Prologo: They're watching you from above.




Ciao a tutte/i

Provo ad esportare anche cosucce che ho altrove, quindi scusate la ripetizione, se già la dovreste conoscere! ^^' Se invece non l'avete mai vista finora, spero vi possa piacere :)

Disclaimer: I Muse & Co non mi appartengono, nulla di questo è mai successo e non scrivo a scopo di lucro, altrimenti vagabonderei sotto ai ponti ahaha!

Altro Disclaimer: E' nata come storia a 6 mani, ma dalla metà del prossimo capitolo diventa properietà esclusiva della sottocritta... a vostro rischio e pericolo! XD


Prologo: They're watching you from above.

"Sei tu Chris Wolstenholme?" domanda un ragazzo di media statura, dai capelli rossicci, dopo aver bussato ed essersi autorizzato ad entrare da solo, senza che nessuno gli dica niente.

"Sì. Sei qui per l'annuncio, vero?" lo interroga l'altro ragazzo, alto, castano, riccioluto e di robusta costituzione.

"Sì. Sono Jimmy Kane, piacere." si presenta il suo interlocutore, con una stretta di mano. "Quando cominciamo?" gli domanda subito dopo, sfilandosi la tracolla ed estraendo dalla sua custodia una chitarra elettrica, che provvede a collegare ad uno degli amplificatori presenti in quello spazioso garage, adibito a sala prove.

"Anche subito se vuoi." sorride l'interpellato, scegliendo, fra le varie opzioni possibili, di mettersi alla batteria.

"AC/DC, Back in Black?" gli propone e Jimmy annuisce con convinzione.

Cominciano a suonare, facendone solo una versione strumentale, sebbene Chris sia in grado di cantare, senza alcun problema.

E nonostante la eseguano senza imperfezioni o elisioni, Chris sente che manca qualcosa.

Suonare insieme non significa solo azzeccare i tempi giusti, il ritmo e gli accordi.

Manca la coesione, l'intesa fra i due.

Per quanto Jimmy sia bravo, la sua è solo fredda tecnica.

Finiscono la performance e Jimmy propone di suonare un'altra canzone.

"No, non c'è bisogno, basta così, grazie. Sei stato bravo. Devo sentire ancora altri ragazzi, poi ti farò sapere." spiega Chris, congedandolo.

Ormai è una frase che ripete con una certa meccanicità, avendola già detta altre volte.

Tutte le volte in cui si è reso conto di non aver ancora trovato ciò che sta cercando.

Col morale sottoterra, Chris si accinge a riporre il basso nella custodia; è stato un altro buco nell'acqua, ma il suo desiderio di avere una band è più forte del senso di scoraggiamento che sembra impossessarsi di lui in questi momenti.

Fortunatamente, nella sua vita non c'è solo la musica. E, come nota che l'orologio segna quasi le sei, l'ora in cui è solito a vedere la bella morettina che sta diventando padrona dei suoi pensieri ogni giorno di più, gli torna il buonumore. –Oggi come sarà vestita? Mi rivolgerà il solito meraviglioso sorriso? Ma io...forse dovrei parlarle. Cosa potrebbe pensare una bella ragazza di uno che...onestamente, oltre ad aver messo su un po' di pancetta da birra, la scruta in modo insistente nascosto nell'ombra? Aspetta un attimo...

Il ragazzo, travolto dalle sue riflessioni, si avvicina tremante ad uno specchio. –No, maniaco no...però l'aria del galeotto ce l'ho tutta! Perbacco, devo farmi avanti. O la va, o la spacca! Conclude, quasi trionfante.

Al parco la scena che si ripete è la solita: un puntualissimo Chris dall'aria trasognata, imboscato in uno strategico punto di osservazione, e un'atletica Kelly che si allena come fa regolarmente, totalmente o quasi ignara della presenza del giovane.

-Eccola! Arriva! Adesso mi avvicino...un momento, ancora un attimo... oh, ha messo i pantaloncini rosa che le esaltano quel bel...Chris! Non la conosci ancora! A cosa pensi? Forza, campione, reagisci.. si incoraggia il ragazzo, in realtà senza muovere un muscolo.

Kelly presto sparisce dalla sua visuale e questa si rivela un'altra occasione sprecata. -Chris! Non ti riconosco più... ma domani, ma domani! Domani cosa? Domani andrà esattamente come oggi. Ti chiedi perché? Perché non sono famoso, perché chi degnerebbe di attenzione un patetico, panciuto, opulento bassista fallito prima ancora di esordire? Se non riesci a trovare neanche un chitarrista e un batterista che suonino con te, speri forse di avere qualche possibilità con la donna della tua vita? Magari dovrei vendere l'anima al diavolo, che ti devo dire...

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Qualcuno da lassù lo sta osservando e nota che si è accesa la spia dei pensieri cattivi del suo assistito.

"No, figliolo! Questa è una tentazione nella quale non dovrai mai cadere!" si allarma Morgan, scuotendo la testa dietro lo schermo dal quale sta monitorando la situazione.

Dovete sapere che, ogni mortale avente pensieri impuri, addolora l'angelo o, in questo caso, l'arcangelo che veglia su di lui.

Poco dopo, sul suo I-Phone 333 arriva un'epistola.

-Ciao, Mille-Piume, ti devo parlare. Facciamo al solito posto fra dieci minuti?- scrive Tom, dal suo I-phone 666.

Morgan alza gli occhi verso gli infiniti spazi siderali: detesta esser chiamato così, soprattutto da quello smorfiosetto arrogante dell'arcidiavolo Tom.

Dopo avergli inoltrato uno squillo di risposta, Morgan si incammina verso il solito posto, vale a dire il Purgatorio, anche perché è nel terreno neutrale fra i due Regni.

S'incontrano come stabilito e presto si ritrovano a osservare e contendersi l'anima in questione.

"Quel ragazzo è un puro, destinato a diventar un grande benefattore." dice Morgan.

"Sempre che io non glielo impedisca!" ribatte Tom, dando di gomito al fianco dell'arcangelo, che subito si scansa schifato dal solo contatto con quella pelle peccatrice.

"Andiamo! Che interesse avresti?" domanda Morgan, incrociando le immacolatissime braccia sulla bianca veste.

"Darti fastidio è sempre un mio interesse!" lo stuzzica Tom, strappandogli una piuma con fare provocatorio.

Morgan sussulta spaventato.

"S-smettila, diavolaccio perverso!" balbetta, per poi ricomporsi e dire: "Pregherei per la tua anima, se solo ne avessi una, dannato. Comunque fa' un po' come ti pare, ma non riuscirai a metter le tue grinfie su quel caro ragazzo!"

Tom ride sprezzante, infastidito dall'incrollabile fiducia di Morgan nell'incorruttibilità dell'animo umano.

"Tu dici? Quel ragazzo cerca il successo e l'amore. E' così facile tentarlo che credo che finirei per annoiarmi!"

"Ma non puoi fare leva sulle sue debolezze. E' sleale!" s'intestardisce Morgan, ma in modo talmente innocente da suscitare l'ilarità di Tom, che infatti ridacchia ghignante.

"Sono un arcidiavolo. Che vuoi che me ne freghi della lealtà?"

"Allora io lo proteggerò. Spedirò sulla Terra il migliore dei miei angeli, perché vegli su di lui."

"E tu credi che io me ne starò a guardare? Vorrà dire che io spedirò il migliore dei miei diavoli a mettere i bastoni fra le ruote al tuo pennuto da quattro soldi!"

Il tono si fa acceso. La tensione si taglia ormai col coltello. Nessuno dei due, però, è disposto a cedere.

"Questo è tutto da vedere!" urla Morgan, che comincia a perdere le staffe. Per rimarcare la sua superiorità sbatte violentemente le ali, spettinando il suo rivale, dopodiché gli strattona la coda, per vendicare la sua piuma eternamente perduta.

"Vogliamo scommettere?" grida l'arcidiavolo, con le corna vibranti di rabbia.

"Mi è vietato scommettere, lo sai." lo redarguisce Morgan.

"Voi angeli siete una palla al piede, mai un po' di divertimento!" sbuffa Tom, che ormai si sente quasi annoiato da tanta, irritante, ridondante ingenuità.

"Oh, ma noi ci divertiamo, abbiamo solo modi più consoni per farlo!" conclude Morgan, con uno sguardo di sufficienza che mette a tacere l'ultima controbattuta di Tom.

Seguendo il sentiero di bianche ed eteree nuvole che s'erige dall'estremità più alta del Purgatorio, Morgan s'incammina verso il suo posto di guardia nel Paradiso. Durante la ripida salita, in cui ogni tanto deve far uso delle sue soffici ali per sorpassare vuoti d'aria, è sempre più convinto della scelta presa; Dominic è davvero l'angelo più adatto per il delicato ruolo assegnatogli, Morgan sente che non lo deluderà.

Giunto agli argentei cancelli del Paradiso, lascia che si aprano lentamente al suo leggero passaggio e prosegue in direzione del suo ufficio. Il paesaggio che gli si palesa davanti è ormai ben conosciuto dai suoi occhi millenari in ogni più piccolo dettaglio, ma non per questo appare meno glorioso della prima volta in cui lo scorse; i verdi giardini che rigogliano in una sempiterna primavera, le acque di latte e miele del fiume Bliss che scorrono placide e indisturbate, la tiepida brezza che trasporta il canto di creature lontane e i fiori che sbocciano al passaggio della sua anima gli trasmettono sempre un senso di tenera familiarità e puro candore al quale non farà mai abitudine.

Morgan entra nel suo ufficio e, dopo aver dato una veloce occhiata all'ordine che presume mantenutosi in sua assenza, s'adagia elegantemente sulla sua nuvola, quindi automaticamente gli compare davanti lo schermo quaranta pollici Macintosh che il Grande Capo ha regalato ad ogni arcangelo.

Sintonizza le telecamere di controllo e cerca quella che gli mostri Dominic, già sapendolo impegnato in qualche nobile attività.

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Dominic infatti è in compagnia dei suoi migliori amici, Yorke, Nic e Gaia, e si stanno intrattenendo intrecciando rose bianche per farne ghirlande. Seduti in un prato leggermente isolato rispetto a quelli circostanti, ridacchiano innocentemente del sole che bacia i loro nivei volti. Nic allunga la sua ghirlanda verso Dominic, il quale, accettando il dono, abbassa docile il capo, lasciando che le rose gli cadano sul collo.

Gaia sorride benevola ai tre amici, mentre una farfalla le si posa sul dito e Yorke mette una viola del pensiero tra i suoi capelli ramati.

"Che gioia trascorrere la mia lieta eternità con voi, mes amis." dice Dominic, con la sua armoniosa voce. Nic annuisce e lascia che una delle sue ali sfiori l'estremità di quella del biondo compagno.

Tutto procede nella più serena tranquillità, quando Yorke scopre che un curioso unicorno sta mangiucchiando la sua ghirlanda, momentaneamente abbandonata all'ombra di ciliegio in fiore.

"Karma! La mia ghirlanda!" si lamenta, intristito per la perdita.

Gaia attira Karma con un dolce suono della voce e consola l'amico: "Non preoccuparti, puoi prendere la mia."

Prima che Yorke possa accettare l'offerta, Dominic supera Gaia in velocità, posando la sua ghirlanda attorno al latteo collo dell'amico.

"Grazie!" esclama Yorke non sorpreso della consueta gentilezza del biondo; Dominic, d'altro canto, non ha mai peccato di disattenzione nei confronti di nessuno, specialmente delle persone che più gli stanno a cuore.

Morgan osserva ormai gli angeli da qualche minuto; quale soddisfazione nasce in lui ogni volta che li trova così in grande sintonia. Ma il dovere è dovere anche in Paradiso! Per questo chiama Shine, il suo usignolo di fiducia, chiedendogli se possa cortesemente avvisare Dominic di raggiungerlo nel suo ufficio.

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Dopo aver salutato la sua Nemesi, Tom si allontana dalla parte opposta, proseguendo lungo un sentiero in discesa, formato da gradini fatti di nuvole, che progressivamente da grigie si scuriscono fino a farsi nerissime.

Da quel punto la discesa si fa così ripida e il terreno così sdrucciolevole che non ci sono più gradini e camminare risulta impossibile, non resta che lasciarsi cadere e scivolare lungo quelle curve vorticose.

Tom lo trova oltremodo divertente.

Atterra con un salto di impeccabile precisione, in prossimità degli Inferi, dove le anime vengono traghettate lungo le acque del fiume Megalomania.

Tom si incammina verso il suo ufficio e lungo la strada osserva ammirato le fiamme rosse, viola, blu e nere che si propagano tutt'intorno, il terreno che cede in certi punti, lasciando spazio a voragini dove scorre lava incandescente.

Alcune anime finiscono gettate dentro, in un doloroso e inesorabile annegare eterno.

Tutto è frenetico, tutti vanno di fretta, c'è un incessante andirivieni di diavoli che conducono i dannati ai rispettivi gironi.

Finalmente Tom arriva al suo ufficio, che ritrova nello stesso disordine in cui l'ha orgogliosamente lasciato.

Facendosi strada fra ogni genere di cianfrusaglie gettate sul pavimento, approda alla sua scrivania, dove pratiche contenenti le sorti dei peccatori dei quali deve ancora decidere il tremendo supplizio, giacciono in pile impolverate. Qualche ragnatela negli angoli delle pareti rende quell'ambiente ancora più tetro.

Con uno schiocco di dita, Tom fa apparire il suo Macintosh quaranta pollici, di cui, seguendo l'esempio del suo acerrimo nemico, il Grande Capo di quel regno ha deciso di dotare tutti i suoi arcidiavoli.

Tom ha già compiuto la sua scelta nell'esatto momento in cui l'ha annunciato a Morgan.

Sa che Matthew sarà perfetto per quel genere di missione.

Non ci sarebbe nemmeno bisogno di scandagliare le varie telecamere alla sua ricerca, perché l'arcidiavolo è già certo di sapere dove lui si trovi.

Tuttavia, mentre chiama a sé il suo Showbiz, un maestoso corvo nero, le cui piume hanno riflessi argentati, incaricandolo di andarlo a chiamare, lo osserva comunque nel monitor, soddisfacendo così il suo lato di voyeur.

Non che a Matthew e ai suoi amici crei qualche imbarazzo lasciarsi guardare mentre sono in determinati atteggiamenti, tutt'altro.

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Rendersi l'esistenza un vero inferno.

Non per tutti questa frase ha un connotato negativo.

Almeno non per Matthew, che, sdraiato su un fianco, sul suo ampio letto a baldacchino, geme trepidante, mentre, da dietro, Billie Joe si spinge dentro di lui, sempre più forte, bruscamente, sapendo quanto a lui piaccia farlo in modo violento, traendo piacere dal dolore.

Jessica è dall'altra parte del letto, davanti a Matthew e quello che gli sta facendo, con quella sua bocca sensuale che vanta secoli di esperienza, fa comparire un largo sorriso sul bel volto di Matt.

Sorriso che non dura molto, perché Adam, il più giovane del gruppo, lo cattura in un bacio ardente e appassionato, mentre le sue mani vagano in ogni parte del corpo dell'altro diavolo, così come stanno facendo le mani degli altri due.

In quel groviglio di corpi nudi, caldi e frementi, Matthew non sembra rendersi conto di nulla, finché non sente qualcosa di freddo e vischioso accarezzargli le caviglie.

Facendo la conta dei compagni presenti, capisce che non può trattarsi di nessuno di loro, perciò interrompe il bacio, per girarsi dall'altra parte e guardarsi i piedi.

Vede un grosso pitone, che striscia indisturbato lungo il materasso.

"Adam! Dannazione, leva quel coso dal mio letto!" sbotta Matt, strattonandosi e facendo così interrompere anche agli altri la loro attività.

"Misery, vieni qui!" ordina Adam e il serpente scende dal letto, avvicinandosi al suo padrone, che lo prende e se lo mette attorno alle spalle, lasciando che avvolga le sue spire attorno suo torace tonico e muscoloso.

"Non sai proprio stare senza di me, eh?" ridacchia Adam, accarezzando l'animale, che invece soffia infastidito a Matthew.

"Lo sai che non lo sopporto quel tuo orribile vermiciattolo!" sbuffa Matt, coi suoi occhi di zaffiro ridotti a due fessure glaciali.

"Tu non sopporti un sacco di cose!" lo canzona Billie Joe, il più anziano del gruppo con i suoi 409 anni, avvicinandosi ad Adam, per accarezzare Misery, che stranamente sembra avere una predilezione per lui.

"Come fa a non piacerti? E' così carino... " continua, accarezzando non più il serpente, ma le spalle di Adam, che gli rivolge un sorrisetto colmo di aspettative, specchiando i suoi occhi dal colore indefinito ma stupendo nei grandi occhi verdi e ammalianti dell'altro diavolo.

"Come il suo proprietario!" aggiunge Billie con un ghigno, prima di baciare Adam, che non oppone la benché minima resistenza.

"Idioti! Voi non conoscete Matthew come lo conosco io. " esclama Jessica, alzando gli occhi, prima di avvolgere le sue gambe attorno al bacino di Matt, accarezzandogli il viso e i capelli corvini con le sue mani dalle lunghe unghie curatissime, laccate di nero. "Io so cosa gli piace." sorride maligna, cominciando a cavalcarlo e lui la lascia fare.

In quel momento, dalla porta semiaperta fa il suo ingresso Showbiz, che plana in direzione del suo bersaglio, appollaiandosi sulla sua spalla.

"E tu che vuoi adesso?" alza gli occhi Matt, mentre Jessica si allontana.

Il corvo gracchia la sua risposta, svolazzandogli intorno.

"Mi sa che qualcuno è nei guai!" canticchia Billie.

"Non credo proprio, di certo Tom mi vorrà dare una promozione, per il mio irreprensibile lavoro!" ribatte Matt. "Bene. Qualcuno mi libera?" aggiunge, strattonando le manette che lo imprigionano alle sbarre del letto.

"Come se tu non ne fossi in grado!" ridacchia Adam.

"E' vero, ma è più divertente fingere di non esserlo!" ribatte lui. "Ok, faccio da me." borbotta, concentrandosi un attimo, prima di fondere le manette con la sola forza del suo pensiero.

"Quanto a prima, Jess... " commenta, mentre si rimette i suoi jeans neri con una camicia nera.

La mora sorride, donandogli la sua completa attenzione.

"Non credere di conoscermi così bene. Preferisco mille volte quello che mi fanno Billie e Adam a quello che mi fai tu, tesoro!" le spiega, facendola stizzire, tanto che dai suoi begli occhi acqua marina sembra che escano fiamme.

"Stupido!" sibila lei.

"Il solo motivo per cui ti concedo di stare nella mia stanza è perché è Adam che me lo chiede!" aggiunge lui.

"Bene almeno un intenditore qui c'è... " mormora lasciva la diavolessa, accarezzando i neri capelli di Adam.

Il diavolo più giovane sorride, riempiendosi le mani dei suoi seni e baciandola. Billie, la cui ultima intenzione è quella di rimanere solo in quel bordello, rinunciando a Matthew per causa di forze maggiori, si avvinghia alle spalle muscolose di Adam e dopo poco fa sentire la sua presenza.

Showbiz gracchia nuovamente.

"Sì, sì, ho capito, corvaccio! Vedi? Sto uscendo!" brontola Matt, davanti a uno specchio, lisciandosi la coda appuntita e lucidandosi le sue piccole corna rosse glitterate, l'unica parte del suo corpo a cui a nessuno è consentito l'accesso.

Da quando sulla Terra hanno inventato il glitter, Matthew ne ha voluto fare la sua ragione d'essere. Del resto, lui ha sempre voluto distinguersi dalla massa.

"Non divertitevi troppo senza di me!" si raccomanda, andandosene.

Lungo il cammino sente e vede i dannati urlare in preda alle atroci sofferenze alle quali sono eternamente condannati, di girone in girone.

E' musica per le sue orecchie.

-Insulsi umani, non è colpa mia se cadete in tentazione così facilmente! Ma ora brucerete, brucerete all'inferno per i vostri peccati! sogghigna perfidamente, prima di arrivare all'ufficio di Tom.

TBC

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