Prologo

- Se c'è una cosa che bisogna sempre cercare di prevedere è l'imprevisto - Cit.

29 Luglio

È un giorno come tanti, una di quelle mattine che mi sveglio di soprassalto con ancora il trillo della sveglia in testa, una di quelle notti strane dove i sogni popolano la mente e sono talmente nitidi da essere percepiti come veri. Scatto in piedi , inciampo su una ciabatta abbandonata, che chissà come di notte cambia posizione da sola, e mi ritrovo nel mio pigiama di cotone color lavanda a ringraziare la porta finestra che ha attutito l'impatto con il muro che invece è riuscito  ha regalarmi una bella botta di vita come risveglio.

"Accidenti", biascico con la voce impastata dal sonno massaggiandomi la parte dolorante. Cerco con mano gli occhiali dalla montatura squadrata color legno che come sempre non sono al loro posto. Non so come, ma li ritrovo abbandonati sul comodino, sopra l' iPod bianco.

Apro il vetro a vasistas per lasciar entrare la prima brezza mattutina: primo scorcio di una giornata estiva all'insegna del sole e del lavoro. Corro in bagno più rapida di Flash per vestirmi con le prime cose prese dall'armadio: un jeans blu e una maglia arancione a maniche corte troppo larga per il mio fisico, ma non mi importa molto della moda del momento, quindi la indosso comunque. Scendo in cucina mentre mi faccio una coda alta visto che ieri non sono riuscita a lavarmi i capelli, mi preparo al volo un caffè con l'idea di macchiarlo con il latte.  Peccato che a macchiarsi sia solo il tavolo.

Guardo l'ora: 08 .15. Realizzo di non aver recuperato un minuto sul ritardo rispetto alla tabella di marcia e che  devo farmi 30 km di auto per arrivare al lavoro per le nove.

Corro su per le scale rischiando di cadere, recupero dalla camera la tracolla gettandovi dentro anche l'iPod sovrappensiero e poi ridiscendo rapida giù da basso. Indosso i sandali con il tacco e corro fuori, chiudendomi la porta alle spalle con un sonoro clock.  Prendo l'auto, finalmente salgo e metto in moto. Uno sguardo all'ora e alla data sul display del cruscotto mentre imbocco la tangenziale sud, 8.25 - 29 Luglio.

Resto sorpresa."Da quando oggi è il 29 Luglio?". 

Guardo l'agenda abbandonata sgraziatamente sul sedile mezza aperta, mentre sono, come quasi ogni giorno in colonna. La pagina è vuota, nessun appunto solo una scritta a caratteri cubitali FERIE AL MARE . Non sono convinta della data nonostante io la vedo impressa e luminosa, sia mai che il display dell'auto inizi a dare i numeri, poi alla radio ricordano i compleanni famosi del giorno e finalmente realizzo incredula: 

"Santo Cielo! Devo ancora fare la valigia!" .

Mi fermo nella prima piazzola di sosta che trovo. Poso le mani sul volante e rido istericamente da sola abbandonandomi sul sedile. Poco dopo al finestrino mi bussa qualcuno, con le lacrime agli occhi lo guardo confusa: è un uomo alto, castano ed in divisa, dallo specchietto retrovisore vedo che non è solo, infatti parcheggiata dietro di me c'è una Volante.                                            

"Ha bisogno di aiuto? Rimasta in panne con la macchina?", mi chiede l'agente con apprensione. "Tutto bene agente grazie. Solo presa dalla fretta. Non ricordavo che oggi è il mio primo giorno di ferie", rispondo senza remore sorrido ed ironizzo mentre mi asciugo le lacrime.

L' agente è sempre più confuso, probabilmente mi ha scambiato per una pazza dubitando della mia sanità mentale del momento ed infatti:                        
"Patente e libretto grazie", gli porgo i documenti pregando silenziosamente tutti i Santi che sia tutto apposto, non ho molta memoria tra bolli bollini bolloni e revisioni, fortunatamente poco dopo torna, nessuna multa a rovinare la giornata:

" Le ricordo che si può sostare in piazzola solo per validi motivi e per un tempo limitato."    
"Ha ragione, posso andare?".

Il volto dell'agente si scioglie in un sorriso cordiale e compassionevole:  

"Vada, stia lontana dalle piazzole e si goda il suo primo giorno di ferie."                                                    

"Agli ordini. La ringrazio", rispondo gentile ingranando la marcia mentre rientro in carreggiata, stando attenta a non superare i limiti di velocità consentiti dal codice stradale ed intanto alla radio danno una canzone: Musica che resta.

Alzo il volume ed inizio ad intonare le parole con la mia ugola di ferro decisamente stonata, ma non mi importa del giudizio degli esterni che mi vedranno: dentro l'abitacolo siamo io e la mia musica e poi adoro i ragazzi de Il Volo, da sempre, come del resto adoro le loro canzoni, soprattutto Si Me Falta Tu Mirada non recentissima, ma molto bella sia come musica che come passaggi vocali. Inverto la rotta del mio viaggio e penso che questa mattina posso regalarmi una colazione a base di cappuccino e croissant in solitaria al bar, proprio il baretto vista lago quello dove anche i cigni si alzano al mattino e vanno a fare colazione, così giusto per proseguire bene la giornata.

I tavoli in ferro battuto del bar sono quasi tutti occupati tranne due, in molti hanno avuto la mia stessa idea oggi. Mi siedo compostamente mentre ordino la mia colazione.
Un leggero vento si insinua nei vestiti, un soffio caldo e piacevole che contribuisce a rilassarmi, dura poco però, il tempo di un respiro. Il cielo va pian piano coprendosi, forse in serata pioverà. Bevo il mio cappuccino fumante gustandone la calda consistenza cremosa,  ma nel mentre mi arriva una notifica su whatsapp, è Mara la mia migliore amica.

-Ciao Giovy, dove sei? Posso chiamarti?-
- Ti chiamo io.-

Risponde al primo squillo.
Ci salutiamo e poi lei mi dice subito che deve dirmi una cosa importante, la sento piuttosto abbattuta.
Inizia scusandosi e mi dice che non può partire in ferie con me domani perché ha un imprevisto di lavoro, però dice che mi raggiungerà lunedì prossimo e pagherà comunque la sua quota per l' albergo. Piuttosto delusa per la notizia non dipesa comunque da lei, le dico che mi ero fatta tutto un programma e mi spiace che i piani siano saltati, per fortuna però non tutto è perduto. Mi raggiungerà dice, strappandomi un sorriso. Resto in fiducia. Dopo una passeggiata sul lungolago con tappa fissa libreria a caccia di titoli interessanti sul genere fantasy, un pranzo al volo e un giro di shopping per prendere le ultime cose che, fatta mente locale potrebbero servirmi; mi concedo un aperitivo con la mia migliore amica che mi spiega per bene le sue motivazioni. 

Torno a casa con la musica a tutto volume che risuona nelle casse della mia auto nera con gli interni arancio, mentre il sole ancora alto inizia a sparire dietro nuvoloni grigi per poi riapparire, ma sempre più spento. Parcheggio appena in tempo prima che un acquazzone estivo mi colga impreparata visto che non ho con me un ombrello, l'ultimo che avevo in auto si è rotto e ricordo che non l'ho ancora rimpiazzato.
A volte vorrei essere proprio come Mara, super veloce , super organizzata e concreta, invece io sono perennemente tra le nuvole, di notte penso e di giorno sogno ad occhi aperti ma si sa, noi due siamo fuoco e acqua, opposte ma legate da una bellissima amicizia nata tra i banchi delle superiori. Un legame solido e sincero.

Entro in casa appena in tempo.
Mi tolgo le scarpe per indossare le comode infradito color pesca, poso gli acquisti e la borsa, recupero il trolley e mentre salgo in camera raccapezzo le idee mentre sulle note del cd Musica, canto, improvviso un ballo e, sistemo la valigia sperando di non dimenticare nulla. Intanto fuori la pioggia inizia a cadere, e io ho dimenticato la finestra della camera aperta. Termino le mie faccende, per cena petto di pollo, pomodoro e dopo aver sistemato e fatto la doccia mi siedo sul divano accanto alla finestra, in sottofondo ancora lo stereo con lo stesso cd recuperato dal pc e mentre leggo, mi addormento e sogno ancora una volta sulle note di Musica.

-Ecco qua il prologo/primo capitolo di questa storia, spero vi piacerà leggerla come piace a me scriverla. Sono una fan dei ragazzi e questa storia è nata proprio da un sogno ad occhi aperti, o se preferite, film mentali su di loro, combinata con pezzi autobiografici -

Bạn đang đọc truyện trên: AzTruyen.Top