Accidia: Min Yoongi


"흔한 꿈조차 없다는 게 한심한 거 알어 다 아는데"

[So che sembra patetico non avere un sogno come tutti gli altri]

So Far Away - AgustD


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Accidia: Min Yoongi

Seoul, nove marzo duemilaventi, il ventunesimo compleanno di Min Yoongi, il motivo per cui il giovane, più degli altri giorni, voleva sprofondare nel materasso del suo letto, e non alzarsi proprio per l'intera giornata a venire.

Ogni anno sperava che il nove marzo si volatilizzasse dal calendario, per evitare le inutili frasi di circostanza e le convenzioni sociali che richiedono un giorno - a detta di tutti - di festa. Ma cosa c'era da festeggiare? Yoongi non era felice di essere venuto al mondo, per di più era nato in un mese complicato e che lo aveva influenzato parecchio.
Molti associano marzo al bipolarismo, quando in verità non ha nulla che richiami questo disturbo: non vi sono, infatti, giornate completamente piovose alternate a quelle totalmente soleggiate... a marzo il tutto accade nel medesimo istante.

Yoongi considerava questo effetto un tentativo di camuffare la tristezza sotto una giornata serena.

Per Yoongi marzo è soltanto una maschera, è l'emblema dell'apparenza: mentre tra le strade vi è un freddo che entra fin dentro le ossa, - talvolta anche con una leggera pioggerella, - il cielo azzurro, e soprattutto privo di nuvole, - con tanto di sole accecante, - riesce a prendere in giro chiunque si soffermi alle apparenze. Eppure basterebbe osservare meglio il sole per accorgersi del poco calore che emana, e del suo colore di un giallo scarico: è soltanto un'enorme sfera messa lì, sullo sfondo azzurro, per mera scenografia.

E Seoul, secondo Yoongi, è la città che più si amalgama a questo mese: anch'essa è soltanto una copertura, una bella facciata, un'ostentazione di perfezione. Denominata la città più felice del mondo, quasi priva di reati, Seoul nasconde oscuri segreti e cela sotto un perenne sorriso la depressione più radicata dei suoi abitanti, i quali continuano a fingere.

Yoongi lo sapeva bene, ma a differenza degli altri lui non indossava una maschera, lui odiava la falsità e non aveva problemi a mostrare la sua vera natura, ovvero quello di essere un ragazzo depresso, nato in un mese e in una città altrettanto tristi.

Anche se avrebbe voluto risvegliarsi direttamente il giorno successivo, Yoongi non poté ignorare a lungo le pretese del suo gattino che continuava a miagolare, e a camminare sulla sua folta chioma azzurra ormai sbiadita dai troppi lavaggi, chiedendo del cibo il prima possibile.

Miagolò anch'egli in risposta al proprio gatto e, aprendo un po' gli occhi, si ritrovò il musetto bagnato dell'animale proprio sul suo naso: era la sua sveglia quotidiana; poi, se era di turno a lavoro la mattina, andava subito a prepararsi, altrimenti ritornava nel suo "sarcofago" e dormiva tutto il giorno, o almeno quanto più gli era possibile. Ad ore di sonno non lo superava nessuno, nemmeno i gatti che di natura si appisolano per circa sedici ore al giorno, anche se non continuate.

Anche quel mattino la testa azzurrina, come da routine, si trascinò nella piccola ma pratica cucina che costituiva il suo bilocale preso da un anno a quella parte, afferrò la scatola di croccantini e la versò nella ciotola del gatto. Poi, un po' per la stanchezza che si portava sempre addosso, un po' perché era il suo compleanno, non ci pensò due volte a tornare a letto senza neppur controllare il cellulare.

Dormì fino a quando la sveglia dal proprio telefono non suonò: lì dovette per forza aprire gli occhi e fare i conti con la realtà circostante. Ancora mezzo frastornato, si allungò verso il comò e prese il cellulare spegnendo subito la sveglia infernale: questo segnava le quindici in punto, insieme a tre nuovi messaggi whatsapp non letti.

Jiminie

So che odi i compleanni ma sono inevitabili
quindi tanti auguri a te, tanti auguri a te,
tanti auguri Min Yoongi, tanti auguri a te!
08:20

Che turno hai comunque? Oltre al regalo che devo darti,
devo anche parlarti
10:41


Genitore 1

Tanti auguri amore.
Vedo se riesco a passare al locale oggi,
ok? Ti voglio bene. Chiama ogni tanto,
non farci preoccupare. Hai bisogno
di qualcosa? di soldi?
11:02


Yoongi sbuffò ad entrambi i mittenti. Il primo era il suo migliore amico, nonché l'unico che abbia mai tollerato nella sua breve vita, eppure ancora oggi considerava la presenza di Jimin un po' troppo ingombrante per i suoi gusti, e di certo non per il fisico poco aggraziato che l'amico adolescente si ritrovava: Jimin era il classico tipo che parlava di tutto, senza sosta, dunque era l'esatto opposto di Yoongi, il quale necessitava il più delle volte il silenzio totale. In ogni caso Jimin era l'unico che accettava il suo umore perennemente grigio, ed era l'unico che gli rimaneva sempre vicino e Yoongi lo trattava meno peggio rispetto al resto del mondo.

La seconda persona era suo padre, l'unico genitore, anche se non biologico, che un po' si interessava ancora a lui, ma sapeva che era tutta scena, che era mosso dai sensi di colpa per esser stato un padre codardo, e di esserlo tutt'ora; il biologico, invece, non lo vedeva e sentiva da quando si era trasferito nel suo nuovo appartamentino, anche se non era mai stata una chissà che presenza nella sua vita. Era un "qualcuno", una semplice sagoma, ora diventata del tutto invisibile, e di questo Yoongi lo ringraziò mentalmente.


Jiminie

So che odi i compleanni ma sono inevitabili
quindi tanti auguri a te, tanti auguri a te,
tanti auguri Min Yoongi, tanti auguri a te!
08:20

Che turno hai comunque? Oltre al regalo che devo darti,
devo anche parlarti
10:41

Sai cosa odio più dei compleanni?

I regali di compleanno, ma ormai te l'ho già fatto
sorry bae
15:03

Attacco oggi alle 6
15:04


Genitore 1

Tanti auguri amore.
Vedo se riesco a passare al locale oggi,
ok? Ti voglio bene. Chiama ogni tanto,
non farci preoccupare. Hai bisogno
di qualcosa, di soldi?
11:02

Non ho bisogno di soldi né di altro.
Puoi anche non passare
non voglio nessun regalo
non devi venire tutti i santi giorni
15:06


Il suo umore, già pessimo di per sé, era ancora più nero quel giorno per via del compleanno da lui tanto odiato, e a leggere quei messaggi desiderò di ritornare a dormire e non svegliarsi mai più, ma purtroppo il dovere lo chiamava, e con esso anche l'affitto da pagare... non voleva di certo chiedere soldi come un mendicante, soprattutto ai suoi cosiddetti genitori, quindi si apprestò ad andare in bagno e a prepararsi.

Si fece una lunga doccia calda e nonostante non mangiasse dalla sera precedente, lo stomaco era completamente chiuso e aveva la netta sensazione che non si sarebbe aperto per tutto il giorno, tanta era l'ansia e il disprezzo che provava. Si diede un giorno di pausa dal suo "diario alimentare" che seguiva per ricordarsi di essere ancora in vita. Non si trattava di un vero e proprio piano alimentare, era più un promemoria che lo invitava a superare le seicento calorie al giorno. Inoltre lo psichiatra lo teneva perennemente sotto controllo, e non poteva permettersi di scendere troppo di peso, o si sarebbe accorto delle pillole che ormai non assumeva più.

In ogni caso per quel giorno decise di non mangiare nulla e si avviò verso il locale in cui lavorava.

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