Capitolo II
La bambina osservava lo scorrere del fiume. Sapeva che tutto nella vita prima o poi finisce, era un concetto che le avevano insegnato fin dall'inizio, da quand'era poco più di un'infante. Si nasce, si vive, si muore. E ne aveva visti morire tanti durante la febbre rossa, aveva visto quei corpi contorcersi e il sangue uscire. E ora anche suo padre se ne stava andando.
-Non devi piangere- le aveva detto, accarezzandole la guancia –è il ciclo della vita, i vecchi devono lasciare il posto ai giovani-
-Io non voglio perderti-
-Un giorno ci rivedremo, laddove i dolori umani non colpiscono più, laddove il sole è sempre alto nel cielo-
Ma la bambina non credeva a un posto dove non c'erano mai le tenebre, forse nemmeno ci voleva credere, un posto così non le sarebbe piaciuto davvero, lei apparteneva alle tenebre.
-Questo è un regalo per te, piccola- le aveva detto il padre, dandole un ciondolo a forma di cuore –apparteneva a mia madre e a sua madre prima di lei, si tramanda a tutte le donne della famiglia e ora è venuto il tuo turno-
Lei l'aveva preso tra le mani tremanti, sorpresa dalla sua bellezza.
-Questo ciondolo assumerà il colore delle tue emozioni e ti proteggerà-
-Davvero?-
-Certo, ma tu dovrai portarlo con onore e non dovrai mai permettere a nessuno di portarti via l'onore, ti è chiaro?-
-Certo, padre-
-Giura-
E la bimba giurò, il ciondolo stretto al petto.
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