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Erano arrivati al secondo, quando Tessa sentendo il profumo di salmone alla griglia che proveniva dal tavolo al fianco del loro, avvertì una forte nausea che le fece venire da vomitare.

Portandosi una mano alla bocca, biascicò che sarebbe andata in bagno poi alzandosi fulminea dal tavolo corse verso i servizi igienici.

Le persone rimasta a tavola si scambiarono un'occhiata carica di preoccupazione poi le due ragazze si alzarono anche loro e corsero in bagno per vedere come stava la loro amica.

«Oh, cristo!» commentò Vernon con preoccupazione mentre Richard si stava sforzando di non alzarsi da quella sedia ed entrare nel bagno delle donne per controllare le condizioni di Tessa.

Dannazione, pensò lui sospirando agitato, mi aveva detto di star bene. Se non fosse stato così, non l'avrei mai fatta uscire di casa, anzi l'avrei obbligata a stare sotto alle coperte a riposarsi, promettendole che avremmo poi organizzato la cena per un altro giorno e magari a casa mia.

«Sono preoccupato.» sussurrò Richard, sentendo lo stomaco stringersi in una morsa ferrea che gli fece passare persino tutta la fame. Perché ci stavano mettendo così tanto quelle due? Voleva sapere come stava la sua Tessa.

«Anche noi.» replicò Nate tristemente, appoggiando una sua mano calda su quella enorme di Richard e per una volta Vernon non si ingelosì, anzi poggiò anche la sua su quella del maggiore e strinse appena le dita intorno ad essa. Richard si sforzò di sorridere ai due ragazzi che stavano cercando di tranquillizzarlo poi tornò con lo sguardo verso il punto in cui si trovavano i bagni. Dai ragazze uscite in fretta da lì e possibilmente con Tessa.

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