18.

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Reality cannot be hidden
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"Il dolore fa male... Tanto male... Ma non può non esistere..." stringeva forte a sé un fine coltello ma tagliente, William era in mezzo a una distesa circolare d'acqua che aveva un color ciliegio.
Aveva i pettorali bagnati dal rosso dell'acqua e si passava continuamente le mani sul viso bagnando anche esso di sangue "Sagge forze datemi il potere... Sono sempre stato favorevoli a voi... Vi scongiuro" iniziò a passare la lama fredda sul suo petto scolpito, il liquido scese lentamente sulla superficie mentre il ragazzo gemette appena tenendosi ai bordi di pietra blu e strinse appena i denti.

Improvvisamente le candele che erano vicino alla piscina sanguinosa si spensero e quattro figure apparvero davanti al ragazzo che immediatamente si alzò da dove si trovava mettendosi la sua vesta di seta e andando da loro per poi mettersi in ginocchio "Chiedo di essere accolto da voi... Come vostro umile servo e protettore..." William abbassò leggermente lo sguardo in segno di umiltà e aspettò una risposta.

"Servo... Ti doniamo il dono dell'immortalità... Sei riuscito a portare a termine il nostro compito, ovvero sporcare una pura anima con l'omicidio che colorerà la veste bianca del colore della paura e rabbia" presero William dal collo e dei filamenti bianchi e neri iniziarono a entrare nel corpo del ragazzo mentre lui chiuse gli occhi prima di perdere i sensi.

Amanda stava navigando sul computer quando improvvisamente la posta delle email le mandò una notifica di una lettera da parte di una scuola "Amanda Dafnee Xavier... O piccola mia, sono il papà." lei chiuse immediatamente l'email facendo cascare una lacrima nera, causata dai trucchi che aveva applicato poco tempo prima. Nina entrò di colpo nella stanza e la guardò attentamente
"Non siamo riuscite a parlare... Hai fatto un vero gesto coraggioso... Poi sai un padre di famiglia fa sempre molto scandalo" Si mise seduta sul banconcino che dava alla finestra e si accese una sigaretta.

"Che cosa vuoi?" chiese lei aspramente chiudendo violentamente il computer e guardandola.

"Che ne dici di andare al suo funerale, si faremo brutta figura ma reciteremo un po' ciccia" disse la ragazza dai capelli biondi dalle sue mani uscì una nuvola e improvvisamente sulle braccia di Amanda si posò un vestito nero con dei tacchi alti del medesimo colore "Ti dò un'ora di tempo poi partiamo, non truccati come al tuo solito siamo a un funerale signore Gesù!" Lei se ne andò scendendo dalla finestra mentre un urlò poco femminile si sentì dal giardino.

"Nina, sei una troia! avevi più di cento finestre da  dove scendere sei scesa proprio dove stavo prendendo il sole!"  Jim era rosso dalla rabbia, ma quando si arrabbiava assomigliava al personaggio della televisione Calimero. Poi si sentì una tonfo sull'acqua "Puttana ho pagato più di trecento dollari di parrucchiera!" urlò talmente tanto che tutti gli uccellini posati sugli alberi volarono via immediatamente, mentre Nina ghignava guardandolo e se ne andò.

Amanda scese di sotto dopo essersi vestita sotto gli ordini della ragazza, ma il momento della preparazione era stato assai difficile. La ragazza fai capelli verdi aveva il cuore in gola e quando cercava di mettersi i tacchi le mani le tremavano impedendole di chiudere la cerniera.
Le due si ritrovarono in macchina e il viaggio verso la chiesa cominciò "Mia ti dico una cosa... Se mai dovessi innamorarti non innamorarti mai di un medico, mi hai capito?!" abbassò la musica per parlare.
"Sentiamo il perché, e poi non mi chiamo Mia!" si innervosì la ragazza dai capelli verdi facendo su e giù con il pulsante del finestrino

"Uno perché i medici rompono il cazzo anche se hai la tosse, due non starà mai a casa con te, tre non vorrà avere figli perché non ha tempo e tu moriresti moralmente, quattro lui smetterebbe di amarti perché ha trovato la sexy infermiera che glielo succhia al posto tuo" Amanda la guardò un po' impressionata, ma non capiva il perché di tale discorso.

"Cinque, lui invecchierà velocemente. Sei e ultimo punto lui ti farà spendere milioni di dollari per mandare i vostri figli in una cazzo di scuola di prestigio per fare diventare anche loro dei fottuti medici!" Nina si era agitata notevolmente e guidava velocemente senza rendersi conto delle macchina intorno a loro, mentre la ragazza dai capelli verdi si tenne stretta al sedile allaciando quante più cinture possibile.
"Sai poi una cosa Mia?! Mettiti con uno più grande di te così quando morirà lascerà tutto a te e non ti sposare un cattolico cristo!" poi si calmò improvvisamente parcheggiando in un vicolo cieco, Amanda appena scese vomitò più di qualche volta e poi si riprese "Ci vuole più di un quarto d'ora a piedi prima di arrivare dai sbrigati!" la ragazza dai capelli biondi iniziò a camminare seguita da Mia, e dopo un'ora arrivarono a destinazione.

"Scusa non avevi detto un quarto d'ora?!?" disse la più piccola sbattendo il piede per terra e ringhiando, ma l'altra non rispose entrando nella camera funeraria. Una donna dalla pella scura stringeva a sé una bambina piangente, entrambe indossavano un vestito nero come la pece e tenevano strette a sé un cappellino della polizia, Nina sicura di sé si avvicinò alle donne e accarezzò il viso della bambina "Buon pomeriggio condoglianze, eravamo delle colleghe di suo marito... David grande uomo ci ha salvato un paio di volte, gli dobbiamo la vita" Nina abbracciò forte la donna, mentre Amanda la guardava un po' confusa ma teneva basso lo sguardo mentre stringeva ansiosa la stoffa del vestito a sé.

"Signorina perché lei ha i capelli verdi?" chiese l'altra figlia della vittima guardandola dal basso, Amanda rimase sorpresa dalla domanda nessuno le aveva mai fatto una domanda del genere "Ehm... Mi piace moltissimo il colore verde..." sorrise tristemente.

"Perché ha una fascia sulla mano?" domandò prendendole la mano curiosa, lei gemette appena si era tagliata la mano a causa di William.
"Mi sono tagliata con le forbici..." Nina prese la ragazza per il braccio e la portò via, la bambina fece ciao ciao con la mano. Appena rientrata in macchina la più piccola scoppiò a piangere, senza che la più grande le disse qualcosa e il viaggio diventò angosciante e silenzioso.

Il rientro a casa fu abbastanza semplice, Nina si andò a chiudere in camera sua mentre la ragazza dai capelli verdi si sistemò guardandosi lo specchio e poi sentì delle voci dentro la sua testa "vieni con noi... Ti daremo la gioia... La forza..." qualcosa le diceva di andare verso una porta che non aveva mai notato prima "aprila... Cercaci...trovaci" lei aprì ma porta, ma ciò che vide... Era il suo Inferno.

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