8.

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The show must go on
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La ragazza dai capelli bruni scuro e dagli occhi da cerbiattolo dopo la lite furiosa con sua madre non dormiva da giorni, o forse settimane, aveva perso la cognizione del tempo e pressoché di tutto quello che girava intorno a lei. Stava in camera sua ad ascoltare canzoni country e rock, quando ne sentì una particolare;

"The show must go on..." disse un leggero sussurro, quasi silenzioso. Mise il grande cd nel giradischi e si sedette a gambe incrociate sul letto, mettendosi una ciocca ondulata dietro l'orecchio, nel contempo iniziò ad osservare la sua cameretta, per la prima volta, non si era mai accorta oppure fermata a guardare i muri che la circondavano.

Sopra il letto della sua amica Jean c'erano numerosi poster dei cantanti di quei anni, oppure attrici importanti  o persone che avevano fatto la storia come Martin Luther King, si anche gli anni ottanta il reverendo aveva lasciato la sua impronta anche se era scomparso anni prima.
Le mura erano completamente fatte di un verde petrolio per poi essere divise a metà da un marrone scuro che faceva contrasto alla parte di sopra, il pavimento era rigorosamente fatto di parquet spento, sempre sulle tonalità del marrone, e infine come mobilio aveva due letti e due cassettiere. Il lato di Amanda era completamente spogliò: senza libri, senza oggetti, senza disegni sui muri, senza niente. Affianco all'entrata c'era un modesto bagno per loro due, il colore che prevaleva era un verde acqua con delle mattonelle bianche.

Amanda sentì il ritmo della canzone ed iniziò ad ascoltare le parole e cercare il loro significato:

"Empty spaces, what are we living for?"

Spazi vuoti? La bambina si guardò intorno e vide il suo lato della camera... Era vuoto anche quello.

"Another hero, another mindless crime, behind the curtain, in the pantomime"

Vivien per Amanda era sempre stato un punto di riferimento, come un eroe per un bambino ed anche se era severa con lei la ragazza accettava la madre com'era. Sua madre aveva compiuto un crimine per lei! Era solamente dietro una tenda, una maschera! una falsa commedia recita bene solamente... Per ricevere il rispetto dalla propria figlia.

"The show must go on"

Lo spettacolo rappresenta la vita di Amanda, lo spettacolo è la vita. La bruna deglutì leggermente alzandosi dal letto e iniziando a camminare. "Lo spettacolo deve andare avanti" continuò a ripetere la ragazza girando avanti indietro, ed arrivò ad una conclusione giusta per lei e si mise davanti allo specchio.

"Io sono Amanda Xavier" usò per la prima volta il cognome del patrigno, non sentiva di appartenere alla famiglia Evans, sbattè le ciglia mentre numerosi flashback le oscuravano la lista "Sono una mutante, sono un'umana evoluta con capacità fuori dal normale ma non ho capito ancora chi sono e cosa sono..." si mise nuovamente un capello dietro all'orecchio e sospirò "Il mio capito è capire chi sono e chi sarò in futuro... Ma tutto questo è solamente una mia decisione... Devo imparare a controllarmi" la sua mente si fermò sull'immagine del professore, ed capì che lui era l'unica persona che potesse aiutarla in quel momento, stoppò la puntina in ferro sulle ultime note e mise velocemente una felpa. Guardò di fretta la finestra e vide che lui, Charles, era di fuori a parlare con uno studente. Scese le grandi e lunghe scale in legno ed arrivò da lui con grande velocità, arrivò nel disteso giardino pieno di alberi e fiori "Professore, Charles, professore!" lo chiamò più volte con lo stesso tono fino ad arrivare da lui correndo e spostando il ragazzino.

"Amanda chiedi scusa a questo studente e puoi chiedermi tutto" Amanda sbuffò e fece un sorriso sforzato scusandosi, per poi sedersi sulle gambe del professore.

"Allora so di aver detto che non volevo diventare un eroe, oppure di voler imparare a combattere, ma ora lo voglio fare!" disse con tono entusiasto sorridendo, per poi essere bloccata dal professore "Amanda piccola, è un bel rischio" disse l'uomo calvo sistemandosi giacca e cravatta per poi guardarla negli occhi con le sue pupille marroni come le castagne.

Charles con la sua sedia elettrica a rotole, portò entrambi di sotto nel bunker utilizzato come sala di combattimento. Diede alla bambina una tuta verde e nera con un x al centro della maglia "Scusa per il colore, fu il nostro primo modello per la tuta ufficiale degli X-Men" sorrise appena ma in modo dolce.

Amanda andò in un bagno e si spogliò guardandosi intorno per poi uscire e raggiungere di fretta il professore. Charles portò la ragazza in una stanza completamente vuota e guardò Amanda "Amanda cara... Sei pronta? Non sarà facile te lo assicuro" Amanda strinse i pugni sospirando ed annuì.

"Il primo passo è portare a qui con la telecinesi questi tre manichini" disse il professore indicando le tre sculture nel buio. Lei mise il palmo della mano  davanti di lei e chiuse gli occhi, dalle sue mani uscirono dei filamenti verdi sottili che si avvicinarono ai manichini che nel giro di pochi secondi arrivarono davanti a lei. Esultò ridendo e fece un piccolo salto di gioia, ma non controllando il suo potere mandò dell'energia cinetica sulle le luci che esplodere immediatamente.

"Sai abbiamo pagato queste luci veramente a un prezzo salato... Ma va bene" Amanda ridacchiò nervosamente e si girò verso di lui sbattendo le ciglia numerose volte. Charles la guardò per qualche minuto rimanendo in silenzio per poi aprire bocca
"Ora questi manichini prenderanno vita... E tu dovrai combatterli, se non ce la farai dillo immediatamente, hai il corpo di una bambina ma la mente di una sedicenne"

Amanda si mise in posizione con le gambe leggermente piegate e le mani in posizioni, improvvisamente i manichini si stiracchiarono e appena videro la ragazza dai capelli bruni l'attaccarono violentemente.

La ragazza prontamente bloccò i colpi salendo su la testa di uno dei manichini per cercare il loro sistema centrale per spegnerli ma essi la buttarono giù a terra riempendola di ganci destri e pugni, improvvisamente gli occhi della bambina divennero bianchi ed scatenò un'energia funesta da sconfiggere i manichini. Lei si alzò soddisfatta guardandosi intorno.

Ma davanti a lei c'erano milioni di manichini pronti a combatterla lei guardò il professore che le rivolse un sorriso sincero e rassicurante, ma poco importò a Amanda visto che a causa di questa distrazione venne attaccata da milioni di manichini.

Inside my heart is breaking
My make-up may be flaking
But my smile still stays on

E da qui iniziano le avventure di Amanda Xavier.

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