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Avanzarono verso il tavolo dove si trovava seduto in fondo il boss. Scriveva qualcosa su un foglio e aveva un sorriso sul viso.
«La situazione è sotto controllo di sotto?» esordì, tenendo la testa bassa mentre muoveva la penna «dovrei avvisare tutti che è stato un falso allarme..»
Dazai lo fissava immobile, con le braccia dietro la schiena, mentre Chuuya teneva le braccia lungo i fianchi e muoveva le punte delle dita nervoso, aspettando che gli venisse affidata la missione.
«Possiamo avvisare noi non appena avremmo finito qui.» intervenne Dazai.
«Ottima idea.» Mori annuì e posò la penna sul tavolo.
Mise le braccia conserte e alzò lo sguardo verso i due dirigenti «a proposito del vostro incarico, si tratta di andare fuori città» fece una pausa e li fissò.
Chuuya inspirò profondamente prima di parlare «noi non ci occupiamo di affari esteri. Di cosa si tratta precisamente?»
Il capo allargò le braccia «ovviamente c'entra con Yokohama. Scambio di merci, dovete assicurarvi che vada tutto bene. Temo che fuori dalla nostra tana possano approfittarne per distruggere o rubare la mercanzia.»
«Bene. Andiamo subito.» Dazai salutò il capo con un accenno di inchino e Chuuya fece lo stesso. Si diressero verso la porta, quando il boss parlò «collaborate e andrà tutto bene» alzò il tono di voce «è così che si fa qui dentro.»
Chuuya girò leggermente il capo per guardare Mori che stava proprio fissando lui.
«Certo» rispose, stringendo i denti e uscendo con Dazai.
Scesero con l'ascensore e quando arrivarono al piano terra insieme abbandonarono il quartier generale.
Non dissero una parola finché non furono fuori.
«Era una minaccia quella, vero?» disse ad un tratto Chuuya, con la voce che tremava dalla rabbia.
«Immagino che fosse un avvertimento. Non prenderla così, si diverte a provocare.»
«Provoca le persone sbagliate. Non ho proprio voglia di stare ai suoi giochetti. Faccio quello che mi pare, da sempre, non capisco perché mi fa la predica ora.» gesticolava nervoso, avanzano a passo svelto nella città, e Dazai lo seguiva.
«Facciamo il nostro lavoro e non ti metterà i bastoni fra le ruote.»
Chuuya alzò le spalle facendo un grosso sospiro «anche tu mi metti i bastoni fra le ruote, ma non posso fare altro che stare con te» schioccò la lingua e accelerò per mettersi davanti a Dazai, che rimase in silenzio e girò lo sguardo altrove.
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Bien, eccolo qui. Cosa vi aspettate prossimamente? Cosa pensate accadrà?
Lo scopriremo solo vivendo!
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