18. Portami via

📌 Fabrizio Moro


Tu portami via

Se c'è un muro troppo alto per vedere il mio domani

E mi trovi lì ai suoi piedi con la testa fra le mani


Charles scattò in piedi di colpo quando percepì la familiare sensazione di vento. Un Angelo doveva essere lì, per forza.

Quasi staccò la mano di Lorenzo mentre gli strappava dalle dita la piuma angelica che il ragazzo aveva conservato così a lungo. Appena la prese, la sua pelle ricordò il calore di quella di Camille e il suo battito cardiaco accelerò, tingendogli leggermente le guance.

Due Angeli c'erano, quella volta.

Mikhail e Malakhin, uno accanto all'altra. I volti impassibili e rigidi, i corpi tirati, coperti da mantelli bianchi come il latte. Erano l'incarnazione della potenza: ne mostravano così tanta che Charles avrebbe volentieri creduto alla favola di loro come creature più potenti di chiunque altro.

Finalmente, Malakhin spezzò la linea perfetta formata da lei e il compagno ed avanzò verso il pilota. La ragazza sospirò, ammorbidendosi e curvando le labbra in una sorta di cenno che Charles interpretò come saluto.

<<Dov'è Camille?>> chiese subito, preoccupato. Mikhail gli aveva detto che sarebbe tornato solo dopo aver trovato delle risposte alle sue domande ed ora era lì. Senza la bellissima e dolcissima guardiana dagli occhi verdi.

<<Abbiamo fatto quello che potevamo per salvarla e siamo riusciti a stringere un accordo>> annunciò la sorella, sospirando. Puntò lo sguardo sul monegasco <<E tu sei la chiave per tirarla fuori da questa situazione>>

<<Spiegatemi cos'è successo, Malakhin. Ti prego>>

<<Dopo che lei ha usato il suo favore divino e tu sei scomparso, Camille ha cominciato a camminare verso il portale dell'Inferno>> l'Angelo si interruppe e sia lei che Mikhail rabbrividirono - per loro nominare quel posto doveva essere anche peggio. Poi proseguì <<Però mamma è scattata. Ha invocato la sua richiesta, anche se papà era furibondo. Ha chiesto di salvare Cami e di renderla umana, insomma di farle vivere la vita che vuole. Dio però ci ha fatto presente che questo favore deve essere messo in pausa, ovvero che la diretta interessata non è ancora processata>>

<<Fammi capire, quindi Marguerite De Clairment, MARGUERITE DE CLAIRMENT ha chiesto di aiutare sua figlia?>> domandò Charles retoricamente <<A parte questo, e dopo... dov'è lei ora se il favore è in pausa?>>

<<Siamo qui per questo>> si intromise Mikh, chinando il capo verso Lorenzo a mo' di saluto <<Siamo riusciti a convincere gli Angeli Superiori ad accettare il tuo accordo. Vinci quella famosa prima gara e lei potrà vivere con te. Perdi, e Camille finisce all'Inferno. Dipende tutto da te>>

<<Come avete fatto a convincerli?>> si azzardò a chiedere il pilota, deglutendo. Non erano persone facili, lo aveva visto con i propri occhi quando avevano piantato il chiodo nella schiena di Camille.

<<Sposerò Bryaxin>> sentenziò Malakhin, con lo sguardo spento <<Se questo servirà a liberare mia sorella, lo farò senza esitare>>

<<Camille non te lo permetterebbe mai>>

<<Camille ha sofferto tanto, troppo. Che razza di sorella sarei se la lasciassi morire da sola? Farò il possibile e l'impossibile per salvarla, a qualsiasi costo>>

<<Sei una sorella straordinaria, Khinkhin!>> fece Mikh, sorridendole <<Comunque Khin dice la verità. Lei sposerà Bryaxin ed io invece pagherò una somma in argento angelico per sostenere la causa di Camille>>

<<Dov'è ora lei?>> ripeté Charles, sollevato e dispiaciuto al tempo stesso.

<<Nel limbo tra Inferno e Paradiso. Non può muoversi da lì e avevamo intenzione di portartici e farti parlare con lei. Non potrete toccarvi perché c'è un vetro infrangibile, però potrai dirle quello che senti. È inutile ricordarti cosa succederebbe se perdessi la gara, no Charles? Quindi dille ciò che devi>>

<<Lo so>> confermò lui, annuendo <<Per favore, portatemi da lei>>

<<Khinkhin, tu a destra ed io a sinistra?>> domandò Mikhail, sfregandosi le mani e contorcendole come se se le stesse disinfettando.

<<Okay, ma smetti di chiamarmi Khinkhin. Lo odio>>

<<Perché?>>

<<Perché mi ci chiamava mio marito, Mikh>> sussurrò l'Angelo, abbassando gli occhi per un solo secondo <<Non Bryaxin, ovviamente. Il mio primo marito, Alexander Bane>>

<<Che... che gli è successo?>>

<<Il suo protetto si è suicidato e lui è morto tra le mie braccia>> confidò Malakhin, sorridendo malinconica <<Lo amavo, tanto. Tantissimo. Però è andata così ed io non posso riportarlo in vita>>

<<Nemmeno con il tuo favore divino?>>

<<Ci sono leggi che vanno contro il tempo, Charles>> gli spiegò lei, rivolgendogli un'occhiata <<Finché si tratta di un desiderio come quello di Cami va bene, ci sta seppur sia al limite, ma non si possono riportare indietro i morti. Ci ho pensato, fidati, ma non va così>>

<<Non sposarlo, allora!>> ribatté Mikh, allargando le braccia e posando gli occhi su di lei <<Non sposare quella merda di Bryaxin!>>

<<Ho giurato, Mikh>>

<<Ma Khinkh... Malakhin! Non puoi!>>

<<E poi è per Cami>> concluse la De Clairment <<È per mia sorella, non per altro>>

<<Camille non vorrebbe!>>

<<L'hai già detto, Charles. Lo so che non vorrebbe, per questo lei non deve saperlo. Almeno fino a quando non sarà al sicuro. Va bene?>>

<<Malakhin...>>

<<Charles, per favore. Promettimelo. Non impensierirla di più>>

<<Non posso...>>

<<Charles!>> Malakhin lo costrinse a guardarle gli occhi azzurri colmi di lacrime <<Promettimelo, per favore>>

<<Te lo prometto>> le diede la sua parola, ma in cuor suo il pilota sperava di farle cambiare idea. Cami meritava di sapere del grande gesto che sua sorella stava compiendo per lei, o almeno prima che potesse essere troppo tardi per entrambe.

<<So che cosa stai pensando>> gli disse, serrando i denti e cercando di non piangere <<Pensi che per me sia facile fare questo? Non lo è affatto. Amavo Alec più di quanto ho amato e amerò mai me stessa ed è stato ucciso davanti ai miei occhi dalla persona che doveva proteggere! Ho giurato davanti al Padre che non avrei mai più amato nessuno e non infrangerò il mio voto, tantomeno per Bryaxin. Ma mia sorella non è inclusa in quel giuramento e se questo perdonerà le mie colpe allora lo farò e starò in silenzio>> il suo tono si era alzato. Camille una volta gli aveva detto che lei faceva così soltanto quando era convinta di aver ragione.

<<Ma colpe di cosa?!>> replicò Charles, allargando le braccia. Non riusciva a comprendere fino in fondo le motivazioni che la spingevano a compiere un gesto come quello.

<<La colpa di aver lasciato che l'amore della mia vita morisse, la colpa di aver permesso alla mia famiglia di trattare di merda la persona più dolce e tenera che io abbia mai conosciuto, la colpa di non essere intervenuta quando potevo!>> urlò Malakhin, indietreggiando e sbattendo contro Mikhail, che la spalleggiò e la sostenne <<Queste sono le mie colpe, Charles. Ho commesso tanti sbagli>>

<<Sposare un emerito bastardo non estinguerà il tuo senso di colpa, Malakhin>>

<<E tu che ne sai, Charles? Che ne sai del mio dolore?>> lo guardava da sopra la spalla di Mikh, rifugiata tra le sue braccia e distrutta. Le sue ali mostravano tutto ciò che il suo cuore nascondeva, si erano afflosciate e toccavano il pavimento. Disprezzo. Disprezzo per chi le aveva portato via tutto.

<<Sto capendo, Malakhin. Sto capendo che significa perdere chi si ama. Ma la differenza tra il mio e il tuo di dolore è che qui è colpa mia mentre la morte di tuo marito non lo è. Non avresti potuto fare niente per impedire al suo protetto di uccidersi, io invece avrei potuto stare attento!>>

La ragazza sembrava andarsi quietando, perché Mikh allentò via via sempre di più i muscoli delle proprie braccia. La stava tenendo ferma, per evitarle di cadere o di lasciarsi andare ad uno sfogo. Aveva visto Camille piangere, ma Malakhin non era tipa da mostrare i propri sentimenti e quello gli aveva causato un impatto diverso.

<<Khin, dai>> le sussurrò l'altro Angelo, sorridendole e parlandole con calma <<Adesso dobbiamo portare Charles da tua sorella. Poi io e te parliamo dopo, va bene?>>

Lei annuì e ricambiò il sorriso. Poi si sistemò accanto a Charles e lo prese sottobraccio, Mikh fece la stessa cosa. Dopo aver salutato Lorenzo, i due guardiani spiccarono il volo. Diretti alla prigione di Camille.

Ogni tanto, Mikh si girava con la testa e guardava l'amica. Lei, però, non distolse mai lo sguardo dalla propria traiettoria di volo.

Arrivati al limbo, Charles per poco non si sentì male. Al contrario del Paradiso, da lì si vedeva perfettamente tutto ciò che avevano sotto i loro piedi. La Terra, tanto per dirne una.

<<Va tutto bene, sei sotto la nostra protezione>> lo rassicurò Malakhin, annuendo per confermare le proprie parole <<Non cadrai di sotto. Anche perché moriresti ancora prima di toccare il suolo>>

<<Tu sì che dai speranza alle persone, Khin>> sospirò Mikh, scuotendo il capo e coprendosi il volto con la mano sinistra <<Comunque sia, Cami è da questa parte>>

I due Angeli, che sembravano aver riacquisito il loro aspetto regale ed intimidatorio, gli fecero strada, conducendolo lungo una grande via, costellata ai lati di prigioni dalle sbarre dorate.

Come gli avevano già accennato, però, Camille era tenuta bloccata da un vetro. Quindi non poteva essere lì, per forza. Charles si guardò comunque intorno, non poteva mai sapersi.

<<Non siamo ancora arrivati>> gli comunicò Mikh, esortandolo a continuare a camminare.

Solo alla fine della via il monegasco capì come mai gli Angeli Superiori avessero rinchiuso Camille in quella specifica cella. Le pareti erano scure, buie ed erano così tristi e spoglie da riuscire ad abbattere persino il coraggio e lo spirito di una come la sua amata ragazza. L'unico accesso era il famoso vetro, che però era più una punizione che altro - difatti mostrava solo ciò che lei non avrebbe avuto nel tempo che avrebbe passato lì.

Charles provò una pena enorme. Il suo cuore si strinse.

Si separò da Mikh e Malakhin e prese a correre. A perdifiato. Il più velocemente possibile. La raggiunse, arrivò dalla sua Camille. Per poco non si schiantò contro il vetro, non essendo riuscito a frenare in tempo.

La bionda alzò la testa di colpo, ruotandola e aprendosi nel suo più grande e luminoso sorriso (mentre dietro i due Angeli si guardavano come a dire "Questo umano è qualcosa di incredibilmente disastroso").

<<Charles!>> esclamò Cami, alzandosi in piedi e gettandosi contro il vetro. Vi allargò la mano, appoggiandola e aspettando che lui facesse lo stesso <<Come stai?>>

<<Questo dovrei chiederlo io a te, razza di idiota! Ma come ti è venuto in mente di usare il tuo favore divino? Ti ha dato di volta il cervello per caso? Dovevi usarlo per diventare umana, non per salvare questo culo fantasgoricamente bello!>>

Camille batté le palpebre, scoppiando in una grassa risata. Aveva capito. Sapeva che Charles la stava ringraziando facendo la sua personale interpretazione di lei. In effetti, se i ruoli fossero stati invertiti avrebbe detto esattamente quello.

Malakhin e Mikhail però erano confusi, ed erano le loro espressioni le parti veramente belle di quella conversazione.

<<Questi due...>> sospirò la De Clairment sconvolta <<Santo Cielo, sono più fusi loro dell'oro che i parti ficcarono in gola a Crasso nella Roma Antica>>

Mikh sorrise, divertito <<Però si divertono>> commentò, guardando i due innamorati <<È bello che possano ridere anche in un momento del genere>>

<<Siamo stati fortunati ad aver strappato quell'accordo agli Angeli Superiori, o di questo passo Charles sarebbe bello che ricaduto in quella depressione...>>

<<Già...>> annuì l'altro <<Adesso non pensiamoci, lasciamo che passino del tempo insieme tranquilli. Non sappiamo se potranno mai più rivedersi, è meglio che questo sia il loro ultimo ricordo felice nel caso>>

Malakhin indietreggiò di un passo, afferrando la spalla dell'amico con la mano e tirandoselo vicino. Si appoggiarono ad una delle celle vuote contro le spalle ed ascoltarono silenziosamente il discorso di Charles e Camille.

<<Vincerò quella gara, amore mio, te lo prometto>> stava dicendo il monegasco, gli occhi puntati in quelli di lei, il corpo proteso in avanti. Sembrava stesse per prendere a spallate quel vetro - che, ricordiamo, era infrangibile.

<<Va bene>> sussurrava Cami in risposta, sorridendo emozionata <<E quando vincerai ed io diventerò umana, staremo insieme>>

<<Certo! Certo, e... e se vorrai andremo a vivere insieme>>

<<Solo se avrò una cabina armadio tutta mia>> la sua guardiana lo guardava e né Malakhin né Mikhail riuscirono a capire se lo stesse prendendo in giro in una delle sue solite battute o stesse dicendo davvero.

<<Ma sei seria?>> le chiese infatti Charles, lasciandosi scappare una lacrima.

<<Certo! Sarai anche la parte più bella della mia vita, ma le persone hanno bisogno di ammirare tutto questo ben di Dio che è Camille De Clairment. Amici amici e poi ti inculano la bici, si dice no?>>

<<Ma che cosa c'entra una bici adesso?>>

<<Shh, tu zitto. Sono io che sto pensando. Ho bisogno di riorganizzare i miei pensieri>>

<<I tuoi... pensieri?>> ripeté Charles, alzando un sopracciglio <<Plurale?>>

<<Oh, Charles! Ngiyethemba iloli lizokutshala imali!>>

<<Ma povero Cristo!>> gridarono in coro Mikh e Malakhin, scoppiando a ridere e venendo seguiti a ruota dai due ragazzi <<Auguragli pure di essere investito, Cami, mi raccomando!>>

Charles sorrise, appoggiandosi al vetro e rivolgendo un'occhiata alla sua bella metà <<Ti salverò, Camille. Esattamente come tu hai salvato me>>

<<Non sono ancora sicura che tu sia guarito, sai?>>

<<Non importa>>

<<A me importa! Ti ricordo che se tu muori, io muoio. E ripeto, ci tengo che i tuoi compagni mortali vedano per bene questo didietro fenomenale che ho!>>

<<Ma va, Camille, sei pelle e ossa!>>

<<Zitta tu, Khinkhin, che non sei meglio rispetto a me!>> replicò Camille, ma sia Charles che Mikhail si irrigidirono all'istante a quel soprannome.

Ora, l'opzione era una sola: Camille non sapeva di Alexander Bane. L'occhiata di Malakhin ai due passò inosservata alla sorella, ma loro furono in grado di capirla. State zitti, diceva. E confermava i loro pensieri.

<<Già, in effetti!>> ridacchiò la sorella, fingendo di non essere stata minimamente colpita da quel nomignolo affettuoso <<Comunque sia, Cami, sai già che succederà, no?>>

<<Certo. Mi terranno qui fino a quando Charles non gareggerà e poi vedremo, andrà come deve andare>>

Il pilota strinse i pugni, nel disperato tentativo di infondersi coraggio. Doveva assolutamente vincere. La Ferrari della stagione precedente era stata ottima, al pari della Red Bull, ed ai test di pochi giorni prima era sembrata ancora meglio. Poteva farcela.

Anzi, non poteva.

Doveva.

O avrebbe perso Camille.

Era convinto che in quell'occasione il mondo per lui sarebbe finito. Avrebbe continuato a vivere, protetto in eterno dal sacrificio che lei aveva compiuto per lui, ma non sarebbe stata la stessa cosa.

<<Andrà bene>> la confortò Mikhail, sorridendole e avvicinandosi sempre di più insieme a Malakhin <<Vedrai, questo ragazzino sarà anche cocciuto ma è bravo a guidare>>

<<Devo considerarlo un complimento?>>

<<A meno che tu non voglia considerarlo come un insulto>>

<<Quello mi pare ovvio>>

<<Allora che domandi a fare?>>

<<Che Dio mi salvi da voi due!>> affermò Malakhin, posandosi le mani sui fianchi e scrutando i due maschietti dall'alto in basso <<I maschi... siete sempre così prevedibili e poco simpatici>>

<<Okay, Leclerc, questo è il momento in cui ci offendiamo>>

<<Cami, raccontaci un po' una barzelletta! Sennò qui finiamo per ammazzarci a vicenda!>> scherzò Charles, mentre Camille si portava la mano al mento e pensava.

<<No!>> gridò l'altra De Clairment, sgranando gli occhi azzurri e congiungendo le mani a mo' di preghiera <<Cami, risparmiacela, ti prego!>>

La bionda fece un sorriso inquietante a trentacinque denti <<Sapete...>>

<<Oh cielo, ci risiamo>>

<<Sappiamo cosa?>>

<<Sapete che ha detto Gesù quando è uscito dalla pancia di nostra Madre?>>

<<No, che ha detto?>> Malakhin sospirò, preparandosi psicologicamente alla cazzata.

<<No Maria, io esco>>

<<Oh Padre santissimo!>> esclamò Mikh, coprendosi gli occhi con le mani <<Ma che cosa abbiamo fatto di male?>>

<<Me l'avete chiesta voi, eh!>>

Charles era l'unico a star ridendo. E anche di gusto poi. Gli doveva essere piaciuta davvero tanto quella orribile barzelletta <<Era bellissima, Cami!>>

<<Ti prego>> lo supplicò Malakhin, afferrandolo per le spalle e scuotendolo <<Ti prego, dimmi che ti è piaciuta soltanto perché sei innamorato di Camille. Ti prego dimmelo! Perché sennò è una cosa seriamente grave!>>

Gli altri tre scoppiarono a ridere e il clima si era di nuovo rasserenato.

Forse un giorno Camille avrebbe saputo tutte le verità nascoste dietro il gran sorriso di sua sorella, forse un giorno avrebbe scoperto del matrimonio con Bryaxin, forse un giorno le avrebbero raccontato che cosa avevano fatto quei due Angeli per salvarla.

Ma il momento non era ancora arrivato.

E Charles era l'unico che poteva guadagnare del tempo per farla vivere.

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