7.
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(Si consiglia la lettura del capitolo con Experience di Ludovico Einaudi, buona lettura!)
Amanda era in camera sua a leggere un libro su la filosofia della vita umana, ne era affascinata da tutte quelle domande che si ponevano gli studiosi come ad esempio: perché l'uomo si comporta così? Perché non è veramente lui? L'uomo crede di essere ciò tutti gli altri vedono? Chi è l'uomo?
Improvvisamente entrò sua madre in camera con sguardo severo e freddo e giunse le mani davanti al proprio bacino guardando la figlia, come se fosse delusa da lei.
Amanda alzò leggermente il capo rivolgendo uno sguardo confuso al genitore "Madre tutto bene?" chiese Amanda guardandola dritta nei suoi occhi.
Vivien le tirò via il libro buttandolo a terra e la prese dai capelli in modo violento facendola alzare dal letto, la bambina gemette al tocco rude della madre "Cosa ti avevo detto Amanda?!" la fece cascare a terra, per poi riprenderla un'altra volta "Tu mi deludi ogni volta! Sei solamente una delusione! Dio se ti odio!"
Amanda non ebbe il tempo reagire e di capire tutto quello che stava succendo intorno, e cercò di rialzarsi ma cascò debole ma riuscì perlomeno a tenersi sui gomiti "Una cosa avevo chiesto per la tua nascita! Niente poteri, o illusioni, o cazzate del genere e tu cosa riesci a fare?! Sei diventata come loro un mostro!" gli occhi di Amanda si innumidirono e la guardò un po' incredula alle sue parole
"Ma... Madre loro non sono c-cattivi! Non hanno mai fatto mai niente di male a nessuno! Perché tu dici queste cose? L-loro sono... Umani"
Vivien ridacchiò appena guardandola e le prese il viso stringendolo tra le sue dita lunghe e magre, la bambina gemette appena al contatto della madre "Loro non sono umani, una persona normale può volare? Può leggere nel pensiero? Può controllare il metallo?! Rispondi bambina sapientona!" le diede uno schiaffo sulla fronte, mentre la ragazza dai capelli mori stava facendo cascare sempre più lacrime a causa di quella situazione.
Amanda rimase in silenzio. Avvolte il silenzio è meglio delle parole; le parole feriscono, offendono, deludono, incutono paura e dolore. Ma forse in quel silenzio Amanda trovò una consolazione, un piccolo aiuto, una semplice carezza.
Mentre Vivien le gridava contro parole che la bambina non sentì si limitò a guardarla solamente, quella cameretta che le sembrava una semplice stanza si trasformò in una zona di fuoco e di odio per lei, tutto quello che le era intorno: dischi, coperte, vestiti, pupazzi, occhiali da sole, computer e molto altro sembrava come se non ci fossero più ma al loro posto c'erano solamente delle fiamme che andavano contro la piccola.
Quel momento di trance venne fermato quando Amanda ricevette uno schiaffo in viso dalla madre, che per lei non era un semplice schiaffo la la rottura di qualcosa.
La bambina le diede uno spintone alzandosi da terra e stringendosi le sue mani in pugno che stava a significare tutto ciò che provava in quel momento.
"Io non sono un mostro... Né sono un'umana... Sono semplicemente una vittima... Ma da oggi cambierò lo giuro!" in torno a lei una leggera nebbiolina azzurra si alzò, alzando anche tutto ciò che era per terra. Vivien la guardò con disgusto
"Ti uccideranno, ti mentiranno, ti deluderanno ma sai quale è la cosa più brutta cara Amanda?!" la bambina assottigliò gli occhi guardandola mentre i suoi pugni si caricavano di energia telecinetica "Che ti faranno credere di essere un di loro... Una loro amica"
Amanda continuò a far cascare delle lacrime che arrossirono i suoi occhi color nocciola divennero rossi a causa del pianto "Io... Io voglio essere una bambina normale... Voglio delle amiche, dove posso giocare e fare i compiti con loro... Voglio quella madre che mi viene a prendere a scuola e mi chiede come va la giornata... Perchè gli altri si e io no?!" sbattè i pugni per terra provocando un lieve movimento nel terreno, mentre strinse i denti.
"Invece ho dovuto far soffrire delle persone innocenti, a causa tua e di mio padre biologico! Voi non siete dei genitori, siete dei mostri!" ne diede un altro sul muro pensando a tutto ciò che suo padre le aveva fatto fare in passato.
E infine guardando un'ultima volta le sua mani e infine sua madre, con un'aria spaventata, decise di fare la sua ultima mossa "Io... Non sono come gli umani... Io non sono come loro... Io non sono come te... Io sono Amanda Xavier!" con tutta la sua forza sbattè le sue mani cariche di energia sul pavimento facendolo piano piano sgretolare.
Amanda aveva subito troppo, e ne avrà da subire, ancora di più in futuro. Lei che cosa aveva fatto? Aveva dimostrato solamente una sua diversità che la caratterizzava... Ma perché nessuno lo voleva capire? Lei è così, non è cattiva è solamente... Debole.
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