24.

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Live in fear
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La paura.
La paura era l'unica cosa che si riusciva a sentire, insieme al sapore ferroso del sangue. Ma sapete perché i morti invidiano i vivi? Perché non conoscono il vero dolore.
E l'idea della morte di Amanda, aveva ucciso interiormente William talmente tanto che non aveva fatto assolutamente niente.

Nina nel frattempo stava pregando in camera sua per la ragazza deceduta, era in silenzio ma ragionava dentro di sé. Come era possibile che avevano fallito? Si era una missione suicida, ma almeno sarebbe stata completata ma invece avevano ucciso molte persone, ma a loro non importava degli altri ma solamente di Amanda. Jim era scomparso misteriosamente dopo la morte della ragazza, nessuno lo aveva più visto oppure sentito ma nessuno se ne era preoccupato più di tanto.

Dopo giorni di angosciante oblio si sentì un verso di gioia e felicità "Si, cazzo!" poi si sentì un tonfo, la bionda non batté le palpebre e con una certa lentezza iniziò a salire le scale mentre leggeva il giornale senza preoccuparsi di qualche propabile caduta, poi aprì la porta della camera del ragazzo senza preoccuparsi di situazioni alquanto imbarazzanti.
William era steso a terra con dei pennelli da pittura affianco a lui, il suo viso era sporco di nero e verde e anche uno spruzzo di bianco. Sorrideva, sorrideva come faceva sempre ed era per questo che Amanda e Nina ne erano innamorate. L'unico uomo della loro vita che anche nella rabbia riusciva a sorridere, forse era il solo modo con cui riusciva ad affrontare la realtà.

La ragazza camminò lentamente verso di lui che aveva iniziato a ridere e notò un cavalletto da disegno coperto con un telo bianco neve, si avvicinò mentre il moro si mise dietro di lei facendole cenno di alzare la coperta.

La bionda tolse immediatamente ciò che copriva il cavalletto e sgranò gli occhi "Nina... Finalmente l'ho trovata, l'ho trovata!" urlò lui contento, era una grande isola circolare in modo lineo senza insenature e stranamente c'era una montagna sopra di essa  che ne una parte della porzione della terra, ma sopra l'isola c'era un altro disegno quello di una figura femminile dai capelli verdi, il viso bianco pallido e gli occhi marroni come le castagne che raccogli dai bei alberi in autunno, aveva un rossetto rosso fuoco e con le labbra leggermente aperte....era Amanda.

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Uno sparo.
Il rumore assordante aveva silenziato tutte le voci piene di paure, all'interno del vagone "tempo scaduto William" e di nuovo uno sparo.
L'umidità riempiva la bocca piena di sangue gocciolava dalle estremità delle labbra rotte e rovinate, l'occhio sinistro era rovinato come uno vecchio straccio che era rimasto in una scatola per trent'anni ma entrambi gli occhi erano veramente bendati da una fascia color pece, i polsi erano chiusi da delle strette e fastidiose corde nere ma poi si sentì improvvisamente il rumore dei tacchi e una porta aprirsi  e una voce "Ah signorina, è strano vederla così pensavamo di vederla in compagnia oppure in buona forma... Invece" Irene sorrise sedendosi sulla sedia che era di fronte alla figura femminile che aveva il capo chinato verso il pavimento poco pulito "ora io e te faremo una bella conversazione, parlaremo del più e del meno, d'accordo tesorino?" disse ancora l'agente con una punta di ironia, dalla porta uscì un uomo alto meno di due metri forze e con una muscolatura che dava i brividi solo a vederla e l'abbigliamento che portava gli stava a mala pena a causa di questo dettaglio sul corpo.

"Oh si, hai ragione non ti ho presentato il mio amico caro e fidato Bryan mi aiuta sempre con degli ospiti indisiderati... Dai iniziamo" l'uomo respirò in modo rumoroso da spaventare l'ombra.

"Il tuo nome è Amanda Dafnee Evans, ma da qualche anno circa hai ereditato il cognome di tuo padre adottivo erro?"
Amanda con lo sguardo triste e perso ma annuì, la mora sorrise e appuntò il tutto su un quaderno verde "Sai questo quaderno si abbina al tuo cuoio capelluto, mi spieghi il perché di questo colore?" La donna non rispose e alzò il viso guardandola, Irene ripeté la domanda per svariate volte e poi ricevette una risposta dalla ragazza con i capelli verdi  "Mi piace tantissimo il verde, okay brutta stronza di me-" Bryan le strinse il collo e poi con il cenno dell'agente smise, Amanda non aveva emesso nessun suono oppure sensazione di dolore.

"Voglio solo mostrarti una cosa" disse la donna e da sotto il tavolo tirò fuori una cartella sempre verde e le uscì un sorriso volontario "Scusa per il colore, ma essendo te ho pensato a questo colore" continuò poi e tirò fuori almeno mille o forse duemila foto di persone e ognuna con una etnia, faccia, corporatura diversa. Stranamente Irene cambiò espressione facciale diventando sempre più preoccupata e deglutì a fatica "Credo tu non sappia chi sono queste numerose persone, vero?"

Amanda scosse la testa negando la domanda, e l'aria della stanza illuminata con una sola lampada non funzionale appesantì la situazione che si era creata alla questione tirata in gioco "Queste sono tutte le persone che William, o come si vuole far chiamare il magnifico, ha ucciso" la ragazza sgranò gli occhi e iniziò a tremare guardandola, cosa? William aveva ucciso meno di duemila persone? No, nessuno ci poteva credere neanche Amanda che rimase pietra alle parole.

William era stato per lei un angelo, anche se qualche volta aveva degli scatti di ira funesta, ma lui era così buono. Poteva al massimo aver ucciso meno di dieci persone, ma mai duemila! Il mondo le era cascato addosso, frantumato in pezzi... Le aveva sempre mentito?

"Tra queste vite si trovano anche quella di mia figlia e di mio marito... Volevano solamente andare al parco giochi e divertirsi assieme... Poi lui li uccise, come mosche" Irene aveva lo sguardo fisso sul tavolo, non aveva il coraggio di guardare Amanda negli occhi increduli "Io... Non volevo ridurti in questo stato... Ma sai le favole non esistono, non ci sarà mai un finale felice dove tutti vivremo felici e contenti... Tutti abbiamo qualcosa che non va alla fine"

Amanda scoppiò a piangere e buttò la testa sul tavolo, era stata spogliata della propria dignità... Come avrebbe potuto rifarsi una vita? Lei aveva collaborato con un criminale...no criminale è un complimento... lei era stata con un pazzo, che le aveva cambiato completamente la vita.
"Amanda Dafnee Xavier, io voglio solo renderli contenti di me... Sei con me?" Irene le domandò una scelta difficile ma lei non rispose visto che qualcuno entrò con aria gioiosa e disse "Ehy ho portato le ciambelle che ti piacciono tanto... Oh ciao Mia... Mia?!?" l'uomo urlò, e la ragazza dei capelli verdi sgranò gli occhi per poi urlate anche lei in lacrime.

"Jim?!?" strillò, e il ragazzo sorrise nervoso e con le gocciole di sudore che scendevano lente sul suo viso puro.
Oh caro e vecchio Jim la stella nascente, che cosa avevi combinato?

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Angolo autrice
Ciao a tutti eccomi qua con un nuovo capitolo! E oggi voglio presentarvi il nuovo personaggio, Bryan interpretato dal lottatore Braun Strowman e volevo mostrarvi la nuova copertina prodotta dalla fantastica e unica aliss19

Spero vi piaccia il capitolo, ciao alla prossima!

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