Avenged Sevenfold

Il resto del pomeriggio passò veloce e alla fine i ragazzi decisero di organizzare una festicciola tra di noi per festeggiare l'entrata di Brian nella band, devo ammettere che mi trovo bene con queste persone, seppur le conosco solo da poche ore.
"Allora, che ne dite di conoscerci un po' meglio?", chiede Johnny, siamo tutti ancora nel garage di casa Sullivan, io, Brian e Matt siamo seduti sul divanetto, Zacky e Johnny sono seduti su due amplificatori e Jimmy occupa un posto per terra.
"Sì, direi che è una buona idea", afferma Matt, "Bene, allora chi vuole iniziare?"
"Dopo di te Shads, sei o no il nostro frontman", ridacchia Zacky
"Sempre con la solita scusa eh Vee. E va bene, allora, sono nato e cresciuto qui ad Huntington, la mia famiglia ed io andiamo d'accordo, ho una sorella più piccola, Amy, che ora si è trasferita a New York per degli studi. I miei genitori si aspettavano che io portassi avanti il lavoro di mio padre, e quando gli dissi che in realtà io volevo fare il cantante ne rimasero abbastanza delusi...da cosa nasce cosa e così finimmo per litigare tutti i giorni, ora è più il tempo che passo in camera mia o con i ragazzi che quello che passo con i miei genitori, ma va bene così, non voglio rinunciare al mio sogno", Matt finisce di raccontare la sua storia e subito dopo sorride, un sorriso sincero di chi non si è pentito di quello che ha fatto e che continua a fare. Con la coda dell'occhio vedo Brian abbassare lo sguardo.
"Bene, ora tocca a me", prende la parola Johnny, "La mia famiglia non è mai stata particolarmente affiatata, di conseguenza quando compii i miei dieci anni mi ritrovai a vivere con i miei zii. I miei genitori divorziarono e nessuno dei due voleva avermi tra i piedi, qualche anno dopo i miei zii mi dissero che si sarebbero trasferiti qui, prima abitavo in Georgia, ricordo che quando arrivai qui ero spaventato, non conoscevo nessuno e per un ragazzino di tredici anni ricominciare tutto da zero non è facile. A scuola conobbi Matt e Jimmy, e subito iniziammo a frequentarci, i miei zii erano d'accordo su parecchie scelte che facevo e un giorno tornai a casa da scuola con un basso in mano, ricordo la faccia di mia zia, era felice che avessi scelto di iniziare a suonare il basso, anche lei lo suonava da giovane, e grazie a lei imparai molto. E poi un bel giorno decidemmo di fondare una band con i ragazzi, non c'è bisogno di dire che divenni la persona più felice del mondo", anche Johnny finisce il suo racconto e io non posso far altro che sorridere, inizio anche a capire che nessuno di loro abbia vissuto tutta la vita in rosa e fiori.
"Zacky ora tocca a te", lo sprona Matt, Zacky sospira e poi si decide a raccontare, chissà perchè sembra che non ne abbia voglia.
"Anche io, come Matt, sono nato e cresciuto qui. La mia famiglia era una bella famiglia, somigliava parecchio a quelle che fanno vedere alla televisione, i miei genitori e i miei fratelli mi volevano bene e con loro ho sempre avuto un buon rapporto. Una sera i miei fratelli uscirono per andare ad una festa, io ero ancora troppo piccolo e quindi decisero di non portarmi, ricordo che l'ultima cosa che mi dissero fu 'Non aspettarci Zacky', all'inizio non capì cosa volevano dire, pensai semplicemente che era un modo carino per dirmi di non aspettarli sveglio fino a tardi..", fa una pausa e i suoi occhi si velarono di un leggero strato di tristezza, "..non li rividi più...quando stavano tornando dalla festa ebbero un'incidente, loro erano sobri, sapevano bene che quando dovevano tornare a casa da soli non dovevano bere, un coglione ubriaco e fatto gli andò contro, ebbero un frontale, morirono entrambi sul colpo. Dopo quel giorno le cose degenerarono anche a casa, mio padre iniziò a bere, distrutto da questa faccenda, mia madre scappò di casa e ancora adesso non so dove sia. Quando iniziai il primo anno di liceo le cose peggiorarono ancora di più, non avevo amici e me ne stavo da solo per la maggior parte del tempo, un mattino di dicembre un gruppo di ragazzi iniziò a prendermi in giro, dicendomi che ero un'annullità e che ci credevano che la mia famiglia andava in rovina, con una persona come me a casa...non ci volle molto tempo per farmi prendere di mira dalla maggior parte della scuola, spesso venivo picchiato, non reagivo, non avrei potuto, ero da solo contro gruppi interi di ragazzi. Ogni sera tornavo a casa e mio padre era sempre più ubriaco, ogni sera che passava lo era di più. Finchè non iniziò a picchiarmi anche lui", tira un sospiro
"Zacky non devi raccontarcelo per forza se..."
"No, tranquilla Heaven, va bene così, è giusto che lo sappiate", mi guarda tirando un sorriso e poi continua, "Un giorno dopo scuola, stavo tornando a casa e vidi che il solito gruppetto mi aspettava a qualche isolato da scuola, mi picchiarono anche quel giorno ma quella volta ci fu qualcosa di diverso. Fu così che conobbi Matt e Jimmy, vedendomi lì da solo che prendevo botte non ci pensarono due volte e vennero ad aiutarmi, mi aiutarono molto da quel giorno e piano piano iniziai a difendermi da solo, finchè nessuno mi prese più di mira, decisi di parlare con qualcuno anche riguardo a mio padre e riuscii ad aiutare anche lui, anche se molto poco, adesso è rinchiuso in una casa di cura e cerca ancora di smettere di bere. In pratica vivo da solo, in quella che una volta era la casa più felice che abbia mai visto. Mi avvicinai alla musica, era la mia unica valvola di sfogo, oltre al tempo che passavo con i ragazzi", termina.
"Ecco perchè Vengeance", dico a Zacky
"Sì, sto avendo la mia vendetta verso chi diceva che non valevo nulla, la strada è lunga, ma continuerò a farlo", ammette lui sorridendo
"Allora...direi che ora tocca a me, mh? Bèh, non c'è molto da dire sulla mia vita. Da quando sono nato non ho fatto altro che dare delusioni ai miei genitori. Mi sono sempre cacciato nei casini, sono finito fin troppe volte in cella, anche se per solo una notte ma, bèh, si può dire che non ho la fedina pulita, questo lo possono spiegare le manette che ho tatuate. La verità è che non sto mai alle regole perchè non le trovo giuste, mi è stata data questa vita in modo che io la possa vivere, sono una persona imprevedibile, sotto ogni punto di vista, l'anno scorso dopo una litigata pesante con mio padre decisi di scappare da casa, durante gli anni prima trovai un lavoretto e misi da parte abbastanza soldi per potermi comprare questa casa. Vivo da solo ormai da un'anno, e non me ne pento, iniziai a suonare la batteria quando ero molto piccolo e crescendo la mia passione divenne sempre più grande. Ed eccomi qui oggi, con accanto a me delle persone che mi accettano per quello che sono", Jimmy mi guarda con quegli occhi che ti bruciano l'anima, gli sorrido complice e felice che ci reputi già suoi amici. Sento Brian schiarirsi la voce e sedersi leggermente più composto, per poi iniziare a parlare.
"Anche io sono nato e cresciuto qui, la mia famiglia ha avuto i suoi alti e bassi ma tutto sommato siamo una bella famiglia, mio padre e mia madre si separarono sei anni fa, di mia madre non ho più avuto notizie, ma credo che sia tornata dai suoi parenti in Germania, mio padre si è rifatto una vita, non mi ha mai imposto nulla e mi disse che se volevo potevo andarmene con mia madre, ma non avrei mai potuto, sono troppo legato a questo posto..", mi lancia uno sguardo veloce, "..nonostante tutto però, vivere sotto l'ombra di un padre abbastanza famoso, in quanto chitarrista, non è facile. E portare il suo nome lo è ancora di meno, ancora adesso quando vado in giro la gente mi ferma, mi riconosce e dice 'Ma tu sei il figlio di Brian Haner!', è straziante...vivo sotto l'ombra di mio padre da anni, e sono stufo di questo, io non sono come mio padre e non lo sarò mai, è vero, grazie a lui ho imparato a suonare la chitarra, ma io voglio arrivare dove lui non è mai arrivato, io non sono la sua copia, io sono Brian e non uno stupido clone. Per questo mi sono ripromesso che sfonderò, e quando ce la farò andrò davanti a mio padre e gli dirò 'Guarda. Guardami. Sono arrivato qui grazie alle mie capacità e alla mia fatica, non perchè sono solo tuo figlio'", finisce il racconto e alza la testa, orgoglioso come sempre
"Heaven, siamo tutt'orecchi", mi sorride Matt.
"Bèh, c'è poco da raccontare, ho sempre vissuto con mio padre, mia madre scappò di casa dopo avermi partorito, non l'ho mai conosciuta, ma non mi interessa, credo che se ora la vedessi la respingerei. Con mio padre ho un rapporto fantastico, c'è sempre per me e non mi ha mai fatto mancare nulla, spesso è fuori città per lavoro, e quindi spesso sono da sola, ma non gliene faccio una colpa. Conobbi Brian all'asilo e non ci separammo più, mio padre lo reputa quasi come un figlio talmente stiamo tanto assieme, grazie a Brian sono riuscita a cavarmela in molte situazioni. Ci tengo a dire, soprattutto a te Zacky, che so cosa si prova ad essere una vittima. Per altro non c'è molto da dire, amo disegnare, canto e leggo parecchio, nonostante tutto non mi piace farmi troppo notare, sono californiana eppure odio il sole, troppo luminoso e puro, preferisco di gran lunga le giornate di pioggia"
"Oh finalmente qualcuno che apprezza!", esclama Zacky
"Sì Heaven, devi sapere che il nostro Zacky Vee qui ama la pioggia più di se stesso!", ridacchia Johnny
Ci scambiamo tutti un sorriso, è bello sapere che al mondo ci sono persone che, come te, conoscono la vita nel suo vero essere, perchè non è vero che la vita è sempre giusta, ognuno di questi ragazzi viene da situazioni più o meno difficili, e forse è questo che ci accomuna.
"Ehy, stavo pensando, tutti qui siamo sulla stessa barca, no?", irrompe Matt
"Sì, si può dire così", affermiamo
"E tutti qui vogliamo uscirne più forti", continua Matt, con un sorrisetto
"Dove vuoi arrivare?", chiede Brian
"Ragazzi, noi da oggi siamo gli Avenged Sevenfold!", esclama tutto felice Matt
"Avenged Sevenfold? Ma non c'è qualcosa sulla Bibbia sull'argomento?", chiede pensieroso Zacky
"Sì bèh, non pensate a quel libro ora. Noi ci riprenderemo la rivincita dalla vita e ne usciremo sette volte più forti! Gli Avenged Sevenfold spaccheranno!", si alza in piedi con un pugno sollevato
"Sai che ti dico? Che ogni tanto le cose sensate le dici anche tu!", afferma Rev alzandosi a sua volta, noi tutti seguiamo il suo esempio e ci ritroviamo presto in un abbraccio di gruppo, è bellissima l'amicizia che si sta formando tra noi, è palpabile, si sente sulla pelle
"Non cadremo mai ragazzi", dice Johnny
"E anche se succederà ci rialzeremo", afferma Zacky
"Come sempre", finisce Brian
Veniamo interrotti dal campanello di casa che ci annuncia l'arrivo del fattorino con le pizze e come se non mangiassimo da mesi ci fiondiamo in salotto.
Gli Avenged Sevenfold sono arrivati e in un modo o nell'altro si faranno ricordare dal mondo.

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