17.

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Fate
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Avvolte credi di aver fatto la scelta migliore, che potrà portare fortuna e gioia ma in verità ti sbagli.
Il destino sa già tutto, sa le sue conseguenze e le sue decisioni.
E se credi di potercela fare, andando avanti portando il male nella strade ti assicuro che sbaglierai e morirai.
Amanda stava davanti allo specchio del bagno e con la mano tremante cercava di sistemarsi il rossetto nero sbavato dal pianto doloroso di poche ore prima, ma i sensi di colpa le tornavano sempre in mente. Fu un attimo quando lo specchio davanti a lei si frantumò in mille pezzi, il suo pugno era pieno di sangue e schegge di vetro e gemette appena per poi sedersi sul bordo vasca per fasciarsi la mano con delle garze.

Jim entrò con un sacco sulle spalle, e con passo svelto cercò di andare in camera ma venne bloccato immediatamente dal capo di loro "Passerotto, spero tu abbia il mio tesoro" lo aveva preso per le spalle stringendolo forte, si vedevano i nervi delle mani di William uscire lentamente.

"Prima di tutto... Vi voglio molto bene, abbiamo passato molte avventure insieme vero William? Ti ricordi quando abbiamo fatto volare Nina verso lo spazio con un razzo?" ridacchiò nervoso indietreggiando verso l'uscita della casa, la porta bianca in marmo sembrava così lontana per lui. Sbattè la nuca contro essa per poi emettere un suono di dolore "Te lo chiedo gentilmente senza tagliarti una parte del corpo, dov'è il mio tesoro?" respirava lentamente, era così calmo da far paura ma dietro alla schiena la sua presa salda teneva un coltello, da dover usare in caso di necessità. Nina si avvicinò a lui con una fascia sul fianco, a causa del proiettile, zoppicava leggermente "Bambini vi prego non litigate... Alla mamma Nina fa male la testa, e se continuate vi brucio e poi vi dò impasto ai cani" disse lei per poi prendersi una sedia e mettersi accanto a loro.

Jim deglutì per poi sputare il rospo "Non ho trovato nessuna reliquia... L'hanno trovata prima loro... Scusate" il più grande si spostò e sospirò per poi prendere ogni oggetto e buttarlo per terra, Amanda sentendo il rumore scese immediatamente e lo guardò un po' spaventata. William si rese conto della presenza della ragazzina, e le andò incontro per poi stringerla tra le sue possenti braccia e darle qualche bacio sulla fronte liscia.

"Oggi sai qual è la mia più grande soddisfazione Jim? È lei la mia più grande soddisfazione, la mia Amanda è la più forte e brava di tutti noi... Ha ucciso per la prima volta per salvarci da una fine crudele" le fece un applauso, che anche gli altri parteciparono compresa Agatha appena arrivata a causa del baccano.

"Si la nostra piccola Amanda è riuscita  a uccidere un uomo, questo è il tuo primo omicidio bisogna stappare una bottiglia di champagne" intervenì l'anziana andando nella dispensa dei vini, Nina sospirò e si alzò per andare a prendere i bicchieri in cucina.
Il più grande continuava a baciare la ragazza, come se fosse un cristallo che aveva bisogno di essere ammirato. La ragazza dai capelli verdi si sentiva a disagio ma non lo faceva vedere, mentre Jim rimase immobile e disorientato dalla situazione.
"Beh sei stata molto coraggiosa, pensa che il primo giorno che sei arrivata qua ti voleva mettere a pulire i cessi e i fornello" disse solo il ragazzo basso con i capelli mori, mentre William lo guardò come per dire "Tra noi non è finita, dobbiamo fare ancora i conti" il ragazzo incluso nel discorso ridacchiò nervoso e se ne andò con la super velocità.

Agatha tornò dopo qualche minuto e porse il bicchiere a Amanda che lo prese un po' tremante e lo bevve tutt'un fiato "Wow... Scende proprio bene in gola" sorrise lei rossa, tenendosi i capelli, mentre Nina la guardava leggermente male mentre William le continuava a baciare il viso "A Amanda, e alla sua capacità straordinaria"

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Past
1914s
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Una donna stava bevendo in un locale buio e sporco di Londra, mentre alcuni uomini accanto a lei si menavano tempestivamente e alcuni cantavano inni delle proprie squadre di calcio fino a ché il sangue di questi non iniziò a scendere dai corpi di ognuno e una figura femminile si sedette accanto alla donna.

"Vivien... Bere ti fa male, lo sai anche tu" la ragazza si sedette affianco a lei prendendo il suo bicchiere.
Vivien roteò gli occhi guardandola male e accendendosi una fine sigaretta "Agatha, oggi non sono in vena di battutine quindi se sei venuta qua per rogna vattene ora e nessuno delle due si farà del male capito?" disse la mora alzandosi dallo sgabello facendo cenno di andarsene.

"Ho avuto un'altra visione... E questa volta riguarda te" la bionda la guardò con i suoi occhi verdi smeraldo, che incutevano ansia e paura. Vivien sbattè le palpebre e la portò nel retro del locale, e creò una sfera di energia che le rendeva invisibile a chiunque passasse nei paraggi.

"Avrai una figlia... Essa distruggerà un pezzo del mondo... Ucciderà così tante persone che in confronto una bomba nucleare è un fiorellino..." Vivien la guardò scettica e si accese una sigaretta per poi rispondere "Come posso avere la sicurezza che tu non mi stia mentendo?" le sbattè la nuvola di fumo nel viso pallido ma luminoso.
"Chi è ha predetto questa guerra tesoro?" la ragazza veggente aveva un sorriso misterioso stampato sul viso e continuava a guardare l'altra fanciulla.

La ragazza dai capelli mori tremò improvvisamente e le prese fortemente il viso alzandola leggermente dal sporco cemento "Io non avrò figli! E tu te ne andrai adesso, perché sei una sporca megera! Vattene sorella" la fece cascare per terra, e poi se ne andò.

"I-io troverò un r-ragazzo... U-n povero e pazzo ragazzo... Che ucciderà quella puttana di tua figlia..." Agatha sputò sangue per poi rialzarsi e sistemarsi la cute per poi mettere il suo cappellino con un fiorellino rosa e girare i suoi tacchi verso nuova strada.

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Amanda stava sognando ma incominciò a piangere nel dolente sogno "Perché Amanda, perché mi hai ucciso?" lei si svegliò completamente sudata, mentre vide Jim che la osservava con i suoi occhi neri come la notte e aveva nelle sue curate mani una ciocca dei suoi capelli verdi petrolio.

"Eheh sono lo spirito dei tuoi capelli passati" la ragazza lo fece cascare dal grande letto nero, provocandoli qualche dolore e gemito.

"Però aia! Porca puttana Mia!" lui ringhiò rialzandosi e tenendosi il ciuffo della ragazza stretto tra lei mani, lei si limitò dall'urlare come una bestia e si tenne il petto "Perché cazzo stai in camera mia e hai i miei capelli in mano!" prese un coltello che si trovava sotto il cuscino e si avvicinò al ragazza arrabbiata, lui andò contro il muro e poi impaurito cercò di rispondere un po' balbettante "I-innanzitutto... Mia stavi piangendo, poi volevo il tuo colore è bellissimo cioè tutti lo vorrebbero!"

Lei gli prese il viso "Non mi chiamo Mia, e poi sono cazzi miei okay?" lo lasciò e si girò sospirando.
"Mia... Io sono tuo amico lo sai, sono quasi un fratello per te, puoi parlare con me... So che hai ucciso quell'uomo, è stato uno sbaglio lo so" le accarezzò il viso andando davanti a lei. Lei scoppiò a piangere e il ragazzo triste a causa della situazione la strinse forte a sé, come se fosse un cucciolo in cerca d'attenzioni "Mia... Tu sei buona"

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