Basta!

Erano giorni che non mi vedevano piangere, ma oggi, in questo maledettissimo giorno sono scoppiata.
 Non volevo. Però non sono riuscita a trattenermi.
Non ho urlato. Non ho spaccato la TV che c’è nel soggiorno. Non ho dato un pugno al muro del bagno. Non ho visto le mie nocche rosse, piene di sangue e di graffi. Non ho sbattuto la porta del bagno, che invece ľho chiusa con molta lentezza, troppa. Non mi sono strappata i capelli.  Non mi sono graffiate le cosce con le unghie. Non ho sbattuto la testa contro il muro. Non ho preso un foglio per disegnarci sopra. Non ho ascoltato Havean fino a farmi male le orecchie. Non ho fatto nulla di quello che il mio cuore mi comandava di fare. Non ho ascoltato il mio battito accelerato, né il rumore del sangue che correva nelle vene, né tanto meno il freddo che sentivo tra le ossa. 
Ho pianto.
 Lacrime salate, un grosso nodo in gola, i singhiozzi soffocati dalle mani, la testa pulsante, gli occhi rossi e gonfi.
Ho pianto perché non sapevo che altro fare. Ho pianto perché forse è ľunica cosa di cui sono veramente capace. Ho pianto perché il coraggio di sostenermi da sola non ce ľho. Ho pianto perché solo nei miei lontani pensieri sono in grado di fare a botte con gli ostacoli. Ho pianto perché solo coi personaggi dei libri mi arrabbio per davvero.
Ma forse mi sbaglio. Magari tutto questo schifo potrebbe finire se io smettessi di insistere. Se solo io iniziassi a sottometermi. Se smettessi di ripetermi nella testa che un giorno lontano, forse, una vita libera potrò avere. Se solo smettessi di mentire a me stessa con i miei inutili film mentali, nei quali sono amata, dove si prendono cura di me e si preoccupano davvero. 
Se solo il mio cuore smettesse di ribellarsi contro ogni cosa. Se solo accettassi che sono nata così: schiava degli altri, di una vita che non rende giustizia. E morirò tale: in una casa diversa, con persone che forse odierò, persone che mi avranno portato via un intera vita.
Allora forse, in un mondo oltre la morte ci sarà qualcuno che mi donerà le ali e mi lascerà spiccare il volo. Dove riuscirò a respirare aria aperta, aria che sa di libertà, di quel pizzico di diversità che non ho mai avuto. Un'aria che metterà in circolo di nuovo il mio sangue, che farà battere di nuovo il mio cuore, che mi darà la forza di pensare lucidamente, di pensare per davvero! Aria che avrà il sapore del mio piatto preferito. Aria che avrà profumo di qualcosa di soffice e dolce, come il mio bagnoschiuma che sa di mandorle e burro di karitè.
E sarò delicata. 
Dolce e attenta a non fare del male a me o agli altri.
Allora, sarò in grado di volare.
Proprio come una farfalla.

A presto Kim🖤

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