ventidue

Hawks amava la sensazione del vento scontrarsi sul suo volto e scompigliarli i capelli. Amava l'osservare dall'alto la città in cui era cresciuto. Lo soddisfaceva vedere l'effetto del suo operato. Era un luogo relativamente tranquillo, benché non mancasse comunque la presenza di criminali. Era inevitabile, finché sarebbero esistite delle regole, sarebbero esistite anche delle persone che le avrebbero infrante. Hawks giocava secondo le regole. Seguiva le direttive,senza avere la possibilità di rifiutarsi ed operava in nome della giustizia in cui aveva creduto fin da bambino. Era quello il compito di un eroe, un rappresentante della giustizia che potesse rassicurare i cittadini con un sorriso accogliente. Era quello il modo secondo cui doveva agire un eroe per essere apprezzato.

Hawks non era diverso da quegli eroi. Arrivava quando era richiesta la sua presenza per poi andarsene, ma non prima di aver rivolto un sorriso alle telecamere. La popolazione impazziva per le apparizioni degli eroi, particolarmente di quelli celebri come lo erano i membri della top ten. Top ten in cui Hawks era entrato fin dal suo debutto,immediatamente conquistando l'approvazione del pubblico. Doveva mantenere alta l'immagine che tutti avevano di lui, senza deludere le aspettative. Era ciò che doveva limitarsi a fare, essere sempre presente, qualunque volta fosse stato necessario, senza potersi rifiutare. Era importante che le persone non smettessero di credere in lui.

Era il benessere altrui la priorità. Non poteva concedere troppo a se stesso. Era il compito di un eroe, dopotutto.

Hawks si sentiva libero quando sorvolava Fukuoka dal cielo. Era quello il luogo a cui apparteneva, un luogo in cui nessuno avrebbe potuto ostacolarlo e vietargli di agire in base a ciò che avrebbe voluto fare. Niente limitazioni, avrebbe potuto continuare a volare, sempre più in alto, fino a scottarsi a contatto con il calore del sole. Non gli sarebbe importato fino a che avesse avuto la possibilità di essere libero.

Eppure,per quanto volesse continuare a volare, sarebbe arrivato il momento in cui avrebbe dovuto fare ritorno sulla terra, senza doversi affidare alla forza delle sue ali. Lo obbligavano a volare, ad essere libero, per poi tarpargli le ali, costringendolo al suolo. Hawks odiava quegli ordini ma non avrebbe mai potuto rinnegare quel ruolo che gli era stato imposto da tempo.

Hawk saveva bisogno di volare allo stesso modo di cui aveva bisogno di respirare.

Anche quel giorno lasciò il cielo, in cui era libero ed indomabile,tornando a terra, accolto dall'eccitazione condivisa da tutti gli abitanti a causa della sua presenza. Nonostante tutte le volte in cui veniva avvistato nella sua città natale, non avrebbe mai smesso di stupire i civili, che vedevano da lontano il volo di Hawks, come se fosse irraggiungibile.

Aveva svolto il suo compito per l'ennesima volta. Una giornata passata nella monotonia come tutte le altre degli ultimi quattro anni.Un'altra giornata terminata con il sorridere di fronte ai cellulari degli ammiratori ed il firmare oggetti. Non gli dispiacevano l'affetto e l'apprezzamento mostrati nei suoi confronti, ma avrebbe preferito poter trascorrere almeno una singola serata senza dover pensare agli indifesi civili, ma concentrandosi su se stesso. Niente impegni improvvisi e cambi che gli avrebbero fatto saltare la prenotazione in qualche ristorante in cui avrebbe voluto cenare  o chiamate nel pieno della notte a causa di qualche emergenza. Gli bastava solo qualche ora da dedicare al proprio benessere piuttosto che a combattere il crimine ed accrescere ulteriormente la propria fama.

Quella sera sarebbe stata una delle poche in cui non avrebbe avuto ulteriori impegni. Avrebbe cenato a casa, senza che nessuno lo disturbasse, in compagnia, benché non avrebbe fisicamente condiviso il pasto con qualcuno.

Una volta rientrato nella sua abitazione, Hawks controllò il telefono per vedere se (T/n) gli avesse scritto altro. Non aveva ricevuto ulteriori messaggi, nessuna notifica, né dalla ragazza né dalla Commissione per la Pubblica Sicurezza. Aveva la serata libera, sempre se non ci fosse stato qualche imprevisto. Sperava vivamente di no,aveva bisogno di riposare.

Dopo aver contattato uno dei ristoranti che cucinavano soba migliori della zona ed aver ordinato da asporto, Hawks scrisse a (T/n). era raro che si sentisse così impaziente di avere a che fare con qualcuno. Non capiva perché attendesse così assiduamente che (T/n) gli rispondesse, né perché volesse rivederla non appena avesse raggiunto Tokyo. L'aveva avvicinata nella speranza che questo gli permettesse di avere a che fare con l'eroe fiammeggiante, eppure si era trovato intrigato da quella ragazza, senza capirne il motivo. Si chiedeva quanto si sarebbe potuto legare a lei, prima che la situazione diventasse rischiosa.

Hawks scosse la testa. Non voleva riflettere troppo e finire con il rovinarsi la serata. Si sarebbe goduto il momento, senza preoccupazioni.

"Sono tornato adesso a casa"

Inviò il messaggio.

Non attese molto prima di ricevere una risposta.

Sorrise di fronte alla chat della ragazza. Avrebbe passato una bella serata e nulla avrebbe rovinato il suo buonumore. Ne era certo.



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