Trashed and scattered

Capitolo ventidue - Trashed and scattered

"Esiste una rabbia che non ha a che vedere con la cattiveria.
E' il ruggito di chi sta proteggendo le proprie fragilità" -P. Felice


Mi chiedo per quale strana ragione abbia deciso di seguire quest'uomo fino a casa sua, sono sempre stata una ragazza che stava alla larga dalle persone che non conosceva eppure non mi sono fatta pregare per avere il suo aiuto.
Si, aiuto, perchè in questo momento non ho bisogno d'altro.
Forse con un completo estraneo potrò sfogarmi, infondo lui non sa la mia storia e io non so la sua, delle volte nulla è meglio di una persona che non ti conosce, è come se ti dessero la possibilità di rinascere.
Seguendo il ragazzo accanto a me noto di avere davanti ai miei occhi una villa decisamente paragonabile ad una reggia, nulla a che vedere con la casa dei ragazzi, anche se la loro non è per niente male, ma questa è decisamente immensa.
Arriviamo sotto il porticato in legno bianco dove appesa al cornicione sventola la bandiera americana, travolta dal vento e dalla pioggia che stanno dando libero sfogo della loro potenza, entriamo in casa, io più infreddolita che mai tiro un sospiro di sollievo nel sentire il caldo emanato dall'ambiente e dal profumo di Calvin Klein che mi inonda le narici fino al cervello.
Mi guardo velocemente intorno e il salotto dove mi trovo è spazioso quasi quanto una sala da biliardo, un lungo corridoio parte dalla parte destra della sala mentre davanti a noi ci sono le scale che portano al piano superiore, affiancate da un altro corridoio che porta ad un'altra stanza, la finestra decisamente enorme, alta fino al soffitto e larga quanto uno schermo cinematografico, è posta dietro il divano in pelle rossa mentre il colore delle pareti è un tenue color crema.
"Vieni, se non vuoi prenderti un'accidenti sarà meglio che ti asciughi", la voce acuta del ragazzo rompe il silenzio aggiungendosi al picchiettare delle goccie di pioggia contro la finestra, mi volto e lo vedo a metà scala mentre mi tende una mano con uno sguardo rassicurante, indugio sul da farsi.
Chi mi dice che posso fidarmi di lui?
"Tranquilla non voglio farti nulla di male", risponde sorridendo quasi fosse riuscito a leggermi nella mente, ancora dubbiosa sul da farsi decido comunque di seguirlo, saliamo le scale e arriviamo al centro di un corridoio che si estende a destra e a sinistra, mentre delle scale continuano a portare anche al piano superiore, prendiamo il corridoio a destra e mi guida tra innumerevoli porte, la maggior parte chiuse, fino ad arrivare alla porta di un bagno.
"Entra pure, fa come se fossi a casa tua, dentro ci sono asciugamani puliti, un phon per capelli, e tutto il necessario, troverai dei vestiti puliti nel quarto cassettone sotto il lavandino. Se hai bisogno di qualcosa chiama pure", mi spinge delicatamente all'interno del bagno per poi voltarsi su se stesso e sparire di nuovo verso le scale.
Più interdetta di prima decido di chiudere la porta a chiave e tiro un sospiro di sollievo, c'è una piccola finestra proprio sopra la vasca da bagno dalla quale si vede il temporale che sembra non voler cessare, mi porto una mano sulla schiena sentendo di nuovo il fastidio che da un po' mi tiene compagnia, apro il quarto cassettone e rimango più che stupita di vedere dei vestiti della mia taglia.
Possibile che si aspettasse già tutto questo?
No, sicuramente è un caso.
Senza badarci troppo ma continuando a farmi domande decido di farmi un bagno caldo come mi è stato suggerito.






JAMES'S POV

"Nessuna traccia di lei, Jimmy"
"Confermo, abbiamo cercato ovunque, di quella mocciosa non c'è traccia"
"No cazzo, non è possibile! Non può sparire nel nulla", i miei amici mi affiancano mentre abbiamo deciso di ripararci sotto un albero, anche se con scarsi risultati.
"Dobbiamo cercare di più, quali posti ci mancano da controllare?", chiedo ancora iniziando ad innervosirmi.
"Smettila gigante, sono ore che la cerchiamo, se è scappata l'ha fatto perchè voleva stare da sola, è evidente, sarà lei a tornare quando se la sentirà"
"Chi ti dice che tornerà Matt? Maledizione non capite che è in pericolo a girare da sola?"
"Senti, anche noi siamo preoccupati ma non c'è bisogno di essere pessimisti", dice Johnny gesticolando mentre Matt e Zacky gli danno manforte.
"Se credi che io sia preoccupato ti sbagli di grosso"
"Ah davvero? E questa crisi come me la chiami Rev?"
"Semplicemente non voglio rischiare di morire perchè non trovo una ragazzina che, presa dalla rabbia, si è messa a giocare a nascondino per la città"
"E ti aspetti che noi ci crediamo?", domanda questa volta Brian, parlando per la prima volta da quando siamo usciti di casa per cercare Angel, presenta una voce debole e roca che non gli si addice ma visto quello che ha appena passato direi che sia normale. Mi volto verso di lui e dal suo sguardo posso notare che sia incazzato tanto quanto me, anche se non ne capisco il motivo.
"Metti in dubbio le mie parole, Brian?"
"Ammettilo, tu muori dalla voglia di ritrovare quella ragazzina e non lasciarla più scappare"
"Ma che cazzo ti viene per la testa? Non ho mai avuto bisogno di quella mocciosa, tanto meno ora"
"Dimmelo guardandomi negli occhi allora", sbotta con voce irritata e in tono di sfida, non me lo faccio ripetere e punto gli occhi in quelli del mio migliore amico ma poco prima che potessi iniziare a parlare lui mi precede.
"Dimmi che non è vero", borbotta lasciando che i tuoni abbiano la meglio sulla sua voce, mi fissa quasi abbattuto e io non posso far altro che guardarlo stupito, ma che cazzo gli prende ora? Mi volto verso i ragazzi tentando di capirci qualcosa ma dalle loro espressioni ne sanno quanto me.
"Brian cristo, si può sapere che hai?!"
"Tu ci tieni a lei"
"Cosa? Smettila di dire cazzate, hai bevuto?!"
"Tu ci tieni a lei! James sei un bastardo!"
"Spiegati porca puttana!", sbotto spazientito.
"Me lo avevi giurato! Mi avevi giurato che per te non ci sarebbe mai stato posto per questo! Ci eravamo giurati che non avremmo mai provato amore e che se non saremmo riusciti a scontare la nostra punizione saremmo morti insieme! Mi hai mentito James, sei solo un doppiogiochista del cazzo! Da quanto va avanti questa storia?", fa due passi verso di me arrivando quasi a volermi picchiare.
"Di che storia stai parlando?"
"Smettila di fare il finto tonto, tu ti sei innamorato di lei! E' palese! Cazzo ma non ti vedi?!"
Porta le braccia in avanti spintonandomi e preso alla sprovvista da quanta forza ci ha messo cado ma riporto immediatamente lo sguardo in su per incrociare quello di Brian, respira con affanno ed è incazzato nero, penso alle sue parole ma non riesco a darmi una risposta.
Io innamorato?
Io non conosco l'amore, non so cosa sia.
Ho letto molti libri dove viene citato, ma non lo mai provato ne tantomeno saprei riconoscerlo.
Perchè mi sta accusando di amare?
"Dimmelo James, perchè?", chiede questa volta abbassando le braccia lungo i fianchi.
"Brian, io non so cosa tu stia insinuando, dimentichi forse che io non conosco l'amore? Non lo mai provato e francamente ne voglio stare alla larga, non so il motivo per cui tu sia così incazzato ma posso assicurarti che sono sempre io. Cazzo mi conosci, come puoi pensare che io possa davvero amare qualcuno? A malapena amo me stesso per quello che sono", mi alzo in modo da fronteggiarlo e lo vedo socchiudere gli occhi e studiarmi nei minimi dettagli, sembra che mi stia facendo una radiografia.
"Sei un bugiardo"
"Brian", provo ad avvicinarmi ma come muovo un passo in avanti lui ne muove uno indietro
"Tu hai paura...", la voce di Zacky ci fa voltare entrambi, i tre che fino ad ora sono stati in silenzio e si guardavano la scena forse hanno raggiunto una conclusione, essendo dotati di qualche esperienza in più di noi per quanto riguarda i sentimenti.
"Brian tu...tu hai paura di amare, è per questo che te la stai prendendo così con Rev! Oh, cazzo, non ci credo!", Zacky si porta una mano tra i capelli e sorride fiero di aver trovato l'origine del problema.
"E' per questo, ecco il punto! Tu hai paura di rimanere da solo, sai che la tua unica certezza e luce è James, perchè vi conoscete da anni e siete migliori amici e temi che se perdi la sua amicizia per colpa della ragazza rimarrai da solo! Tu hai paura dell'amore, Brian", conclude la sua analisi Zacky, mi volto verso Brian notando che ha quasi iniziato a tremare.
"Davvero Brian? Andiamo, l'amore è il sentimento più bello che si possa provare!", questa volta è Matt a parlare convinto di quello che dice.
"Non ho paura di un bel niente", la voce di Brian è cupa e velata a queste parole, "Vi ricordo che qui, sono io l'unico ad aver davvero amato. Sono io che si è donato anima e corpo ad una persona. Sono io ad aver sofferto come un cane alla sua morte! Non venitemi a dire che l'amore è il sentimento più bello del mondo perchè in alternativa siete solo dei poveri illusi, l'amore è distruttivo è un'arma a doppio taglio! Non lascia niente dietro di se, se non vuoto e buio"
"Avanti Gates, non penserai davvero che io..."
"Tu sta zitto James, mi hai tradito, mi hai appena dimostrato che anche tu sei esattamente come tutti gli altri"
"Io ti avrei tradito? Mi spieghi come faccio a tradirti se nemmeno io so cosa mi stia succedendo!?"
"Quindi ammetti di tenerci a lei?"
"Si cazzo, si ci tengo a lei! E non solo perchè è l'unica in grado di aiutarci ma perchè la desidero come non ho mai desiderato nessun'altra, non voglio più fare a meno della sua presenza, non voglio più fare a meno di quegli occhi neri che mi fanno sentire a casa e che sono in grado di farmi bruciare, non voglio perderla un'altra volta e non voglio che qualcuno le faccia del male. Ma non darmi la colpa per quello che provo per lei, Brian, non provarci nemmeno, non hai ragione di preoccuparti, vedrai che andrà tutto bene", gesticolo come solo un pazzo farebbe e mi riavvicino al mio migliore amico posandogli una mano sulla spalla.
"Vedi...lo vedi che non capisci James...", mi guarda con uno sguardo vuoto e perso sorridendo per metà, "Rischierò di perderti a causa dell'amore che nutri per una ragazza"
Senza darmi il tempo di ribattere spicca un gran salto e vola via, più veloce che può, in mezzo alla tempesta.
Urliamo il suo nome ma sembra non volerci dar retta e ormai è troppo lontano per fare in modo che possa anche solo sentirci.
Sto per volargli dietro per poterlo fermare ma le braccia di Matt mi tengono ancorato al terreno fangoso a causa della pioggia.
"Lascialo stare Jimmy, deve sbollire, dagli tempo, vedrai che tornerà"
"Non posso lasciarlo così, deve capire che non succederrà nulla"
"Ha paura di perderti Jimmy, è come ha detto Zacky, lui ci tiene a te più che a se stesso, sai che darebbe la vita per salvare la tua. Comprendilo e sarai ad un passo dal suo ritorno"
"Andiamo a casa, inizia a fare freddo", borbotta Johnny spiccando il volo.
Seguo i miei compagni a sguardo basso, con un vuoto nel petto e una morsa allo stomaco.
Mi sento distrutto.
Mi sento come se avessi perso le persone più importanti della mia vita.
Ed in effetti è successo.
Non credo sia un addio...
Ma ora, la mia unica certezza è che nella stessa serata ho perso le uniche due persone per la quale morirei.



ANGEL'S POV

"Ora sai il motivo per la quale mi trovavo al molo", finisco il mio racconto rannicchiandomi ancora di più nella coperta che mi è stata offerta e sorseggio del tè e latte mentre il ragazzo annuisce alle mie parole.
"Devo dire che hai davvero passato una serata da dimenticare", ammette sorridendo per metà.
"Diciamo che ti sono grata per avermi aiutato, anche se non capisco ancora perchè tu l'abbia fatto"
"Ti conosco, semplicemente lo fatto per questo motivo"
Lo guardo di sottechi e sembra capire l'enorme punto interrogativo che ho sulla testa.
"Conosco bene tutta la tua famiglia, anche tu mi conosci solo che non hai mai visto la mia persona prima di ora, diciamo che doveva essere una sorpresa dei tuoi genitori. Ti ricordi tutti quei fiori che ti arrivavano mentre eri all'ospedale psichiatrico?", accavalla le gambe e il suo sguardo cambia radicalmente diventando quasi sadico, mentre all'accenno dei miei genitori perdo un battito.
"Ehm, si in effetti mi sono sempre chiesta da chi arrivassero", tento di rispondere con voce più tranquilla assoluta.
"Ero io a mandarteli Angel, ti inviavo delle orchidee blu, se non sbaglio ti sono sempre piaciute, infatti da bambina le coltivavi nel prato dietro casa"
"Come fai a sapere..."
"Oh, non so solo questo, bambina. So anche che hai paura del buio a causa di quello che hai passato al manicomio, porti sempre una collanina al collo evidentemente è un regalo alla quale tieni parecchio nonostante non ti sia stato donato dai tuoi genitori e nemmeno tu sai chi ne sia a capo, disegni, ami farlo soprattuto disegnare ali e angeli caduti, non ti spieghi il motivo nemmeno di questo e dai la colpa alla tua innata immaginaazione, hai sperato così tante volte di morire che spesso credevi di esserci riuscita, ma era solo l'effetto dell'alcol e te ne rendevi conto guardando la bottiglia vuota davanti a te, ami i gatti e recentemente hai vissuto con un gatto nero intelligente quasi quanto un umano, leggi e speri di diventare come i protagonisti dei tuoi amati libri, ti piace suonare ma cerchi di non farlo, sono anni che non ti avvicini ad uno strumento...no aspetta, mesi, sono solo mesi, recentemente hai suonato un pianoforte non tuo ed eri ubriaca, desideri ardentemente di vedere i tuoi genitori morti in modo da fargliela pagare per quello che ti hanno fatto passare per tutta la tua infanzia ed adolescenza. Devo continuare?"
Rabbrividisco davanti a tutto questo.
Com'è possibile?
Perchè ultimamente sembra che tutti mi conoscano meglio di quanto mi possa conoscere io stessa?
Ho un'idea su chi potrebbe essere la persona che ho davanti ma nonostante questo non ne sono sicura e spero vivamente di sbagliarmi.
Se fosse colui che credo che sia, sono ad un passo dai miei genitori e con un piede già nella fossa.
"Chi sei veramente?"
"Lo sai già, piccola. Ora chiedo perdono ma mi vedo costretto a rinchiuderti qui dentro per un po', devo far visita ad uno dei tuoi cari vecchi amici, com'è che si chiama, quello con gli occhi nocciola, sempre cupo e affascinante", tremo ancora di più, incapace di muovermi.
"Brian...", sussurro involontariamente.
"Oh, si, esattametne lui, vedrai che tra poco lo rivedrai, anche se probabilmente non sarà un bello spettacolo", fa una smorfia prima di avvicinarsi alla porta mentre io mi sento sempre più distrutta e un pensiero va dritto a Brian, non so se mi sta mentendo ma sembra terribilmente sicuro e anche se odio Gates non posso fare a meno di preoccuparmi per lui.
"Un'ultima cosa, in caso proprio non ci arrivi", apre la porta di casa e poco prima di chiudersela alle spalle mormora in tono vittorioso una frase in grado di gelarmi il sangue.
"Sono Derek, piacere di conoscerti Angel, finalmente"

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