Capitolo 18 -Nishinoya X Reader - Eroe della morte (Parte 2)
Nishoniya si avvicinò alla ragazza con fare preoccupato.
La giovane umana era caduta non appena mossasi sui suoi primi passi.
L'aiutò ad alzarsi o almeno a tornare seduta come poco prima.
"Sei ancora troppo debole"disse schiarendosi la voce.
La ragazza lo fissò ancora sospettosa,doveva davvero stringere quella mano che voleva salvarla?
"Vuoi aiutarmi ad uscire di qui no?Allora dammi una mano" enunciò dopo qualche minuto di silenzio.
Lei non sarebbe morta li dentro, non se lo sarebbe permesso.
Nishinoya la issò aggrappandosi ai bracci ancora doloranti della ragazza.
Fece pressione sulle punte dei piedi e con grande forza riuscì a farla alzare.
"Vedi quanta forza risiede in questo piccolo corpo?" disse sorridendo con grande orgoglio.
Quello però a cui la ragazza pensò non fu la presunta forza del demone, quanto la sua ottusità.
Infatti il piccoletto non aveva calcolato il peso delle loro masse.
L'umana si ritrovò a cadere un'altra volta in avanti, stavolta però atterrando sopra al moro.
~
Nishinoya Pov
L'umana cadde su di me generando un grande rombo nella piccola stanza.
Me la ritrovai cosi, sdraiata ancora sporca di polvere e fuliggine.
Notai solo dopo qualche minuto che non esitava a muoversi da quella posizione.
"(...) dobbiamo muoverci se vogliamo fuggire" gli intimai con fare frettoloso.
La ragazza alzò leggermente lo sguardo con fare confuso, che fosse opera della droga?
"Vai senza di me" mi disse poi spostandosi sul duro pavimento di colpo
"Eh? Sei impazzita? Sono arrivato fino a qui e non me ne andrò senza di te!" esclamai scocciato.
"Ma non mi muovo, sarei un peso per te e il tuo amico misterioso" disse accucciandosi nella penombra.
La fissai ancora un poco prima di scuoterla con entrambe le mani
"Ti ho detto che ti avrei salvato no?Beh è quello che farò, tutto quello che devi fare è fidarti di me chiaro?" le dissi ancora speranzoso delle mie parole.
Eppure la verità era diversa.
Non avevo più ricevuto notizie da Tanaka da quella mattina e i corridoi erano rimasti vuoti per tutto quel tempo, forse troppo anche per un tizio rumoroso come me.
Riprovai ad issarla sulle mie spalle,se non poteva camminare da sola l'avrei portata io anche in campo al mondo!
L'unica pecca fu la lunghezza quasi inesistente delle sue vesti.
Erano estremamente corte, tanto che la sua pelle entrò subito in contatto con le mie fredde mani da demone.
"Cosa stai toccando?" mi disse mentre con assoluto silenzio sgattaiolammo fuori dalla stanza,
"Scusami, la stoffa è troppo corta,ovunque tocco c'è solo pelle" risi ma l'umana non la prese come una cosa da ridere.
Si divincolò un poco con disagio, più si muoveva più rischiava di farmi cadere a terra.
"Stai ferma per una buona volta!"gli dissi cercando di recuperare l'ennesima volta un po' d'equilibrio.
"Smetti di toccarmi allora, sei improvvisamente diventato molto loquace con il mio corpo" mi canzonò lei nascondendo una nota di imbarazzo.
"Sei tu che sei vestita cosi, io che male ne ho?" dichiarai ormai completamente accusato di chissà quale tragico peccato.
Eppure sebbene da un lato ascoltassi cosa la ragazza avesse da dirmi, dall'altra continuavo ad interrogarmi sulla scomparsa prematura di Tanaka, dove diavolo era finito?
L'appuntamento per uscire via di li era passato da unpezzo.
"Ehy tu mi stai ascoltando?" chise improvvisamente la ragazza,
"S-Si scusami cosa dicevi?" risposi di istinto, notando di come la ragazza avesse sospirato avvilita,
"Chiedevo se sono l'unica che stai aiutando ad uscire di qui" si fissò intorno come per farmi notare il completo silenzio che albeggiava intorno a noi.
"Si, gli altri sono morti tutti, tu sei l'ultima..." abbassai lo sguardo verso il pavimento marmoreo,forse era il caso di cambiare argomento.
"Spiegami una cosa, come farai a riportarmi a casa esattamente?Hai qualche potere particolare?"rialzai lo sguardo a quella domanda,
"Un altro amico" dissi solamente,
"Si è affascinato del mondo umano eha deciso di darci una mano a salvare quanti più umani possibili"ridacchiai convinto di ogni parola che pronunciavo.
L'umana fece silenzio, si eracompiaciuta della risposta.
Scavalcai con molta fatica la scalinatadi legno chiaro che separava i vari piani tra di loro.
I movimenti erano molto più lenti acausa del peso piuma sulle spalle.
"Come mai tu non sei interessato anoi? Intendo, se ci avete portati qui pensavo che il motivo riguardasse tutti i demoni..." mi scostai il ciuffo dal volto con attenzione,
"La guerra interessa solo ai pezzi grossi di questo mondo, io, il mio amico e tutti gli altri sono contro la violenza" mi lasciai scivolare lungo la ringhiera, ormai eravamo quasi arrivati al piano terra.
"Adesso devi scendere (...) da qui in avanti ho bisogno che tu riesca a camminare con tutte e due le gambe" gli intimai lasciandola a terra nuovamente.
Ancora una volta il contatto con la sua pelle tiepida e morbida mi fece rabbrividire.
"Ancora non hai imparato a tenere le mani al loro posto?" una voce alle mie spalle mi sorprese,
"T-Tanaka!" esclamai non appena il rasato uscì dalla penombra.
~
Reader Pov
Un demone dall'aria poco raccomandabile uscì dalla penombra con molta fatica.
Sebbene avesse proferito quelle parole con assolutà tranquillità potei vedere delle piccole giocce di sudore scendergli lungo il viso.
"Nishinoya finalmente ti ho trovato,dobbiamo muoverci ci sono alle costole" disse strattonando il piccoletto verso di sé.
"Come ci sono alle costole? Pensavo che avessi risolto la questione" chiese l'altro sorpreso, a quanto sembrava le cose erano diverse da come si era immaginato.
"Mi sono fatto scoprire ok? Mi dispiace ma quella li è davvero una iena!" proruppe muovendo lo sguardo verso di me.
Rimase a fissarmi confuso per qualche minuto prima di ritornare sul moro.
"No, assolutamente, ne avevamo già parlato, noi non ci portiamo nessuno dietro chiaro? Il nostro compito era di uccidere tutti, e con tutti intendo anche lei" sussurrò a Nishinoya ignaro del mio udito sopraffino.
"Tanaka tu non capisci, lei è ancora sana, potremmo riportarla a casa!" disse scuotendo appena l'amico.
"Siamo riusciti per pura fortuna ad entrare senza morire, pensi davvero che in tre riusciremo a sgattaiolare fuori di qui? Lasciala qui!" urlò al demone più basso,
" Bokuto può riportarla a casa!"disse con fare deciso.
"Il gufo è ricercato proprio come noi, una taglia di ben duecentomila carboni è sulle nostre teste,pensi che si farà trovare tanto facilmente? Inoltre solo per portare un'umana? Avevamo pattuito che dovevano essere almeno una decina"lo strano tizio continuò ad inveire sul povero Nishinoya, ora confuso sul dafarsi.
"Ehy tu umana come ti chiami?" mi chiese alla fine il pelato,
"Sono (...)" dissi freddamente, non mi piaceva quel tipo.
"Mi dispiace che il mio amico ti ha convinto di poterti salvare, ma noi non possiamo portarti con noi,ciao ciao!" mi voltò le spalle trascinando con sé l'altro.
"Frena Tanaka, io uscirò di qui con lei vivo o morto!" continuò lui con forte coraggio.
"Allora rimani qui e morite insieme Romeo e Giulietta, io me la squaglio, quel biondo e la sua bestia sono assetati di sangue ti dico!" borbottò qualcosa prima di sparire come era entrato.
Rimanemmo soli, il silenzio ritornò nostro confidente e amico prezioso.
"Mi spiace (...) credo che saremmo soli" mi disse stringendo i pugni con violenza, era preoccupato non poteva nasconderlo.
"Vai via con lui Nishinoya, lasciami qui" risposi dopo molto tempo,
"Cosa? Ma la mia p-" non lo lasciai finire,
"La tua promessa varrà ancora se riuscirai ad uscire da qui sano e salvo no? Io cammino male, anche se ti seguissi rischierei solo di farti rallentare o peggio farti scoprire dalle guardie" mi fermai un secondo guardando quegli occhi così infuocati che mi avevano fissato per tutto il tempo.
"Io non ho nulla da rimproverarti Nishinoya eroe della morte!" gli sorrisi infine, il primo sorriso che avessi mai fatto in tutti quei giorni finalmente uscì fuori.
Il demone rimase senza parole.
"Tu hai fatto tutto ciò che potevi"continuai stringendo forte i lembi della tunica che indossavo,
"Ma...se muori qui non salverai più nessuno giusto?" una piccola lacrima solcò la guancia del moro come una coltellata in pieno petto.
Lo vidi paralizzato e del tutto disattento a quella mia richiesta.
"Tu sei un eroe Nishinoya dunque va e salva il mondo!" ma vedevo chiaramente che ciò era impossibile con la mia presenza al suo fianco.
Il moro si mosse velocemente verso di me con decisione.
Mi strinse in un abbraccio profondo e fugace, quasi impercettibile, ma per me sembrò durare una vita.
"Non voglio lasciarti qui..." disse trattenendo a stento le lacrime,
"Non voglio che tu rimanga qui" gli dissi quasi contemporaneamente a lui.
Mi strinse più forte a sé come se fossi la cosa più fragile al mondo.
"Almeno uno...almeno un umano lo voglio salvare..." iniziò a piangere con grande innocenza, tanto da non impedirmi di accarezzargli la testa con fare affettuoso.
"Ne salverai qualcuno, ne sono sicura" gli dissi sicura delle mie parole.
Il demone continuò a trattenermi tra le sue braccia con fare disperato.
"Ancora dieci minuti" mi disse,
"Ancora dieci minuti"risposi sospirando...
Note autrice:
Eccoci qui!
Nishinoya il demone dal ciuffo biondo è un grande tenerone (e non ce lo vedo proprio a fare il demone spavaldo e sanguinario come Oikawa e co.) per questo ho optato per un capitolo più malinconico ma non del tutto triste(infatti non sparirà di scena, semplicemente adesso trattero'un'altro personaggio).
Dal prossimo capitolo ritornaremo ad Oikawa, finalmente dopo tanto tempo (e su consiglio di una personcina speciale :3) ho deciso di alzare un po' i toni della storia (senza scendere nel volgare ovvio XD), bene, ci vediamo al prossimo capitolo!
Alla prossima,
- Blue
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