π‘ͺπ’‚π’‘π’Šπ’•π’π’π’ πŸ“πŸ: 𝑨𝒄𝒄𝒆𝒕𝒕𝒂𝒓𝒆 π’„π’Šπ’Μ€ 𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒐𝒏𝒐

"Ci sono sempre due scelte nella vita: accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi la responsabilitΓ  di cambiarle."

-Denis Waitley

Soundtrack: Who I Am – The Score

La settimana passa veloce, e sono talmente inghiottito dagli impegni da rendermene a malapena conto. Il lavoro mi ha completamente assorto, e mi Γ¨ dispiaciuto non essere accanto a Maisie come avrei voluto.
D'altra parte, so che ha bisogno del suo tempo, ed essere pressante Γ¨ l'ultima cosa che voglio.

I miei lividi piΓΉ evidenti hanno lasciato perplessi molti giornalisti che non sanno farsi i cazzi loro, ho lasciato a quell'idiota del mio agente la responsabilitΓ  di placare le voci.

"Una brutta caduta dalle scale, nulla di grave."

Ci ho provato a interpretare i testi che mi hanno proposto, ho modificato alcune basi delle mie canzoni, ho cercato di assecondare i consigli che mi hanno imposto, ed Γ¨ stato un disastro.
Non posso interpretare qualcosa che non mi rappresenta.
Fin da quando ho iniziato a comporre barre e melodie, ciΓ² che ho creato era frutto delle mie esperienze e delle mie emozioni, c'erano tracce di me in ogni accordo, in ogni parola e in ogni scelta. Adesso Γ¨ l'esatto contrario.

Ci deve essere una soluzione migliore.

Mi rifiuto di credere che l'unico modo per arrivare in cima alla vetta sia questo. Accontentarsi di interpretare un ruolo, senza metterci il cuore. Non è così che voglio continuare.

I dubbi mi assalgono mentre sono chiuso in sala registrazioni, il luogo che in questi ultimi giorni Γ¨ diventato il mio rifugio. Arrivo qui all'alba e vado via nel tardo pomeriggio, giusto il tempo di andare a prendere Maisie in atelier e portarla a casa sua. Ogni tanto mi trattengo da lei, e ammetto che ho avuto piΓΉ volte l'impulso di trasferirsi da me definitivamente, solo che ho paura.

A volte ho l'impressione di affrettare i tempi, non voglio intrappolarla in qualcosa per cui non si sente pronta. È già difficile combattere contro l'idea di averla condannata a vivere una vita di merda, l'ultima cosa che voglio è incasinare la mia relazione con lei. Quella che mi sono impegnato a rimettere in piedi, nonostante non lo meritassi.

Batto la testa contro il manico della mia chitarra elettrica e sbuffo, buttando per aria lo spartito con il testo che mi hanno passato.

Mi fa schifo.

Ho bisogno di scrivere qualcosa che mi faccia sentire soddisfatto, e ritrovare il brivido di sentirmi vivo. Voglio sentirmi libero di mostrarmi per ciΓ² che sono.

In preda alla furia e allo sconforto, mi concedo di fare l'unica cosa che oltre le corse Γ¨ riuscita sempre a farmi stare meglio: scrivere musica.

È come se riuscissi a sentire già gli accordi che si abbinano al testo, riproduco la melodia nella mia testa, la accenno alla chitarra e poi torno a scrivere, cambiando parole e termini fino a quando il risultato non mi soddisfa.
Parlo di ciΓ² che desidero, do sfogo alle mie paure, esprimo quello di cui parlo raramente, fingendo di essere il solito ragazzo spavaldo che non teme niente e nessuno.
Ma ho le mie paure. Ho i miei dubbi e odio i miei errori.

I'm trying my best to be on top.
I'm faking smiles, acting like a king.
But at the end, where's the real me?
Lost between the echoes of my heart.
Who's the real me, hiding in the dark?
It's the dreamer, the fighter and the pirate.

(Faccio del mio meglio per arrivare in cima.
Sto fingendo sorrisi, comportandomi come un re.
Ma alla fine, dov'Γ¨ il vero me?
Perso tra gli echi del cuore.
Chi Γ¨ il vero me, nascosto nel buio?
È il sognatore, il combattente e il pirata.)

Lo squillo del mio telefono blocca il mio flusso di scrittura, e sospiro, perchΓ© odio essere interrotto.
Ho tenuto con me il cellulare perchΓ© temevo di perdermi messaggi da parte di Maisie, ricordo bene l'ultima volta cosa Γ¨ successo.

Roteo gli occhi al cielo quando noto che si tratta del mio agente, mi sorprende che abbia il coraggio di chiamarmi dopo la nostra ultima chiacchierata. Fino ad adesso si era limitato alle e-mail.

Β«Cosa vuoi, Robert?Β» rispondo annoiato.

Β«Volevo sapere se avevi lavorato ai testi che ti ho passato. Mancano meno di due mesi uscita dell'album, devi darti una mossa. I produttori stanno aspettando le tue demo per lavorarciΒ».

Lo picchierei di nuovo, se potessi.

Β«Sono in sala registrazioni. Ci sto lavorandoΒ» dico in fretta, mettendo in tasca ciΓ² che ho scritto.

«Devi solo registrare dei pezzi, Davian. Non mi sembra così complicato».

Gli attacco il telefono in faccia senza neanche rispondergli.

Coglione.

So che devo sbarazzarmi di lui e di questo contratto del cazzo, eppure non so come. Senza un'etichetta discografica o un produttore disposto a sostenermi, non posso far uscire il mio album, e senza musica sarei perso. Non ho la minima idea di cosa cazzo fare.
Passo le due ore successive a cercare di rendere il piΓΉ accettabile possibile il brano che mi hanno scritto, e alla fine mando la demo al mio agente, che saprΓ  a chi girarla.

Non mi sono mai sentito più insoddisfatto di così.

Se questo Γ¨ il mondo dell'industria musicale, io mi rifiuto di essere l'ennesima marionetta.
Il suono del campanello mi distrae, e guardo dalle telecamere per vedere chi sia.
Sono sorpreso di vedere Maisie qui.

So che ha difficoltΓ  a gestire la folla e il pubblico, e anche se fa del suo meglio per nasconderlo, vedo l'ansia e il disagio nei suoi occhi quando ci troviamo per strada. Apro senza indugiare oltre, raggiungendola all'entrata. Le mantengo la porta di ferro che porta all'interno, e la attiro a me per abbracciarla. Ha un sacchetto di carta tra le mani, e a giudicare dal profumo, deve trattarsi di cibo.

Β«Sorpresa, superstar. Questa volta ti ho portato io la cenaΒ» mi dice, abbozzando un piccolo sorrisetto.

Il gesto non dovrebbe emozionarli, eppure è così. È andata a prenderlo da sola in qualche fast food, ha affrontato il pubblico ed è arrivata fino a qui, consapevole che sarebbe stata invasa da paparazzi e fotografi.

Questa donna non smette mai di sorprendermi.

Β«Isie, non c'era bisogno. Stavo per venire da teΒ» le dico, stringendola in un abbraccio.

Il suo profumo mi fa bene, respinge ogni negativitΓ  e mi ricorda quali sono le cose che hanno prioritΓ  nella mia vita, per chi cerco di migliorare e dare il massimo.

Le passo le mani tra i capelli, e porto le mie labbra sulle sue, rubandole un bacio.

Ci baciamo con la solita fame di chi non ne ha mai abbastanza, come se fossimo stati lontani giorni. Il suo sapore Γ¨ una dipendenza, il calore della sua pelle Γ¨ pura adrenalina, i suoi sospiri nella mia bocca mi fanno perdere la concezione del tempo, tutto passa in secondo piano.

Potrei passare la vita a baciarla, e non mi sentirei comunque sazio.

Lei sorride contro le mie labbra, e si allontana di poco. Β«Hai fatto tanto per me in questi giorni, volevo ricambiareΒ» mi dice, indicandomi la busta. Β«Ora mangiamo, muoio di fameΒ».

Lo dice con naturalezza, e niente potrebbe rendermi più felice di così. Mi riempie il cuore sapere che a poco a poco, il suo appetito si sta normalizzando, senza più la vergogna di ammettere di avere fame. Non voglio farglielo notare, preferisco che ne prenda consapevolezza da sola senza sentirsi a disagio.

Β«Agli ordini, mia reginaΒ» scherzo, passandole la sua insalata di riso.

Ci ha messo persino dei gamberetti e la salsa rosa, potrei esultare.

Durante il pranzo mi aggiorna dei suoi progetti, della collezione che sta ultimando, nonostante non possa partecipare al concorso di Parigi. La ascolto mentre mi spiega le varie fasi a cui sta lavorando, e l'entusiasmo con cui si esprime mi fa stringere il cuore. Vorrei poter avere la sua stessa luce negli occhi quando parla del suo lavoro.

Una volta ero così anche io.

Β«Quella giuria del cazzo non sa cosa si sta perdendo. La tua Γ¨ arte, Isie. Hai un talento incredibileΒ» le dico sincero, posandole un bacio sulla fronte.

Odio che sia stata esclusa solo a causa di quelle foto. Non Γ¨ giusto, dannazione.

Un'ombra di sconforto le incornicia il volto, e sospira, alzando le spalle. Β«Ci saranno altre occasioniΒ».

Le avrΓ  eccome. Me ne assicurerΓ².

Β«Hai avuto problemi in giro, oggi?Β» le domando, preoccupato.

Quando si tratta di lei, divento un dannato orso protettivo, e non sopporto che subisca insulti gratuiti da gente repressa e infelice.

Lei serra le labbra, abbassando lo sguardo. Β«Niente di grave, a parte i soliti sguardi languidi di qualche ragazzo che mi avrΓ  riconosciuto, e quello disgustato della ragazza che mi ha servito il pranzoΒ».

Fanculo.

Un fremito di rabbia mi percorre la schiena, la sento formicolare nelle vene, soprattutto perchΓ© stranamente quando ci sono io con lei, non succede niente di tutto questo.

Β«PasserΓ , leonessa. Sei piΓΉ forte di tutto questoΒ» la rassicuro, passandole le dita tra i capelli.

Maisie annuisce distratta, e sposta lo sguardo verso la sala registrazioni, decisa a cambiare discorso. Β«E tu? Cosa combini? Posso ascoltare qualcosa? Vuoi scrivere di nuovo sulla mia schiena?Β» mi dice, sorridendomi.

Ora sono io quello in difficoltΓ .

Mi vergogno del mio lavoro, e se prima scalpitavo all'idea di farle sentire ciΓ² che componevo, adesso vorrei cancellarlo. Non voglio deludere le sue aspettative, il senso di responsabilitΓ  mi schiaccia il petto, e non so come dirle ciΓ² che sento.

Lei perΓ² lo intuisce lo stesso, le basta guardarmi.

Β«Avi, cosa succede?Β» si avvicina, sedendosi sulle mie gambe.

Sono un fottuto casino.
Voglio comporre la mia musica.
Non so quanto tempo mi resta.
La mia malattia mi spaventa.

Ho le frasi sulla punta della lingua, perΓ² non parlo. Non sono abituato a esprimere i miei pensieri, di solito li ingoio e li richiudo in un angolo remoto del mio cuore, sperando di archiviarli. Riempio le giornate, corro per liberare la mente, mi diverto a far credere agli altri di avere il controllo, che nulla mi scalfisca.

Β«Non riconosco piΓΉ la mia musica. Non la sento piΓΉ miaΒ».

Eccola qui la veritΓ .

Maisie sospira, e nota il biglietto che sporge dalla mia tasca. Lo recupera, e quando le rivolgo un cenno lo apre, leggendo le barre che ho improvvisato. I suoi occhi diventano piΓΉ lucidi, leggo lo stupore nei suoi occhi, e so giΓ  cosa sta per dirmi.

Β«Questo sei tu, Avi. Non quello in cui cercano di trasformartiΒ».

Mi fermo un secondo a osservare la donna che ha rubato il mio cuore, e mi ripeto che non posso deluderla. E soprattutto, non posso deludere me stesso.

Β«Al mio agente non piacerΓ Β» sbuffo, roteando gli occhi al cielo.

Maisie mi dΓ  un colpetto sulla spalla. Β«Che si fotta. Senti, volevo aspettare per dirtelo, ma tanto vale che io scopra subito le carteΒ» mi dice, alzandosi in piedi.

Β«Di che parli?Β»

Lei mi rivolge un sorrisetto. Β«Qualche giorno fa, sui miei social ho visto questo ragazzoΒ» apre il telefono per farmi capire, e mi mostra qualche video. Β«Si chiama James, ho seguito la sua storia. Lavorava per una grande casa discografica, fino a quando non ha avuto abbastanza fondi da licenziarsi e avviare una propria etichetta. Aiuta i cantanti a produrre la propria musica, senza porgli restrizioni. I suoi lavori sono grandiosi, ha realizzato alcune colonne sonore da urlo. PerchΓ© non lo contatti?Β» mi guarda, carica di aspettative.

Β«Ho un contratto, Isie. Che mi piaccia o no, devo rispettarloΒ».

Si mette le mani sui fianchi, indispettita. Β«I contratti si rompono, Avi. Sei famoso, hai l'amore dei tuoi fan, non ti serve altro. Ce l'hai fatta quando nessuno ti conosceva, pensa cosa potresti fare adesso. Devi solo avere il coraggio di ricominciareΒ».

Ricominciare.

In qualche modo, il suo discorso ha senso. So che rispetto a tanti altri artisti, la fama non mi manca. Il milione di follower sui social ne sono la prova, così come le centinaia di proposte che mi arrivano ogni giorno.
Cosa mi impedisce di rimettermi in gioco secondo le mie regole?

Β«ParlerΓ² col mio avvocato in privato. Vediamo cosa posso fare, e scriverΓ² a JamesΒ».

Intravedo una scintilla di speranza, ed Γ¨ abbastanza da darmi la spinta necessaria a muovermi.

Maisie mi sorride, e io colgo l'occasione per prenderla per i fianchi e baciarla fino a farmi mancare il fiato, fino a quando i nostri corpi diventano una cosa sola, e le mani vagano ovunque.

Quanto cazzo la desidero.

Β«Avi...Β» mi sussurra nella mia bocca, quando la mia mano scende a strizzarle il sedere.

Non l'ho mai piΓΉ toccata dopo ciΓ² che ha passato, e che Dio mi perdoni, la voglia che ho di lei mi fa impazzire. A giudicare dal suo sguardo, per lei Γ¨ lo stesso.

«Non chiamarmi così, o perderò la testa e ti scoperò proprio qui» le sussurro all'orecchio, mordicchiandolo.

Lei ansima, senza frenarmi, solo che ci blocchiamo entrambi quando sentiamo il cellulare suonare.

Chiunque sia, lo ammazzo.

Afferro il telefono per rispondere, e mi acciglio nel vedere il nome di Mason sullo schermo. Β«Giuro che se non Γ¨ urgente, ti ammazzoΒ» brontolo.

Di solito lo sentirei ridere, invece sentire il suo tono serio mi preoccupa. Β«Davian, abbiamo un problema serioΒ».

Mi rizzo sulla schiena, guardando Maisie. Β«Che succede?Β»

Β«Riven e suo fratello Tyler sono qui alle corse. Vogliono gareggiare per la Run War, anche se sono stati eliminati al giro precedenteΒ».

Che grandissime facce di culo, non credevo avessero il coraggio di farsi vedere in giro.

Β«Stronzate, non possonoΒ» sbotto, sentendo i nervi tendersi.

«È questo il problema. Hanno sfidato due dei partecipanti, e hanno scommesso di prendere il loro posto se li battono. E non è la cosa più grave» si prende un minuto di pausa, e sento il rumore dei suoi passi sulla ghiaia. «Stanno rivelando a tutti della tua identità. Vanno in giro a raccontare cazzate, facendo credere agli altri che sei stato tu a truccare le corse. Hanno le registrazioni di te che irrompi nella loro rimessa. La nostra gente sa che sono cazzate, ma qualcuno... comincia ad avere dubbi».

Un motivo in piΓΉ per volerlo morto.

Sapevo che racimolare le prove per incastrarlo avrebbe richiesto tempo, ciΓ² non significa che gli darΓ² modo di rigirare la situazione a suo favore. Sto per andare a rompergli il naso per la terza volta.

Β«Solo degli idioti gli crederebberoΒ»

Β«Stanno per correreΒ» mi avvisa Mason.

Avevo proprio bisogno di sfogarmi. Β«ArrivoΒ».

Quando chiudo la chiamata, mi basta notare lo sguardo di Maisie per rendermi conto che ha sentito tutto, ed Γ¨ visibilmente sbiancata. Mi ero promesso che sarei stato lontano da quell'ambiente se non per correre per la finale, ma al diavolo, non gli permetterΓ² di infangare il mio nome.
Se vuole rivelare chi sono, faccia pure. Ma accusarmi di essere un traditore? Mai.

Β«Vengo con te, Davian. Ho un conto aperto con quel pezzo di merdaΒ» mi dice Maisie con un tono che non ammette repliche.

Se fossi piΓΉ responsabile, le direi di evitare. PerΓ² non sarΓ² quello che le impedisce di combattere le sue battaglie. Β«Andiamo a fargli il culo, leonessaΒ».

Mesi fa, non mi sarei perso un solo raduno, erano la mia scappatoia dalla realtΓ .

Il profumo della benzina e del fumo nell'aria, l'adrenalina scatenata dalla velocitΓ , la musica che pompava dalle casse e l'ebbrezza di sentirmi al di sopra degli altri erano il mio pane quotidiano.

Quelle due ruote rappresentavano una scappatoia, e per certi versi, è ancora così.

Ho sempre avuto l'abitudine di separare il pirata da Davian.
La musica dalle corse.
La vita da superstar da quella come ragazzo di strada.
Quello che non avevo mai messo in conto, Γ¨ che io sono entrambe. Sono il ragazzo che ama la sensazione del vento che gli taglia la faccia, della sete di vittoria e amante del pericolo. E sono anche il cantante che ha trovato nella musica il modo di esprimersi.
Non ho bisogno di fingermi qualcun altro.

Per la prima volta, arrivo al raduno senza tinta per capelli o lenti colorate agli occhi.
Semplicemente Davian.
Parleranno di me? Bene.
Il mondo saprΓ  di ciΓ² che faccio? Lo affronterΓ².

Maisie corre accanto a me fino a quando non arriviamo a destinazione, e ammetto che vederla alla guida è uno spettacolo. È così fiera, intraprendente e sexy, al punto che devo trattenerli per non fotterla lì sopra una volta che ci fermiamo.

Mi appunto di farlo in futuro, sicuramente.

Β«Sei sicuro, Avi?Β»

Annuisco, sicuro della mia scelta Β«SicurissimoΒ».

Scendo dalla moto con il casco ancora sottobraccio, e mi faccio largo tra la folla. Il rombo dei motori supera il volume della musica, e l'area in cui hanno organizzato l'incontro Γ¨ illuminata solo dai fari delle macchine e qualche lampione sparso. Il terreno Γ¨ umido a causa della pioggia recente, e persino il percorso Γ¨ instabile e pieno di pozzanghere. Non che questo freni chi ha fame di gloria.

L'alcool gira a fiumi tra le persone, tra bicchieri pieni di chissΓ  quale merda e birre stappate di ogni genere. Chi non segue le corse, balla al ritmo della musica, qualche ragazza Γ¨ seduta sui cofani delle macchine, sperando di essere notate. Da me non ottengono neanche uno sguardo.

Β«Isie, stai bene?Β» le domando, preoccupato della sua reazione davanti alla folla.

Lei stringe le labbra, pensierosa, perΓ² poi annuisce. Β«Ho smesso di nascondermi anche io, Davian. Facciamola finitaΒ».

Sono così fiero di lei.

Prima che possa risponderle, Mason, Kaiden ed Eris ci vengono incontro, e la mia amica corre ad abbracciare Maisie. Β«Cazzo, che bello vedertiΒ» le dice, stringendola Β«Si sentiva la tua mancanzaΒ».

Maisie sospira, abbozzando un sorriso Β«Non sono esattamente la benvenuta in questo periodoΒ» scherza.

Eris le lancia un'occhiata eloquente. Β«Lasciati dire una cosa, tesoroΒ».

Β«Sono tutta orecchiΒ» risponde Maisie, curiosa.

Β«Fregatene del giudizio delle persone. Hai ragione, nessuno aveva il diritto di mettere online quelle foto, ma non sei tua doverti nascondere. La gente ti ha visto nuda? Beh, si saranno rifatti gli occhi, perchΓ© sei uno spettacolo. Dio ci ha creati tutti uguali, e se la gente urla allo scandalo per un paio di tette e un culo, sono fermi al Medioevo. Vai avanti a testa alta, perchΓ© quelle foto non dicono niente di te, solo che sei fatta come tutti gli altri. Non sei una puttana, e se qualcuno prova a dirtelo, tu dagli un pugno in facciaΒ».

Non avrei saputo dirlo meglio, e a giudicare dall'espressione Maisie, ha apprezzato il modo schietto ed esplicito di Eris di parlarle.

Β«Infatti Γ¨ per questo che sono qui. Sto aspettando di poter dare un pugno in faccia a TylerΒ» ammette fiera, ed Eris sorride, bevendo qualche sorso della sua birra.

Β«Questa Γ¨ la ragazza che conoscoΒ» ribatte, orgogliosa, e le fa l'occhiolino.

Β«Quegli stronzi sono riusciti a vincere. Parteciperanno alla Run WarΒ» mi informa Mason a denti stretti, e stringe i pugni.

Β«Ammesso che ci arrivino viviΒ».

Maisie serra la mascella, e posso vedere il nervosismo che trattiene. Li cerca con lo sguardo, e quando li adocchia, io sono giΓ  alla sua sinistra. Mason la affianca, ed Eris gli mostra il dito medio accanto Kaiden.

«Oh, ci arriveranno. Perché è lì che punto a batterli. Prima gli farò mangiare la polvere, e poi li demolirò uno per uno» sibila Maisie, avvicinandosi alla folla senza paura.

O meglio, non ne mostra.

Ignora i commenti, le parole sussurrate e le occhiate che le rivolgono, e cammina dritta fino a raggiungere la pista, dove sono Tyler e gli altri. Inutile dire che io la seguo senza esitare.

Β«Ma guarda chi si vede. La puttana e il cantante che si diverte a travestirsiΒ» sogghigna, e posso notare ancora i lividi e i graffi del nostro ultimo scontro. Ha il volto giallognolo in alcuni punti, e il labbro spaccato.

Che soddisfazione.

Non credo che Tyler si aspettasse una reazione così veloce da parte di Maisie. Non parla, non si difende, non attacca discorsi o avvertimenti. Avanza verso di lui, scosta le persone che la trattengono e punta dritto al suo viso, tirandogli un gancio destro potente e preciso, al punto che sento la sua mascella scricchiolare.

Β«Fottiti, Tyler. Non ti permetto di insultarmi, tanto meno di infangare il nome dell'uomo che amoΒ» ringhia, e gli tira un calcio dritto nelle palle.

Nessuno interviene, e quando Riven prova a muovere un passo, lo stesso faccio io. Β«L'ultima volta non Γ¨ finita bene, testa di cazzoΒ» lo avverto.

Tyler sputa sangue, e quando prova ad afferrare Maisie, vado fuori di me.

Non esiste, cazzo.

Β«Lei non la tocchiΒ» sibilo, e lo spingo indietro, proteggendo Maisie dietro di me.

Neanche mi accorgo che la gente ci accerchia, avidi di godersi lo spettacolo.

Β«Cosa c'Γ¨, Davian, stasera niente travestimento? Ve l'avevo detto che era lui il pirata che tanto adorate, quello che si diverte a truccare le gare pur di uscirne vincente. Lo spettacolo dell'altra volta era un tentativo di depistarvi, ma i fatti parlanoΒ» urla Riven, reggendo il fratello.

La gente ammutolisce, perΓ² io conosco queste persone. Se c'Γ¨ una cosa che li accomuna, Γ¨ la lealtΓ . Lo vedo negli occhi della maggior parte di loro, ed Γ¨ ciΓ² che loro non hanno mai avuto.
Ne ho la conferma quando i primi di loro muovono i primi passi, mettendosi dal mio lato.

Β«Per me non c'Γ¨ differenza tra Davian e il pirata. Il suo segreto muore con meΒ».

Un altro lo segue, mettendosi dallo stesso lato.

Β«PotrΓ  essere un bugiardo, ma non un codardo. Lui vince lealmenteΒ».

A ciascuno di loro che si schiera dalla mia parte, il mio orgoglio sale.
Non ho mai avuto bisogno di nascondere ciΓ² che sono.
Essere il pirata delle corse Γ¨ parte di me, ed Γ¨ ora di riscattarlo.
Muovo un passo verso Tyler e i pochi che sono così stupidi da dargli credito.

Questa Γ¨ la mia gente, la mia cittΓ  e il mio posto, questo stronzo non la avrΓ  mai vinta.

«Nella mia vita, ho commesso tre errori. Il primo, è stato mentire e allontanare la donna che amo. Il secondo, è stato credere di dover separare il pirata da Davian. È vero, ho nascosto la mia identità, ma la mia lealtà non è mai mutata. Amo correre quanto amo fare musica, amo queste strade quanto amo la sala registrazioni. Sono il pirata tanto quanto sono Davian, il cantante internazionale. Ogni vittoria che ho guadagnato, l'ho conquistata lealmente, premendo sull'acceleratore e dando il massimo a ogni curva. Mi sono guadagnato il rispetto, e non tradirei queste persone neanche se mi trovassi con una pistola puntata alla fronte. Tu, invece, sei un viscido che si nasconde dietro un mucchio di stronzate» mi giro verso la folla, indicandolo. Devono sapere tutti. «Non spetta a me dirmi perché sono andato a spaccargli la faccia, però vi assicuro che non era per manomettere le loro moto. Posso vincere tranquillamente senza» sogghigno, guardando verso Maisie.

Non ho il diritto di raccontare la sua storia.

I presenti mi guardano con ammirazione, qualcuno di loro mi poggia una mano sulla spalla e si complimenta con me, nessuno si azzarda a inveire. Tutti giurano di tenere il segreto, nemmeno una singola persona si sogna di raccontare cosa succede qui.

Β«Manca il terzo erroreΒ» aggiungo, puntando lo sguardo verso Tyler, e lo indico. Β«Permetterti di respirare la stessa aria della donna che amoΒ».

Maisie mi fissa emozionata, e quando meno me lo aspetto, si fa avanti.

Β«Ve lo dico io cosa hanno fattoΒ» dice fiera, e lo fissa con un'espressione carica d'odio. Β«In America, questo stronzo e la sua banda di sfigati mi hanno drogata e lui ha abusato di me, fotografandomi senza il mio consenso. Le foto che sicuramente qualcuno di voi avrΓ  visto, sono state fatte senza che io fossi cosciente. Sapete il motivo? Questo pezzente voleva farmela pagare per aver scoperto che truccava le corse giΓ  allora, e i suoi giochetti del cazzo hanno ucciso due persone. Due ragazzi come noi, che volevano solamente viversi la vita. Ecco chi avete davanti a voiΒ».

Se potessi, la bacerei proprio adesso. È riuscita a lasciare senza parole persino me.
C'era forza nelle sue parole, un pizzico di paura e tanta determinazione. So quanto le sia costato raccontare l'accaduto, e il fatto che abbia scelto di esporsi mi dimostra ancora una volta che donna meravigliosa Γ¨.

Una leonessa. Una regina.

Tyler sbianca e indietreggia, forse per paura che Maisie lo colpisca di nuovo. Di certo non la fermerei. Β«Sta mentendo! Era cosciente, ha chiesto lei diβ€”Β»

Questa volta Γ¨ Eris a inveire contro di lui, e gli tira un calcio nello stomaco prima che Kaiden la tira indietro. Se creiamo troppo baccano, arriverΓ  la polizia, e non voglio far finire nei guai nessuno. Con mia enorme soddisfazione, il colpo va a segno, e quando gli altri provano a reagire, c'Γ¨ un muro di persone che glielo impedisce.

Β«Chiudi quella fogna, bastardo! Prova a insultare di nuovo la mia amica, e la prossima volta ti faccio ingoiare la linguaΒ».

Eris non risparmia gli insulti neanche quando Kaiden la trattiene, ricordandole che se arrivasse la polizia, ci sarebbero problemi per tutti.

Β«Ho capito, Storm. Ora levami le mani di dossoΒ» sbotta, e si gira a guardarlo.

Lui sogghigna, lasciandola. Β«Pensavo che ti piacesseΒ».

Β«Nei tuoi sogniΒ» ribatte fiera, tornando a guardare davanti a lei.

Maisie ha gli occhi fissi su Tyler e suo fratello, non si lascia intimidire. Β«Mandarvi via di qui sarebbe troppo sempliceΒ» fa un passo in avanti, e io mi assicuro che non le accada nulla. Β«Io e te ce la vedremo alla Run War, stronzo. SarΓ  quella la resa dei contiΒ».

Sgrano gli occhi, e quando a Tyler viene intimato di allontanarsi, Γ¨ troppo ferito nell'orgoglio per ribattere. PotrΓ  essersi guadagnato il posto alla corsa finale, ma non il rispetto della gente.

Β«Per quanto lo vorrei, non possiamo tagliarli fuori dalla Run War. Rispettiamo il codiceΒ» mi dice Billie, uno dei ragazzi che gestisce il giro.

Se non violano le regole stabilite, sono dentro, a prescindere dai loro precedenti.

Questa Γ¨ la procedura, in modo che chiunque possa avere la possibilitΓ  di riscattarsi.

Β«Non importa. Avranno ciΓ² che meritanoΒ» dico a denti stretti, promettendo a me stesso che quella sarΓ  l'ultima volta che vedrΓ² Tyler a piede libero.

Maisie torna a respirare quando si allontana, e noto solo adesso che sta tremando. La stringo a me, passandole una mano tra i capelli.

«Isie, ci sono io con te. Sei stata così coraggiosa» mormoro, posandole un bacio sulla fronte.

Lei non dice nulla per qualche secondo, ricambia silenziosamente l'abbraccio, poggiando la testa contro il mio petto. La avvolgo con le braccia contro il mio petto, le accarezzo i capelli e mi assicuro che nulla la scalfisca. Ci siamo solo noi due, insieme in mezzo al caos.

Si allontana di poco per guardarmi, e so giΓ  cosa dicono i suoi occhi.
Hanno sete di rivalsa.

Β«Resta un'ultima cosa da fareΒ».

Β«Tutto quello che vuoi, leonessaΒ».

Lei mi sorride, piΓΉ determinata che mai. Β«Vincere quella dannata corsaΒ».

✨Spazio Autrice✨

Buonasera e buona domenica a tutti!
Penso che sia chiaro quale sarΓ  il prossimo capitolo che andrete a leggere, e io non vedo l'ora di condividerlo con voi.

Manca sempre meno, e se guardo il percorso che hanno fatto Maisie e Davian sembra quasi incredibile. Non sono pronta a lasciarli🀧

A ogni modo, vi aspetto come sempre nei commenti per sapere le vostre impressioni🀍
Ci vediamo al prossimo capitolo!

BαΊ‘n Δ‘ang đọc truyện trΓͺn: AzTruyen.Top