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No, proprio non ce la faccio.

«Sai, quel tuo sorriso è davvero irritante, potresti smetterla?» sbottò Chuuya, senza preoccuparsi di quanto fastidioso risultasse quel commento.

C'era la possibilità che Yonosuke si offendesse e lo buttasse fuori, ma era una cosa che doveva dire per rimanere lì dentro. Non sopportava di essere guardato con quel costante sorriso appena accennato e l'aria di chi aspetta di sapere quello che già sa.

«Oh..» Yonosuke si sorprese davvero per quell'osservazione e quasi gli scappò una risata «..scusa, non me ne rendo nemmeno conto a volte, quando lo faccio» disse, sorprendendo ancora di più Chuuya.

«Ero qui per delle informazioni» riprese il rosso, voltandosi verso la porta «ma penso proprio che me ne andrò. Ci ho ripensato.»

Fece per aprirla ed uscire, ma Yonosuke lo fermò prendendolo dal braccio. Chuuya si voltò di colpo per liberarsi dalla presa, ma il biondo lo lasciò prima che lui facesse un qualsiasi movimento. E, seppur avendo provato davvero un immenso fastidio in quel suo gesto, aveva comunque pensato che non fosse fatto con intenzioni malvagie, ma semplicemente per non farlo andare via. Era stata una presa leggerissima sul suo braccio, una carezza quasi, per farlo voltare. E nel suo sguardo, ora che lo vedeva, non c'era rabbia.
Soltanto... Una richiesta.

«Non volevo sembrarti sgradevole o recarti qualche tipo di problema» disse Yonosuke.

«No, non l'hai fatto. Il punto è che ho sbagliato fin da subito a venire qui. Quindi, prima che tu mi dia davvero problemi, me ne vado.» rispose Chuuya, gesticolando nervoso.

Di nuovo si voltò pronto ad uscire.
Prese la maniglia della porta con una mano, ma poco prima che l'abbassasse Yonosuke pronunciò piano proprio ciò che mai si sarebbe aspettato, dopo tutto quello che gli era capitato là dentro.

«Voi vi amate.»

Chuuya si irrigidì.
Si girò verso di lui furioso, respirando pesantemente. Che cazzo voleva dire? Era un nuovo modo per innervosirlo?
E poi, in quel momento; quella frase era talmente fuori luogo, che quasi Chuuya non gli diede molto conto. Il punto era proprio il momento: inappropriato, ma... Sembrava perfetto per dire una cosa del genere, e sembrava che quel raffinato e affascinante ragazzo lo sapesse bene.

«La persona che ti blocca dal relazionarti con la gente di questo posto. La ami.»

Iniziò a girargli intorno, con un sorriso complice e la voce appena sussurrata, senza dargli il tempo di farlo avvicinare a lui, anzi bloccando Chuuya al centro della stanza con lo sguardo feroce e i pugni serrati.

«Amore? Cosa diavolo stai insinuando?» lo seguiva con gli occhi, ma il corpo era rimasto immobile e i piedi piantati a terra «nessuno ama nessuno, non so di che stai..»

Si fermò.
Da solo, mentre Yonosuke riprendeva a fare il suo sorriso accennato e consapevole. Chuuya ripensò all'ultima volta che era stato sul punto di fare quella domanda a Dazai, ripensò alle sue parole.
Non so di che stai parlando.
E lui stava ripetendo esattamente quelle, con un'unica differenza: Yonosuke per lui era uno sconosciuto, Dazai era il suo partner. Dazai non avrebbe dovuto preoccuparsi del suo giudizio. Dazai gli avrebbe dovuto permettere di fare la domanda, Dazai avrebbe dovuto rispondere, Dazai..

«Sì, d'accordo.» Yonosuke ruppe l'improvviso silenzio, avvicinandosi a Chuuya, e poi lentamente al suo orecchio, mentre con le punta delle dita gli sfiorava il braccio in modo delicato.

«E sono sicuro che in questo momento non stai nemmeno pensando a questa persona, vero?»

Chuuya si riscoprì incapace di obiettare. Quella mano che gli sfiorava il suo braccio era così innaturale per lui, così molesta anche; ma non riusciva ad allontanarlo, non riusciva a rispondergli a tono. Ogni volta che provava a fuggire, quel ragazzo era in grado di non farlo andare via con qualche sua frase pungente o spiazzante; fin da quando Chuuya aveva messo piede in quel luogo si era sentito sopraffatto da una forza sconosciuta, dall'aura di Yonosuke e dal suo modo di fare e di porsi, e in quel momento quella sua capacità nei confronti di Chuuya si era fatta più potente che mai. Doveva dire qualcosa, doveva muoversi, doveva reagire in qualche modo, altrimenti sarebbe risultato debole, facilmente manipolabile, e anche se sapeva che in minima parte fosse così, perché Dazai si prendeva gioco di lui per quello in continuazione, davanti ad un estraneo di quel tipo non lo avrebbe mai accettato.

«Questa persona non esiste» mormorò ancora Chuuya, al quale sembrava mancasse quasi la voce da quanto aveva abbassato il tono «non esiste nessun amore.»

Yonosuke assunse un'espressione più seria e socchiuse poco gli occhi mentre, mettendosi totalmente davanti a Chuuya, a pochissima distanza dal suo corpo, mosse le labbra attirando verso di esse l'attenzione di Chuuya.

«Se non è amore, allora..» mormorò, sfiorando ancora, quasi dolcemente, il braccio di Chuuya, lasciato inerme lungo il suo fianco.

«...Dimmi, che cos'è?»

Sta continuando ad insistere su questo argomento. Ora gli spacco la faccia.

Chuuya strinse i denti. Poi, senza rispondere, lo prese dalla cravatta, allentandola più di quanto il ragazzo stesso non avesse già fatto per abitudine, e lo portò ancora più vicino a sé. Il ragazzo era rimasto impassibile a quel suo gesto, continuando a guardarlo dalla sua altezza maggiore, come se non gli facesse né caldo né freddo star per essere quasi preso a pugni. Quella sua ferma sicurezza fece esitare per un secondo Chuuya.
Ma poi ci ripensò.

«Adesso basta, d'accordo?» sentenziò deciso.

Yonosuke alzò le braccia in segno di resa, e questa volta non assunse nessuna di quelle espressioni tanto fastidiose per il mafioso, il quale lo spinse indietro.

«In ogni caso è qualcosa. E sai che succederà se non troverai la tua risposta?» riprese Yonosuke, questa volta con un tono più amichevole e meno irritante, almeno per Chuuya.

«Vi distruggerete a vicenda. Se non voi stessi con le vostre stesse mani.»

«Lo stiamo già facendo.» Chuuya rispose senza pensare.

Si voltò immediatamente dopo ed uscì dalla stanza. Poi diede un colpo al muro con un pugno, maledicendo se stesso per la frase che si era fatto sfuggire.
Camminando con passo svelto, uscì anche da quella sala e finalmente riprese a respirare l'aria aperta di Yokohama, che nel frattempo si era anche fatta più fresca con il calare del sole.

Quel ragazzo alla fine ce l'aveva fatta. Aveva sentito ciò che voleva sentire e che sapeva. Eppure, non provava poi così tanta rabbia, e Chuuya non si spiegò il motivo. Ora che ci pensava, non era stato del tutto un errore far sapere a qualcuno, che non avrebbe più rivisto probabilmente, una cosa del genere. Era stata quasi... Una liberazione.

Ringraziò mentalmente colui che gli si era presentato come Yonosuke, senza però dargli troppa importanza, e prese a camminare verso il capanno di Dazai.

Alla fine, non ho scoperto un bel niente.

~~~

Ahh, finalmente pubblico questo benedetto capitolo!
Contenti?

Beh, allora... Io vi lascio come al solito commentare, senza dire nulla.

Per quanto riguarda i prossimi capitoli preparatevi psicologicamente; vi ho avvisati.

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