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Dopo qualche attimo di silenzio, Dazai si asciugò da solo il sangue che stava perdendo e deglutì.

«Punizione? Assassino? Ti stai per caso sentendo in colpa per ciò che sei? La gente non fa che giudicare, se dai peso a tutto ciò che senti...» abbassò il tono di voce, e subito Chuuya lo interruppe.

«Ma figurati!» digrignò i denti, mentre agitava un pugno «Ho solo ripetuto ciò che pensa lui. Sai, Dazai, tu puoi anche conoscere e prevedere ogni piano di qualsiasi persona ti si ponga davanti, ma non puoi proprio dirmi di non ascoltare la gente e ciò che dice. Significa che non mi conosci, ed è una stronzata! Guardami, ti sembro afflitto?»

Dazai non rispose nulla, rimanendo immobile ad ascoltare le onde del mare. Non gli sembrava per niente afflitto; agitato come le onde che udiva sì, ma mai demoralizzato. In cerca sempre di qualcosa, che probabilmente cercava nel suo compagno, e che Dazai stesso sapeva non avrebbe mai trovato.
Perché in lui non c'era niente, e anche questo, Chuuya, avrebbe dovuto saperlo. Perché ormai lo conosceva.

«Allora? Non dici nulla?»

«Non so, Chuuya, forse in fondo davvero non ti conosco» Dazai alzò le spalle, imperturbabile «però se hai pensato una simile cosa di me, anche tu probabilmente non mi conosci.»

Chuuya sogghignò e distolse lo sguardo. Solo allora notò una figura allontanarsi in una strada buia. Dazai si accorse dell'espressione improvvisamente diversa del compagno; vide la fronte corrucciarsi, i denti digrignarsi e i pugni stringersi. Se solo fossero stati da qualche altra parte, quel discorso non si sarebbe chiuso lì; ma si trovavano in un luogo sotto gli occhi di tutti, sotto gli occhi del mondo. E se anche avessero voluto fregarsene di ciò che li circondava, non avrebbero potuto sottovalutare un eventuale nemico. Che carpisce informazioni e le usa senza ritegno contro di loro, che con mezzi di dubbia morale si approfitta delle loro debolezze. Se solo fossero stati da tutt'altra parte, quel discorso sarebbe continuato. E, magari, Dazai avrebbe ritrovato ciò che tempo prima aveva intravisto in Chuuya. Qualcosa che lo potesse portare con i piedi sulla terra e un cuore pulsante dentro al petto; qualcosa che gli togliesse il senso di vuoto e di noia che ogni giorno si portava sulle spalle.
Ma quella figura che si era appena fatta scorgere, non per caso, ma nemmeno di sua spontanea volontà, aveva interrotto le flebili speranze che, per un secondo, per almeno un attimo, Dazai aveva sentito attraversargli le vene.

«C'era qualcuno.» sentenziò il rosso, rilassando i muscoli contratti.

Dazai si voltò verso la direzione cui puntavano gli occhi del compagno e senza aspettare altro si incamminò, sicuro di trovare un indizio per quel caso. Ma non appena fece un passo, sentì una fitta dietro la schiena; come un pugnale che qualcuno aveva infilzato al centro della colonna vertebrale. Cadde a terra, in ginocchio e con le mai sull'asfalto, il fiatone e un urlo soffocato.

«Dazai!» Chuuya lo fissò, con uno sguardo ora preoccupato e adirato allo stesso tempo.

«Non...» il bendato fece uno sforzo immane per parlare; a ogni parola pronunciata quel pugnale invisibile veniva rigirato dentro la schiena, e il fiato gli mancava sempre di più «... Non era finito, vero?» accennò un sorriso, poi si prese il petto e strinse la sua camicia «Che maledetto farabutto.»

Poi, senza aggiungere altro, si abbandonò alla strada sicuro che sarebbe rimasto lì e che avrebbe finalmente incontrato ciò che desiderava di più. Ma non aveva valutato tutte le possibilità. Perché là, accanto a lui, c'era Chuuya. E Chuuya non lo avrebbe mai abbandonato.

«Merda.» il rosso si chinò, caricando Dazai sulle sue spalle e incamminandosi verso il suo appartamento «Dazai, merda, che cazzo ti prende?»

Dopo circa mezz'ora e non poca fatica a trasportare Dazai sulle spalle, Chuuya riuscì ad arrivare al suo appartamento, pronto a provare di tutto per far riprendere il compagno. Per fortuna, comunque, non ci fu bisogno di niente di drastico; Dazai si risvegliò da solo, con un mal di testa e il sorriso stampato in viso. Inutile dire che il rosso si limitò a fissarlo male e dannarsi per aver aiutato un tipo come quello, permettendogli pure di conoscere il proprio appartamento, ma non fece altro. D'altronde, non ne aveva motivo. Dazai era svenuto davanti a lui e lui, in quanto suo collega, lo aveva aiutato.

E così si ripeteva, mentre gli diceva di non fare sforzi con un tono tutt'altro che amichevole e di restare lì dov'era finché non si fosse sentito bene. E così si ripeteva, mentre lo guardava con la coda dell'occhio e pensava che così, in realtà, non era; che non lo aveva fatto solo per dovere. Forse questo, però, sarebbe stato l'unico pensiero che non avrebbe voluto ripetersi mai.

«Ehi, Chuuuuya» cantilenò Dazai dal divano, seduto e annoiato.

«Che vuoi?»

«Vorrei andarmene, se non ti dispiace» rispose il bendato, alzandosi definitivamente e agitando le braccia in segno di salute «come vedi, sto alla grande.»

«Sì, alla grande.» Chuuya gli si avvicinò, poi dopo essersi fermato fece una smorfia «lo sai che nel momento in cui hai perso conoscenza, intorno a noi ho sentito come... Una strana atmosfera?»

Che ha intenzione di dire?

«Non fare l'idiota.» il rosso intuì il pensiero contorto che Dazai stava avendo, e lo precedette per evitare fraintendimenti inutili.
Distruttivi, probabilmente.

«In modo letterale, Dazai. Hai presente la persona che entrambi abbiamo visto fuggire via? Intanto, era una donna. Come seconda cosa, dopo che sei svenuto mi è sembrato di essere stato intrappolato in un mondo parallelo. Senza gente, senza rumori. Per tutto il tragitto, c'è stato un silenzio agghiacciante.»

Dazai rimase ad ascoltarlo senza fiatare. Appena Chuuya concluse, si alzò dal divano e si diresse verso la finestra; la aprì di colpo e stette a fissare fuori. Il rosso lo osservò inclinando il capo perplesso, quindi anche lui si avvicinò alla finestra, rimanendo più indietro, con le mani in tasca e lo sguardo tagliente.

«Che cosa stai facendo? Ammiri il panorama?»

«Chuuya, hai detto che per tutto il tragitto hai avuto sempre la stessa sensazione. Anche adesso, guarda fuori e dimmi cosa noti: io silenzio e percezione di corpi nascosti. Tra le vie, tra i palazzi. Qualcuno ci sta osservando.»

«Cos-»

«Attento, Chuuya!»

In un unico movimento, il bendato diede uno spintone al compagno facendolo cadere a terra ed evitandogli di ricevere un bel buco in testa da un colpo appena sparato da fuori la finestra. Chuuya rimase a terra confuso, mentre Dazai chiudeva le tende ingiallite e abbassava le serrande; poi spostò gli occhi su Chuuya e aspettò una sua reazione.

«L'avevo visto, l'avrei potuto schivare o fermare! Diavolo, Dazai, a terra è tutto sporco. Devo cambiarmi.» controvoglia Chuuya si rialzò, scrollandosi la polvere di dosso e togliendosi la giacca con un gesto nervoso.

«Chi è che ha sparato?» Dazai ignorò il tono aggressivo e sprezzante del rosso, poi si prese la camicia all'altezza del petto e se la strinse; era ancora affaticato, e quella spinta era stata troppo violenta per ciò che poteva realmente fare.

«Vai fuori a controllare, che dici?» Chuuya scosse la testa «dannazione, quando hanno intenzione di venire allo scoperto, quei codardi?» sospirò, poi uscì da quella stanza continuando a parlare «vado a farmi una doccia. E non uscire, idiota bastardo!»

Appena ci fu silenzio, Dazai ebbe finalmente modo di rimanere a pensare. Non gli importava davvero sapere chi avesse sparato. Anche perché, era sicuro non fosse stato né Ihara né Shusaku. Loro, ne era certo, si stavano preparando per l'incontro finale; sarebbe stata la loro missione fino a che lui e Chuuya non fossero morti. Ma a Dazai importava poco anche di questo. Uno dei due lo stava indebolendo ogni giorno di più, qualcuno aveva deciso di metterlo fuori gioco ancor prima di farlo giocare.

Moriremo tutti, e così pensava davvero, e in un certo senso averne la quasi certezza lo rassicurava. Era tutto finito, non gli rimaneva granché, nemmeno la forza di combattere dei nemici così decisi per la loro causa; eppure, Mori questa volta gli aveva chiesto in modo esplicito di far fuori quella ancora sconosciuta organizzazione, e di portargli il suo capo. Ihara? Davvero aveva curiosità di conoscerlo per la sua abilità?

Allora è davvero lui ad avere questo maledetto potere? Oh, Mori, sai bene che non te lo cederà mai. Sai bene che a costo di abbandonare il suo obiettivo, si ucciderebbe. Nonostante questo, vuoi conoscerlo e convincerlo a essere, magari, il tuo secondo... Braccio destro?

Uno strano ghigno comparì sul viso pallido di Dazai, ancora intento a fissare la tenda che poco prima aveva chiuso.
E in quel momento si rese davvero conto di dove si trovasse, e si guardò intorno curioso: dopo mesi e mesi di collaborazione con Chuuya, solo ora stava conoscendo il posto in cui alloggiava.

Non è che sia fondamentale per me saperlo, ma potrà essere di certo utile per il futuro...

Improvvisamente si sentì un sospiro da parte del rosso, che mentre irritato lasciava la stanza si era ricordato che in quel momento la situazione non era sicura, e allora si era fermato. Per poco Dazai non sobbalzò per la sorpresa, e voltandosi vide Chuuya tornare vicino a lui.

«Senti.» la voce di Chuuya fu inaspettata come il suo arrivo.

«Chuuya, vuoi farmi venire un infarto?»

«Se fosse così facile ucciderti, non credi lo avrei già fatto tempo fa?» sospirò un'altra volta, poi riprese il suo discorso «penso non sia tanto affidabile questo posto. Tu stai male in ogni caso, perché non te ne vai?» Chuuya gli si avvicinò, porgendogli un pezzo di carta scritto «avevo un appuntamento con Fumiko, voleva vedermi. Vai tu e informala di quello che sta capitando. E magari cerca di capire se è davvero intenzionata a ucciderci.»

«Perché ti interessa tanto?» Dazai manteneva un'espressione di ghiaccio, mentre i suoi occhi scrutavano ogni minimo movimento di quelli di Chuuya. Se il rosso non gli voleva dire nulla, l'avrebbe scoperto lo stesso osservandolo.

«A te non interessa sapere se abbiamo un nemico in più da sconfiggere?»

«Non credo sia pericolosa, e nemmeno che tu abbia paura di avere un nemico in più» Dazai prese il bigliettino di carta dalle dita sottili del compagno e andò a recuperare il cappotto sul divano «ci andrò, ma solo perché voglio sentire cosa ha da dirmi» fece per uscire, ma si bloccò prima.

Non so cosa sia questa sensazione, ma mi dà un certo fastidio la presenza di Fumiko nella nostra missione. Si è infiltrata senza chiedere il permesso, ha deciso che ci avrebbe aiutato e allo stesso tempo ci ha giurato il suo odio maledicendoci a causa della morte di sua sorella. Vorrei poter pensare di vederla solo come un peso, ma se non ci fosse stata lei in alcune occasioni, forse non sarebbe andata nel migliore dei modi. Eppure, continuo a ritenerla fastidiosa e fin troppo curiosa per i miei gusti... Cosa dovrei fare?

«Chuuya, se Fumiko dovesse morire...»

«Piantala, Dazai» Chuuya troncò la domanda senza aspettare un secondo di più «non hai nemmeno la forza per contrastare me, non agire in modo avventato. Sei idiota o cosa?»

«Non so chi sia il più idiota fra di noi, sinceramente. Credi che gli esseri umani si leghino alle persone perché è il fato a rendere possibile ciò?»

«E tu, Dazai, non pensi, forse, che essere legati a qualcuno sia per forza sinonimo di debolezza? La verità è che sei tu il primo a essere debole.»

Dazai esitò per un istante. Poi, prima di uscire, rispose con un sorriso stanco.

«La fragilità è un lusso per pochi. Io sono solo un umile peccatore che come unico desiderio ha quello di morire» alzò le spalle mollemente «non ho altri lussi da potere concedermi

Chuuya rimase in silenzio, e lo osservò andare via. Sentì solo una frase, alla fine.

«Allora ci vediamo presto, partner.»

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L'ho partorito. Ragazzi, l'ho partorito!

Scusate l'enorme ritardo, ma ho passato queste settimane fra un ripensamento e l'altro e purtroppo questa volta è andata così.
Riguardo questo capitolo, penso sia abbastanza di passaggio, ma allo stesso tempo ho aggiunto cose che, magari, potevano esservi sfuggite (come ciò che aveva richiesto Mori...).
Sono davvero curiosa di leggere quello che voi avete da dire.

Inoltre ci tenevo a ringraziare Liesel_09, che oltre ad aiutarmi sempre con la revisione dei capitoli, mi tira un sacco su il morale e l'autostima che io da sola invece butterei giù come se non ci fosse un domani. E soprattutto sopporta tutti i miei scleri :').

Allora ciao!

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