Capitolo 3

PARTE I: 𝓘𝓵 𝓯𝓮𝓼𝓽𝓲𝓿𝓪𝓵 𝓮𝓼𝓽𝓲𝓿𝓸
Capitolo 3: "𝙻𝚎 𝚟𝚘𝚌𝚒 𝚍𝚎𝚕𝚕𝚊 𝙺𝚊𝚖𝚊𝚋𝚘𝚔𝚘 𝚂𝚚𝚞𝚊𝚍 𝚕𝚎 𝚒𝚖𝚙𝚎𝚍𝚒𝚟𝚊𝚗𝚘 𝚍𝚒 𝚊𝚜𝚌𝚘𝚕𝚝𝚊𝚛𝚎 𝚕𝚊 𝚖𝚞𝚜𝚒𝚌𝚊 𝚝𝚛𝚊𝚜𝚖𝚎𝚜𝚜𝚊 𝚊𝚕𝚕𝚊 𝚛𝚊𝚍𝚒𝚘."

"Quanto manca?" domandò Zenitsu impazientemente per la dodicesima –(T/n) le aveva contate – volta. La ragazza non avrebbe nascosto la sua tentazione nel fermare l'auto e far scendere il biondo, nel caso questo avesse ripetuto la domanda per una tredicesima volta. Era sicura lo avrebbe fatto di nuovo ed era altrettanto sicura che lei non avrebbe fatto nulla per ammonirlo, se non ricordargli che i Kamado vivessero a poca distanza da loro e che avrebbe potuto vedere Nezuko nel giro di pochi minuti.

Zenitsu osservava con aria sognante fuori dal finestrino. I suoi capelli biondi erano mossi dal vento ed i suoi occhi dorati brillavano,rispecchiando la luce del sole. Se non fosse stato per la sua tendenza a flirtare spudoratamente con qualsiasi ragazza respirasse,(T/n) era certa che suo fratello sarebbe stato in grado di trovarsi una fidanzata.

Il volto del biondo era disteso in un'espressione rilassata. (T/n) si ritrovò a sorridere, scorgendone i lineamenti per qualche secondo,una volta fermatasi di fronte ad un semaforo, prima che il ragazzo si girasse nuovamente verso il finestrino, completamente abbassato.

La(c/c) riusciva a distinguere chiaramente i pensieri del fratello.Probabilmente stava immaginando di percorrere un viaggio in auto con Nezuko, trasportato dalla musica di qualche canzone d'amore, per strade deserte e lontane dalla civiltà ed i capelli mossi dal vento.

Era il genere di cose che immaginava Zenitsu. (T/n) aveva imparato a distinguere il volto del fratello contrarsi ogni qual volta parlasse o pensasse a Nezuko.

A volte, preoccupata, si domandava se Nezuko avrebbe mai ricambiato i suoi sentimenti. In caso contrario, avrebbe dovuto prepararsi una scorta di fazzoletti e serie tv da guardare sotto le coperte, così da poter consolare il fratello, il quale riservava la maggior parte delle proprie attenzioni alla sorella minore del suo migliore amico,benché ciò non gli impedisse di chiedere la mano a qualsiasi ragazza incrociasse.

"Eccoci!Eccoci!" esclamò allegramente Zenitsu. Era entusiasta come lo sarebbe stato un bambino durante il tragitto per raggiungere una località di vacanza, domandando a cadenza regolare quanto tempo mancasse prima di giungere a destinazione.

In quei momenti le sembrava che Zenitsu fosse ancora un bambino, benché avesse ormai già sedici anni. Si meravigliò nel constatare che anche lui fosse cresciuto, benché si trattasse di un cambiamento più fisico che mentale. Poteva anche sembrare un sedicenne, ma avrebbe continuato a comportarsi come un bambino in determinate situazioni.

(T/n) svoltò in una stradina, parcheggiando poco più avanti di fronte alla casa dei Kamado. Fece un cenno con la mano a Tanjiro, seduto sui gradini di casa, pronto per effettuare i preparativi per il festival. Nezuko lo raggiunse immediatamente, tenendo in bocca la colazione che non aveva ancora terminato, essendosi svegliata in ritardo.

Zenitsu tentò di uscire dal finestrino, rischiando però di incastrarsi senza riuscire nell'intento. In quel momento ricordava a (T/n), ancor più che un bambino, un cucciolo di cane alla ricerca del proprio padrone.

La (c/c) dovette trascinarlo indietro per la collottola della camicia,per evitare che continuasse a comportarsi in una maniera che stava diventando sempre più imbarazzante. Alzò il finestrino, staccando qualche capello al fratello, ancora troppo vicino al vetro.

Zenitsu sembrò non farci caso. Ora osservava attentamente la portiera posteriore aprirsi e la figura di Nezuko prendere posto nel sedile dietro a quello del biondo.

"Grazie per il passaggio!" disse Tanjiro, mentre la sorella annuiva,terminando di consumare la propria colazione, d'accordo con quanto detto dal fratello.

"Bene!Ora manca solo da prendere Inosuke!" esclamò (T/n), girando la chiave della macchina, che si rimise in moto.

"Come Inosuke?!" domandò Zenitsu, evidentemente contrariato dall'affermazione della sorella.

C'era una buona probabilità – considerò il biondo – che Inosuke potesse sedersi accanto a Nezuko ed avere l'opportunità di starle più vicino di quanto fosse stato possibile a lui fino a quel momento.

La portiera dal lato del passeggero si spalancò e (T/n) fulminò Zenitsu con lo sguardo, per la poca grazia con cui aveva compiuto il gesto, ma lui sembrò non rendersene conto.

Una volta tornati a casa avrebbero dovuto discutere riguardo l'ossessione del biondo nei confronti di Nezuko – decise (T/n) – sempre più preoccupata dall'atteggiamento di Zenitsu.

Nel frattempo, il biondo era andato a sedersi nel posto accanto a Nezuko,dopo averle chiesto, con aria perdutamente innamorata, se avesse potuto spostarsi quel poco che bastava affinché entrambi potessero essere comodi, denigrando poi Inosuke e la sua inciviltà, commenti che spinsero Tanjiro a rimproverarlo.

"Possiamo andare o c'è qualche altro problema?" domandò (T/n), benché questo portò Zenitsu a lamentarsi del fatto che la sorella gli avesse mentito e riguardo a quanto si sentisse tradito perché lei avesse invitato anche Inosuke. Sia la (c/c) che Tanjiro dovettero trattenersi dal ridere, mentre Nezuko sembrava indifferente rispetto a quanto detto da Zenitsu.

Quanto raggiunsero l'abitazione di Inosuke, il ragazzo li attendeva fuori da casa, visibilmente annoiato. (T/n) sospirò nel constatare che anche quel giorno, il corvino non si fosse premurato di abbottonarsi la camicia. Gliela avrebbe sistemata subito.

Capitava spesso che, quando non aveva lezione, (T/n) portasse i ragazzi a scuola. Zenitsu e Inosuke si alternavano per sedersi nel posto accanto al suo, nonostante per la maggior parte delle volte il privilegio fosse riservato a Inosuke e alla sua ostinazione.

Il corvino non nascose un sorriso vittorioso nel vedere che Zenitsu si fosse seduto sul sedile posteriore.

"I bottoni." disse semplicemente (T/n), sperando che questo bastasse affinché Inosuke decidesse di sistemare la propria uniforme.

"Che problema hanno?" chiese ingenuamente il ragazzo, non capendo perché la (c/c) si fosse riferita ad essi. Osservò incuriosito i bottoni cuciti sulla camicia, cercando di capire a cosa potesse riferirsi(T/n).

"Devi abbottonare la camicia."

Inosuke sembrò riflettere per qualche secondo su cosa fare. Cercò un rifugio nell'espressione gentile di Tanjiro, sperando che potesse dargli qualche indizio su cosa fare.

(T/n)fermò la macchina bruscamente, facendo sobbalzare i ragazzi. Si sporse verso il corvino al suo fianco, decidendo di fare ciò che avrebbe dovuto fare lui. Non le sembrava un'azione tanto complicata.Forse non solo Zenitsu, nonostante l'età, avrebbe continuato a comportarsi come un bambino. Infondo, però non poteva lamentarsene.Le sarebbe dispiaciuto doverli abbandonare un giorno, quando sarebbero stati abbastanza grandi da prendersi cura di sé stessi da soli. Ne avrebbe approfittato ancora un po'.

Erano rumorosi come al solito. (T/n) comprendeva la metà di quanto dicevano, a causa della mancanza di un filo conduttore tra le loro conversazioni. Sembravano non avere alcun senso logico, ma si capivano alla perfezione.

La (c/c) si concentrò sulla strada, ignorando i loro schiamazzi, per quanto avrebbe gradito ascoltare la canzone trasmessa dalla radio, le risultava impossibile a causa del volume delle voci dei ragazzi.

Ormai ci aveva fatto l'abitudine. Sorrise, vedendo il vecchio edificio scolastico stagliarsi di fronte a lei. Ora avrebbe avuto a che fare con un gruppo di ragazzini urlanti come quelli con cui era solita avere a che fare?

Avrebbe trovato un lato positivo nel partecipare ai preparativi per il festival estivo.

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