20.

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Always remember us this way
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Jim stava curando Amanda, che ancora dopo tre ore, piangeva incessantemente. Nina camminava per la casa, non riusciva a sentirla ma più che altro odiava vederla piangere.
Il ragazzo la guardò triste e dispiaciuto, le accarezzava i capelli e la coccolava "Sai cosa mi diceva mia madre quando ero piccolo?" chiese lui mettendole un capello dietro l'orecchio, lei fece cenno di no stringendosi a sé stessa.

"Non lo so mia madre è morta dopo che mi ha partorito" sorrise come se non fosse successo niente, Amanda rimase sorpresa da quelle parole e lo guardò leggermente schifata. Poi la ragazza bionda tornò nella stanza di Jim e tirò uno schiaffo dritto in volto della ragazza, che urlò immediatamente visto che aveva profondi tagli sulle guance.
"

Nina ma che cazzo fai! Sei di sette mesi?!" urlò il moro togliendo Amanda da lei e nascondendola dietro di sé. La ragazza che era stata colpita si teneva il volto con una mano segnata da graffi, era a terra con le gambe leggermente rannicchiate

"Alzati forza!" le sbraitò in faccia, per poi prenderla per il collo e alzarla in modo brusco e guardarla dritta negli occhi. Jim era andato in panico e stava girando a vuoto mangiandosi le pellicine delle dita "Sai che cosa significa cadere Amanda?!?" le domandò alzando la voce la bionda, Amanda si rifiutò di rispondere e abbassò completamente lo sguardo.

"Lo prendo no! Sai cosa si fa quando si cade?! Ci si rialza e si continua come se non fosse successo niente! Se non ti rialzi non andrai avanti ed avrai paura solamente che ti ricapiti qualcosa che ti ha fatto cadere precedentemente! Devi andare avanti, senza avere timore di cosa la vita ti riserva! Tu sei una zoccola, puttana, troia, deficiente, cretina ma avrai anche dei difetti cazzo! Alzati e continua senza dubbi e problemi, non piangere! Se continui a piangere gli altri ti prenderanno sempre in giro mi hai capito Amanda?! Piangi solamente quando qualcuno di veramente importante se ne andrà o morirà, perché non devi perde un nano secondo del tuo tempo a pensare cosa è successo! Se pensi al passato, non riuscirai mai a vivere nel presente e non ti costrurai mai un fottuto futuro cazzo!" Nina la lasciò cadere e si allontanò di qualche passo, Amanda guardò il pavimento mentre nella sua testa risuonavano le parole della bionda, il ragazzo era senza parole e per questo rimase in silenzio tombale.

La ragazza si appoggiò sugli avambracci e con le gambe che le tremavano si rialzò tenendosi poi alle ringhiere del letto "Come sospettavo... Ricordati che se avrai, ti dovrai ricordare di noi... Che siamo la tua retta via, mi hai capito Mia?" Jim le accarezzò il viso e l'abbracciò, mentre Nina se ne andò ma mentre percorreva il corridoio aveva un amaro sorriso sul viso, quello era uno dei discorsi che suo padre le aveva fatto prima di morire.

«Flashback»

Nina si stava allenando sul ring, ma io ogni volta che cercava di fare un salto cascava e si rialzava solamente dopo che era stata aiutata "Nina, ti devi rialzare da sola" le disse il padre con aria severa.

"Non ci riesco, non ci riesco e non ci riesco!" disse quasi in lacrime, era almeno la millesima volta che ci provava ma il padre, Simon, non le aveva mai detto di fermarsi. Nina si appoggiò alle corde del ring mettendo la testa sopra di essa. Simon si sedette su una sedia, le sue gambe deboli gli permettevano per pochi minuti di stare in piedi.
L'uomo aveva dei capelli bianchi che erano sempre coperti un capellino nero, portava con sé la sua felpa blu e rossa con scritto Williams e aveva con sé un orologio da taschino per contare i minuti impiegati in ogni mossa.

"Sai perché non ci riesci? Perché ti sei convinta di essere una nullità, se continui a dirlo è normale che il tuo corpo si fermerà... Finché non ci riuscirai non uscire da qua, e non mi importa se hai un appuntamento o cose del genere, prima il dovere e poi il piacere" lui allungò le gambe guardandola, Nina ringhiò leggermente e si alzò pulendosi le mani con uno straccio un po' unto di sangue e sudore.

«Present»

Erano anni che la ragazza non saliva sul ring, da quanto suo padre aveva iniziato ad avere problemi di salute. Per lei la box era come una seconda casa, quando aveva dei problemi andava là e si sfogava prendendo a pugni un sacco di box. Nina un po' tremante si mise sulle corde color sabbia e cercò di tenersi in equilibrio sui cordoni e poi saltò indietro, inizialmente cascò di schiena "Accidenti!" esclamò per la prima volta senza utilizzare scurrili parole, poi lo rifece e cascò di petto ma sospirò amaramente alzandosi nuovamente.

Fece un lungo respiro per poi buttarsi di nuovo, ma quando vide che era riuscita a tenersi dritta sulle ginocchia senza cascare mise un urlo di gioia "Papà hai visto ce l'ho fatta!!!" si girò verso la sedia vuota, dove era solito sedersi Simon, e quasi non ricordandosi che era scomparso anni fa sorrise appena "Ce l'ho fattta papà... Ce l'ho fatta" mantenne le labbra tirate e si mise in ginocchio trattenendo le lacrime, qualcuno battè le mani con affare soddisfatto di quanto successo.

Nina alzò immediatamente la testa e ringhiò "Non hai il permesso di stare lì, William!" uscì e corse da lui con affare minaccioso, ma gemette appena lui la prese le il collo con ferocia "Non mi frega niente!" urlò lui stringendo la presa mentre la tirò su mettendo a confronto i loro visi. Lei stava per utilizzare i suoi poteri ma il castano la lasciò, ed iniziò a girare per la stanza.

"Dovevo ucciderla, lo sai Nina?" chiese il ragazzo guardandola, lei annuì abbassando lo sguardo. Lui sorrise appena e si accese una sigaretta "Credo che abbia imparato la lezione... Però sei a conoscenza che se dovessi farle del male, non esiterò a farlo e poi picchierò anche te e Jim, mi hai capito? Tieni a bada il barboncino okay?" il ragazzo le sputò il fumo sulla faccia e andandosene con affare menefreghista, la bionda spaccò un muro e poi sospirò "Teste di cazzo peggiori non potevo trovarle" Si sedette sulla sedia del padre rannicchiandosi tra le sue braccia.

Amanda stava in camera con Jim che provava nuovi passi di danza, la ragazza invece naviga sul web fino a quando non le arrivò una posta elettronica nella sua cassetta

"Non ti fidare di nessuno, non dare confidenza, niente è come sembra -Mr(s)"

la ragazza sgranò gli occhi ed iniziò a sudare freddo, adesso chi le voleva complicare ulteriormente la vita? Non le bastava vivere in un gruppo di malviventi? Nah la vita le stava dando solamente un assaggio di quello che sarebbe successo veramente... Perché niente è come sembra.

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