3|«Abbracciami»

1 luglio 2020
📍Principato di Monaco

🎧Scream and shout- will.i.am

Fare shopping con Caterina e Victoria è stressante, ormai dovrei essermi abituata ma ogni volta è una tortura più dolorosa; in più Victoria è incinta e dovrebbe andarci piano ma sta facendo esattamente l'opposto.

È stata annunciata la ripartenza della stagione un mese fa, con un nuovo calendario; un po' più magro ma comunque è una stagione che dovrebbe durare fino a metà dicembre.

Sono felice come non lo sono mai stata, finalmente ho l'occasione di mettermi in gioco veramente; corro per una scuderia competitiva, ho talento e so quale è il mio valore.

Il principe di Monaco è di nuovo in buone condizioni e la situazione è andata migliorando di giorno in giorno; durante il periodo di isolamento sono rimasta nel mio appartamento con Will e il mio simulatore.

Non sono mancate le mie dirette su Twitch assieme a Charles e tanti altri piloti, ci siamo divertiti ma le urla del mio migliore amico non mi erano mancate per nulla; Charlotte mi scriveva più volte chiedendomi come avessi fatto a sopportarlo per una vita intera.

Passare quasi tre mesi a casa con Will è stato bello, ho capito quanto riesca a riempire le mie giornate di noia, ci siamo allenati insieme e gli ho fatto provare il simulatore. Il risultato è che Will ha fallito miseramente...

Prima di dare il via alla stagione con la tappa in Austria, il principe di Monaco ha deciso di dare un gala per i piloti e i team ma è stato severamente vietato di portare un accompagnatore perciò né Will né Charlotte parteciperanno a questa edizione.

«Emilie, posso capire che il rosso è il tuo colore preferito ma non puoi sceglierlo per ogni abito che indossi!» esclama Victoria esasperata mentre cerco un abito che mi piaccia.

Serro le mani in due pugni e affermo:«Smettila di lamentarti e aiutami a cercare qualcosa. Se non trovate nulla di rosso cercate qualcosa di nero, con le spalline!»

Caterina borbotta un sissignora e prosegue nel guardare gli abiti, trovo qualche vestito carino ed entrata nel camerino li scarto tutti uno dopo l'altro; dopo un'intera mattinata passata a cercare difetti in ogni vestito, ne trovo uno che mi calza a pennello e che mi piace.

«Quindi per il Gala niente più uno?» chiede Caterina, come a volere un'ulteriore conferma, all'italiana dispiace non poter partecipare al Gala con Pierre; un po' la capisco ma Victoria mi scuote dai miei pensieri chiedendomi:«Vai con la tua bellissima Ferrari o ti accompagna qualcuno?»

«Io e Charles andiamo insieme» affermo e le due si guardando come se potessero comunicare tra loro due con il pensiero.
«Non guardatevi in quel modo! Io e Charles siamo migliori amici, lui ha Charlotte cosi come io ho Will. Per favore evitate di farmi venire l'esaurimento nervoso prima che lo faccia il mio lavoro» borbotto e saluto le due per avviarmi verso il mio appartamento.

Non appena apro la porta di casa, un profumo di carne alla piastra giunge al mio naso e mi dirigo in cucina vedendo che Will sta preparando il pranzo.
Appoggio la borsa con il mio acquisto a terra e mi dirigo verso il ragazzo impegnato a girare la carne dall'altro lato.

Gli avvolgo le braccia attorno al busto e lo stringo leggermente a me mentre percepisco che sta sorridendo. Mangiamo il nostro pranzo in silenzio e mentre Will passa il pomeriggio a studiare per un esame, io mi alleno al simulatore e rispondo a qualche messaggio sui social.

Quando mancano circa due ore e mezza all'inizio del Gala, mi infilo sotto la doccia per lavarmi i capelli, li asciugo e cerco di arricciarli come mi ha insegnato Caterina, mi trucco quel poco che serve e mi sottopongo al giudizio di Will.

È un vestito nero che è un po' scollato ma non è volgare, Caterina mi ha consigliato di abbinarci delle scarpe con il tacco e dato che io sono leggermente impedita nel camminare con quel tipo di scarpe, mi sto appoggiando allo stipite della porta per evitare di cadere.

«Mi piace» afferma Will e mi fa segno di fare un giro su me stessa, sbarro gli occhi e con la flemma di una tartaruga faccio un piccolo cerchio, traballo leggermente e tento di ritrovare l'equilibrio ma invano; cado a terra mentre Will scoppia in una risata

«Ti ci abituerai» ride Will mentre mi porge una mano per aiutarmi a rimettermi in piedi, mi lascia un bacio sulle labbra e in quel momento il campanello suona.

«Il suo veicolo è arrivato» ridacchia Will, afferro la mascherina in tinta con il mio abito e la borsetta con lo stretto necessario, saluto Will e prendo l'ascensore per evitare di farmi male scendendo le scale.

La Ferrari rossa di Charles mi attende davanti all'uscita del condominio e salgo velocemente in macchina, mi abbasso la mascherina e rivolgo a Charles un sorriso smagliante, lui fa lo stesso e mette in moto.

Charles indossa un completo Armani e devo ammettere che sta molto bene, se non fosse per il fatto che sono la sua migliore amica e la sua compagna di squadra gli salterei addosso.

Durante il lockdown qualche brand di moda mi ha chiesto di fare da presta volto ad alcune collezioni come Patrizia Pepe oppure Coccinelle che è un marchio di accessori ma in particolare borse e pochette, io ed Erika stiamo valutando quale sia la migliore per poi organizzare tutto in base al nuovo calendario.

Il viaggio dura poco e in poco tempo arriviamo a Palazzo Grimaldi dove ci sono meno giornalisti e fotografi rispetto agli scorsi anni.

Tutti urlano il mio nome, giornalisti con domande per l'inizio della stagione e fotografi per avere primi scatti del nuovo pilota Ferrari.

«Emilie, per favore! Rispondici: come ti senti per la nuova stagione? La nuova vettura è competitiva e veloce?» domanda una giornalista con una mascherina color Tiffany, rispondo:«Sono carica e pronta a vincere, la vettura è sicuramente veloce ma non abbiamo ancora avuto l'opportunità di misurarci con gli altri team quindi non abbiamo un'idea del grado di competizione»

«Come ti senti ad avere il tuo migliore amico come compagno di squadra? Chi è la prima guida tra di voi? Hai paura che possa insorgere qualche divergenza con il team ma in particolare tra voi due?» chiede un uomo con gli occhiali che ogni tanto si appannano.

La domanda mi lascia un attimo di stucco e prendo un secondo per ricapitolare le domande fatte, esordisco:«Sinceramente sono felice di essere in squadra con Charles. Non abbiamo ancora definito chi dovrà essere la prima guida tra i due, sono sicura che il team saprà gestire al meglio la situazione. Le divergenze si possono creare sia con la squadra che con il pilota, nonostante ciò io e Charles siamo già stati compagni di squadra in passato e sappiamo come gestire la cosa per cui no, non ho paura»

«Si Emilie, lo sappiamo. Ma le categorie minori sono diverse dalla Formula Uno di conseguenza...» afferma lo stesso giornalista ma non gli dò tempo di continuare poiché abbastanza alterata, ribatto:«Le ho già dato la mia risposta ma se non le è chiara la ribadisco. No, non ho paura delle divergenze»

Dopo aver risposto ad altre domande, il principe di Monaco ci richiama ed entriamo nella sala di Palazzo Grimaldi che come sempre è addobbata al meglio, mi siedo al tavolo accanto a Charles e con il resto del team.

La serata trascorre più velocemente di quanto pensassi e mi trattengo un attimo per parlare con alcuni membri del team, chiacchieriamo di come abbiamo passato i mesi chiusi in casa e Nicolò rivela di aver festeggiato il suo compleanno utilizzando un asciugacapelli per spegnere le candeline.

«Emilie! Muoviti, voglio andare a casa. A meno che tu non voglia fare la strada a piedi, salta in macchina» strilla Charles per farsi sentire dall'altra parte della sala, saluto tutti scusandomi per il comportamento di Charles e salgo in macchina.

Mi tolgo i tacchi ed emetto un verso di sollievo, Charles ridacchia sotto la mascherina e borbotto:«È un no definitivo per i tacchi»

«Hanno fatto anche a te delle domande riguardo ai possibili problemi tra noi due?» domanda il pilota mentre rimane concentrato sulla strada, sbuffo mormorando un si e sedendomi meglio sul sedile.

«Ci conosciamo da tanto, Charles. Io non voglio discutere per cui dobbiamo trovare un modo per decidere chi sta davanti, simile a quello che hanno creato Daniel e Max» affermo mentre la vettura rallenta e si ferma davanti all'entrata del mio condominio.

«Siamo arrivati, madame. Ti darei un bacio per salutarti ma non posso. Regole del distanziamento sociale» ridacchia Charles e alzo gli occhi al cielo, afferro i tacchi, saluto il monegasco e percorro le scale a piedi nudi.

Sono tornata a casa molto prima rispetto allo scorso anno e sono sicura che Will sarà felice del fatto che non ho speso tutta la serata a parlare al posto che passare altro tempo con lui.

Entro in punta di piedi, sperando di fare il meno rumore possibile e non appena entro in casa noto che Will non è seduto sul divano, dove di solito lo trovo intento a guardare qualche serie TV.

Sento qualche rumore provenire dalla camera da letto, mi avvicino di soppiatto alla porta e la apro leggermente evitando di farla cigolare, ho un sorriso stampato sulle labbra e non vedo l'ora di catapultarmi nel letto tra le braccia di Will.

Se non fosse che le sue braccia sono già occupate.

Nel mio letto c'è un'altra ragazza, con i capelli biondi e il corpo coperto solo dal lenzuolo azzurro del letto; la ragazza si muove leggermente nel sonno e quando vedo il suo viso, la cosa mi manda in bestia.

La donna che c'è nel mio letto non è una qualunque ma è Chantalle, l'ex fidanzata di Charles. Mi trattengo dall'urlare e dal vomitare, ho bisogno di qualcosa a cui appoggiarmi ma non trovo nulla; apro la porta più forte che posso, cosi da svegliare i due nel letto.

Sento la gola bruciare, Will si scuote nel letto mentre Chantalle cerca di coprirsi il corpo con il lenzuolo, mossa che fa capire che probabilmente è nuda; Will si alza dal letto mentre afferma:«Ti posso spiegare»

Scuoto la testa, volto le spalle alla camera da letto e mi dirigo nel salotto, butto la borsetta in un angolo indefinito del mio appartamento. Mi prendo la testa tra le mani e mi costringo a non fare un passo verso la mia camera.

La mano di Will tocca la mia spalla e in una frazione di secondo mi allontano dal suo tocco, con sguardo gelido lo guardo negli occhi e affermo:«Dille di vestirsi, non la voglio un secondo di più in casa mia»

Will sospira e torna in camera mia, mi siedo sul divano e cerco di ripercorrere gli ultimi momenti che io e Will abbiamo passato insieme, come ho fatto a non accorgermi che lui stava con un'altra?

Chantalle esce dalla porta di casa mia con un sorrisino sulla faccia, se non fossi sull'orlo del vomito a quest'ora l'avrei già conciata per le feste.

Io e Will rimaniamo in silenzio per un po' finché non decido di parlare, mi torturo le mani e dico:«Veramente maturo da parte tua. Vivi con me, io esco a causa del mio lavoro e tu inviti qui Chantalle a fare chissà che cosa»

Will sospira e si passa una mano tra i capelli, si avvicina a me con piccoli passi e ogni centimetro di di distanza che diminuisce tra me e lui fa preparare ogni mio muscolo ad allontanarmi ancora di più.

«Mi dispiace Emilie. Te lo giuro» afferma lui mentre prova ad avvicinarsi sempre di più, sembra una di quelle scene dei film in cui marito e moglie girano attorno al tavolo della cucina durante una litigata. Ci sono tante cose che non combaciano però: la mia vita non è un film, inoltre io e Will non siamo marito e moglie.

«Perché?» chiedo, credo proprio che questa sera vorrò farmi molto male; Will se ne sta fermo sul posto solo con i pantaloncini di una tuta e si morde il labbro inferiore.

«Per l'amor di Dio, dimmi perché l'hai fatto!» sbraito e nel frattempo sento che il mio viso ha iniziato a scaldarsi e tremo da capo a piedi. Non voglio sapere la verità ma devo saperla, per lasciarmi questa storia alla spalle prima di salire in macchina e cercare di non pensare a Will e Chantalle nel mio letto.

«Io... non lo so, Emilie» borbotta lui, la sua risposta mi fa portare la mani sul viso e la mia voglia di urlare a squarciagola sale ogni minuto in cui lui non mi da risposte.

«Non lo so, Emilie?! Ti sei portato a letto Chantalle! L'ex del mio migliore amico! Ti sei bevuto il cervello per caso?» strillo noncurante del fatto che gli altri condomini possano sentirci, Will alza gli occhi al cielo e prima che lui sia in grado di poter dire solo una parola, lo precedo.

«Cosa ti mancava da me? Cosa non ti ho dato?» domando, sembro una disperata che cerca di salvare in qualche modo il nostro rapporto anche se ormai non è più possibile.

Il silenzio alleggia nella stanza, una civetta lancia qualche cinguettio per poi fermarsi e sembra allora che Will si desta dai suoi pensieri.

«Sei sempre via, i fusi orari da una parte all'altra del mondo e poi tutti che mi chiedono se sono geloso del rapporto tra te e Charles» sibila lui a denti stretti, ora ne ho veramente troppo.

«Non tirare in mezzo Charles per difenderti» ribatto a muso duro mentre mi alzo in piedi e gli punto un dito contro, ogni posto della casa mi sembra scomodo e non ho la più pallida idea di dove mettermi.

«Per favore, Emilie! Penso che tu sia l'unica che non abbia notato come ti guarda. Non prendermi in giro» afferma chiudendo gli occhi in due fessure, raddrizzo la schiena e prendo un respiro profondo.

Mi premo le tempie con i palmi delle mani cercando di alleviare il mal di testa che mi tormenta ma peggioro solo la situazione mentre nel mio stomaco sembra essersi scatenato il mare forza sette.

«Come mi guarda, secondo te?» domando stringendomi le braccia attorno al busto e Will scoppia in una risata isterica mentre si infila una maglietta, devo ammettere che in questo momento ho paura perché non ho mai visto Will in questo stato e temo ogni sua possibile reazione.

«Ti guarda come se ti stesse spogliando con gli occhi e non sto esagerando, Emilie» ringhia lui avvicinandosi sempre di più, sbarro gli occhi e sento che ogni terminazione nervosa del mio corpo è pronta a rispondere a queste parole.

Afferro il tessuto della sua maglietta con tutta la forza che le mie mani hanno in questo momento e lo costringo a guardarmi negli occhi mentre scandisco le parole una per una:«Ripeti quello che hai detto, se ne hai il coraggio»

Tutta la virilità di Will sembra aver abbandonato il suo corpo, rimane in silenzio con lo sguardo basso mentre io sussurro un bene e lo spingo leggermente lontano da me.

«Prendi la tua roba e vattene da casa mia» dico autoritaria mentre mi dirigo in cucina e mi verso un bicchiere d'acqua con una pastiglia per alleviare il mal di testa.

Will sembra incredulo mentre realizza che gli ho appena ordinato di andarsene; l'inglese arriva in cucina mentre io mi sto versando un secondo bicchiere d'acqua.

Will mi guarda e mi pare che il suo sguardo chieda spiegazioni, prendo in mano il bicchiere e affermo:«Non c'è motivo che tu resti qui. Le frontiere hanno già aperto, puoi tornare comodamente a casa o andare dalla tua puttanella»

Il mio umore è radicalmente cambiato, forse avrei dovuto ascoltare Charles sin dall'inizio quando mi diceva che Will non gli piaceva per nulla e che non gliela raccontava giusta.

Questa volta Charles aveva ragione e io non ho fatto altro che contraddirlo. Mi sento un'idiota.

«Certo, tu puoi chiamarla puttanella ma ti offendi se dico una sola parola su Charles» sbuffa lui andando in camera e lo sento che tira fuori dall'armadio i suoi vestiti, nel frattempo io ribollo di rabbia e mi lascio sfuggire una lacrima che asciugo velocemente.

In cinque minuti Will ha radunato tutte le sue cose ed è fermo davanti alla porta, prima di lasciarlo andare decido di dargli un ultimo ricordo di me con una battutina:«Vuoi sapere la differenza tra me e te? Io non mi sono mai portata a letto Charles, tu sei caduto in basso con la biondina. Ti auguro tutto il bene possibile»

Will varca la soglia della porta e lo sento scendere le scale; quando sono sicura che se ne sia andato in modo definitivo, scoppio in lacrime e mi lascio cadere contro la porta d'ingresso.

Quando ho superato la crisi di pianto mi alzo in piedi e cerco di mettere ordine tra i miei pensieri, senza Will la casa sembra vuota e l'ultima cosa di cui ho bisogno ora è stare da sola.

Afferro il cellulare e sto per comporre il numero di Charles quando mi rendo conto che probabilmente sta dormendo oppure sta facendo qualcosa con Charlotte.

Abbandono il cellulare sul piano della cucina imponendomi di superare tutto questo da sola, ma non appena mi dirigo verso la mia stanza per cambiarmi, l'immagine di Will e Chantalle mi attraversa la mente.

È allora che il dolore è talmente forte da costringermi a correre in bagno e vomitare; solo dopo essermi resa conto che non potrò farcela da sola, afferro il telefono e chiamo Charles.

Le lacrime mi scendono dal viso e ogni tanto singhiozzo, nello stesso momento in cui Charles risponde con pronto? non c'è bisogno di nessuna spiegazione perché i miei singhiozzi fanno già da sè.

Charles mi avvisa che sta arrivando e chiude la chiamata mentre io mi alzo dal pavimento del bagno e mi dò una lavata alla faccia.

Mi cambio con una tuta che uso solo quando sono estremamente triste, perché mi tiene calda e sembra che qualcuno mi abbracci per tutto il tempo che la indosso.

Charles suona al campanello e in una frazione di secondo ho già aperto la porta, il monegasco regge in mano una vaschetta di gelato alla fragola e gli sono grata di esserselo portato dietro perché non ne ho.

Charles entra nel mio appartamento e getta la mascherina sul tavolino posto nel corridoio di ingresso, si guarda attorno probabilmente alla ricerca di Will e immediatamente proferisco:«È finita»

Il monegasco si volta di scatto verso di me e il suo sguardo sembra pieno di pena per me, arriccio le labbra per non aprire i rubinetti un'altra volta e mi siedo sul divano.

«Avevi ragione, Charles. Quando dicevi che Will non ti piaceva, avrei dovuto ascoltarti. Mi dispiace, sono stata una stupida a non ascoltarti» confesso mentre silenziosamente lascio che le lacrime mi righino nuovamente il viso.

Il pilota della Ferrari si siede sui calcagni davanti a me e mi scosta i capelli che si appiccicano al viso, lancio un singhiozzo e impreco nella mia mente mentre un'altra scossa del mio diaframma mi impone di lanciare una sorta di lamento.

Charles mi versa un bicchiere d'acqua e lo bevo a piccoli sorsi, mi asciugo le lacrime e nel frattempo Charles prende due cucchiaini e apre la vaschetta di gelato.

Il monegasco si inginocchia davanti a me e mi passa un cucchiaino, non accenno a muovere un muscolo; Charles pare confuso e muove il cucchiaino davanti ai miei occhi in attesa che io superi il mio stato di trance.

«Abbracciami» proferisco ma Charles scuote la testa e sussurra:«Sai che non posso, le regole...»

«Ma che se vadano a fanculo, le regole. Will mi ha tradita con Chantalle e ora ho un disperato bisogno che qualcuno mi abbracci. Quindi, ti prego...» biascico mentre chiudo gli occhi e mi pongo le mani sul viso.

Sento il tintinnare dei cucchiaini a terra e qualche secondo dopo le braccia di Charles mi cingono il corpo, mi avvinghio a lui con le braccia stretta attorno al suo collo e lascio andare tutte le lacrime che i miei occhi riescono a produrre.

Il profumo di Charles invade le mie narici e ora mi sento al sicuro perché so che Charles non mi farebbe mai del male, mi vuole troppo bene e anche io gliene voglio ma ora come ora non ne sono tanto sicura.

Il mio mugolio si trasforma in una risata quando mi rendo conto che sto piangendo per un uomo; ho perso mio fratello e ne sono uscita, credo che la perdita di Will non sia così grave.

Quando il monegasco sente che sto ridendo allenta la presa e mi guarda confuso, mi asciugo un paio di lacrime:«Tra poco ricomincia la stagione. Dovrei dare il massimo e concentrarmi per le gare ma invece sono qui a piangere per un uomo! Sono così stupida»

«Ah, ecco qui la mia Emilie!» ride lui lasciandomi un bacio sulla fronte, riprende la vaschetta di gelato e mi passa il cucchiaino, senza farmelo dire un'altra volta prendo un po' di gelato e me lo infilo in bocca mentre Charles fa la stessa cosa.

Il monegasco prende il mio computer e accede a Disney+, cerca Mulan che è il mio film preferito, il perché non è poi così difficile. Mulan è una guerriera e quando il padre viene chiamato per combattere contro gli Unni invasori della Cina, lo sostituisce fingendosi uomo.

Mangiamo metà della vaschetta di gelato e poi la metto da parte nel frigorifero, mi accoccolo accanto a Charles e inizio a perdere il filo della trama perché le mie palpebre si fanno troppo pesanti.

N/A
OLEEEEE, ciao a tutti amici!
Sono tornata dopo un tempo indefinito.
Finalmente vedete la vera natura di Will, tutti gli insulti che volete lanciare contro di lui potete lasciarli qui sotto 👇
L'abito di Emilie è questo

Ci sentiamo presto con un nuovo capitolo!
Vi voglio bene❤️

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