Capitolo 4
Entrai MOLTOOO cautamente nella camera di Fabio.
Mi guardai intorno furtiva e constatai che non c'era.
Come avevo già immaginato era andato a correre.
L'ultima settimana delle vacanze estive era finita e, proprio quella mattina, sarebbe ricominciata la scuola.
Fuori il cielo era chiuso e le previsioni del tempo dicevano che quel giorno avremmo avuto temperature invernali.
Sarebbe stato proprio un anno fantastico!
Ora, torniamo alla parte in cui mi trovo nella stanza del mio fratellastro: faceva freddo quel giorno e io non avevo ancora preso la scatola dei vestiti invernali dalla soffitta.
Sin da piccola avevo avuto l'abitudine di fare il cambio dei vestiti dall'armadio a seconda della stagione e, visto che non avevo previsto il freddo il 12 di settembre, non avevo ancora tirato fuori nulla.
Il motivo per cui ero lì?
Semplice.
Fabio aveva l'armadio pieno di felpe!
E io avevo proprio intenzione di rubargliene una.
Aprii l'armadio e mi inginocchiai per frugare tra le sue felpe e sceglierne una che poteva andarmi bene.
Sapevo che qualunque avessi scelto ci sarei stata tre volte dentro, ma speravo che ne avesse una più piccola che potevo indossare io.
- Amelia...che ci fai nel mio armadio? -
- Ahhhh - urlai sobbalzando e sbattendo la testa contro il ripiano
Mi portai le mani sul punto colpito e mi trattenni dall'imprecare
- Allora? - mi chiese ormai vicino
Borbottai senza capire nemmeno io cosa stavo dicendo
- Amelia? -
- Fa freddo e non ho una maglietta pesante da mettermi per andare a scuola - spiegai
Fabio sospirò e si abbassò per frugare nell'armadio.
Ad un tratto uscì fuori con una felpa: era blu con il cappuccio e aveva una scritta arancione sul petto.
Avevo la sensazione di conoscere quel nome ma non ricordavo dove l'avevo visto.
- A me non mi va più ormai, me la comprò mamma quando andammo ad una delle loro partite - mi disse porgendomela
Ora ricordavo!
Era il nome di una squadra di basket!
- Ma...non posso! Se te l'ha regalata Julia... -
- È una delle mie preferite e mi dispiace tenerla chiusa in un armadio - disse - Mia madre sarà felice di vederla indosso a te. Su alza le braccia -
- È? -
- Alza le braccia Amelia -
- Perché? -
Mi lanciò un'occhiataccia e obbedii
Mi infilò la sua felpa e me la sistemò meglio sulle spalle e sul bacino
- Ecco fatto! Ti sta un po' troppo larga ma meglio di niente - disse soddisfatto
- G...gra... grazie... - balbettai sentendomi il volto in fiamme
Lo preferivo, decisamente, quando faceva lo stronzo.
Quando si comportava in quel modo mi mandava nel panico!
- Su che stai bene! E cammina a fare colazione che fai tardi, sorellina - disse ghignando
Uscii dalla stanza passandogli accanto e sussultai quando mi diede una sculacciata.
Mi voltai indignata pronta a dirgliene quattro ma notai il suo sorriso divertito e mi trattenni.
Comunque non gliela diedi del tutto vinta, perché prima di uscire gli feci la linguaccia.
***
Le prime lezioni andarono abbastanza bene.
Come sempre nella mia vita scolastica le cose filarono lisce e senza nessun problema, continuavo ad essere ignorata dagli snob e a me andava bene così.
Comunque le cose erano cambiate nettamente nella scuola rispetto all'anno prima; molti degli alunni della cerchia degli snob erano usciti, e i restanti erano un po' disorientati, anche se probabilmente non ci avrebbero messo troppo tempo a riorganizzarsi.
- Ehi! Oggi non ci siamo ancora visti! - esclamò Jason arrivandomi da dietro e abbracciandomi
- Eh già! - risposi
Ero davanti all'armadietto e stavo cambiando i libri per l'ora successiva
- Perché mi ignori, amore? - mi chiese lasciandomi un bacio sulla guancia
- Non ti sto ignorando, sto solo facendo un'altra cosa - risposi esasperata
Alle volte Jason sapeva essere davvero stancante.
- E questa felpa? - chiese prendendomi per il polso e facendomi voltare verso di sé
- È mia - risposi senza nessun problema
Non era una bugia, era diventata mia quella mattina, Fabio aveva detto chiaro e tondo che potevo tenerla
- Non te l'ho mai vista - insitè
- Perché non l'ho mai messa quando uscivo - risposi
Cominciavano a darmi fastidio tutte quelle domande, erano affari miei quello che facevo o indossavo e se non volevo dire a Jason gli affari della mia famiglia non l'avrei fatto.
- È il nome di una squadra di basket, da quando ti piace quello sport? - chiese
- Sicuramente mi piace più del football - risposi acida
Il mio ragazzo sbuffò e si passò una mano tra i capelli.
Era un gesto abituale che faceva quando era nervoso.
- Si può sapere che hai ultimamente? - disse - Sei sempre fredda con me e distante -
Sbuffai e sbattei l'anta dell'armadietto con forza.
Ora stavo perdendo le staffe sul serio
- Non sei tu, ok? - iniziai - Io ho i miei problemi, la mia vita! Non esisti solo tu e io ho bisogno del mio tempo e dei miei spazi! Lo capisci questo? -
- Sono il tuo ragazzo...credo di averne il diritto... -
- No non ne hai! - esclamai - È un mio diritto decidere quando dirtelo -
Jason alzò le mani e scosse il capo
- Ok, va bene, tranquilla - disse - Vuoi i tuoi spazi? Ok, non ci sono problemi -
Detto questo, indietreggiò e andò via
Mi passai una mano tra i capelli.
Forse avevo esagerato ma, sul serio, non poteva pretendere che gli dicessi tutti gli affari miei, c'erano cose che non lo riguardavano.
E comunque il primo ad essere freddo, tra i due, era stato proprio lui.
Era da un po' di tempo che non mi dava le solite attenzioni e, adesso, di punto in bianco, non poteva pretendere che io mi confidassi con lui su tutto!
- Ho visto quello che ho visto? - chiese Alisa avvicinandosi a me mentre camminavo verso l'aula della prossima lezione
- Non so cosa ti è sembrato - risposi
- Tu e quell'idiota di Jason avete litigato - affermò sorridendo
Non capivo perché, ma nemmeno a lei, come a mio padre, non andava a genio Jason.
Forse era anche per questo che Alisa e papà andavano tanto d'accordo
- Comunque...ho perso la prima ora - mi avvisò la mia amica
- Me ne sono accorta - dissi
Stette zitta per un po'
- Non mi inviti a casa tua per spiegarmi la lezione? -
- Non abbiamo fatto nulla -
- Quindi...la fidanzata di tuo padre vive a casa vostra? -
- Si -
- E...non vuole che inviti qualcuno...-
- Cosa? No! A Julia farebbe piacere conoscere le mie amiche - spiegai - È solo che...diciamo che c'è un casino per casa e non è il caso di invitare qualcuno, tutto qui -
- Okkk -
Alisa lasciò perdere il discorso e la ringraziai mentalmente.
Non avevo intenzione di litigare anche con lei e la mia amica aveva capito al volo.
Non ero ancora pronta a parlarne con qualcuno.
Con Fabio le cose erano migliorate ma io preferivo evitare di sventolare ai quattro venti che vivevamo sotto lo stesso tetto e che stavamo per diventare fratellastri.
Era un mio problema, era una questione che riguardava me e non volevo coinvolgere nessuno.
Peccato che, questa storia non sarebbe durata ancora a lungo.
Bạn đang đọc truyện trên: AzTruyen.Top