19
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The hell
(attenzione, descrizioni forti)
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I corpi appesi sui ganci come maiali, il sangue ancora fresco che colava dal soffitto mentre da una vasca all'interno della sala grigia e buia, usciva delle urla lancinante. Amanda camminava lentamente tra le pozze di liquido e si guardava intorno, che cosa era quel posto? William non le aveva mai parlato di una porta segreta, oppure di un cimitero nella casa. Lei prese il suo coltello che teneva nella tasca interna della lunga giacca nera, poi scivolò per terra gemendo al contatto della schiena con il pavimento freddo. Sentì una mano posarsi sulla spalla, e prontamente si girò ma non vide nessun le cuore le batteva così forte che poteva esplodere a momenti. La paura di esser scoperta da William le faceva appesantire il respiro, e teneva la mano sul petto facendo lunghi respiri "Amanda..." una voce rauca e profonda risuonava nella stanza, lei tese tremando il coltello davanti a sé e camminò piano.
"Cosa pensi di fare con quel coltello? Vuoi tagliare una mela?" la voce si faceva sempre più vicina all'orecchio della ragazza, Amanda continuava a girare intorno con la lama.
Ma quando un qualcosa le bloccò il collo, le urla iniziarono a diventare fragorose e irritanti risate che entravano nella testa della ragazza. Amanda continuava a dimenarsi mentre altre mani le tenevano ferme le gambe, qualcuno le diede una testa che la fece cascare. Pensò di sbattere la nuca contro il pavimento, ma sentì il vuoto, stava cadendo sotto metri e metri di terreno. Ogni cinque metri l'ambientazione cambiava, dalle più buie alle più illuminate ma il livello finale era il più... Non si hanno parole per descriverlo.
Amanda era piena di sangue anche lei
questa volta, una imponente figura nera era davanti lei aveva delle forme femminili "E quindi... Pensi di essere più forte di me? Ti farò provare il vero dolore!" le presa dal collo ed iniziò ad entrare dentro il suo corpo sotto forma di lineamenti neri e bianchi, mentre i suoi occhi diventarono bianchi "Benvenuta all'inferno Amanda Xavier!" e poi perse i sensi. L'inferno era cominciato.
Jim guardava profondamente William e si limava le unghie nel frattempo "Sei un coglione" Si passò lo smalto trasparente sulle unghie ben limate "Quando le dirai tutto?" era tranquillo per una volta, non stava cantando e non si muoveva per niente. Nina lo guardò e poi si girò verso il ragazzo dai capelli mori che fumava velocemente una sigaretta "Oggi i ruoli si sono invertiti? Jim fa il ragazzo calmo e saggio invece tu coglione fai il nervoso di merda? Aia penso oggi non sia giornata..." prese una bottiglia di vodka ed iniziò a berla attaccata "quando pensi di dirle che la devi mettere incinta per dare alla luce il figlio di Satana?"
Jim rise di gusto per poi battere il cinque con la ragazza e continuare a farsi la manicure.
"Aspetta ripropongo la questione... Quando le dirai che con i tuoi poteri l'hai costretta a sparare a quel povero uomo?" Nina poi si accese una sigaretta e con l'oggetto accese tutte le candele intorno, e sorrise guardando William agitato. Amanda apparì nella stanza con la faccia nera dal trucco colato, il ragazzo fece cenno di andare via ai due che impauriti se ne andarono.
"Struccata e dopo che hai pianto, sei brutta te l'ho sempre detto" Si avvicinò a lei con passo svelto e le strinse il viso tra le forti dita. Lui la guardò dritta negli occhi, e la sua espressione relativamente contenta tramutò in confusa e arrabbiata
"Tu hai fatto qualcosa!" Amanda indietreggiò leggermente spaventata, gemette quando la nuca sbattè contro il muro.
Le sode braccia del ragazzo si misero sopra la testa di lei e i loro visi erano vicinissimi "Sei entrato in qualche posto dove non dovevi entrare vero?" le sussurrò piano e calmo all'orecchio per poi accarezzare dolcemente il volto pallido. Lei deglutì tenendosi alla superficie bianca con le mani "Si..." fu una frazione di secondo quando le arrivò in faccia uno schiaffo di William in tutta la sua cattiveria.
Il rumore riempì la casa silenziosa, Nina e Jim decisero di chiudersi nello camera sapendo che erano immuni a quella situazione. Amanda cascò tenendosi la parte colpita, ma subì altri colpi su tutto il corpo; le scarpe appuntite entravano nei fianchi provocandole numerosi gemiti e facendole arrossire la zona. William si fermò per un attimo ma poi prese dei vasi e li buttò per terra spaccandoli
completamente.
"Sei una puttana! Ti odio, non ti fai mai i cazzi tuoi, e stai sempre a piangere!" la prese per il collo e la buttò contro il muro spaccandolo completamente "Dio sei una deficiente nata, non hai neanche un cazzo di neurone in quella testa di cazzo!" lei cercò di alzarsi e mise le braccia davanti al petto in segno di difesa ma fu poco utile visto che il ragazzo le tirò un pugno all'addome, le uscì del sangue dalla bocca.
Quel sapore rugginoso e malinconico pervadeva la gola della ragazza dai capelli verdi "T-ti prego William basta!" gli urlò contro, mentre lui si mise le mani nei capelli ringhiando.
"Tu hai aperto il mio cuore e lo stai distruggendo piano piano!" le tirò la cute così forte da farla alzare dal terreno freddo e loro furono di nuovo a contatto mentre la ragazza lasciava cadere numerose lacrime sul viso "Hai capito il dolore che mi stai facendo avere nel cuore?" le strinse le guance tra le mani forti, gli anelli che portava al dito fecero venire alla ragazza numerosi brividi che le coprivano il corpo "Ringraziami che non ti uccido" la fece cascare e dopo prese le chiavi della casa e fece cenno di uscire.
"Ma capisci che te la sei presa con me per una cosa inutile?! Sono entrata in quella stanza, sembrava una cella frigorifera di maiali ma erano corpi umani, per il resto sono uscita immediatamente!" Amanda gli urlò contro cercando di rialzarsi mentre sputò del sangue "Sai che cosa farò?! Appena non ve ne accorgerete andrò alla polizia e vi manderò tutti e tre in prigione dove marcirete!!!" William era davanti alla porta ma si girò immediatamente alla parola polizia e corse da lei trascinandola e portandola nel giardino dove riprese a colpirla con le mani, lei gemeva acutamente e sanguinava in modo continuo.
Il massacro durò all'incirca venti minuti, il suo viso era pieno di graffi e lividi... Lei non ne poteva più, pensava di non farcela. Quando si sentì leggera pensò di essere morta ma non era affatto ciò che si aspettava, il ragazzo l'aveva messa in spalla e le diede un bacio leggero sulle labbra e poi la buttò nella piscina. Dopo di ché si accese una sigaretta e se ne andò come se non fosse successo assolutamente niente.
Appena se ne andò i due ragazzi che erano rimasti inerti tutto il tempo corsero dalla ragazza soccorrendola, Amanda si strinse a sé piangendo, aveva appena capito che non poteva più fidarsi delle persone che amava.
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