9.
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Ten years later (1990s)
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Le strade di New York erano affollate da turisti e uomini d'affari e piene di criminalità, mentre l'odore dello smog delle macchine prendeva il sopravvento, mentre una ragazza dai capelli verdi bassa e con un fisico snello, vestita con calze a rete, camicia a quadri rossi, dei jeans strappati e una cappello di lana nero, stava rovistando tra i cassonetti dell'immondizia cercando qualcosa di utile per sé stessa. Nel contempo un ragazzo vestito bene, giacca nera e cravatta blu, stava passeggiando tranquillamente tra le stradine mentre fumava la sua solita sigaretta stretta tra le dita lunghe curate. La ragazza descritta prima uscì da quel vicino cieco con un registratore di videocassette in mano e si scontrò con quel elegante uomo a causa dello scontro entrambi cascarono sul suolo di cemento.
La più piccola gemette, mentre il ragazzo la tirò su immediatamente ci fu un altro scontro a livello di occhi questa volta però. Lei aveva degli occhi grandi e color nocciola, invece lui aveva un colore più scuro ma i suoi occhi erano così affascinanti e rassicuranti che fecero scatenare un sorriso sul volto di lei.
"Tutto bene?" le sistemò i capelli guardandola negli occhi, la ragazza rimase sconcertata dal gesto di gentilezza fatto da quello sconosciuto.
"Si, si grazie" si sistemò la camicia leggermente sporca, e riprese la sua tracolla e il registratore rotto a causa dello scontro "Wow, appena preso era nuovo era che è cascato sembra un oggetto usato da dieci generazioni" sorrise appena guardandolo abbastanza fredda.
"William" si abbassò leggermente con la schiena per baciare la sua delicata e esile mano, piena di anelli e con le unghie smaltate di nero. Lei sorrise leggermente guardandolo, trovò un certo senso di dolcezza e educazione nei suoi gesti.
"Amanda Xavier" sorrise guardandolo e ritraendo la mano dentro la tasca della camicia a quadri, mentre sistemò un capello dietro all'orecchio.
"Il nome Amanda deriva dal termine latino Amandus che significa lei che deve essere amata o, più in generale, degno di essere amato" successivamente prese delicatamente una ciocca di capelli verdi attorcinandola tra le sue dita
"Il colore verde assume un significato per rappresentare l’abbondanza di denaro e la fortuna nel senso generale del termine. La sua simbologia rimanda all’equilibrio totale, fatto di armonia e amore. Generalmente si associa il colore verde alla speranza"
"Se stai cercando di derubarmi o fare altro sei proprio in mani sbagliate, ho praticato arti marziali e difesa personale per dieci anni quindi se ne vuoi avere un assaggio..." disse la ragazza mettendo le mani davanti a sé in segno di difesa, lui rise guardandola e poi si ricompose.
"Senti per scusarmi... Posso offrirti un caffè oppure una tortina? Conosco quella tavola calda all'angolo della strada" sorrise grattandosi il collo nervoso, Amanda lo osservò curiosa per capire le sue intenzioni.
"Vengo con piacere... Sembri un ragazzo tranquillo, e sei molto educato" lei iniziò a camminare stando avanti a William, il ragazzo non poté fare a meno di osservare il suo fondoschiena piccolo ma ben definito.
"Se eviti di guardare il mio fondoschiena caso mai ti dò più fiducia" lei mise le mani in tasca facendolo passare davanti a sé per maggiore sicurezza.
William entrò in un bar affollato, e tenne la mano alla ragazza per farla perdere in mezzo a numerosi uomini e ragazzini con gli ormoni a mille. Il ragazzo poco dopo trovò un tavolo libero e fece sedere Amanda davanti a lui, le si guardò intorno analizzando il posto.
Notò varie fasce di squadre irlandesi appese sopra il bancone e foto di inaugurazione ed eventi. Il locale era abbastanza affollato e la metà delle persone erano già ubriache da molto ed altre cercavano di godersi in silenzio la partita. Il mobilio tendeva sul marrone, quindi tutto in legno, mentre i muri preferivano un color crema. Amanda posò nuovamente lo sguardo su William, che cercava di non far vedere il suo disagio a stare con una ragazza.
"Quindi hai origini irlandesi... Ti piace stare nei luoghi affollati così non ti senti solo... Ma non riesci ad avere una conversazione con una ragazza che hai quasi ucciso per strada... Magnifico signor William" fece mezzo sorriso guardandolo, mentre William la guardò posando le sue due dita sul mento osservandola, per poi ridere imbarazzato.
"Mi piace il suo nome Amanda... È così affascinante e misterioso... Ha altri nomi signorina?"
"Amanda Dafnee Xavier" rivelò sbattendo le ciglia più volte mentre si sistemò un capello dietro all'orecchio, il simbolo venne fatto più di una volta nel corso dell'incontro simboleggiava il disagio davanti a un intrigante uomo.
"Facciamo un gioco... Io ti faccio diverse domande per conoscerci meglio, va bene Amy? Ti posso chiamare Amy vero?" disse il ragazzo prendendo un foglio da dentro la giacca, mente lei annuì.
"Quanti anni hai Amy?" si bagnò le labbra con la lingua, per poi picchiettare le unghie contro il tavolo.
"Quindici" roteò leggermente gli occhi, infastidita da quella domanda.
"Cosa studi?" scrisse alcune cose sul foglio, la ragazza con i suoi poteri cercò di leggere ciò che c'era scritto ma qualcosa, come una barra, le limitava il tutto.
"Frequento un college privato, dove si cerca di studiare tutte le materie indispensabili per la vita umana" William nel frattempo ordinò una birra, aveva bisogno di bere.
"Tu madre come si chiama?" chiese mentre arrivò la birra, ma prima la ragazza la prese e ne bevve un sorso per poi darla al ragazzo sorridendo "Wow mi aspettavo più una ragazza da vini..."
"Mia madre è morta, così mio padre vivo con il mio padrino che è il preside di quel college... Terribile incidente mortale, erano in macchina, succede" fece spallucce prendendo delle noccioline e mangiandole velocemente. Ovviamente mentì, ma non voleva dare troppa confidenza dei rapporti per quanto riguardava i suoi genitori biologici.
"Saresti disposta ad entrare in un gruppo di antieroi?"
Amanda si aspettava una domanda più personale non una proposta del genere! Rimase un momento sbigottita, per poi deglutire e mangiare altre arachidi "C-cosa è un gruppo di antieroi?"
"Eroi ma cattivi, cattivi ma eroi... Facciamo del male per il bene... Non vogliamo mai far del male a nessuno, ma avvolte capita... Rubiamo per dare ai poveri e agli ospedali" lei sorrise addolcita da quel gesto.
"Chi siete? Hai usato il plurale per descrivervi ed hai usato la parola gruppo" sorrise interessandosi alla proposta.
"Siamo un gruppo di persone male assortite, disprezzate dall'umanità... Ci sono io chiamato anche William il magnifico... Riesco a leggere nel pensiero cara Amanda Evans" il ragazzo sorrise sottolineando il cognome nel frattempo prese dei fascicoli "Poi abbiamo Jim la stella, un fallito attore di teatro che ha buttato anni e anni di recitazione con un crimine assai brutale... È veloce, ed riesce in parte a controllare il tempo ed ha un controllo dell'energia." bevve un sorso di birra cambiando il fascicolo mentre lo passò a Amanda, che iniziò a toccare la carta un po' sporca.
"E poi abbiamo la nostra lottatrice preferita Nina Williams... Passato molto difficile e sofferente, ma ha una forza brutale nei muscoli quasi che con una amichevole pacca potrebbe spaccarti un osso" poi prese fiato sospirando "È un sicario, parla poco ed interviene nel momento giusto, potenziata anche lei. Controlla e crea l'elettricità, mentre ha anche un po' telecinesi" Amanda annuì leggermente, era sorpresa dalle abilità di quelle persone "E ora posso parlare di me: posso controllare le illusioni e le paure altrui, ho una forza incredibile e sono un umile ragazzo" lei ridacchiò appena guardandolo.
"Quindi... Signorina Amanda Dafnee Xavier, vorrebbe entrare nel nostro gruppo di emarginati?" lei ci pensò mordicchiandosi il labbro e poi rispose.
"Accetto"
Quella conferma, divenne l'inizio... Di una guerra.
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