Ritorno A Venezia E Tempi Odierni
Caro diario,
Come ti stavo raccontando io e Giacomo, dopo lunghissimi anni di viaggi e avventure rocambolesche, diventammo genitori di due splendidi bambini Anna e Marco.
La vita a Venezia non fu mai così tranquilla: per vivere Giacomo si dedicò all'attività di scrittore utilizzando la sua vasta rete di relazioni per procurare sottoscrittori alle sue opere.
Nel 1775 pubblicò il primo tomo della traduzione dell'Iliade e negli anni successivi compose altre opere.
Però il suo comportamento impetuoso gli giocò un brutto scherzo: offeso platealmente in casa Grimani da un certo Carletti, col quale questionò per motivi di denaro, si risentì perché il padrone di casa prese le parti del Carletti. Decise a questo punto di vendicarsi componendo un libello, " La stalla ripulita" in cui, pur sotto un labile travestimento mitologico, sostenne di appartenere alla famiglia Grimani.
Anche in questo caso l'aristocrazia fece quadrato e noi veniammo costretti all'ultimo esilio.
Lasciammo la città di Venezia nel gennaio 1783 e ci dirigemmo a Doux, in Boemia, dove ci troviamo tutt'ora.
Qui a Giacomo venne affidato il lavoro di bibliotecario e qui assistimmo alla Rivoluzione francese e al crollo della Repubblica di Venezia.
Fummo, ed siamo ancora oggi, in povertà ma il nostro amore è ancora forte e indissolubile.
I nostri figli ormai sono delle persone affermate e noi li amiamo moltissimo soprattutto Giacomo.
Se siamo insieme nonostante le grandi difficoltà lo devo tutto a quel giardino di Venezia che ci fece conoscere e ci unì nei momenti più difficili.
Giacomo Casanova, mio marito, l'uomo che amo e colui che mi ha aperto gli occhi sul mondo.
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