Capitolo 4
Tornai a scuola il mattino dopo. Pioveva, era una giornata grigia, carica di solitudine e tristezza. Entrai in classe in ritardo, mi andai a sedere al mio banco, vicino a Mark.
-Hudson, vedi di arrivare puntuale la prossima volta.- mi richiamò il professore.
Appena suonata la campanella che segnava il cambio dell'ora, Mark allungò un braccio e mise qualcosa sotto al mio banco. Lo presi. Era un foglio, un piccolo biglietto.
Emily, senti, ti va di vederci oggi pomeriggio? Dimentichiamoci ciò che è successo ieri
Era quasi indecifrabile, per via della sua scrittura minuscola d illeggibile. Nonostante ciò, riuscì a leggere il contenuto del biglietto. Lo accartocciai e lo buttai via. Anna non mi avrebbe perdonato ancora.
- Non posso.- dissi secca e decisa.
I minuti passavano e la mia mente vagava sempre di più tra ricordi e emozioni. Non stavo ascoltando ciò che il professore spiegava, ero troppo occupata ad ascoltare i miei pensieri.
-Hudson, dimmi. Chi ha scritto il poema che ho appena letto?-
Destino, basta brutti scherzi. Balbettai, non riuscendo a rispondere.
-Leopardi, prof- Disse Charlotte guardandomi e ghignando.
-Esatto, Charlotte. Emily, stai più attenta o sarò costretto ad abbassare i tuoi voti.
- Vabene, d'accordo prof.- dissi io un po delusa, ma infondo la colpa era solo mia.
Suonò la campanella, finalmente.
Charlotte era la migliore della classe, la solita ragazza snob, ricca e modaiola. Durante l'intervallo ne approfittò per venire da me e deridermi insieme alle sue "amiche", come ogni giorno.
- Non sei nemmeno capace ad ascoltare un vecchio che spiega! Ah, ma per piacere, Emily Hudson che risponde ad una domanda da parte di un'insegnante! Che bella battuta. -
-Lasciatela stare.- disse Mark che la stava ascoltando.
- E tu chi sei? Il leccapiedi? Il suo paggetto? La scimmietta domestica?- Tutti si misero a ridere in coro, Charlotte lo guardava con espressione vittoriosa
- Sono semplicemente qualcuno che ha una vita e non si diverte a deridere le persone, come invece fai tu. Io ho degli amici, a differenza di te. Tutte queste persone ti elogiano solo per la fama e la popolarità, cara.
-Non finisce qui, sgorbietti!- disse Charlotte. Se ne andò poco dopo schioccando le dita e portando con se il suo gregge.
-Me lo merito un grazie, no?- disse lui, ridacchiando.
Gli voltai le spalle e me ne andai: non volevo passare altri guai con Anna, ma mi dispiaceva, dopotutto era l'unico amico che avevo.
Mi voltai per un'attimo a guardarlo. Continuava a fissarmi nella speranza che potessi tornare indietro e ringraziarlo. Così non fu.
Lui non sapeva ciò che era la mia vita. E non volevo che lo sapesse. Non volevo metterlo nei guai.
Tornai a casa, ripensando all'intera giornata.
Bạn đang đọc truyện trên: AzTruyen.Top