di Frank e si lasciò andare ad un piccolo sorriso.
«Ogni tanto vorrei essere un legilimens per capire cosa ha in testa esattamente quel ragazzo», disse Marlene sinceramente stupita.
Nonostante conoscesse Frank da sempre, erano vicini di casa, la loro amicizia era abbastanza altalenante e quello sembrava essere un momento di down.
«Dai Marl saliamo anche noi, così facciamo in tempo a salutare Judy prima di sparire di nuovo», disse Alice alzandosi.
∼ ∼ ∼
«Buonasera prefetti-Serpi», disse James sorridendo e tentando di comportarsi meglio possibile. «In quanto vostro superiore sono stato incaricato di ricordarvi che dovete accompagnare le giovani serpi nel serpentario.»
Tutto soddisfatto del suo autocontrollo diede le spalle al tavolo, cercando con lo sguardo la Evans. Anche il secondo step del progetto P.A.C.E. era stato portato a termine.
«Potter», disse una voce dietro di lui.
«Mocciosus», rispose James.
«Hai stregato Silente per farti diventare Caposcuola? Oppure ha finalmente capito che mostro è il tuo amico lupo mannaro?» Chiese Piton sottovoce.
Maledì per l'ennesima volta Sirius e il suo stupidissimo scherzo di due anni prima che avevano fatto scoprire a Mocciosus il segreto di Remus. Dovette usare tutte le sue forze per non girarsi e lanciare un incantesimo sul Serpeverde. Si ripeté che lo stava facendo solo e soltanto per Lily.
«Cosa c'è il lupo ti ha mangiato la lingua? Non ti senti più tanto gradasso senza i tuoi amici? Oppure stai di nuovo pateticamente cercando di conquistare la Evans? Non vedo l'ora di vederti umiliato un'altra volta. Non sarai mai al suo livello», sputò Piton.
Si girò arrabbiato pronto a rispondere a tono e a quel paese il P.A.C.E. Fece in tempo a sfoderare la bacchetta quando qualcuno lo prese per il gomito e lo trascinò via.
«Potter! Andiamo», lo sgridò Lily.
James faceva fatica a mettere a fuoco la ragazza tanto era arrabbiato.
«Ti lascio da solo tre minuti e stai già attaccando briga con Severus», gli sussurrò lei, mentre erano quasi arrivati al tavolo di Grifondoro.
«Evans, davvero, non è colpa mia. Ci siamo salutati e non avrei fatto niente se lui non avesse cominciato ad insultare i miei amici. Sono un ragazzo adulto ormai, non attacco le persone alle spalle io», le disse con lo sguardo più pentito che James Potter potesse produrre.
Non avrebbe dovuto farsi provocare così facilmente. Se non riusciva a restare calmo per tre secondi con Piton come pensava di reggere un anno intero contro tutta la casata di Serpeverde? Forse aveva ragione Mocciosus e il Piano Annuale per Conquistare Evans era destinato a fallire.
«Mah», rispose laconica Lily confermando i sospetti del ragazzo.
Fecero la strada insieme in silenzio, James troppo perso nei suoi pensieri per notare che la collega continuava a fissarlo.
In Sala Comune trovarono i prefetti che spiegavano ai ragazzini del primo anno come funzionavano la scuola. James si offrì volontario di supervisionarli e lasciò la ragazza libera di salire nel dormitorio. Aveva bisogno di stare da solo per un po'.
Domani avrebbe ripreso il P.A.C.E., ma per quella sera era meglio lasciar perdere.
∼ ∼ ∼
Entrando nel dormitorio, Lily trovò le sue amiche a confabulare sul letto di Alice.
«Judy! Quanto tempo, non ti abbiamo visto a cena, dove ti eri cacciata?» Chiese alla ragazza bruna seduta con le gambe incrociate tra Alice e Marlene.
«Scusate ragazze, ho infranto le regole stasera. Ero seduta dai Tassorosso per salutare il mio ragazzo come si deve», rispose lei.
«Il tuo ragazzo!» Urlarono tutte in coro.
Judy, loro compagna di stanza dal primo anno, era famosa per essere una ragazza con le idee chiare e una cotta spaventosa per Frank Paciock. A niente erano serviti anni di rifiuti e serate di aiuto-psicologico da parte delle coinquiline. E ora, all'improvviso, un ragazzo.
«Si chiama Fred, l'ho conosciuto quest'estate ad un campus per futuri giornalisti», spiegò lei.
«Oh Judy sono così felice per te, ne avevi proprio bisogno», disse Mary entrando.
Mary McDonald, la quinta coinquilina, famosa per essere la persona più superficiale che Hogwarts avesse mai visto. Era da sempre gelosa dell'amicizia particolare che legava Lily, Alice e Marlene. Nessuno sapeva come avesse fatto a finire a Grifondoro, ma tutte le case hanno le loro mele marcie. Non era una cattiva persona, ma sicuramente non sprizzava empatia da tutti i pori. Preferiva concentrarsi sulle sue unghie perfettamente pitturate che sul mondo esterno. L'esatto contrario di Judy, da sempre amante del giornalismo e della politica.
Mentre Mary era distratta, a raccontare le sue conquiste estive e a spiegare che quella sera aveva cenato vicino ad un aitante ragazzo del sesto anno, Marlene passò un pezzo di pergamena a Lily.
Frank ci ha invitato nel loro dormitorio per discutere di qualcosa. Facciamo addormentare Mary e andiamo.
Alice, famosa per essere dotata in incantesimi, aveva messo a punto una speciale formula per farla dormire e permettere alle tre di sgattaiolare fuori. Negli anni questo trucchetto le aveva salvate in più occasioni. Con Judy non c'era bisogno di ricorrere a questi sotterfugi, soprattutto ora che si stava scambiando lettere con il suo ragazzo.
Non appena Mary si addormentò, le ragazze si prepararono per uscire. Si cambiarono in fretta la divisa con un più appropriato pigiama e salutarono Judy, ancora impegnata a scrivere una chilometrica lettera.
«Lily muoviti, tanto con quel pigiama orrendo non c'è modo di farti sembrare carina», sbraitò Marlene.
Lily si chiese come mai Lene non fosse stata smistata in Tassorosso, tanto era umile e paziente.
«Ma è bellissimo il mio pigiama!»
«Bellissimo. Esattamente l'aggettivo che avrei usato io», rispose Marlene alzando gli occhi al cielo.
«Me lo avete regalato voi!»
«Cinque anni fa, allora gli snasi erano la cosa più bella che avessimo mai visto. Oggi sarebbe il caso di cambiarlo con qualcosa di più elegante», commentò indicando il proprio pigiama di raso azzurro.
«Bambine, smettete di litigare è il momento di uscire», disse rassegnata Alice, consapevole che i battibecchi tra le due amiche potevano durare in eterno, «e tanto lo sappiamo che piacerai a James anche con un enorme snaso sulla maglia.»
«Ai suoi ordini signora Paciock!» Esclamò Marlene prima di scappare dalla maledizione che l'amica stava già per scagliarle.
Sorridendo Lily le seguì fuori dalla stanza, consapevole che il suo snaso fosse bellissimo e che la serata avrebbe riservato delle sorprese.
Buongiorno ragazzi,
Eccoci arrivati alla revisione del capitolo 2. Uno dei capitoli più lunghi da riguardare e sistemare. Era quasi tutto un dialogo e mancava completamente qualsiasi descrizione o emozione.
Ora ne sono piuttosto soddisfatta.
Sopratutto per il P.A.C.E. acronimo nato per caso, ma perfetto per la missione di James.
Spero anche di avervi fatto capire che Marlene non è insopportabile, solo ferita. Vedrete che nei prossimi capitoli diventerà la vostra preferita!
Contro ogni aspettativa ho già pronta la revisione anche del terzo capitolo, per cui ci sentiamo a breve!
Un bacio,
la vostra Corvonero
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