CAPITOLO 2
Quella stessa sera, al tramonto, il demone uscì dal bosco e fece ritorno sulla sua nave, nella sua forma umanoide per non dare nell'occhio. Si tolse la maschera e, di impulso, mise le mani su di un libro. Dopo aver iniziato a leggere per qualche minuto, si rese conto che qualcosa non andava.
*Che diamine mi sta succedendo? Non riesco nemmeno a concentrarmi per leggere. Ormai è una settimana che continuo ad osservarla, e ancora non capisco che cosa mi spinga a farlo... Trattandosi di un'umana poi...*
Mentre questi pensieri gli riempivano la testa impedendogli di riposare a dovere, decise che la cosa migliore da fare era avere un contatto ravvicinato e tentare di seguirla di nascosto. Al resto avrebbe pensato dopo. Pensó che ormai, nessuno avrebbe avuto qualcosa da dire sul suo comportamento. Dal momento in cui era rimasto solo, abbandonato e tradito dalla sua stessa famiglia, se non altro poteva agire senza essere giudicato od ostacolato.
Cercò di far passare la notte come meglio poteva, nel suo letto, provando a distrarsi con qualche libro, anche se questo non faceva altro che alimentare i suoi pensieri verso quella ragazza.
*Tutto questo non ha senso...mi sento ridicolo. Possibile che provi interesse per una femmina umana? Un demone maggiore come me... Forse perché, in un certo senso, ci somigliamo. La vedo sempre intenta a leggere, e non è una cosa così frequente per una ragazza. Se continuo così, rischio di fare la stessa fine del Grande Generale Cane. Ma ho assolutamente bisogno di capirci qualcosa, altrimenti la mia mente non avrà pace*
Riuscì finalmente a prendere sonno in tarda notte, e quando si svegliò ai primi raggi del sole, iniziò subito a pensare come agire quello stesso pomeriggio.
Alla fine, decise di ripetere inizialmente il solito "rito", assumendo il suo vero aspetto e raggiungendo il bosco vicino al fiume.
In quel momento si rese conto di provare una sensazione nuova e quasi strana, quasi come se stesse trepidando per l'attesa. Era palesemente agitato... Lui! Il Signore dell'Est!
Dopo diverso tempo, finalmente vide la ragazza arrivare, come era solita fare ogni giorno. Si mise tranquillo ad osservarla da lontano per un po, lasciandola leggere indisturbata. Poi si decise a muoversi, sapendo che avrebbe attirato nuovamente la sua attenzione.
Come previsto, la ragazza chiuse il libro e si addentrò lentamente nel bosco... Questa volta sembrava avere un'aria più decisa, o perlomeno, questa era l'impressione che Kirinmaru ebbe sul momento.
*Vediamo fin dove arriva il tuo coraggio, ragazzina. Sono proprio curioso di vedere cosa farai...*
E mentre pensava questo, continuò ad addentrarsi nel bosco, assicurandosi che lei lo seguisse, dove c'era più ombra che luce e avrebbe potuto non esporsi eccessivamente.
Trovato il punto giusto, si fermò volgendo lo sguardo verso di lei...
La ragazza inizialmente si bloccò completamente, per quanto ne sapeva sarebbe potuta finire nel suo stomaco da un momento all'altro. Ma, per qualche motivo, il suo sesto senso la fece avanzare; certo, non completamente senza timore e con un misto di sensazioni dentro di lei.
Kirinmaru pensó di fare altrettanto e avanzare molto lentamente. Fu piacevolmente sorpreso dal coraggio che la ragazza stava mostrando e, quando furono vicini a sufficienza, volle fare un passo avanti. Abbassò la testa e si fermò ad un metro da lei.
Fu in quel momento che accadde qualcosa che il demone non aveva mai sperimentato. La ragazza si sporse lentamente in avanti e posò delicatamente la sua mano sul muso di quella creatura. Solo in quel momento si rese conto di quanto il demone fosse grande, notando anche la presenza di squame, ma per nulla aggressivo.
Dopo qualche secondo passato a guardarsi negli occhi, a Kirinmaru sfuggì uno sbuffo dalle narici, il quale fece involontariamente cadere all'indietro la ragazza.
"Oops! Ahaha, ehi vacci piano bestione! Non sei mica un cavallo sai?... Sarei proprio curiosa di sapere chi sei, come vivi... Non vuoi proprio farti vedere eh? Probabilmente non dovrei nemmeno essere qui". La ragazza fece un grande sospiro.
"Sarà meglio che torni a casa ora, mia madre ha bisogno di me al negozio. Spero avremo l'occasione di incontrarci di nuovo".
E così, regalando al demone un bellissimo sorriso, la ragazza si rimise in piedi, lo accarezzò un'ultima volta e iniziò ad incamminarsi verso casa.
Kirinmaru riprese le sue sembianze umanoidi, e per un momento si sentì strano, come incapace di muoversi o parlare.
Quando tornò con la mente alla realtà, si mise in cammino per poterla seguire e capire chi fosse esattamente. Una volta arrivato al villaggio, vide da lontano che un paio di uomini avevano fermato la ragazza in mezzo alla strada.
"Te ne vai ancora in giro a leggere libri? Leggere e studiare non sono attività che si addicono ad una femmina, dovresti pensare solo a stare a casa e aiutare tua madre!". Detto questo, uno dei due uomini le diede una spinta e la fece cadere, palesemente intenzionato a picchiarla.
Il demone sapeva che probabilmente lo avrebbero riconosciuto, essendo il Signore di quelle terre, ma comportamenti simili non erano tollerati nel suo Regno. La violenza gratuita non gli era mai piaciuta.
Decise quindi di intervenire, frapponendosi velocemente tra la ragazza e quell'uomo, bloccando il suo pugno senza il minimo sforzo.
"Non hai nemmeno un briciolo di orgoglio? Non ti vergogni ad aggredire una ragazza indifesa?! Sparisci!".
L'uomo si rese conto della situazione e se ne andò a gambe levate, mentre Kirinmaru si voltò verso la ragazza senza dire una parola.
"Non so come ringraziarvi, io...", lo guardó meglio e realizzò, alzandosi di scatto.
"Ma voi siete... Kirinmaru-sama! Vi chiedo scusa mio Signore! Non vi avevo riconosciuto..." disse la ragazza prima di inchinarsi in segno di rispetto.
"Non preoccuparti... Se non ti dispiace ti accompagno a casa. Non mi sembri molto apprezzata qui..."
"Ah no, io... Non vorrei essere un peso per Voi, non preoccupatevi... ci sono abituata"
Quell'ultima frase fece scattare qualcosa in lui... "Vedi, il fatto è che sono qui al villaggio per trovare un negozio che faccia al caso mio, diciamo che vorrei... rinnovare un po' di cose..."
"Beh in tal caso, non vorrei sembrarvi impertinente ma... Io e mia madre possediamo un negozio di tessuti di vario genere, nel quale realizziamo anche abiti su misura. Non ho idea se la qualità della materia prima possa essere di vostro gradimento ma... Nel caso voleste dare un'occhiata, vi faccio strada volentieri!"
Kirinmaru annuì silenziosamente, e la ragazza sfoggiò nuovamente quel bellissimo sorriso, per poi voltarsi e iniziare a camminare.
"Eccoci, siamo arrivati. Vi pregherei di attendere solo un momento"
La ragazza sparì nel retro e, dopo pochi minuti, ritornò insieme alla madre.
"Mio Signore... Siamo onorate della vostra visita. Qualsiasi richiesta abbiate in mente, cercheremo di soddisfarla nel miglior modo possibile".
Kirinmaru si fermò a pensare un attimo, osservando i tessuti e i vestiti.
"Sì, avrei una richiesta... Vorrei commissionarvi alcuni abiti, ma ad una condizione. Voglio che siano realizzati dalla ragazza in persona, e voglio che venga con me per svolgere il lavoro"
"Vedete mio Signore, il fatto è che mia figlia per me è un aiuto importante qui e..."
"Capisco, immaginavo. Per questo ho pensato di farvi avere un buon anticipo, consideratelo un extra per il disturbo. Con questi dovreste essere in grado di assumere un rimpiazzo per il periodo necessario".
Il demone consegnò un sacchetto di monete alla donna.
"Ah... Io non so veramente cosa dire! Hoshi, a te sta bene?"
"Non vedo perché rifiutare madre... È un buon affare direi. Per me non ci sono problemi"
"Così è questo il tuo nome... Hoshi... Spero proprio che non ti sentirai a disagio lontano da casa con un estraneo"
"Beh diciamo che ho avuto modo di conoscere parte del vostro carattere, mio Signore. Sarà un onore lavorare per voi".
Kirinmaru fu sorpreso da quanto fosse spigliata e sicura la ragazza mentre parlava con lui. A dirla tutta, non gli dispiaceva affatto.
"Bene, prepara pure tutto il necessario. Domani mattina ti farò venire a prendere. Allora, a domani."
Una volta andato via il demone, la madre di Hoshi non riuscì a nascondere la sua ansia e si mise a parlare con la figlia.
"Mamma, tranquilla. Prima, mentre tornavo a casa, mi ha evitato un pestaggio. Si è messo in mezzo e li ha fatti scappare via. Non preoccuparti, andrà tutto bene".
Quella sera, Hoshi faticò a prendere sonno. Non perché avesse paura, ma sentiva dentro di sé delle strane sensazioni contrastanti, e non vedeva l'ora che arrivasse l'indomani.
Né lei né il grande Kirinmaru immaginavano quello che il futuro avrebbe avuto in serbo per loro.
Solo il tempo e la conoscenza avrebbero dato la risposta ad entrambi...
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