Prologo

L'amore non è quello che i poeti
vogliono farvi credere. L'amore ha i
denti, i denti mordono, i morsi
non guariscono mai.

Stephen King



Ellen non riesce a dormire.

Ha le gambe strette al petto, gli occhi rossi e le guance colorate di mascara. I capelli biondi sono arruffati e sparsi sul viso; la bocca è tagliuzzata a causa dei continui morsi inferti, e trema, trema davvero tantissimo.

Sta indossando una maglietta a maniche corte bianca e un paio di pantaloncini neri che le fanno da pigiama.

È seduta sul divano; una coperta infondo ai piedi quasi appallottolata su sé stessa dalle mani che l'hanno stretta come un'ancora fino a pochi minuti fa.

Michael è poco più in là di lei, e la guarda. Non sa che altro dire, perché le parole gli sono morte in gola qualche minuto prima, quando la discussione tra loro due era parecchio accesa.

Ellen, invece, ha ancora i postumi della sbornia, e l'odore metallico del sangue in bocca, ma è abbastanza lucida da capire che Michael non è la persona che credeva fosse.

L'ha delusa, è vero, e forse non tornerà indietro, ma per il momento preferisce restare nella situazione di stallo in cui si sono messi e non fiatare; svuotare la mente, e dondolarsi da destra a sinistra e da sinistra a destra, per cullare le lacrime e la paura.

La stanza è quasi completamente al buio, entra solo la luce fredda della luna dalla finestra.

Sono passate da poco le tre di notte e il silenzio che li avvolge sembra uccidere lentamente Michael. Si accende una sigaretta, una fidata Camel, e continua a guardarla, aspettandosi una reazione da parte della (sua) ragazza, però lei rimane sempre lì, in quella stessa posizione, e con gli occhi persi nel vuoto come se stesse vivendo dei flashback; come se fosse letteralmente impazzita.

Ellen si chiede, nel frattempo, il perché di tutto questo, ma la risposta è solo polvere.

Un'altra lacrima le scorre veloce sulla guancia, e un'altra ora è passata.

Il vento, adesso, batte rabbiosamente sulle finestre, e Michael ha mosso due passi verso di lei, sfiorandole lentamente il braccio sinistro. Vorrebbe stringerla a sé e dirle che andrà tutto bene, e che è solo colpa sua se adesso sono in quello stato, ma rimane zitto, e si limita a tracciare solo segni circolari sul suo braccio. È delicato, ed Ellen riesce quasi a lasciarsi andare. Vorrebbe abbracciarlo, baciarlo, farci l'amore, ma la mente non risponde al comando del cuore.

E il silenzio è ancora padrone di quel momento, mentre intanto l'alba sorge, e la notte è passata così velocemente da non accorgersene.

Michael si è acceso un'altra sigaretta – l'ennesima –, ed Ellen ha appena spostato lo sguardo su di lui, studiando i suoi pensieri, le sue emozioni e il dolore lancinante che gli sta attanagliando anima e corpo raggrumato sul suo volto deformato dalla negatività.

Ellen vorrebbe scusarsi e chiudere per sempre quella storia; ripartire da zero, ma l'unica cosa che riesce a fare è rimanere lì, immobile, con il respiro accelerato, e la bocca un po' più aperta, come se facesse fatica a respirare. Si sente il sangue incrostato su di essa, ma non le importa; ci passa la lingua, e cura un'altra ferita, forse quella più profonda.

Ma poi, le immagini di lui e la ragazzina nel bagno della discoteca, si susseguono in un nuovo loop instancabile. E rivive tutto, rivive tutto come se fosse un ricordo di cui non ci si può mai dimenticare. E forse lo è, un po'.

🌧️🌧️

Michael è andato a preparare il caffè in cucina.

Tra poche ore ha lezione e ha proprio bisogno di svegliarsi dopo la notte turbolenta.

Ellen è più grande di lui di due anni e non frequenta più l'università.

Si sono conosciuti al mare, loro due, in una piccola spiaggia di Sydney. Lui le è finito addosso, mentre correva a prendere il pallone che quel cretino di Jeremaia aveva lanciato troppo forte.

Michael aveva da subito notato il suo sorriso e quegli occhi azzurri così allegri da rischiarare le giornate più buie. Gli piacevano da morire.

Indossava un costume a fiori, se lo ricordava ancora bene, ed era così in imbarazzo che era arrossita un sacco di volte mentre parlavano.

Il ragazzo si versa il caffè nella sua tazza preferita e prende posto a capotavola, girando il cucchiaino nella bevanda per far sciogliere lo zucchero, mentre i ricordi lo invadono come fosse un mare in tempesta.

Ha paura adesso Michael, paura di aver perso tutto, e di averle promesso certezze che lui non è riuscito a mantenere. Si sente una merda, ma non sa che fare, che dire, perché nessuna parola sarà mai in grado di risanare ogni cosa.

🌧️🌧️

Cammina lentamente per i corridoi; i libri stretti al petto, ed Ellen davanti ai suoi occhi. È così bella, Michael lo sa, l'ha sempre saputo.

Entra nella classe di musica e prende posto in un angolo remoto dell'aula, facendosi piccolo. Ha sbagliato, e adesso non sa come rimediare.

Il professore entra poco dopo e la classe finisce di riempirsi.

Michael sta cercando di prendere appunti, sviando ogni pensiero, e concentrandosi solamente sullo studio, ma non è facile quando hai appena spezzato il cuore dell'ultima persona a cui avresti mai dovuto.

🌧️🌧️

Quando torna a casa, Ellen è sotto la doccia.

Michael odora il suo profumo sparso per l'intera abitazione, e lo respira come se fosse ossigeno.

Posa la sua tracolla per terra e si avvicina al bagno. Gira piano la manopola e vede il corpo di Ellen muoversi al ritmo di una canzone che probabilmente sta cantando.

Sembra più serena di quella mattina, ma forse è soltanto una facciata.
Un piccolo diversivo per non crollare ancora.

Muove qualche passo nella sua direzione, infine si spoglia e la raggiunge in doccia. Le tappa la bocca con un bacio prima che lei possa urlare, e le accarezza piano il seno destro. Ellen prova a scansarsi, ma non ce la fa, perché il (suo) ragazzo la tiene stretta tra il muro e il suo corpo, facendola rabbrividire.

Gli è mancato quel contatto; poterla sentire sospirare forte sotto le sue carezze.

«Mi dispiace», le sussurra, un attimo prima di leccarle il lobo dell'orecchio e scendere lungo il collo, dove le lascia un succhiotto. «Ma noi dobbiamo stare insieme, Ellen, dobbiamo stare insieme. Hai capito?»

«Però ti è piaciuto stare con un'altra», rimarca fredda.

Lui sospira, ma non riesce a ribattere, perché è complicato e probabilmente lei non capirebbe.

La vede ridacchiare amaramente. «Mi fai schifo»

«Non è vero, solo che non riesci a dire il contrario perché sei delusa. E lo capisco, Ellen»

«No tu non lo capisci, perché se lo capiresti non saresti qui!»

«E ti dispiace io ci sia, vero?» Con la bocca va a lambirle di nuovo il capezzolo, stringendolo tra i denti, e lei non riesce a non fargli capire quanto si stia eccitando.

«Michael ti p-prego...» balbetta, iniziando a cedere.

«Sto cercando di farti capire quanto io sia pentito di ciò che è successo, farti capire quanto ti amo... credimi, Ellen, ti prego. Credimi, credimi come sta facendo il tuo corpo...» sussurra, cercando nuovamente le sue labbra. E nonostante lei lo respinga, il cuore batte incessante quando avverte il respiro di lui infrangersi sulla sua pelle, il cuore pompa un desiderio che la bionda non riesce a razionalizzare.

Perciò si lascia andare a un sorrisino e gli bacia il petto scolpito, insinuando la sua mano tra i capelli di lui e avvicinandosi pericolosamente alla sua erezione.

Michael geme, mentre sente il corpo infiammarsi e rivoltarsi dal piacere. Vorrebbe penetrarla, lì e subito, ma sa che sarebbe tutto così estremamente facile e che hanno bisogno di ritrovarsi a poco a poco. Così gioca ancora un po' con il suo collo e i suoi seni, prima di avventarsi sulla femminilità di Ellen e leccare il suo sapore: è così buono che non vorrebbe mai smettere.

La bionda lo spinge ancora più giù, con le mani che stringono la chioma castano chiaro di Michael con vigore e tenacia. Avverte un po' di quel dolore sparire, pure se non del tutto, pure se non dovrebbe perdonarlo.

«Questo non vuol dire io ti abbia perdonato, Mike... cazzo!» E dopo poco viene, lasciandosi andare a un gemito più forte di tutti gli altri.

Michael la penetra quando anche lui non ce la fa più a resistere. Sentirla di nuovo sua è una sensazione bellissima.

«Ti amo.» Le dice, muovendosi; le bacia il naso e i capelli. Poi la sente incrinarsi ed esplodere quasi insieme a lui.

Una volta uscito, la osserva nuda e bellissima, con gli occhi che brillano; lei gli si accoccola contro e gli bacia il mento.

Spengono l'acqua della doccia e rimangono in quella posizione, chiusi nel box, per un tempo indefinito, senza nessuna voglia di spostarsi altrove. Senza nessuna voglia di coprirsi l'epidermide con l'accappatoio.

«Ti amo.» Ripete Michael, ma Ellen ha chiuso gli occhi, e cullata dai loro respiri in sincrono e il vapore caldo, si addormenta, non rispondendo, e lasciandosi portare a mo' di sposa sul letto, per poi venir coperta da una maglietta di lui.



#Spazioautrice
Eccomi qua con questa piccola novellina, buonasera 🤍🌻
Come state fiorellini del mio cuore? E che cosa ne pensate di questo prologo?
Ellen e Michael come vi sembrano? Fatemi sapere tutto quanto che ci tengo tantissimo 🤍

Grazie a Hellen_Ligios per aver creato la bellissima copertina e per tutto il supporto che mi dai sempre amo🙏🏻🥺🥺❤️

P.s. vi lascio i miei social:
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