12.

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William The Magnificent Flashback
Si consiglia la lettura con il brano proposto sopra!
Buona lettura
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Auxis, un pianeta segreto.

William stava sistemando la sua tunica di cotone nera per poi prendere il suo pettine nero come la pece che si passò tra i morbidi e lisci capelli mori, si guardò allo specchio e pensò "Oggi... Sarà il mio giorno..." sorrise mostrando i suoi perfetti denti bianchi. Si sistemò il colletto per poi abbassare leggermente la schiena per lucidare i propri stivali scuri. Due ragazze con gli occhi a mandorla e dei capelli bianchi come la neve, due lunghi vestiti rossi come il sangue e dei tacchi del medesimo colore, bussarono alla cabina del ragazzo. Lui sussurrò qualcosa allo specchio e prontamente uscì e fece mezzo sorriso "Buonasera signorine" porse ad entrambe il braccetto per poi uscire. Il tacco delle scarpe rieccheggiava nella splendida navata bianca fatta completamente di diamante allo stato puro, William lasciò le ragazze andare libere e si avvicinò a una porta completamente ricoperta d'oro e di affreschi che raffiguravano valorosi guerrieri combattere in sanguinose battaglie.

Lui diede una forta spinta ed entrò nel sala reale dove tutti gli osservatori più importanti risiedevano per controllare la situazione della terra. Gli osservatori erano degli importanti semidei, che controllavano e scrutavano la situazione della terra, al momento correva l'ottava secolo A.C.

Il più vecchio di essi risiedeva su un trono fatto solamente di diamante, e aveva gli occhi chiusi e respirava lentamente ma l'unico rumore usciva dal naso di esso. William fece cascare delle persone per andare da Windeblir, per parlare dei suoi piani. Lui si mise in ginocchio abbassando leggermente il capo per poi riarzalo subito "Sommo Windeblir, celebre padre di noi osservatori la prego di ascoltare le mie parole di speranza" disse sottilando l'ultima parola con un luccichiò negli occhi.

L'anziano uomo tossì e si alzò facendoli abbassare la testa e guardò il resto dei presenti "Miei figli... Miei sudditi, miei futuri re... William il magnifico sta per raccontarci nuovamente una delle sue malefatte sulla terra, narrami la leggenda del pelide Achille" nel suo tono elegante c'era un tono di ironia, che fece causare una leggera risata tra di loro.

"Padre... Oggi sono qui per raccontarle una nuova epoca!" aprì le proprie mani che creano un piccolo recinto pieno di fiori, animali e umani "Loro sono il nostro futuro, ma se essi... Lo distruggeranno con: macchine, scarti biologici e molto altro! Io non posso permettere che il mio mondo vada a fuoco a causa di questi... Maiali" un ciuffo era andato davanti al proprio pallido viso, e quindi lo mise con le mani tremanti dietro all'orecchio.

"William il pazzo ti dovremo nominare! Cosa insinui?! Vuoi cambiare il futuro?! Tu non sei nessuno e non lo sarai mai! Quando tua madre in fin di vita ti portò qua disse a noi sommi osservatori di prenderti sotto la nostra ala protettiva, ma chi insinui di essere?!"

William lo guardava, mise giunte le proprie mani dietro la schiena e tossì per poi sbattere le proprie palpebre e rispondere calmo e pacato "No... Non sono William il pazzo" dopo di ciò si sistemò il proprio mantello nero e se ne andò. Ma il suo piano non era finito... Era appena iniziato.

Diverse ore dopo William era in un locale seduto a bere un cocktail forte e giocherellava con l'ombrellino del bicchiere. Sentiva la stanchezza e la paura sulle proprie spalle, ed era sul punto di piangere,ma improvvisamente si sentì una voce femminile cantare.

"It's a God-awful small affair
To the girl with the mousy hair
But her mummy is yelling no
And her daddy has told her to go" dal sipario si aprirono le due grandi tende rosse e mostrarono una donna seduta su una sedia, la signora aveva all'incirca sessanta anni e i suoi capelli lisci come l'olio e biondi come il sole coglievano l'attenzione di ogni persona presente in quel momento. William ne era affascinato e accendendosi un sigaro si mise ad ascoltarla.

"But her friend is nowhere to be seen
Now she walks through her sunken dream
To the seat with the clearest view
And she's hooked to the silver screen"
Gli occhi anziani controllavano la situazione nel bar con affare misterioso, mentre la sua voce meraviglia il pubblico.

"But the film is a saddening bore
For she's lived it ten times or more
She could spit in the eyes of fools
As they ask her to focus on" improvvisamente si sentirono rumori di spari e di urla, ma lei continuava a cantare sorridendo. Il ragazzo non si mosse minimamente e continuò a guardarla. Quando il brano finì la signora si alzò e iniziò a camminare nella pozza di sangue sporcando i propri tacchi neri come la pece, e si avvicinò a William prendendoli la sigaretta "Ancora non ti chiedi perché non sei morto?" prese la bottiglia di whishy dalle mani del barista morto e si fece un alcolico in pochi secondi, il moro rimase in silenzio non sapendo cosa dire.

"Dio, sei così noioso beh rispondo io: tu sei destinato a vivere, sei una vittima di questo mondo crudele puoi solo osservare ma non agire... Che schifo, brucerei tutti se potessi... Ma potresti farlo tu al mio posto William" fece un largo ghigno per spegnere la sigaretta su un corpo appoggiato al bancone.

"Chi è lei?" chiese deglutendo leggermente, ne era spaventato ma non voleva farlo vedere.

Lei rise e si sistemò un capello sporco di sangue canticchiando "Il mio nome è Agatha... Sono una strega suprema, anche se non è proprio il termine adatto, però diciamo che ho perso qualche rotella e una voce dentro di me dice di... Uccidere chiunque non meriti di vivere, quindi mi definisco una punitrice... Tu sei vivo perché meriti di vivere, tesoro tu sei solo una vittima" gli accarezzò il viso sorridendo "Ho una proposta da farti" lei tirò fuori dei fascicoli con la carta color crema e guardò William passandogli i figli.

"Nina Williams... Jim Morrison... Amanda Dafnee Xavier" si morse il labbro guardando la foto della ragazza. Ma notò che non aveva ancora commesso nessun reato e quindi chiese "Lei cosa ha fatto?"

"Ancora niente... Ma sarà una rovina per la specie umana" William ci pensò e si sistemò i capelli, forse avrebbe potuto finalmente avere la sua vendetta. Però doveva prendere in condizione tutte le cause possibili a un fallimento, ma se il destino aveva scelto lui perché mai avrebbe dovuto fallire?

"Quale sarà il mio compito, dovrò essere un cattivo?"

"No William... Tu non sei un cattivo ma un anti-eroe, i cattivi fanno solo cose sbagliate ma noi facciamo cose giuste per conseguenze cattive. Tu sarai il loro capo, li guiderai e farete tutti parte di una grande famiglia."

"Accetto"

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William si sedette comodamente in mezzo ai numerosi corpi senza vita degli osservatori, mentre il sangue continuava a sgorgare si sistemò il proprio mantello nero e fece un ghigno. Aveva fatto ciò che aveva detto ed era stato fatto con... Incredibile successo.

Prese un po' di sangue da per terra e iniziò a passarlo sul proprio corpo mentre chiudeva i suoi occhi, si alzò e iniziò muoversi lentamente verso una luce bianca con delle rigature nere. Entrò dentro di essa sorridendo e sussurrò "Ora... Sono contento"

Piano piano un'ombra che camminava su quattro gambe si avvicinò a lui con passo veloce e terrificante "Allora sei tu William il pazzo!" gridò la forma con la voce formata da diverse tonalità, prima si sentiva una voce bambina e alla fine una rude e roca. William aprì improvvisamente gli occhi cercando di ripararsi e guardò la creatura provando una sensazione di paura. Il mostro era completamente nero, le sue mani erano pieni di segni e scritte in geroglifico e continuava a sgorgare del sangue dal collo tagliato di essa. Il ghigno e la sua pancia da dove delle anime cercavano di uscire, erano gli elementi più macabri. Improvvisamente essa cacciò un urlo ed entrò dentro di lui provocandoli diversi attacchi epilettici per poi sollevarlo in aria, Agatha guardava il tutto da un angolo di quel mondo ed aveva un sorriso.

William riprese a respirare quando si ritrovò dentro una cella prigioniera le uniche cose che sentì furono "Giustizia e vendetta" e poi sentì una voce maschile recitare. Si affacciò e vide i volti di Nina e Jim e senza pensarci disse "Ciao, ho una proposta da farvi" poi si sentì un boato provenire da fuori e le tre sbarre, magicamente, si aprirono e i detenuti scapparono immediatamente.

William uscì uccidendo qualche guardia e di fuori trovò una volante della polizia parcheggiata. Il finestrino si abbassò e mostrò il viso della signora anziana e fece cenno di salire "E che l'avventura abbi inizio! Oppure la fine!" sgommò via accendendo le sirene della polizia ridendo. Diverse ore dopo arrivarono in una villa abbandonata, Nina guardò il gruppo e con un calcio aprì il cancello arrugginito ed entrò per poi farsi seguire dagli altri.

Agatha appena entrò accese un fuoco e mise delle sedie male andante intorno al focolare e si tossì "Bene... Ognuno di noi qua dentro è un eroe!" guardò gli altri con un sorriso quasi inquietante "Ma per la società... Siamo solo delle cattive persone... Loro ci odiano! Ci deridono! E cercano di ucciderci con ogni mezzo possibile... Guardate Jim, attratto da un altro sesso, ma ne viene fatta una causa! Nina... Ragazza con problemi famigliari ed economici... Ha combattuto solamente per cercare di salvare il proprio padre!" Jim e Nina si guardarono con gli occhi ludici e poi deglutirono. "E infine tu William... Saggio e magnifico... Tu sei la persona che ha più sofferto di tutti, volevi cambiare il mondo ma gli altri ti hanno creduto folle... Quindi noi siamo eroi e per loro siamo cattivi, e allora perché non trovare una via di mezzo! Noi siamo antieroi"

Jim sussurrò a basso sguardo "Noi siamo antieroi..." poi prese coraggio e lo disse più ad alta voce "Noi siamo antieroi!" mise la propria mano sul focolare

Nina lo guardò e digrinò i denti "Noi siamo antieroi!" urlò facendo cascare delle lacrime

William pensò a tutto ciò che aveva provato negli ultimi tempi e respirò profondamente "Noi siamo degli antieroi... Ma anche una famiglia" loro si guardarono sorridendo e strinsero le mani tra loro.

A loro modo... Erano degli eroi.

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