Cap. 5 - Il cinguettio degli uccellini.

8:30 mattino...

La luce del mattino illuminava l'inizio di un nuovo giorno e la fine di uno ieri pieno di paure e timori.
Erano passati circa 5 giorni da quando erano arrivati all'Accademia.
Piano piano cresceva la paura nei loro cuori, ma nel frattempo era sbocciato un nuovo fiore di speranza.
I raggi del sole non filtravano da nessuna parte, non c'era nemmeno un filo di finestra chev non fosse coperto da neve.
All'interno della struttura, i corridoi erano vuoti.
Freddo.
Il clima era freddo, soltanto alle 9:00 la caldaia avrebbe iniziato ad attivarsi.
Gli studenti si tenevano stretti dalle coperte dei loro letti. Mentre si preparavano a resistere alle tentazioni poteste a loro e vivere un conflitto con loro stessi.

Jeff era rimasta sveglia tutta la notte ed era rimasta di guardia a osservare i monitor.
Junko e Mukuro si erano addormentate su dei futon portati nella piccola stanza accanto portati per l'evenienza e probabilmente avrebbero dormito per un'altra ora.
Jeff era seduta sulla sedia di Junko. Andò verso la grande libreria di fianco ai monitor.
La libreria era piena di tutti i fascicoli dei partecipanti del gioco, sia di quel edizione si di quelle passate. Fece sfiorare le dita sui diversi fascicolo. Per poi tirarne fuori uno. Ne aprì il contenuto inizio a sfogliare le pagine.
"..Senpai..."

Aruki fu una delle prime a svegliarsi. La sveglia suonava le 9.00.
Aruki rimase stretta alle coperte, composte per quella sera da un lenzuolo e un piumone ( gli studenti guardando il termometro si accorderò che la notte avrebbe fatto freddo, così hanno messo delle coperte più pesanti trovate nell'armadio.).
Alzò una mano con fatica e iniziò a premere bottoni a caso finchè non pigiò quello che fece smettere quella maledetta sveglia. Ella aspettò cinque minuti prima di dirigersi verso l'interruttore. Non appena la luce artificiale si accese, la ragazza si coprì subito gli occhi con la mano. Sì diresse verso il bagno dove si fece la doccia. Il bagno era formato da una doccia/vasca, il lavandino posto poco più in là di fianco a un armadietto con dentro disinfettante cerotti bende e ovviamente carta igienica. di fianco alla porta c'erano diversi porta asciugamani uno per i capelli, uno per il corpo, uno per le parti intime e uno per le mani. E ovviamente c'erano anche i ricambi. Proprio sotto di essi c'era il cesto per i vestiti sporchi. A destra della porta e invece c'era il water e posto proprio di fianco c'era il porta carta igienica. Il bidet, invece era proprio di fianco alla cesta dei panni sporchi. Il pavimento invece era cosparso di piastrelle mentre i muri erano colorati di un azzurro opaco. Il bagno era così per tutti. La ragazza Non appena finita doccia e si avvolse l'asciugamano intorno al corpo per poi il sempre in bagno vestirsi. Almeno lì non c'erano telecamere questa era sicuro. Ma mentre usciva dalla doccia scivolo, atterrando seduta. " Ahia..." disse Aruki alzandosi. Meno male non si era fatta male. Iniziò a prendere la spazzola e a pettinarsi i capelli castani. Per poi mettersi i vestiti.
Si mise a scendere per andare a mensa a fare colazione. ma prima di mangiare preferiva aspettare gli altri comunque per buona educazione.
Kokichi invece stava rinviando per la 3000 volta. Non si voleva proprio decidere ad alzarsi, eppure quella maledetta sveglia continuava a suonare, con quel suono così rompicoglioni quanto tintinnante alle orecchie. Forse non avrebbe più sentito più quell'orribile suono, se al posto di rinviare la sveglia al minuto successivo l'avesse spenta del tutto. Al sentire di nuovo quel suono, Kokichi si coprì il volto con il cuscino. Dio, se odiava quella sveglia, o più che altro quel Monokuma File. Perché ovviamente Monokuma era così pigro da non volere mettere una sveglia apparte.... E allora perché non metterla nel Monokuma File che tanto è un telefono??
Alla fine il ragazzo fece forza con tutta la sua volontà a prendere quel maledetto Monokuma File per disattivare la sveglio al ennesimo suono. Guardò il Monokuma File e con tre semplici mosse fece finire quell'inferno di suono. Sbuffò per poi trascinarsi verso l'armadio, dove vi prese i primi vestiti capitati mano, per poi andare verso il bagno. Sì vesti abbastanza lentamente per poi lavarsi il volto con un può di acqua gelata, in modo da risvegliarsi. Uscendo dalla camera andò in mensa, dove fu felice di trovare la Aruki, che gli rivolse un sorriso felice e sincero. Kokichi ricambiò il sorriso con uno altrettanto più grande, per poi andare a sedersi di fianco a lei e mettersi a chiaccherare come gli era solito fare.
Shiromi si girò nel letto per una o due volte, per poi aprire gli occhi in modo da dare il buongiorno a quel nuovo giorno. Sì alzò dal letto, si stiracchio, guardò l'ora dal Monokuma File. "Le 6 del mattino..." pensò guardando l'orologio. La ragazza rivolse il suo sguardo verso la televisione. Si ricordò di come avesse giocato per tutta la notte a quel videogame, si avvicinò per appoggiare il joystick vicino alla Ps4. Andò verso il suo armadio e aprì lanta. Prese i suoi vestiti e si diresse verso il bagno. Si guarda allo specchio e posto sopra il lavandino. Era uno strazio aveva delle grandi occhiaie sotto gli occhi.
così prese un po' di correttore e inizio a metterselo sui punti che mostravano che lei non aveva dormito ma aveva giocato. "Ok dovrebbe andare..." disse appoggiando la boccetta con all'interno il liquido con lo stesso colore della sua pelle. Sì mise i vestiti e ricontrollò di nuovo l'orologio.
Era ancora presto. Sbuffò, andò verso la TV e si sedette per terra accendendo la Ps Vita. "Ma sì dai... Una partita prima di scendere giù." pensò Shiromi, per poi mettersi a giocare al gioco della sera precedente.
Akemi si svegliò verso le 8: 30. Si alzò dal letto e si stiracchiò. Anche lei accesse la luce, non appena potè vedere la sua stanza illuminata, andò verso il bagno.
Si lava in primis la faccia, poi subito dopo ho preso lo spazzolino e iniziò a lavarsi i denti. Si mise addosso i vestiti per quella giornata. Poteva uscire dalla camera e andare ad aspettare gli altri che arrivavano in mensa, oppure poteva esercitarsi nel frattempo con alcune scene dei suoi spettacoli. Optò per la seconda opzione, andò verso la piccola libreria dove conteneva dei libri ispirati a molte scene di teatro. Aveva un'idea precisa di cosa voleva interpretare in quel momento, ma poco importava voleva soltanto poter recitare e mettersi nei panni di quella persona e recitare una tragedia un dramma, una storia d'amore o un'avventura. Prese il terzo libro a partire da sinistra. "Orgoglio e pregiudizio?" Disse Akemi, ma poco importava inizio a sfogliare il libro fino a leggere il carattere e le tipologie di personaggi che c'erano. Scelse di recitare la figlia maggiore della famiglia protagonista del libro. Quella ragazza era sempre perfetta in tutto ed era anche un'ottima scelta per un matrimonio, purtroppo però ogni personaggio non è mai perfetto perché la ragazza viveva un conflitto interiore, così Akemi decise di interpretare i panni della ragazza scelta. chiunque la potesse sentire o vedere riusciva a percepire le stesse emozioni di Akemi e del personaggio interpretato.
La caldaia aveva iniziato ad accendersi un po' più prima del previsto. Ma sotto un certo punto di vista era una fortuna, perché comunque faceva un freddo bestiale. E se non si sarebbero uccisi a vicenda allora sarebbero morti assiderati.
La temperatura prima che si accende se la caldaia era di circa 12 gradi. Per quanto la struttura fosse creato apposta per rilasciare calore, essere sommersi da tonnellate e tonnellate di neve pure a mente fredda non aiuta molto la situazione, quando però si è accesa la caldaia lentamente i gradi ricominciano a salire su e piano piano i corridoi freddi e silenziosi iniziarono a diventarono caldi.. Come in una classica casa che viene descritta in un libro con il calore accogliente della famiglia che abitava al suo interno. Però non c'era la stessa felicità in quella accademia.
Una famiglia di solito è sempre unità pronta ad aiutarsi l'un l'altro e non si abbandona mai a vicenda, ma in questo momento nessuno di quegli studenti voleva farsi una nuova famiglia probabilmente ma voleva tornare a casa propria dai loro amici dai loro parenti e ritornare alla loro vita di sempre. Non che l'accademia non fosse accogliente oppure non gli facesse sentire a casa Anzi li trattava anche meglio forse.. ma in qualsiasi caso non era loro casa per loro era soltanto un accademia a cui hanno deciso di andarci perché erano stati ritenuti dal governo mondiale e quello giapponese oppure degli altri loro paesi Natali dei super Ultra liceali destinati ad essere la speranza del futuro.
Ma tornando a proprio sugli studenti solo una parte si era alzata.
Yuu faceva fatica a dormire Eppure quella sera era caduto come un sasso. Si alzò e prese gli occhiali. Camminò a stentoni per paura di sbattere il piede da qualche parte. Ad un certo punto sentì un dolore allucinante al mignolo. E li erano cazzi amari, se avesse avuto la possibilità di parlare avrebbe lanciato un urlo che si sarebbe sentito fino a Shanghai. Si morse il labbro inferiore dal dolore. Poi però l'agonia fini e riuscì a trovare l'interruttore. Accese la luce per vedere dove aveva sbattuto il piede.
Aveva sbattuto il benedetto mignolo contro l'armadio. Yuu cerca di guardarlo nel lato più positivo possibile.. poteva andargli peggio no?
dal maledetto armadio che poco prima aveva distrutto il suo mignolo prese i vestiti per quel giorno, andare in bagno e si fece una doccia molto veloce. Dopodiché cerca di mettersi a posto i capelli, cosa purtroppo inutile dato che quelli non volevano stare al proprio posto. C'è sul libro della sua enorme libreria, uno caso, non guardò neanche il titolo. Uscì dalla camera coi capelli ancora un pò umidicci.
Ib si svegliò verso le 8 e un quarto. Non appena suonò la sveglia la spinse subito, rimase qualche minuto a riflettere sul letto per poi alzarsi.
Lei a sua insaputa era stata molto più furba di Yuu e si era messa le ciabatte proprio per evitare di andare a sbattere contro qualche mobile. Per fortuna non andò incontro a nessun mobilio. e ne fu davvero grata dato che temeva che essendo la super Ultra pittrice liceale e che aveva nei barattoli di vernice e di tempere e di altri tipi di colori tra cui acquarelli pastelli eccetera se ci andasse incontro cadrebbe tutto quanto a terra e di conseguenza combinare soltanto casini.
Quando accese la luce si coprì un attimo gli occhi, si porta la mano agli occhi. Ci mise un pò prima che la vista si abituasse alla luce artificiale della sua camera. Si stropiccia gli occhi a causa del sonno che aveva ancora. quando anche lei verso il suo armadio pieno di vestiti e Seleziona quelli che avrebbe indossato per la giornata per poi chiudersi in bagno per un quarto d'ora.
in quel quarto d'ora si era pettinata i capelli marrone scuro e si era anche fatta la doccia. Decisi di andare in mensa e li incontrò Kokichi e Aruki.
Mirai in confronto agli altri non si era alzato normalmente. Più che altro era caduto dal letto. - Ahia...- sussurrò Mirai mentre si massaggia va con la mano la testa. quando si accorse che era completamente immerso nel buio più profondo si alza e con decisione andò verso l'interruttore, fregandosene se sarebbe andato a sbattere contro un mobilio, tanto era caduto dal letto quindi in un certo senso si può dire che la sua giornata non sia iniziata nel migliore dei modi.
Quando la luce Illumina tutta la stanza il ragazzo nota che quando era caduto aveva portato anche con se le coperte così se avvicino al suo letto e prese quest'ultime e le appoggiò sul suo letto fregandosene anche di metterle in ordine. In un certo senso alla fine lui era un menefreghista.
O almeno soltanto nelle giornate sbagliate quando sentiva che è una giornata sarebbe stata pessima allora A quel punto se ne fotteva di tutto e di preoccuparsi per cosa sarebbe successo semplicemente faceva quel cazzo che voleva, perché tanto ormai la giornata sarebbe stata orribile quindi tanto vale fare quel cazzo che si vuole. Prese i primi vestiti che gli capitarono in mano.
Si diresse verso il bagno, si fece una doccia e subito dopo si vestì. Quando uscì dalla camera il ragazzo incontrò Akemi.
"Ciao Mirai!" Lo salutò Akemi.
"Ciao Akemi." disse lui ricambiando il saluto.
"Andiamo in mensa?-"propose la ragazza.
"Si dai." rispose Mirai. E detto questo, i due si diressero verso la mensa.
Yukki si svegliò. "Mio Dio! Fa un freddo cane!" disse il ragazzo, forse soltanto in quel momento si era reso conto che sarebbe stato meglio la sera precedente prendere le coperte in più o il piumone. Si alzò e si diresse verso il bagno per poi accorgersi di non aver spento la sveglia. Quando tornò dal bagno dopo aver fatto la doccia e essersi vestito, spense quella maledetta suoneria. Finalmente regnò il silenzio. "Spero di non aver svegliato gli altri con questa sveglia maledetta." pensò il ragazzo.
Impossibile. Le pareti Delle camere dove alloggiavano gli studenti erano spesse circa 20-25 cm. Le pareti erano fatte di cemento puro, ricoperte di stucco per dargli una superficie più liscia, imbiancare e poi dipinta con una vernice speciale che permette di cancellare via ogni traccia colore sconosciuto che può essere pastello, una bibita con dentro coloranti alimentari, matita, vernice.. quasi ogni sostanza o oggetto che può sporcare. Si vede che era una scuola specializzata per i Super Ultra Liceali.
Uscì dalla camera coi capelli bagnati, fregandosene altamente di prendersi un raffreddore o una polmonite.
Ilary si era svegliata di pessimo umore. Non era riuscita a chiudere occhio e probabilmente aveva delle occhiaie profonde sugli occhi, e la ragazza sapeva che se avrebbe trovato quest'ultime sotto gli occhi si sarebbe messa a urlare e a imprecare in inglese e francese.
Non perse tempo e si diresse verso il bagno. Prima si era ripromessa che avrebbe imprecato come una bestia, ma quando si vide allo specchio non riuscì nemmeno a urlare. Le occhiaie non erano tanto profonde ma si notavano, i capelli erano totalmente in disordine e aveva una faccia da far paura. Ci avrebbe come minimo messa tutta la mattinata per truccarsi in modo da non far vedere le condizioni in cui era. "Altro che trucchi costosi... Qua ci vuole la chirurgia plastica!" esclamò la ragazza tirando fuori il suo beauty, che, se si dovesse descrivere, praticamente era la valigia stessa.
Nel lasso di tempo in cui Ilary si truccava, il resto degl'altri studenti si svegliò.
Hinata era abbracciata a il suo orsacchiotto Bunny. Quando la sveglia suonò ebbe quasi l'impulso di prenderla, e di sbatterla, contro il muro. Magari con l'aiuto di qualcuno,  tipo di Shouko. A primo impatto gli è sempre sembrato un cattivo ragazzo ma poi come al solito scuote la testa per rendersi conto che quello lì era solo un parere visivo che aveva avuto vedendolo solo per un secondo.
La ragazza si alza dal letto e si sistemo il letto. Sulla sedia della sua piccola scrivania con sopra diversi tagli di stoffe e la macchina da cucire, c'erano riposti i vestiti per quel giorno che si era preparata la sera prima. Era sempre stata organizzata in queste cose. Si svegliò sollevata che anche quel giorno era ancora viva. D'altronde ormai dopo l'avvertimento di monokuma nessuno, osava ammettere però tutti che stavano dormendo con un occhio aperto. In questi casi ci vorrebbe la fiducia, Ma come si può trovare fiducia dopo una cosa del genere? Questo è quello che penso Hinata. La scrivania era vicino al bagno quindi non si sforzò nemmeno ad andare accendere la luce, sì diresse direttamente verso la scrivania e subito dopo apri la porta del bagno. Strette nel bagno per circa un quarto d'ora. Perlopiù si mise cinque minuti a vestirsi ma la maggior parte del tempo doveva dedicarla tra i capelli, si fece una coda alta e poi uscì. Andò in mensa dove vide qualche suo compagno parlare.
Kuroko non era da meno. è sempre stata una persona precisa fin da quando era nato. Anche lui si svegliò alle 8:00 in punto, i vestiti già pronti sul comodino dove vi era anche riposto il Monokuma file che nel frattempo non smetteva di riprodurre quel suono così fastidioso. Si preoccupò per lo più di farsi una doccia ché di sistemarsi i capelli o roba del genere. Prima di entrare nel piccolo bagno, accese la luce e sistemò la sua scrivania. Erano sparse sopra tante polveri colorate.
Si guardò allo specchio e si accorse di avere i capelli colorati di verde da una parte. In effetti ieri sera mentre stava lavorando con le polveri per un un
nuovo fuoco d'artificio, si era addormentato appoggiando la testa sul piatto su cui stava lavorando sulla tonalità. Poi si era risvegliato e subito dopo si era infilato a letto.
Restò per mezz'ora sotto la doccia per togliersi tutta la polvere addosso.
Poco dopo era uscito dalla sua camera con addosso vestiti nuovi e con i capelli ancora bagnati.

9:27 mattino..

Kuroko e Hinata stavano apparecchiando come al solito la tavola, mentre gli altri stavano chiaccherando animamente.
"Secondo voi dove sono gli altri?"chiese timidamente Hinata ai ragazzi.
Yuki rispose. " Magari stanno ancora dormendo i belli addormentati!" esclamò scherzando, Hinata sorrise.
Shouko in quel momento entrò nella stanza. " Salve..." disse sbadigliando.
Yuu lo salutò nella lingua dei segni. Shouko ricambiò il gesto.
Shouko si sedette su una sedia.
Yuu fece una domanda al ragazzo.
"Che ha detto?" chiese Shiromi curiosa.
"Ha chiesto dov'erano gli altri."disse il pilota liceale, per poi rispondere con un non lo so, al ragazzo sordo-muto.
"Quindi... Un terzo di noi sta' ancora dormendo?" chiese Aruki. Kuroko annuì.
" Come minimo se non li svegliamo noi, loro rimangono a dormire fino a stasera!" esclamò Kokichi sorridendo a Aruki. Aruki ricambiò il sorriso.
Shouko si raddrizzò sulla sedia, per poi alzarsi.
" Sono proprio curioso come entrerai nelle stanza altrui... Ti ricordo che si può accedere alla propria stanza tramite il Monokuma File." disse Shouko.
"Bhe... Facciamo saltare in aria le porte! Nieheheh!" disse Kokichi scherzando. Shoko aprì la bocca per poi richiuderla, come per dirsi diasciare stare. "Vado a cercare Urami." disse il ragazzo.

Celestia si era svegliata senza che il Monokuma File e suonasse. Si era alzata. Si sistemò la vestaglia bianca che aveva addosso per poi alzarsi dal letto. quando si alza rivalsa subito il suo sguardo al tavolo da poker su chi sopra erano sparse diverso e Cip e carte. ieri sera prima di andare a dormire essere a messa a fare qualche solitario giusto per distrarre un po' la mente. no che avesse un'idea particolare semplicemente le mancava un po' scommettere ma anche perchè comunque l'aiutava a rilassarsi.
Arrivata in bagno tirò fuori subito il vestito che avrebbe usato per quel giorno. Era un po' strano non Svegliarsi nel proprio letto... I mobili, tutto quanto era estraneo sia per lei che per tutti.
Si lavò il viso e si truccò un pochino. La ragazza controllò allo specchio di essere apposto per poi uscire controllando ovviamente di aver chiuso bene la porta a chiave perché ormai in quella Accademia non bisognava altro che avere terrore e vivere sempre guardando su dietro le spalle.
fino a che punto si sarebbero spinti fino a dove sei per arrivarci Fino a quanto sarebbero esistiti?
Ea tutto forse uno scherzo o un gioco di quel maledetto pupazzo?
sito comune che non importava Perché in qualsiasi caso erano rimasti bloccati dentro l'accademia e finché erano lì, dovevano continuare a tenere in vita la speranza per quanto fosse difficile.
Urami si svegliò di soprassalto, si era addormentata lì. Aveva preso un futon e lo aveva appoggiato al centro della stanza. Si era chiusa dentro il laboratorio per osservare meglio le stelle e studiare di più le stelle e la costellazione che poteva osservare fin quanto il telescopio le permetteva.
Al posto però di essere tra le coperte che sono addormentato sulla scrivania con la testa piegata sopra la scrivania e con di fianco ancora là foto dei tre ragazzi misteriosi. Quanto prese un camice dentro l'armadio la scorsa notte, trovò però i tre camici  dei tre ragazzi e così sapeva i loro nomi.
Senti qualcuno bussare alla porta.
- È permesso o devo sfondare la porta a craniate?- chiese il ragazzo. Era Shouko. Urami Apri la porta ragazzo nonostante volesse ancora studiare.
- Salve bellezza!- disse Shouko scherzando.
- ... Ma che cazzo vuoi?- chiese seccata Urami con una faccia che avrebbe fatto paura anche agli uomini più grandi.
"Ti volevo svegliare!" rispose giustificandosi il pilota.
- ... Ma sono le 6:00 del mattino!- disse Urami incazzata.
" ... In verità sarebbero le 9:00, tanto per precisione, secondo ma tu che c**** stai dicendo?" Disse Shouko con un volto leggermente intontito.
"E che ne so, sei tu quello che ha iniziato a dire cazzate." Disse Urami dirigendosi verso il telescopio.
"Senti, andiamo a fare colazione che ci sono quasi tutti in mensa." Disse Shouko scherzando.
Urami rimase zitta.
"Hoy?" Disse Shouko dato che Urami stava guardando gli appunti, le ci voleva così tanto per decidere se andare a fare colazione o no?
"Ah si scusa, non ti stavo ascoltando." Disse Urami appoggiando gli appunti e metterli tutti dentro la borsa, per poi uscire dall' osservatorio.
Shouko seguì Urami.
"Ma che problemi ha questa ragazza??" Pensò il pilota non appena raggiunta la mensa. Dove poco dopo vide Urami entrare nella mensa.

9:32 del mattino.

Riel era stato sveglio tutta la notte a studiare nuove formule su diversi lenti di chimica che si era portato dietro da casa.
I diversi strumenti che usava lui per creare sostanza e veleni erano riposti su una teglia di ferro, disposti in modo ordinato e sterelizzatti/puliti. Alcuni contenitori di vetro invece erano sulla scrivania posto sopra un panno, ad asciugare.
non appena si era reso conto dell'orario deciso di andare verso il bagno per farsi una doccia e andare a mangiare in mensa.
Ci mise 15 minuti a fare la doccia. Si mise l'accappatoio e prese i vestiti puliti dall'armadio. Sistemò la sua scrivania rimettendo a posto i diversi libri che aveva preso da studiare.
Si diresse verso la mensa e salutò chi vi era dentro la grande stanza.
"Ci siamo tutti?" Chiese Yukki guardando intorno.
Ilary entrò nella mensa senza salutare nessuno.
Kuroko tornò dal bagno. Si era accorto di avere ancora il gomito sporco di polvere blu. Entrò prima di Ilary.
Quest'ultima guardò il più piccolo con uno sguardo da Satana 2.0.
" TI PARE CHE QUESTI SIANO I MODI EDUCATI DA USARE CON UNA SIGNORA?!?!?" tuonò Ilary incazzata nera.
Yuu chiese con il linguaggio dei segni a Shouko di tradurre la sua domanda.
"Ma che ha fatto Kuroko di male?" Disse Shouko traducendo Yuu.
Ilary si voltò. "Un vero uomo fa passare prima una signora e le apre anche la porta!" si lamentò la Super Ultra Buone Maniere Liceale.
"Scusa, ma solo perché lui non ti ha aperto una stramaledetta porta, devi fare 'ste scenate?" Chiese Akemi guardando Ilary in volto.
Ilary si voltò e disse con fare poco gentile:"Sta di fatto che è stato maleducato da parte sua!"
"Sta di fatto che se non la smetti di fare la befana mi infilo questi panini nelle orecchie per non sentirti più dire stronzate, dato che lei è molto uggiosa signorina cara!" Disse Kokichi prendendo due panini dal cestino stra colmo di quest'ultimi, portato da Hinata per iniziare a servire la colazione.
Aruki rise un pochino coprendosi la bocca.
"Screanzato!" disse Ilary incavolata, sedendosi sulla sedia.
"Possiamo fare una colazione senza dover litigare per favore?" Chiese Mirai, servendosi.

"Che cazzo vuol dire 'uggioso'?" Chiese Junko che stava bevendo da una tazza del caffè mentre teneva con un braccio il pupazzo di Monokuma.
" Ecco... È dire 'noioso' in modo formale e educato." Disse Mukuro guardando i monitor in piedi.
"Che noooia! Jeff, non è che potresti riempirmi la tazza di altro caffè?" Chiese Junko guardando la sorella.
Jeff soffiò sul ciuffo che le cadeva sugli occhi e poi annuì.
Junko l'abbracciò. "Grazie sorellina!!" Disse felice.
Jeff andò a riempire la tazza.

Due tavoli furono uniti per poggiare sopra diversi vassoi con sopra ogni delizia più sognata.
al lato destro del primo tavolo c'erano più posti diversi piatti e posate su cui uno poteva servirsi.
Di fianco a questi piatti di ceramica erano  posti diversi vassoi con sopra principalmente salumi e ceste piene di panini. In dei piccoli conservatori, se così possiamo definire, vi erano all'interno uova e bacon caldi che emanavano un forte odore per tutta la mensa. Di fianco ad essi, grandi ciotole piene di diversi yogurt tra cui principali erano yogurt bianco e yogurt ai frutti di bosco. I cereali variano da quelli con pezzi di cioccolato e quelli con la frutta secca. Le diverse bevande invece erano riposte su diverse caraffe vi erano al loro interno succo di frutta principalmente alle arance ma anche a diversi sfrutti latte caldo e freddo e in una teiera del tè. Mentre a parte c'era una caffettiera con una caraffa piena di caffè nero.
Nel secondo tavolo invece che era piccolo tra i due era incentrato solamente sui dolci. due scatole di ciambelle con glasse colorate erano poste sopra dei vassoi di ferro. I muffin erano ancora caldi e gusti erano al cioccolato nocciola allo yogurt e con l'aroma di arancia. La torta di quel giorno era la torta paradiso, con sopra una spolverata di zucchero a velo che gli dava un aspetto molto invitante. E in un contenitore d'acciaio riempito d'acqua c'era molta frutta fresca.
Tutti gli studenti sono ammaliati alla vista di quel ben di Dio pazzesco.
Subito tutti quanti si lanciarono ad abbuffarsi.
"È buonissima questa torta! Juvit devo fargli i complimenti!" esclamò Yukki mentre addentava un pezzo di torta paradiso.
"Juvit non c'è, io e Kuroko abbiamo trovato questa roba in uno sgabuzzino molto grande..." Disse Hinata a Yukki. Urami stava mangiando solo frutta per colazione.
"Aspè! Questa roba potrebbe avercela  fornita monokuma..." Iniziò Mirai.
"...siamo sicuri che quello sì maledetto non ci abbia messo qualcosa di strano all'interno di tutta questa roba?" Continuò Akemi. A quel punto tutti quanti smisero di mangiare. Non avendo considerato questa possibilità.
Riel annusò un muffin.
" Sarebbe improbabile perché di solito ogni sostanza chimica lascia un odore... e da quanto sento io non sento nessun odore di veleno roba del genere quindi potremmo stare tranquilli.." disse Riel, al che molti tirare un sospiro di sollievo e si lasciarono altri invece rimanettero composti.
"Che sollievo, mi sono spaventata!"disse Shiromi guardando Yuu e sorridendo. Il sordo-muto ricambiò il sorriso della ragazza.
"Che carini che siete voi due!" Commentò Hinata a Shiromi e Yuu, intenerita dalla scena.
Shiromi arrossì leggermente, al contrario di Yuu, che, quando Shouko fece la traduzione della frase nel linguaggio dei segni, arrossì come non mai, fino alla radice dei capelli.
"Non è un pò strano che Monokuma ci abbia lasciato tutto questo cibo per una semplice colazione?" Disse Celestia mentre finiva il suo thè.
"La smettiamo di essere pessimisti? Dobbiamo cercare di sorridere!" Incoraggiò Yukki.
"Bhe... Tu sei un sognatore.. tu cerchi sempre di pensare positivo."disse Aruki guardando il ragazzo.

"UPUPUPU! SALVI A TUTTI STUDENTI! SONO PASSATI GIORNI E AVETE DORMITO TUTTI CON OCCHIO APERTO... O MEGLIO QUALCUNO... UPUPUPU!! OGGI FAREMO UN ATTIVITÀ DIVERTENTE! ANDRETE NELLA SERRA A MI RISOLVERETE UN MISTERO!! SEMPRE SE LA DISPERAZIONE NON VI FARÀ UN BRUTTO SCHERZO..." Disse Monokuma apparendo su un altro schermo nero. Gli studenti iniziare a fare ipotesi su cosa poteva esserci nella Serra è un po' tutti continuavano a dirsi che secondo loro forse poteva essersi compiuto un omicidio.
L'unico modo però, per scoprire se questo era vero era andare a vedere con i propri occhi.
Dopo aver sistemato un minimo il tavolo su cui avevano mangiato si alzarono e andarono verso la serra.
Un aria fresca li accolse e tanto tanto verde li sommerse.
I fiori erano sbocciati e gli uccellini cantavano delle note tristi. Tutti quanti non capivano come mai in quel posto così felice allegro, c'è un'aria di tristezza.
Camminarono e camminarono, e a quel punto rimasero tutti quanti a bocca aperta ma soprattutto sconvolti.
Juvit era steso per terra, sanguinante. Gli occhi grigi e spenti.
"Che la speranza possa essere a vostro favore... Ma non per il povero Juvit. Perché purtroppo è la vittima del vostro primo omicidio!" Esclamò Monokuma ridendo.

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