L'incontro con le famiglie ospitanti- Irlanda, Dublino 2016

Era il 25 Febbraio 2016.
Quel giorno faceva un freddo cane, così freddo che c'erano anche i pinguini che mi salutavano.
Eravamo partiti verso le 8 di mattina, dopo aver salutato genitori, nonni zii e parenti vari, in aereo.
Tutto non era incominciato alla grande perché io, ovviamente, ho dovuto fare il mio solito macello al check-in e in più ad una mia compagna di classe sono state buttate via delle forbici e un coltello che, quest'ultimo, serviva per tagliare la sua adorata mela (che mangiava sempre anche a scuola). Arriviamo sull'aereo e ci accoglie una hostess bionda e con gli occhi azzurri vestita di verde ed io la saluto con un semplice "buongiorno" scoprendo, poi, che è irlandese... Fantastico!
Il viaggio non è andato male ma il pilota ci ha messo più del solito a raddrizzare l'aereo e fare in modo che ci togliessimo quelle fastidiosissime cinture. Uffa io volevo giocare a carte! Non essere legata come un salame al mio sedile tutto il tempo!
Siamo finalmente arrivati ed io ancora non credo di essere in Irlanda e decido di fare una prova: mi avvicino ad una signora nell'aeroporto e le chiedo "scusi ma siamo in Irlanda?" e lei, avendo parlato in italiano, fa una faccia confusa e sorpresa.
Si, siamo davvero in Irlanda, ora ne sono sicura.
Facciamo qualche metro a piedi e saliamo sul pullman che ci porterà nel luogo in cui conosceremo le famiglie irlandesi. Ora siamo in un parcheggio enorme; credo di non averne visto uno così grande.
Vediamo, ancora sul pullman, che alcuni genitori stanno parcheggiando la loro macchina e alcuni devono ancora arrivare. Noi intanto scendiamo e formiamo una linea umana, come se giocassimo a sparviero avete presente?
Io ho la mia compagna di banco di fianco a me e alcuni già se ne stanno andando con la famiglia/genitore a lui/lei affidata/o.
Ad un certo punto, davanti a noi, arriva una macchina e da questa spunta poi una giovane donna: occhi verdi, capelli castani  lunghi con frangetta e media altezza. A questo punto la mia compagna dice (per chi non lo sapesse é GretaSore):"é lei me lo sento" e non so come...aveva fottutamente ragione!
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Attenzione! Scena epica!
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Infatti una tizia davanti a noi ci chiama e forse era meglio se non lo avesse fatto "Grata Spagnuletti and Maickila Aisa Sbaccai (così è da leggere)".
Cooooooooosaaaaa??!! come mi ha chiamato??!! Ma ne avesse azzeccato 1 di nome... No! Manco il primo.
Facciamo un passo avanti, anzi io ne faccio 2, mi avvicino a lei e dico in un perfetto italiano:"Prima di tutto è completamente sbagliato e secondo non mi chiami Isa, per l'amor del cielo!" Mi volto alla mia destra e vedo che sia la mia compagna che la prof si stanno trattenendo dal ridere; poi mi volto verso sta tizia: é basita, non ha capito proprio un tubo.

Ed ecco cosa è successo il primo giorno di stage lo scorso anno! Piaciuta la storia? Tutto vero giuro!
È capitato anche a voi che gli altri sbagliassero il vostro nome? Come avete reagito? Vi siete arrabbiati?
Spero che questa serie vi piaccia. Ci vediamo alla prossima ciauu!

                            Blu<3

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