CAPITOLO 11
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Kirinmaru si dimostra sempre più premuroso nei confronti della ragazza.
Decide di far tornare a casa la figlia, Rion, proprio perché Hoshi possa avere una compagnia femminile con cui confidarsi e sfogarsi su argomenti che forse con lui non avrebbe nemmeno mai osato accennare.
Al tempo stesso però, Hoshi inizia a sentirsi un po' agitata a riguardo, e la sua mente inizia a riempirsi di pensieri... Per impedire a questi ultimi di divorarla, la ragazza riprende in mano carta e inchiostro...
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"...La proposta improvvisa di Kirinmaru non mi dispiace e mi ha indubbiamente sorpresa. Ma non credo sarà facile per me. Mi sento fuori posto, come se fossi il terzo incomodo, d'altronde sono entrata a far parte della sua vita molto recentemente e, per come stanno le cose al momento, non posso certo considerarmi parte della sua famiglia.
Non dubito delle sue parole, sicuramente conosce molto bene sua figlia e credo veramente che sia una ragazza dolce e sensibile. La mia paura più grande è che possa istintivamente non accettare la mia presenza accanto a suo padre.
Kirinmaru mi ha confessato che il loro rapporto ha ancora qualche frattura, ma sono pur sempre padre e figlia. E quel che è certo è che lui la ama profondamente e ci tiene molto al suo benessere.
A questo punto non mi resta che farmi coraggio e presentare la migliore me stessa alla ragazza. Il resto verrà da sé, e spero vivamente di non essere la causa di una ulteriore incrinatura nel loro rapporto"
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"Non sarebbe meglio se andassi a letto? È già molto tardi"
Hoshi si sentì abbracciare da dietro, era seduta alla scrivania.
"Accidenti, mi hai spaventata. Sì lo so, sono solo un po' nervosa, tutto qui..."
"Per domani sera? Lo sai, ti ho già detto che non hai motivo di preoccuparti. Rion è molto affabile e gentile, sono sicuro che andrete d'accordo. Vieni, andiamo a sdraiarci..."
La ragazza e il demone si avviarono verso la stanza di Kirinmaru. Una volta tranquilli a letto, lui percepì dei cambiamenti nel corpo di Hoshi.
La strinse tra le braccia in un tentativo di conforto.
"C'è altro che non va, dimmi la verità..."
Dopo un lungo sospiro e una pausa, la ragazza si decise a rispondere.
"Ecco... Stavo pensando. Forse nel periodo in cui tua figlia rimarrà qui sarebbe meglio che io tornassi a dormire nella mia stanza. Voglio dire... Forse dovremmo presentarle la situazione per gradi..."
"Rion sarà anche giovane ma ti assicuro che è tutto tranne che sprovveduta. Se ne accorgerebbe comunque. Mi conosce troppo bene per non capire che è cambiato qualcosa dall'ultima volta che ci siamo visti"
"Non ne dubito, ed è proprio questo il problema. Onestamente ho paura che possa non accettarmi per gelosia e magari inconsciamente anche odiarmi..."
Kirinmaru non poteva sopportare di vederla così, doveva dirle tutta la verità, e questo sembrava proprio il momento più appropriato per farlo.
"Senti Hoshi, io... Devo essere onesto con te, non posso nascondertelo. È vero che ho pensato di farla venire qui per farti sentire meno sola, ma ho anche pensato che potessi esserci d'aiuto senza volerlo. Ormai ti conosco abbastanza bene, e in tutta onestà credo che se esiste qualcuno in grado di ricucire completamente il rapporto tra me e Rion quella potresti essere tu... Se sei preoccupata per la sua reazione nei tuoi confronti direi che queste mie parole dovrebbero essere sufficienti per farti capire che non ne hai motivo"
La ragazza rimase sorpresa per un istante, Kirinmaru si stava aprendo sempre di più con lei e questo le piaceva molto. Non avrebbe mai pensato che sarebbe successo, o perlomeno non così presto.
"Non devi giustificarti e non ti giudicherò, posso capire. Ovviamente non sono un genitore ma... Ho perso mio padre troppo presto e non so cosa darei per riaverlo al mio fianco. Credo che tu stia facendo la cosa più giusta. Per quanto possano esserci stati problemi tra di voi, sono convinta che lei non ti odi affatto. I rapporti sono complessi, non esiste mai il bianco o il nero, e di sicuro l'amore per una figlia verso il proprio padre non è qualcosa che possa essere distrutto tanto facilmente, te lo assicuro..."
"Ti chiedo scusa Hoshi... Forse non avrei dovuto coinvolgerti, non volevo farti ripensare alla tua famiglia. Sicuramente tra parenti ci sono sempre problemi e capitano screzi e discussioni, ma credimi niente è paragonabile agli errori che ho commesso nei confronti di Rion. Non è che mi odi, qualcosa è cambiato rispetto a qualche anno fa ma... È una situazione complicata, temo ci vorrà ancora tempo"
*Se si preoccupa di avermi ferita sicuramente qualcosa è cambiato anche in lui, o forse sarebbe più corretto dire che stia tornando quello che era un tempo. Non so come fosse il loro rapporto ma so per certo che nessuno può cambiare completamente, e oso pensare che sia meglio così...*
Hoshi non riusciva a smettere di guardarlo negli occhi, stava conoscendo un lato del suo carattere che la stava facendo innamorare ancora di più.
"...va tutto bene?"
"Ah, sì scusami, stavo pensando alle tue parole di poco fa. Non ti preoccupare, ormai il passato è passato. Ho sofferto molto ma ora guardo avanti, devo farlo per me e per mia madre, lo sai. E poi... Ora ci sei anche tu a farmi sentire bene..."
Hoshi si avvicinò ancora di più a Kirinmaru nascondendosi nel suo forte petto.
*Questa sensazione... È un calore meraviglioso, e il suo dolce profumo mi attrae ogni volta di più. Se continua così non so se riuscirò a trattenermi stasera. Non so che fare...*
Proprio in quel momento Kirinmaru, inebriato dal profumo della ragazza, iniziò a sentire che i pantaloni gli stavano diventando stretti e alquanto scomodi. Hoshi dal canto suo era discreta come al solito ma si accorgeva sempre di tutto.
"Forse è meglio se ti metti a dormire, abbiamo fatto decisamente tardi stanotte"
La ragazza ci pensò su qualche secondo, ma a quel punto dormire era l'ultima cosa che le andasse di fare.
"Beh, sai in realtà non sono stanca per nulla"
Alzò lo sguardo per incrociare quello del demone e gli cinse le braccia attorno al collo.
"Piuttosto, questa sera ho una forte sensazione di calore e... Mi sento strana accanto a te, provo il desiderio di sentirti sempre più vicino e, insomma... Mi sento eccitata. Forse tu potresti rimediare..."
"Mph... Mi stai seducendo per caso? Lo sai che sono piuttosto passionale, potresti anche pentirtene"
Kirinmaru regalò alla ragazza uno di quei suoi sorrisi ambigui che ogni volta la facevano sentire al settimo cielo.
"Mmm questo è quello che pensi tu... Qualsiasi cosa farai, non mi pentirò mai di averti provocato, i miei sentimenti sono sinceri. E ultimamente sento di non essere più in grado di trattenermi... Ti prego Kirinmaru..."
"Accidenti, te ne sei accorta eh? Speravo di riuscire a non fartelo notare. E va bene, ma voglio che mi prometti che alla prima cosa che ti mette a disagio tu me lo faccia sapere, intesi?"
La ragazza annuì silenziosamente e Kirinmaru si gettò immediatamente sulle sue labbra per poter sentire il suo dolce sapore.
Il demone si spostò sopra di lei senza interrompere il bacio, il quale stava diventando sempre più profondo e passionale. Si sostenne con gli avambracci per non pesare sul corpo della ragazza, decisamente più minuto rispetto al suo. Kirinmaru interruppe il bacio e, senza distogliere lo sguardo dagli occhi di Hoshi, iniziò istintivamente ad accarezzarle i fianchi con una mano. Subito dopo discese a baciare e sfiorare con le zanne il suo collo pallido e profumato.
Kirinmaru si avvicinò all'orecchio della ragazza per farle una richiesta sussurrando...
"Hoshi perdonami se te lo chiedo ma... Posso spogliarti? Non hai idea di quanta voglia ho di vederti"
"Non dire altro Kirinmaru, questa notte tutto ciò che vuoi. A patto che la cosa venga ricambiata..."
*...che razza di insolente. Chi voglio prendere in giro? È proprio per questo che mi sono innamorato di lei*
Il demone reagì con una lieve risata sotto i baffi e non esitò oltre. Iniziò a slacciare il nodo dello yukata della ragazza, il quale di conseguenza si aprì leggermente sul seno. Kirinmaru la svestì delicatamente, e quando vide Hoshi coprirsi un poco con le braccia le sorrise afferrandole i polsi per chiederle gentilmente di non farlo.
"Non nasconderti da me Hoshi, per favore... Non hai assolutamente nulla di cui vergognarti, sei perfetta"
Hoshi finalmente fece un sorriso e si lasciò guidare dal demone, esponendo completamente il suo corpo alla sua vista.
"Così va meglio... Ora direi che è il mio turno, come è giusto che sia"
Kirinmaru si spogliò lentamente di ogni suo indumento e raggiunse di nuovo la ragazza per tornare a baciarla.
*Accidenti... Mi aspettavo che avesse un fisico atletico ma questo supera le mie aspettative. Soprattutto un particolare... So che non dovrei fissare lì in basso ma cavoli... Mi chiedo come sia possibile che possa entrare dentro di me. Voglio dire, io non mi sento così... Capiente. Però non mi importa, mi fido di lui e lo amo. Voglio provare tutto con lui...*
Questa volta nella sua discesa, il demone non si fermò al collo, continuò il suo tragitto sulla clavicola per poi scendere ancora.
Depositò una serie di lievi baci tra i seni, poi si concentrò a dare attenzioni al seno sinistro prendendo il capezzolo nella sua bocca e stimolandolo con la lingua. Il seno destro invece veniva massaggiato con cautela dalla sua mano sinistra.
La ragazza iniziò a sospirare pesantemente, ma quando sentì la rigida virilità del demone sfiorare l'entrata della sua femminilità ebbe un sussulto e gemette lievemente.
"Va tutto bene? Non voglio andare oltre se ti senti a disagio"
"Ah... No Kirinmaru, è tutto a posto. Non mi sono mai sentita così bene. Anzi, in realtà vorrei chiederti se te la senti di provare ad andare fino in fondo. Purtroppo non posso assicurarti di riuscire a fare tutto stanotte, sarebbe la mia prima volta e insomma... Potrei sentire troppo dolore e potremmo non riuscire a finire ma... Se sei disposto ad essere paziente io..."
"A me interessa soltanto che sia quello che desideri e che tu sia sicura. Tenterò di fare tutto il possibile per farti sentire bene. Se poi dovremo fermarci non sarà un problema per me, tranquilla..."
A quel punto, Kirinmaru decise di scendere ancora di più, aprì leggermente le gambe della ragazza arrivato all'inguine e, dopo uno scambio di sguardi per assicurarsi di nuovo di avere il suo permesso, iniziò a depositare baci sulla femminilità della ragazza per poi aggiungere gradualmente l'azione della lingua. La stava stimolando con una esperienza che Hoshi non si sarebbe mai aspettata. Si vergognava di sé stessa perciò si coprì la bocca con una mano, mentre con l'altra accarezzava i rossi ricci dei folti capelli di Kirinmaru. Inconsciamente stava cercando di guidarlo perché stimolasse i punti giusti.
Il demone si accorse che la ragazza stava letteralmente andando in estasi, e prima che raggiungesse l'orgasmo volle assicurarsi che non volesse di più.
Raggiunse nuovamente il suo viso, le diede un veloce bacio e finalmente glielo chiese:
"Cosa vuoi che faccia? Vuoi davvero continuare? Voglio ricordarti che se non dovesse andare tutto liscio non sarà un problema, ci fermeremo, d'accordo?"
Hoshi era visibilmente imbarazzata ma trovò il coraggio di rispondere, in preda al desiderio.
"Io... Sì, voglio almeno provarci. E voglio farlo con te e soltanto con te. Ti chiedo solo di essere delicato ma so che posso fidarmi"
Kirinmaru non sapeva definire quella sensazione che invase il suo corpo e la sua mente in quel momento, ma sapeva che era da parecchio tempo che non si sentiva così.
Dopo aver ricevuto carta bianca dalla sua donna, con una mano si sostenne e con l'altra guidò lentamente il suo membro dentro di lei. Avanzò soltanto qualche centimetro e si fermò dando la possibilità alla ragazza di abituarsi a quella intrusione a lei estranea. La vide inarcare leggermente la schiena e poteva vedere chiaramente la sua espressione che era un misto tra dolore e piacere. Per il momento non aveva intenzione di reclamare la sua verginità, avrebbe fatto le cose per gradi rispettando i suoi tempi, anche se la voglia di farla completamente sua era sempre più forte.
Hoshi posò le mani sul suo addome in una sorta di carezza e lo guardò intensamente negli occhi.
"Kirinmaru... Ho quasi paura di essere un po' troppo stretta per te, non lo so io...prova a muoverti un po', senza entrare più di così per favore. Vediamo cosa succede..."
Kirinmaru annuì e senza procrastinare oltre diede inizio ad un vaivieni lento, dolce e sensuale. La visione di quella donna speciale sotto di lui, ansimante e a gambe aperte per dargli accesso, con i suoi seni che si muovevano un poco su e giù a causa delle sue spinte... Gli stava facendo perdere la testa. La sua delicata pelle leggermente sudata era illuminata da qualche candela e dalla luce della luna che filtrava con discrezione nella stanza. Era bellissima e maledettamente sensuale...
*No Kirinmaru, calmati. Non posso esagerare ancora. Le chiederò solo se vuole fare un piccolo passo in avanti*
"Se ti va posso provare ad avanzare ancora. Ma devi dirmelo tu cosa vuoi che faccia"
La ragazza non se l'aspettava ma rispose in maniera alquanto eloquente. Cinse le gambe alla vita del demone e lo spinse leggermente verso di lei, inclinando poi la testa all'indietro sul futon e gemendo più forte di prima.
A Kirinmaru non serviva altro, avanzò un altro poco nelle sue spinte fino ad arrivare a percepire quella maledetta barriera che prima o poi avrebbe dovuto rompere. Ma per il momento no, andava bene così.
"Mmh... Hoshi sei fantastica. Dimmelo se ti faccio male"
"Solo... se riuscissi ad indietreggiare un po'...sarebbe perfetto"
"Ti faccio male così, vero?"
"Un po' sì, non credo di riuscire ad andare oltre..."
Seguendo le istruzioni della ragazza, Kirinmaru continuò ad entrare e uscire da lei senza avanzare nemmeno di un centimetro in più, quando improvvisamente percepì degli spasmi all'interno della vagina.
"Ah... Scusami Kirinmaru, io credo di essere quasi al limite"
"Non preoccuparti... Vieni quando vuoi, non pensare a me. Concentrati sulla sensazione e goditela, voglio vederti felice... Sempre"
*È una sensazione meravigliosa che non ha paragoni con nessun'altra esperienza. È come se qualcosa stesse per esplodere dentro di me, un'ondata di piacere incredibile*
La ragazza abbracciò la schiena di Kirinmaru per avvicinarlo a sé mentre si avvicinava all'orgasmo. Il demone lo aveva percepito e moderò tre precise spinte per permettere ad Hoshi di provare quel piacere così intenso, ma che in quella epoca per le donne era quasi un tabù. Come se la femmina dovesse semplicemente soddisfare i bisogni del maschio e nulla più.
Kirinmaru non era della stessa idea, niente in quel momento era più bello della vista della sua donna in preda al desiderio e agli spasmi.
Quando Hoshi finalmente liberò tutto il suo piacere, affondò leggermente le unghie sulla schiena del demone il quale reagì con un lieve e malizioso sorriso stampato sulla pelle del collo della ragazza.
Appena si accorse che Hoshi era tornata rilassata, uscì da lei con delicatezza e si sdraiò al suo fianco.
"Come ti senti? Soprattutto, sei felice?"
"Va tutto bene, è stato meraviglioso. Però ecco... C'è una cosa che non mi va che finisca così. Io ho raggiunto il piacere ma tu, insomma... Non mi va di lasciarti indietro, io... Voglio fare qualcosa per te. Non ho mai fatto nulla del genere e non ho esperienza ma..."
"Hoshi non è necessario, si calmerà da solo. Ti avevo detto che non ci sarebbero stati problemi in ogni caso"
"No Kirinmaru senti... Io voglio farlo. Tu ti sei preso cura di me fino ad ora e io voglio fare lo stesso con te."
"Va bene, ma non strafare d'accordo?"
La ragazza annuì per poi timidamente allungare una mano e sfiorare il membro ancora eretto del demone. Solo questo bastò per fargli uscire di bocca un sospiro irrequieto.
Hoshi stava seguendo il suo istinto e, una volta afferrato saldamente la virilità di Kirinmaru con una mano, iniziò ad accarezzarla con un massaggio erotico stringendo ogni volta che si avvicinava alla punta.
Il demone ora era ipersensibile e non tardò molto a gemere di piacere.
Hoshi si sentiva soddisfatta inconsciamente, non sapeva nemmeno lei se fosse perché sapeva che la causa di quella erezione era lei oppure se fosse perché riusciva praticamente a tenere in scacco un drande demone con così poco.
"Hoshi, sto per... Aah...!"
Kirinmaru non fece in tempo a dire altro che già la ragazza era riuscita, con le sue mani e con quel suo sguardo perturbante, a fare in modo che il grande Kirinmaru cadesse ai suoi piedi, rilasciando una generosa quantità di bianca essenza.
Il demone scaricò le ultime ondate di piacere muovendosi un paio di volte avanti e indietro tra le mani della ragazza, per poi sentire il suo membro iniziare a rilassarsi.
Hoshi lo aveva lasciato senza fiato e non poteva esserne più felice; si alzò leggermente per andare ad appoggiarsi sul suo petto che ancora faceva movimenti un po' affannosi e irregolari.
"Allora...? Cosa mi dici? Sono poi andata così male?"
"Mph... Insolente. Non ti sopporto quando fai così. No, è stato bellissimo. Grazie Hoshi... Vieni qui"
Ancora pelle contro pelle si scambiarono un passionale bacio carico di tutto il loro amore.
"Ah a proposito... È meglio se domani mattina ci facciamo entrambi un bel bagno appena svegli... Temo che altrimenti una certa ragazzina a caso potrebbe anche capire subito quello che abbiamo fatto stanotte. Comunque Rion arriverà nel tardo pomeriggio, non ti preoccupare"
Hoshi arrossì improvvisamente ed era pronta a giurare che stesse quasi fumando dalla vergogna. Aveva a che fare con demoni superiori e non ci aveva nemmeno pensato.
Dopo un paio di minuti di silenzio, Hoshi prese la parola, ancora abbracciata a Kirinmaru mentre lui copriva entrambi con un lenzuolo di seta bianco.
"Pensi davvero che andremo d'accordo? Lo so che l'ho già detto ma... Ho davvero paura di non piacerle, e diventerebbe una situazione scomoda e complicata"
"Perché non ti fidi di me come fai sempre? La conosco molto bene, non avrà problemi con te, anzi... Sinceramente ho più paura delle reazioni che potrebbe avere nei miei confronti. Ma voglio confidare in lei, so che è una brava ragazza, probabilmente bisogna solo saper colpire i punti giusti... Ora dormi e non pensarci troppo. Riposati e domani andrà bene"
"Sì... Grazie per questa notte, sono stata così bene che non riuscivo a pensare ad altro. Ti amo"
La ragazza lo prese in contropiede con quelle ultime due semplici ma enormi parole. Si limitò a darle un bacio sulla fronte e ad addormentarsi tenendola tra le sue braccia.
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"Signorina Rion, siamo quasi arrivati"
"Sì, grazie..."
*Ho passato gli ultimi giorni a prepararmi psicologicamente da quando ho ricevuto la lettera di mio padre. Non so davvero cosa aspettarmi... Io gli voglio bene seriamente ma mi sento ancora un po' a disagio. È una sensazione strana se penso a come eravamo uniti secoli fa...*
Hoshi era agitata. Indossava uno dei suoi kimono più belli e stava cercando di rilassarsi, era un sospiro continuo.
Kirinmaru le sfiorò la mano per richiamare la sua attenzione e farla sentire più tranquilla.
"Vieni, andiamo sul ponte, sta arrivando..."
Nel momento esatto in cui la vide essere accompagnata sulla nave, Hoshi ebbe una strana sensazione, come se potesse capire solo guardandola negli occhi che tipo di creatura innocente fosse.
"Rion... Bentornata a casa..."
"Padre... Grazie"
La ragazza avrebbe potuto giurare di percepirla la minima tensione che ancora c'era tra loro due e decise di rompere il ghiaccio.
"Signorina Rion, è un piacere per me conoscervi. Io mi chiamo Hoshi e lavoro momentaneamente per vostro padre"
Seguì un inchino reverenziale in quanto consapevole di far parte di una casta sociale inferiore.
"No, vi prego, non c'è bisogno di così tanta formalità. Sono felice di conoscervi, mio padre mi ha parlato di voi nella lettera che mi ha spedito. Mi auguro sinceramente che questa possa essere una convivenza proficua, vorrei davvero conoscervi meglio!"
*È un po' strano che mio padre abbia fatto venire qui un'umana per lavorare per lui. Oh beh, vorrà dire che dovrò indagare. Il mio cuore mi dice di sperare che forse il Kirinmaru di un tempo non sia andato completamente perduto e che stia tornando. Se così fosse, credo proprio che dovrò ringraziare questa ragazza...*
Con un lieve sorriso sui loro volti, le due ragazze si strinsero la mano con una sensazione di leggerezza nel cuore.
"Va bene voi due, la cena è già pronta in tavola. Vi assicuro che avrete molto tempo per stare insieme e conoscervi meglio. Ora andiamo a mangiare, devi essere un po' stanca dopo il viaggio..."
La ragazzina annuì silenziosamente.
Tutti e tre insieme si avviarono nel salone, inconsapevoli che i pensieri e le speranze erano gli stessi per ognuno di loro.
Ancora non immaginavano quali novità li avrebbero attesi, ma sapevano che da quel giorno le cose potevano soltanto migliorare.
E sapevano di doversi dare un'altra occasione a vicenda, qualsiasi cosa sarebbe potuta accadere... ✨
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