VII- I Primi Problemi

Sono per strada con Holly dietro di me con la sua macchina, ci troviamo in un ingorgo pazzesco.
Gli autisti delle altre auto suonano come dei forsennati. Io pazientemente attendo che le altre auto avanzino in modo che possa andare avanti anch'io, ma purtroppo il loro avanzare e a "passo di "lumaca". Dopo qualche mezz'ora finalmente una via d'uscita, imbocco la stradina e prendo la scorciatoia che mi porta dritta a casa. Mentre sono nei pressi della mia abitazione, Holly mi dà un colpo di clacson per farmi capire che mi sta salutando, e ognuna di noi prende la strada verso casa propria. Una volta arrivata parcheggio sul vialetto, i vicini di casa vedendo l'auto di mio padre si affacciano tutti. Quando scendo e sto chiudendo la macchina mi si avvicinano delle persone dicendo.
« Iris mi dispiace molto di quello che ti è successo, erano così delle brave persone»
Le solite parole di routine che vengono fuori da persone che a momenti neanche ti conoscono. Io per tagliar corto, ringrazio e dico che devo rientrare perché ho da fare, così almeno se ne vanno. Finalmente sono dentro casa, quando entro un senso di vuoto mi pervade, penso tra me e me e dire che stavano via spesso per lavoro e anche per parecchi giorni, ma sapevo sempre che sarebbero tornati, come adesso so che non torneranno mai più. Appoggio le chiavi sul tavolino vicino l'entrata, tolgo il giubbino di pelle marrone e lo attacco all'appendino. Mi tolgo le scarpe, infilo le ciabatte, prendo le scale e vado su in camera mia. Sfilo i jeans e il maglione neri e li butto sul letto. Entro in doccia, facendone una veloce, esco mi asciugo, e mi metto comoda. Opto per un pantaloncino nero in maglia, e canotta bianca. Tiro su i capelli con uno chignon disordinato, scendo mi dirigo in cucina e inizio a cucinare, cosicché quando arriverà Theo troverà già il pranzo pronto. Dopo aver finito di cucinare e apparecchiato la tavola, sento il clacson del pullmino della scuola. Dopo qualche secondo sento girare le chiavi nella toppa e capisco che Theo è arrivato. Quando entra, posa le chiavi dentro un centro tavola bianco in ceramica, lo zaino dentro il ripostiglio, mi saluta e va nel bagno del piano inferiore a lavarsi le mani. Quando appare a testa bassa si siede, non mi guarda nemmeno.
« Com'è andata a scuola? » gli chiedo.
« Bene, come al solito» risponde lui.
« Mangiamo adesso » dice lui.
La cosa mi parve un poco strana, ma nonostante ciò la domanda che mi pongo è che motivo avrebbe di dirmi una cosa per un altra?. Mentre mangiamo mi chiede.
« Ho visto fuori la macchina di papà... L'hai portata tu qua?»
« Sí »
« Meglio, non avrei mai voluto che dopo papà la portasse qualche estraneo!»
« Sta tranquillo l'ho portata io fino a qui»
E continuiamo a mangiare.
Dopo aver finito e aver rassettato la cucina, mentre Theo si è seduto in salotto messaggiando con non so chi dal cellulare, l'ho capito dal ticchettio veloce che emetteva.
"Avrà la ragazza " pensai.
Mi siedo accanto a lui.
« Avanti raccontami quello che hai fatto oggi a scuola, una volta mi raccontavi come passavi la giornata »
Lo vedo imbarazzato quando improvvisamente.
« Iris, poco fa a tavola non ho voluto dirtelo per non rovinare il pranzo, ma in realtà sono stato sospeso per una settimana. »
« Cosa !?» basita gli rispondo.
« Ma come si permette? Domani ci vado a parlare io»
« Hai sentito che devo tornare la prossima settimana?»
« Non mi importa, io ci vado lo stesso!» dico su tutte le furie.
« Posso sapere almeno il motivo?»
« No »
« Come sarebbe no, »
« Se vuoi andare dal professore a dirgliene quattro va bene, ma il motivo non te lo dico»
« Ma tanto se non me lo dici tu me lo dirà il professore, tanto vale che lo sappia da te»
« Ho litigato con un mio compagno, con Tim »
« Tim? Ma non è quel ragazzo magro con gli occhiali, di colore?... Ma mi avevi detto che andavate d'accordo, come mai avete litigato?»
« Perché è un coglione, ecco perché»
« Hey giovanotto! Non mi piacciono queste parole!»
« Ok va bene, ma lui resta un coglione lo stesso»
« Theo!... E che cosa avrebbe fatto?»
«Ha chiesto a Josie, di potersi prenotare per il ballo di fine anno»
« Ma è fra due anni il ballo»
« È quello che gli ho detto pure io, ma lui insistente chiedeva a Josie, una risposta affermativa... Io continuavo a spiegargli che era prematuro, e lui ignorandomi, continua imperterrito nella sua impresa, a quel punto mi sento salire una rabbia per tutto il corpo, ma non tanto per il fatto che mi ignorava, ma il fatto che insisteva a chiederlo a Josie, che lei gli aveva fatto capire, che non sarebbe mai andata con lui, un ragazzo intelligente avrebbe capito, ma lui insisteva. Improvvisamente mi è preso un impeto di dargli un pugno sul naso. Fortuna volle che in quel momento Tim si tolse gli occhiali per pulirli. Ed è stato in quel momento che senza pensarci gli ho sferrato un cazzotto in pieno volto»
« Ma bravo complimenti, è così che ti hanno cresciuto i nostri genitori!? »
« Mi dispiace, ma non sai che nervoso mi ha fatto prendere»
« Immaginavo che ci fosse una ragazza di mezzo »
« Va bene, come si chiama questo tuo professore ?»
« Il Professor Monroe Gadreel»
« Va bene domani mi sente questo bell'imbusto !»
Con lui non so che fare, e non voglio togliergli il videogame, ma non posso neanche fargliela passare liscia.
« Per una settimana sei stato sospeso da scuola, e per tre giorni non uscirai di casa »
« Cosa!? Non puoi farlo »
« Certo che posso, così la prossima volta ci pensi bene prima di comportarti da selvaggio!»
Mentre sto ancora dettando delle regole, lui non mi risponde e sale su per le scale.
« Hey! Ma dove vai non ho ancora finito con te !? »
Sto ancora reclamando, quando mi squilla il cellulare Elodie. « Hey Iris come stai?, Ti và se ci prendiamo un caffè?»
« Purtroppo Elodie non posso uscire, ma ho un idea migliore perché non vieni tu a casa mia il caffè te lo offro io. »
« Ok arrivo»
Dopo mezzora sento il rombo della moto di Elodie, vado ad aprire e infatti è lei. Entra appoggia il casco all'entrata sul tavolino, e dopo avermi abbracciata mi chiede
« Come va»
« Eh... Come vuoi che vada, io faccio del mio meglio ma sembra che non riesca a gestire Theo »
« Perché che è successo»
« Si è fatto sospendere per aver difeso una ragazza da uno stupido attacca bottone, il ragazzo sembra che abbia chiesto a questa ragazza del ballo di fine anno e di volerci andare insieme a lei. Ma a quanto pare il mio "dolce fratellino" che ancora non l'ha capito che ancora non ha capito di aver reagito per gelosia, gli ha sferrato un pugno sul naso »
« Wow, che tosto »
« Ma tosto un corno! «Domattina devo andarci a parlare con questo professorino, e chiedergli per quale motivo l'ha sospeso nella situazione in cui è»
« Ok vengo anch'io con te »
« Grazie, ma tu non devi lavorare? »
« No prenderò un permesso »
Esasperata chiedo un consiglio alla mia amica
« Come dovrei comportarmi con lui ? Dopo aver saputo della sospensione, gli ho proibito di uscire di casa per tre giorni. Non ho voluto togliergli il videogame, magari quello potrebbe distrarlo semmai volesse tornarci a giocare»
« Tesoro stai facendo un ottimo lavoro con lui, lo punisci anche se ti si spezza il cuore quindi non hai nulla da rimproverarti, è un adolescente ha subito anche questa brutta tragedia, e tutt'e due cose messe insieme dà questo risultato. Ma sono sicura che molto presto Theo capirà, e non commetterà più questi errori che magari sono anche banali. Ho visto che c'è la macchina di tuo padre fuori. Per un momento ho avuto un attimo di amnesia e ho creduto che fossero tornati i tuoi. Oh... scusa tesoro forse non avrei dovuto dirtelo»
« Non preoccuparti, ormai non parlarne non è che può cambiarti le cose... Ok prendiamoci questo caffè che si sta freddando»
Mentre stiamo sorseggiando il nostro caffè, squilla il mio telefono.
« Signorina Crossing, sono la Dottoressa Spencer dei servizi sociali, abbiamo saputo dell'immane tragedia che vi ha colpiti, di questo ci dispiace tanto. Ma non ho chiamato solo per questo, ci è giunto all'orecchio che suo fratello Theodore di quattordici anni che frequenta il secondo anno di liceo, che stamattina si è azzuffato con un suo compagno, il ragazzo ha riportato la frattura del setto nasale, quindi i genitori hanno sporto denuncia contro di lui. La polizia sapendo che siete orfani ha fatto intervenire noi dei servizi sociali, vorremmo avere un colloquio con il ragazzo al più presto. Magari pure facendogli avere degli incontri con il nostro psicologo.»
« Guardi che mio fratello non ha bisogno di un psicologo »
« Signorina Crossing, forse lei non ha capito la gravità della cosa. Se noi sappiamo di qualche altra aggressione da parte di suo fratello verso un suo coetaneo saremo costretti ad allontanarlo»
Mentre parlavo con la "megera", Elodie gesticolando mi chiedeva chi fosse al telefono. Io guardando i suoi occhi e ascoltando quello che mi dicevano dall'altro lato ero un po'intontita, alla fine la dottoressa dei servizi sociali mi saluta e io chiudo il telefono sbattendolo nervosamente sul tavolo. Alchè Elodie mi chiede
« Ma che è successo »
Mentre io ripetevo "questa proprio non ci voleva " .
« Vuoi sapere con chi stavo parlando con una stronza dei servizi sociali, che mi ha minacciata che se vengono a sapere di un altra rissa verso qualcun'altro lo allontanano da casa »
« Allontanarlo da casa? Che vuol dire ? Ma come si permettono»
« A quanto pare i genitori del ragazzo picchiato hanno denunciato Theo, ecco perché sono subentrati gli assistenti sociali».





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