1 - Maddalena
Si stiracchiò con movenze feline, allungando il dorso contro lo schienale della poltrona gialla.
Aveva dovuto insistere stranamente a lungo con suo marito per quell'acquisto, ma, come al solito, alla fine Enrico aveva capitolato. Il tempo impiegato per ottenere quel sì era stato proporzionale alla soddisfazione che l'aveva invasa nel vedere l'uomo che aveva sposato trasportare quell'oggetto su per le scale ripide e strette che portavano al loro appartamento.
Il ricordo fece nascere un sorriso appagato su quel volto cui, di norma, nessuno sapeva rispondere di no. Fu con ancora più gusto che infilò la mano nel sacchetto di carta, appoggiato sul tavolino lì accanto, e prese uno dei biscotti alle mele che tanto amava e che spesso diventavano simbolo di pace, quando le cose con il suo uomo si facevano difficili. Per esempio quando passava intere giornate in silenzio oppure quando tentava di opporle resistenza.
Tornò veloce a guardare lo schermo del portatile che le scaldava le ginocchia incrociate, facendo scorrere pigramente la schermata su cui stava navigando. Condivise alcune immagini di cani abbandonati, con l'accorato appello per un'adozione definitiva, mise qualche like ai gruppi che seguiva – Vegan Love, No Tav, Power Sucks – poi verificò l'orario e decise che poteva concedersi qualche minuto da dedicare ai suoi guilty pleasure.
Per prima cosa digitò un nome sul motore di ricerca di Facebook: Selvaggia Lucarelli. Come ogni volta il risultato corretto fu il primo proposto. Sarebbe stato più semplice cliccare su quel benedetto segui, ma un senso di pudore, legato unicamente all'immagine social di se stessa, le impediva di cedere alla comodità, costringendola a ripetere quel gesto clandestino. Si beò di litigi e gossip, godendo non solo dei post principali, ma, soprattutto, dei commenti irosi dei lettori che insultavano la giornalista dandole della puttana e della cagna.
Il passaggio al sito successivo fu consequenziale e immediato, dettato dalla pulsione che quel genere di violenza generava in lei.
Quindici tasti e poi il suo paradiso privato.
Si interrogò, per un istante indecisa, su quali fossero le sue voglie, quel giorno. Chiuse per un attimo gli occhi, lasciando che le immagini stimolassero la sua fantasia, la quale fece volare le sue dita sulla plastica nera. Pregustò ingorda l'attimo in cui avrebbe trovato, tra i video suggeriti, quello giusto per appagare il suo desiderio di proibito, andando a collimare perfettamente con le visioni che spingevano irrequiete contro le tempie e sbattevano feroci nel ventre.
Fu con frenesia che lasciò scorrere le immagini, fin quando lo sguardo ferito di un giovane non comparve, pronto a farle compagnia, tra labbra serrate, mani ruvide, saliva, falangi invadenti, capelli tirati, ancora più saliva, osceni rumori di gola spezzata. Poi non fu più sguardo, ma corpo, brutalmente esposto, percosso, violato, sporcato di candido e di lercio.
Con un gemito lasciò fluire il suo piacere, portò le dita lucide di umori di fronte ai suoi occhi offuscati e, pur avendo quietato la marea, non riuscì a rifiutare l'immagine di quelle stesse dita che si insinuavano in posti proibiti, scoprendo un potere mascolino che non le era concesso, ma che tanto desiderava provare: violare un taboo, tanto per averla vinta.
E per placare quel desiderio sommerso ma prepotente.
Ingoiò rabbia per l'unica concessione che non era riuscita a ottenere da Enrico, scrocchiò i muscoli tesi delle spalle e legò i lunghi dredd in una crocchia alta. Pigramente fece i soliti passaggi volti a cancellare la cronologia, poi spense il portatile e si diresse verso il tavolo da disegno: aveva una scadenza per la settimana successiva e ci teneva molto a presentare un lavoro ben fatto. Era l'occasione che aspettava per dare una svolta alla sua carriera e passare da "artista che posta i suoi lavori su instagram" a "illustratrice di fiabe per bambini".
Passò le dita sui contorni delle tracce fatte a matita, ben attenta a non sporcare il foglio e a non rovinare i tratti di quel volto spaventato. Sarebbe stato un perfetto Pollicino.
Bạn đang đọc truyện trên: AzTruyen.Top