Speciale Capodanno. Recensione 40: Allegro non troppo

Come prima recensione dell'anno non poteva non essere qualcosa incentrato sulla musica classica. Il classico Disney Fantasia è uno dei film preferiti di mia madre, che conserva ancora la videocassetta, ma non è di questo che voglio parlare. Scoprii Allegro non troppo per puro caso, leggendo la pagina Wikipedia proprio di Fantasia, e così mi sono detta "potrei darci un'occhiata se lo trovo". Detto fatto, dopo poco lo trovai su Youtube e a prima visione ebbi reazioni miste: è un film piuttosto "singolare" e ora vi spiegherò perchè con allegati spoilers.

In un teatro vuoto, un presentatore parla del suo imminente progetto: un film che unisce musica classica e disegni animati, ricco di fantasia. Ma riceve una telefonata, che gli viene detto che è già stato fatto anni fa da un certo Prisney o Grisney (storpiatura di Disney). Ciononostante, manda a chiamare i lavoratori per farli venire a teatro per presentare lo stesso lo spettacolo: sono delle vecchiette, portate là per mezzo di un carro bestiame, e un disegnatore incatenato al muro. Arrivati a teatro, si presenta anche il direttore d'orchestra di origini spagnole, che ha delle "piccole" divergenze col disegnatore e gli causerà non pochi problemi. Il presentatore divide il suo film in 6 episodi autoconclusivi, in mezzo ai quali ci sono intermezzi divertenti sull'orchestra, il direttore e il disegnatore. 

Preludio al pomeriggio di un fauno (Debussy): Dall'atmosfera simile alla Sinfonia Pastorale di Fantasia, il protagonista è un vecchio fauno, che vorrebbe tantissimo avere una compagna con cui stare (e fare altre belle cose). Ma ogni volta che si approccia a una ragazza (rappresentate completamente nude dalla testa ai piedi), questa lo rifiuta, anche quando il fauno cerca di migliorare il suo aspetto. Alla fine, il fauno rimane completamente solo e si allontana tristemente dietro una collina, in realtà una donna nuda.

Danza slava (Dvorak): Una comunità primitiva imita in tutto e per tutto un loro simile, dalla costruzione di una capanna fino a quella di un grattacielo. L'uomo, stufo di essere copiato dalla folla, inizia a fare movenze strambe, ma non serve a niente. Così decide di buttarsi giù da una rupe, sicuro che la gente lo seguirà. L'uomo, però, si aggrappa a un ramo e aspetta che arrivino gli altri, ma non succede. Infatti, quando torna su, la massa gli mostra il sedere: non sono così stupidi come sembrano.

Bolero (Ravel): Ispirato dalla Sagra della Primavera di Fantasia, da una bottiglia abbandonata di Coca-Cola è rimasto del liquido, che esce e prende vita. Prima diventa un mostro gelatinoso con un solo occhio, che crea altre forme di vita, dagli alberi ai dinosauri, sia terrestri sia acquatici. In mezzo alle bestie, c'è anche uno scimmione arrogante, che le ostacola e le supera in "intelligenza". Le creature infatti scoprono la religione, la spazzatura e la "civiltà", creata proprio dallo scimmione, che si è finto uomo.

Valzer Triste (Sibelius): un gatto soriano passeggia malinconicamente in mezzo ai ruderi di una casa demolita: lui abitava lì con la sua famiglia umana. Il povero micio rivive con tanta gioia e nostalgia i momenti più belli e dolci accaduti in quella casa, ma rendendosi conto che ora è tutto solo, e la sua famiglia non c'è, si dissolve nel nulla, come se fosse un fantasma, mentre una gigantesca macchina demolitrice finisce il lavoro sulla casa già distrutta.

Concerto in do maggiore (Vivaldi): in un parco vengono prima mostrate le varie stagioni, fino ad arrivare alla primavera. A quel punto entra in scena un'apetta, che prepara il suo pranzo in ogni minimo particolare, proprio mentre arriva una coppia, intenta a fare cose. L'apetta viene ostacolata da questa coppia nell'avere un pranzo tranquillo, così si stufa e punge alle chiappe l'uomo.

L'uccello di fuoco (Stravinskij): Dio crea l'uomo e la donna, partendo inizialmente da una figura di plastilina. Prima era solo una mano e un piede, ma piano piano Dio ce la fa e da vita ad Adamo ed Eva. A interrompere la loro pace è il serpente, che raccoglie la famosa mela da dare ai 2, ma entrambi la rifiutano, così è il rettile a mangiarla. E da qui inizia il delirio: dei diavoli prendono il serpente e lo portano nel futuro a vedere la corruttibilità dell'uomo. Il serpente è imprigionato in un loop, che lo costringono a osservare tutto: il traffico, il gioco d'azzardo, la televisione, la pubblicità, il sesso, il cibo spazzatura e il consumo in ogni singola cosa. In qualche modo, però, il serpente riesce a sfuggire a tutto questo e dai demoni, tornando traumatizzato da Adamo ed Eva.

Dopo gli episodi, irrompono alcuni personaggi, come lo scimmione e il serpente, che causano parecchi problemi alla produzione. Non ultimo, il serpente fa fuggire tutta l'orchestra e rimangono solo 3 persone: il presentatore, il disegnatore e la ragazza delle pulizie. Il presentatore non sa come concludere lo spettacolo, ancora meno a causa del fatto che anche il disegnatore e la ragazza se ne vanno in forma di cartone animato di Biancaneve e del principe, così deve telefonare al signor Franceschini per chiedergli un finale. Quest'ultimo va in un angolo buio a tirare fuori varie scatole a forma di teatro per sceglierne una, ma sono una più bizzarra dell'altra: ballerini di danza classica che si mutilano, un gatto che finisce in una trappola per topi, un uomo che corre in una ruota per criceti, un maratoneta fatto a pezzi dalla linea di arrivo e una coppia che, baciandosi, si rompe la bocca. Insomma, nessuno di questi finali è passabile per il film, così il presentatore parla del suo nuovo progetto: un film fiabesco, che non sa se chiamarlo la Bella Addormentata nel Bosco oppure Biancaneve e i 7 nani. Franceschini lo vede da una scatola, che distrugge con un pugno, facendo uscire il serpente.

Non sono molto informata sulla produzione di questo film, ma so per certo che è una versione parodia e ancora più matura di Fantasia. Ebbene sì, Allegro non troppo contiene temi molto adulti, come il sesso, il consumismo e l'oscurità. Se gli intermezzi dal vivo (filmati in bianco e nero) sono divertenti, almeno secondo me, gli episodi non lo sono affatto. I più tristi sono quello sul fauno e sul gatto, cosa che pensa anche molta gente, nonostante il primo episodio (quello sul fauno appunto) sia il mio preferito. La cosa ironica è che Allegro non troppo è italiano, ma sembra che pochi lo ricordano, al contrario dell'estero, dove ebbe un discreto successo ai tempi in cui uscì (1976). Persino mia madre lo conosce, ma non credo l'abbia mai visto per intero. L'animazione degli episodi non cambia granché e mi ci sono dovuta abituare perchè ha uno stile un po' particolare, lo si vede subito che non è raffinato e dolce, come quello disneyano; anzi, è più nudo e crudo, sia figurativamente sia letteralmente. Per quanto riguarda i brani usati, non li avevo ancora sentiti prima di vedere il film, a parte l'Uccello di fuoco di Stravinskij, che avevo già sentito in Fantasia 2000 (film che non vedo da anni, ma che ho visto molto prima di Allegro non troppo). Mi viene solo da dire che un film così è quasi impossibile che veda la luce al giorno d'oggi e non penso serva dire il perchè. Io stessa non lo raccomanderei a chiunque, è un film adulto e non adatto a chi è estremamente sensibile. Sinceramente non lo guarderei nemmeno in famiglia o mentre mangio. Ciononostante, riconosco che è un film geniale e rende fin troppo bene la critica del futuro dell'uomo e più gente dovrebbe parlarne, non solo 4 gatti.

Voto finale: 8 e mezzo

P.S. Buon anno ^^ qui sotto lascio il link dove ho visto il film per chi fosse interessato (ricordate però gli avvertimenti che ho scritto sopra).

https://youtu.be/HJ_Rpqmn4T8

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