traccia 1
Teseo, il centauro dagli occhi blu e dal manto dorato, viveva solitario lontano dalla sua tribù. Si era allontanato ormai una anno prima per via del sovrano Kariteo, il quale aveva concentrato tutto il potere in se stesso e non lasciava entrare nessun altro nella Sala del Potere.
La leggenda narra, infatti, che vi sia una Sala del Potere situata all'interno della Capitale Heros e chiunque vi risieda all'interno abbia il potere di governare i centauri. In passato tutti i sovrani avevano suddiviso il potere tra se stessi e altri ma da quando Kariteo fu fatto re le cose cambiarono. Solo lui aveva il potere e lo utilizzava esclusivamente per i suoi scopi.
Vi era un umano che durante la sua epoca riuscì a ritrovare un antico manufatto dove era scritto il modo per salvare i centauri e liberarli dalla furia di Kariteo. Quest uomo era Marco Polo, il quale, durante una delle sue ricerche in giro per il mondo, entrò in uno dei luoghi sacri dei centauri, dove nessuno di essi aveva mai messo piede. Lì ritrovò la pergamena, grazie ad essa riuscì a trovare Teseo che lo aiutò a liberare i centauri di tutto il mondo.
Quando il ragazzo solcò la porta del centauro per parlargli della missione da compiere si ritrovò in una grotta buia illuminata dalla luce di alcuni cristalli riflettenti che, come scoprì in seguito, erano chiamati Krittos e illuminavano le grotte di tutti i centauri. L'abitazione era piccola, vi era presente solo il minimo necessario: un telo su cui dormiva Teseo, un comodino dove erano stati appoggiati una collanina con un Kritto e alcune mappe. In fine vi era l'area in cui il centauro mangiava.
"Buon giorno Teseo, la pergamena che ho ritrovato mi ha condotto fino a qui, dice che tu puoi aiutarmi a salvare i centauri" a quelle parole Teseo si alzò e si avvicinò al giovane.
"Posso vederla?" Marco gliela porse, il centauro controllò e vide che il ragazzo non mentiva.
"Cosa devo fare?" Gli chiese. Il giovane avventuriero spiegò a Teseo quello che avrebbe dovuto fare. Quando ebbe finito di parlare il centauro prese una sacca, ci mise dentro alcune cose che gli sarebbero servite per il viaggio e partiroro.
Appena fuori dalla grotta Teseo tirò fuori una mappa e si misero in marcia diretti verso la capitale.
Dovettero fare una piccola deviazione prima di arrivare a Heros. La mappa di Marco diceva che dovevano arrivare alla casa del Saggio Centauro. Bussarono ed una voce roca rispose
"Chi siete?" I due non sapevano cosa rispondere, poi Marco si fece coraggio e parlò.
"Siamo qui per liberare i centauri dal dominio di Kariteo" la porta si aprì cigolando ed un centauro che sembrava particolarmente più anziano di Teseo si mostrò a loro.
"Entrate"disse lui. I due entrarono e Marco si accomodò su una poltroncina posta al centro della stanza.
Il Saggio Centauro sapeva tutto, così in poco tempo diede loro ciò di cui avevano bisogno e poi li fece uscire. Quando erano sulla soglia della porta chiese cortesemente a Marco di rientrare e lasciò fuori Teseo, il quale era molto stranito dalla situazione.
Marco fece come richiesto
"Ora ti farò dei tagli nella pelle, così chiunque ti vedrà saprà che sono io a mandarti e non si azzarderà a farti del male" il giovane rimase un po'stranito dalla richiesta del centauro ma gli lasciò fare. Ciò che provava era un misto di dolore e soddisfazione, non succedeva tutti i giorni di ricevere un marchio dal Saggio Centauro.
Dopo che ebbe fatto, uscì di fretta, salì in groppa a Teseo e si diressero verso Heros.
La città era un misto di colori, la luce del giorno e quella artificiale del Krittos illiminavano le grotte dei centauri e le decorazioni che erano state appese in giro. Il giovane Marco era strabiliato da quel luogo favoloso, la sua euforia aumentò quando si trovò di fronte al Palazzo del Potere, sede della Sala del Potere. Esso era interamente composto da piccoli Krittos che riflettevano la luce solare e assumevano il colore di qualsiasi cosa stesse loro attorno.
Marco, ancora strabiliato dalla visione che aveva appena avuto, scese dalla groppa di Teseo e si incamminò verso il grande portone d'acciaio del palazzo. Il centauro gli si parò davanti e impedì al ragazzo di continuare a camminare.
"Non possiamo passare per la porta principale" gli disse calmo.
"Oh...giusto, e allora dove..." Prima che il giovane potesse finire la frase il Teseo lo interruppe dicendo
"per di là" indicò con un segno della testa la strada che avrebbero preso. Era una piccola porticina di legno semi aperta. Marco si incamminò ma si fermò quando si accorse che il suo compagno non lo stava seguendo.
"Non vieni?" Gli disse indicando la porticina.
"No, rischierei solo di farti scoprire. Al tuo ritorno sarò qui ad aspettarti. Ora va, Marco Polo e fai ciò che devi" gli disse con un tono di incoraggiamento.
Il ragazzo corse veloce su per la scala a chiocciola chiudendosi la porta alle spalle.
Una volta arrivato al primo piano vide molte guardie, esse lo videro ma non poterono toccarlo per via del marchio che aveva ricevuto dal Saggio Centauro. Tutta via andarono ad avvisare i loro principali ed il sovrano.
Marco ci mise un po' prima di riuscire a trovare la Sala del Potere, quel luogo era un tutt'uno di mille corridoi ed altrettanti vicoli cechi.
Quando finalmente la trovò controllò se avesse tutto ciò che gli serviva per mettere in atto il piano e scacciare Kariteo dalla città. Un'altra parte della leggenda narra infatti che, colui che avesse messo il Sacro Libro dei Centauri all'interno della teca di cristallo della Stanza del Potere, avrebbe diseredato il re dalla carica e lo avrebbe esiliato. Questo era il piano di Marco Polo per salvare i centauri.
Entrò nella sala sbattendo la porta rumorosamente e vi trovo il sovrano a dormire su una stuola adagiata sul pavimento. Il rumore del portone che si apriva svegliò il re, il quale si alzò di scatto sulle quattro zampe.
"Mi avevano avvertito del tuo arrivo, ma pensavo che fosse tutta una finzione" disse lui sbattendo lo zoccolo anteriore sul pavimento.
"Non è una finzione, sono qui sul serio e ti distruggerò" disse Marco facendo percepire il suo odio nei confronti di Kariteo.
"Ne dubito, tu non sei nessuno ed io sono il centauro più potente ed importante" dopo queste parole il ragazzo esitò un attimo ma poi si riprese più forte di prima. Prese la spada che teneva sempre alla cintura e iniziò a correre verso Kariteo. Quest'ultimo si spostò in modo che Marco colpisse a vuoto. Il giovane non si arrese, provò e riprovò fino a che non riuscì a colpire il suo avversario. Il sangue zampillò fuori dalla pelle del centauro come se fosse una piccola fontana. Kariteo era ormai a terra ed il ragazzo non volle sporcarsi ancora di più le mani del suo sangue, così lo lasciò sdraiato e gli passò oltre.
Prese dalla sua sacca il Sacro Libro che gli aveva consegnato il Saggio Centauro e andò alla teca di cristallo. La sollevò e, quando stava mettendo il Libro al suo interno, si sentì buttare a terra da qualcosa, il re si era rialzato. Si scontrò contro la fredda parete della stanza e sentì tante fitte di dolore percorrergli la spalla nel punto su cui era caduto.
"Fortunatamente noi centauri guariamo molto più in fretta di voi umani" disse Kariteo con un ghigno stampato in volto.
Marco si limitò a fare delle smorfie di dolore, si alzò tenendosi stretta la spalla e corse veloce verso il centauro. Questa volta il punto che colpì era il cuore. Il suo avversario urlò disperatamente ma non potè fare più niente, rimase immobile con il sangue che zampillava e si seccava attorno a lui.
A questo punto Maeco riuscì a mettere il Sacro Libro dei Centauri all'interno della teca. Subito entrarono delle guardie che condussero il vecchio re fino al luogo dell'esilio e lo abbandonarono lì. Altre invece sollevarono in aria Marco e si misero ad urlare dalla gioia
"Viva il nuovo re, viva il nuovo re" dicevano questo perchè era scritto che chi fosse riuscito a scacciare il sovrano dalla città avrebbe preso il suo posto. La carica quindi toccava al giovane Marco.
Lo portarono giù e subito vide Teseo che si congratulò con lui. Vi furono cinque giorni di parate e di feste, banchetti e celebrazioni.
Questa è la storia di Marco Polo, il quale, grazie al suo coraggio e alla sua intraprendenza, riuscì a salvare i centauri da una morte certa.
Fine
Questo racconto è stato creato per il concorso di PhoebeGrey_ e marimari2. Spero che possa piacervi il mio primo capitolo, ci ho messo davvero tanto impegno.
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