6.

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Under Pressure {Part two}
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Amanda parlò un po' con Charles, lei era veramente preoccupata per quello che era successo e quindi aspettava buone notizie "Tesoro... Hai avuto un crollo dovuto al tuo potere interiore" disse il professore guardandola dritto negli occhi con dolcezza, la ragazza scoppiò a ridere per poi continuare per diversi minuti ma vedendo la serietà del professore si zittì immediatamente mettendo un capello dietro all'orecchio.

"Io... Ho avuto sempre le mie mani come poteri, non qualcosa del genere"
Riferì Amanda guardandolo un po' incredula.

Charles le prese dolcemente la mano accarezzandogliele sorridendo "Queste mani hanno un grande potere dentro di esse... Ma hanno paura di uscire, forse per un giudizio altrui?"

Charles non sbagliava, anche i poteri della ragazzina avevano dei sentimenti. Non sempre ogni potere viene preso in modo cortese, ma può essere anche interpretato in modo negativo come se fosse un segno del diavolo.

Il professore mise le sue due dita sulla tempia sinistra della ragazza come per cercare un contatto, ma ottenne pochi risultati di cui alcuni di essi erano totalmente inutili, oppure erano cose che già si sapevano.

L'espressione dell'uomo cambiò immediatamente diventando fredda e seria "Alle quattro e mezza del pomeriggio in giardino, non tardare" se ne andò sulla sua sedia in metallo lasciando la ragazzina da sola.

Amanda ci rimase male, ma si alzò e si in camminò con quelle piccole gambe ma si mise della musica nelle orecchie, i suoi auricolari erano verdi petrolio con i glitter e mise la cassetta

Whether you're a brother or whether you're a mother
You're stayin' alive, stayin' alive
Feel the city breakin' and everybody shakin'

La ragazza la canticchiò per poi salire le scale tutta contenta e andare in camera sua, dove vide sul proprio letto un abito con un biglietto con scritto "spero ti possa piacere" era una tuta verde con sopra una lunga giacca in pelle nera con degli scompartimenti dentro, era un po' grande per lei quindi decise di non mettersela.

Si fecero le quattro e Amanda scese in giardino dove il professore stava pensando in silenzio ammirando la vasta vegetazione, lei si mise accanto a lui in silenzio per guardare la meraviglia che li circondavano.

"Sei arrivata in tempo...bene iniziamo ad allenarci su chi sei e chi sarai" Amanda alzò un sopracciglio guardandolo confusa, ma lei sapeva benissimo chi era! Amanda Evans, era il suo nome, e poi il professore lo conosceva bene.

"Sciocchina... Intendo interiormente, chi è quella persona che si specchia ogni giorno" le fece notare un fiore appassito senza vita, la ragazzina si strinse nelle proprie spalle per poi domandarsi che cosa c'entrava con la loro esercitazione.

"Prova a farlo rifiorire, riportarlo in vita con la forza del pensiero" charles posizionò la mano della bambina davanti al fiore, restarono lì per molti minuti ma non successe nulla.

"Vedi non ho alcun tipo di potere! Basta io ci rinuncio" fece per andarsene ma sentì una leggera risata rivolta verso di lei, si girò verso Charles che rideva e le disse "Sei debole, che cosa pensi di fare? È ovvio che non hai nessun potere sei inutile" sorrise con mezzo ghigno.

Amanda lo guardò stringendo i pugni e i denti e ringhiò "Io non sono debole!" leggermente la trema si mosse, ma poco importò "Allora fai crescere quel fiore Amanda Evans!"

Amanda sei uno scarto biologico, sei da buttare! Sei una ragazzina non crescita! Rimarrai sempre debole e gli altri ti uccideranno senza problemi.
Tu Amanda non vali niente.

La bruna sentendo le parole del vecchio padre riecheggiare nella sua testa, perse ogni controllo cascando in ginocchio e urlando alzando un campo magnatico per poi farlo cascare come una lastra di vetro.

Amanda corse dal fiore e lo fece crescere immediatamente, Charles la guardò fiero e disse sorridendo "Anche se sei riuscita a farlo non vuol dire che sei la migliore per diventarlo devi crescere interiormente, ma complimenti"

Amanda riprese fiato sorridendo dolcemente e esultando "Sono pur sempre unica!"
Ben detto Amanda, tu sei proprio unica....unica del suo genere.

Caring about ourselves
This is our last dance
This is our last dance
This is ourselves under pressure
Under pressure

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