Capitolo 26 - Akaashi X Reader - Messaggio decriptato (Parte 2)

Bokuto lo aveva maledetto per aver rifiutato di correre in aiuto dell'umana.
L'argenteo sbuffò furioso dopo aver mosso il suo pugno vicino al volto del moro.
- Vuoi che muoia?- chiese urlando preoccupando anche la nostra coinquilina seduta ancora nel salotto.
- Non l'ho abbandonata, starò con lei per telefono - aveva detto lui massaggiandosi la guancia tenendo ancora il telefono nell'altra.
"Codardo" gli aveva intimato il demone prima di voltare i tacchi fuori dalla stanza.
Akaashi sospirò appena prima di tranquillizzare ancora una volta (...).
Qualsiasi pericolo ci fosse stato nessuno era più grande di ciò che gli stava pedinando, o almeno era quello che pensava con tutto se stesso.
Quei due dovevano essere già tornati nel loro mondo da un giorno, eppure la cosa sembrava non tornare.
La voce sommessa della ragazza lo rischiaro' da tali pensieri.
Doveva stare concentrato, dopotutto glielo aveva promesso...

~
Reader Pov

Entrai dentro l'appartamento con fare silenzioso e preciso.
Se qualcuno fosse stato ancora dentro era necessario che non mi facessi scoprire.
Akaashi mi aveva consigliato di chiamare la polizia, ma a causa di un problema alla centrale avrebbero tardato.
- Dentro ho alcune cose a cui tengo, non posso lasciare che vengano rubate! - dissi sottovoce salendo i gradini della scala.
Per raggiungere il mio appartamento dovevo salire due rampe di scale.
Eppure mano a mano che salivo in cima sentivo che qualcosa non quadrava.
Mi voltai di scatto non appena qualcosa sembrò urtare la mia spalla.
Non poteva essere la mia immaginazione.
Nel farlo notai un' ombra davanti a me farsi avanti.
- Daichi?- mi ritrovai davanti un ragazzo dai capelli argentati molto chiari.
Lo guardai stupita, che ci faceva a casa mia?
- Chi sei tu? - chiesi dopo un attimo di confusione
- Ah...Tu devi essere la proprietaria immagino - disse lui portandosi una mano dietro alla nuca,
-Tu chi sei?- ripetei di nuovo fissando il suo volto.
- Non arrabbiarti ok? Abbiamo preso il tuo appartamento solo per qualche ora - sorrise quello,
-Abbiamo? Quanti siete in casa mia? - gli chiesi indietreggiando appena.
Quello mi fissò divertito ma non oso' toccarmi.
- Io e il mio compagno siamo un po' stanchi e affamati, una signora del palazzo ci ha aperto e l'unico libero era il tuo...-  rivelo' sorridendo.
Al telefono Akaashi si era fatto terribilmente silenzioso.
- Uscite subito da casa mia! Altrimenti chiamo la polizia! - gli intimai facendo finta di cercare qualcosa nella borsa sebbene avessi il telefono tra le mani.
L'argenteo non mi diede molta importanza, al contrario sembrava attento ad altro.
- Chi c'è al telefono con te?- mi chiese sospettoso.
Il tono caldo del ragazzo si era tramutato in qualcosa di strano.
- Non sono affari tuoi...- feci cercando di scostarmi da lui.
Lo sconosciuto afferrò il mio braccio velocemente.
- Hai un odore familiare- disse avvicinandosi un poco.
- Odori di gufo...- sussurro' poi vicino al cellulare.
Potei sentire Akaashi esitare appena.
- Ci incontriamo di nuovo senza piume...- disse poi oltre i chilometri che ci separavano.

~
Akaashi Pov

Intimai a Sugawara di non muoversi neanche di un passo verso di lei.
L'argenteo non sembrò sorpreso a quella mia reazione improvvisa.
- Demoni, avvoltoi, gufi? Si può sapere di cosa state parlando? - il tono di voce di (...) era indubbiamente isterico e confuso.
Premetti il cellulare con forza vicino all'orecchio sperando di poter migliorare l'audio rovinato a causa del posto in cui la ragazza si trovava.
Come avevo dedotto uscire per andare a salvarla era stato saggio, o almeno lo era stato fino a quando non erano comparsi quei due.
Posai il coltello sul ripiano della cucina.
In quel momento era l'ultima cosa che volevo vedere.
Digrignai i denti, non potevo davvero credere che tra tutti i posti in cui potessero andare a nascondersi avevano scelto proprio l'appartamento di lei!
Un rumore di risate provenne dall'altro lato del telefono.
- Bene bene bene...Akaashi?- chiese Sugawara con il suo solito tono gioioso,
- Non pensavo ti avremmo trovato per primo...Daichi sosteneva che prima sarebbe uscito Bokuto visto il suo caratterino, ma da te proprio non me lo aspettavo... - (...) respiro' affannosamente a quelle parole.
- Voi vi conoscete? - chiese come colta dall'ansia.
- Si, o meglio ci conoscevamo...abitavamo nello stesso posto...Fino a poco tempo fa - esordi' quello,
- Cosa vuoi avvoltoio? - chiesi con fare deciso, non avevo voglia di perdere tempo.
- Sai, il capo ci ha chiesto di fare pulizia qui sulla terra, purtroppo la guerra è iniziata prima del previsto, non potevamo fare altrimenti - inizio' a spiegare,
- Ora però che ho lei posso arrivare a voi giusto? Conosci il potere di Daichi, basterà solo manipolare i suoi ricordi e ci dirà dove abiti - rise divertito,
- Ora però devo fare in modo che rimanga qua con me...- sentii i suoi passi farsi più vicini a (...) udilmente scossa,
- Ehy Ehy! Non ci provate chiaro? - la sentii dire con coraggio,
- Non ti farò del male, mi servi solo per qualche ora d'accordo? - fissai il tavolo della cucina pensieroso.
Non potevo volare a prenderla era ovvio.
Bokuto era troppo testardo e avrebbe peggiorato solo le cose.
Cosa potevo fare allora?
Ci pensai un attimo, volto alla soluzione più pratica e ottima.
- (....)-San - iniziai a dirle una volta deciso cosa fare,
- Non farti toccare da quel tipo, indietreggia e chiudi gli occhi - gli intimai poi preoccupato.
Nel frattempo chiesi velocemente a Bokuto di liberare il tavolo davanti ai miei occhi.
- Che vuoi fare?- mi aveva chiesto
- Salvare (...) - chiusi gli occhi a quelle parole ed ispirai profondamente.
Dovevo concentrarmi il più possibile.
- Guidala - esclamai improvvisamente.
Il mio potere da demone gufo non era forte come quello di Bokuto, eppure spesso si rivelava utile sebbene fosse un semplice teletrasporto.
Dall'altro lato del telefono potei udire un sonoro "Ma che diamine?" prima di udire le urla di (...).
La chiamata si era interrotta immediatamente.
Posai il telefono e mi posizionai davanti al tavolo ormai spoglio.
Aprii le mani attendendo che la ragazza arrivasse.
Piombo' tra le mie braccia velocemente.
La strinsi forte per sorreggierla il più possibile.
Aveva gli occhi chiusi, forse per tutti gli eventi che erano avvenuti.
Mi fissò un attimo prima di sospirare sollevata.
- Grazie al cielo...- disse con riluttanza,
- Akaashi mi hai davvero salvato - mi rivelo' soddisfatta,
- E' il mio lavoro - la fissai ancora un attimo.
"Con questo Sugawara siamo pari" pensai prima che (...) svenisse tra le mie  braccia...



Note autrice:
Eccoci qui! Terminate le disavventure sulla terra facciamo retromarcia con Kageyama! :3
Al prossimo capitolo,

-Blue

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