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“Ogni azione ha il proprio prezzo”
Life on mars
¡Avvertenze!
-Il capitolo di oggi contiene numerose scene di sangue e violenza brutale, per chi non volesse leggere il capitolo può richiedere gentilmente un riassunto.
-Si consiglia la lettura del capitolo con la canzone lasciata sopra.
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࿚࿙Jim “The Star” flashback࿚࿙
Jim Morrison era un discreto ma talentuoso attore di teatro, il suo obiettivo principale era di diventare un Shakespeare moderno. La sua famiglia non era benestante, e se si potevano permettersi qualcosa era considerato un miracolo per loro. Jim faceva molteplici lavori come: pulire le scarpe, uccidere gli animali per poi portarli ai macellai oppure vendere alcolici in mezzo alla strada. Ma la sua vera passione era il teatro: avvolte per separarsi dal mondo esterno si rifugiava nel teatro del paesino e leggeva i monologhi di Amleto, Macbeat, Riccardo III, Otello e molti altri ancora. Ma non era apprezzato dai suoi colleghi a causa della propria omosessualità; il più delle volte veniva picchiato, preso in giro oppure escluso dai lavori a causa di questo suo lato, ma poco gli importava a lui bastava recitare.
Era arrivato il momento più importante di Morrison, ovvero la sua apparizione nel ruolo di Amleto, protagonista dell'opera drammatica dello scrittore inglese soprannominato "Il Cigno dell'Avon", Jim si stava truccando per il proprio ruolo mentre i suoi compagni ridacchiavano borbottando qualcosa, che sicuramente erano indirizzate verso di lui, fece un lungo sospiro per poi apparire sul palco mantenendo un'espressione di freddezza.
Arrivò al momento del monologo più importante di tutto la recitazione ovvero il discorso del essere o non essere, anche se la maggior parte del tempo la gente parlava a bassa voce criticando la sua recitazione. Jim fece mezzo ghigno e poi iniziò a parlare
"Essere, o non essere, questo è il dilemma:
se sia più nobile nella mente soffrire
colpi di fionda e dardi d'atroce fortuna
o prender armi contro un mare d'affanni
e, opponendosi, por loro fine? Morire, dormire…
nient'altro, e con un sonno dire che poniamo fine
al dolore del cuore e ai mille tumulti naturali
di cui è erede la carne: è una conclusione
da desiderarsi devotamente. Morire, dormire.
Dormire, forse sognare." e poi chiuse gli occhi facendo un lungo respiro.
"Il mio sogno è... Quello di essere una normale persona... Amata, io voglio essere una stella in verità!" disse mentre i suoi occhi si illuminarono, invece nel pubblico scoppiò una fragorosa risata e molti iniziarono a tirare fuori ortaggi e lanciarli verso di lui. Jim cercò di coprirsi con le proprie braccia ma fu poco utile, visto che i suoi compagni di teatro lo buttarono in mezzo alla navata centrale, che divideva le due file di poltrone, Jim piangeva silenziosamente ma poi sentì una certa adrenalina dentro di sé. Si alzò, continuando a sporcarsi di verdura, ma iniziò a correre tra il pubblico. Ma non correre davanti o indietro la persone, ma dentro di esse. Jim sorrideva tra le lacrime che scivolano piano piano sulle sue guance, la sua velocità era fuori ogni limite.
Qualche minuto dopo il ragazzo rideva in modo malata in mezzo a una vasca di sangue e ossa, e poi si alzò ballando tra il sangue. Qualche ora dopo arrivò la polizia che rimase senza parole, mentre Jim sedeva su un trono di legno ed aveva addosso una corona con il resto dei corpi che aveva torturato nel giro di pochi secondi. Venne portato via con tutto il corpo completamente fermato da una camicia di forza e da dei pantaloni stretti, quasi da far mancare l'aria; seguito da una scorta di polizia Jim venne messo tra una mura di sbarre, la gabbia affianco di lui era completamente buia ma nell'oscurità si poteva sentire un respiro normale... E un ghigno malefico.
Jim aveva pagato le proprie azioni con la sua sanità.
࿚࿙Nina Williams Flashback࿚࿙
Tokyo era in delirio per il più importante incontro di tutti i tempi della storia della lotta, ovvero The tournament of the Iron First King. Si sentivano gemiti e urla nell'arena Mishima: due uomini stavano lottando ferociamente per la vittoria e infine il più grosso dei due ebbe la meglio sull'altro "Figli di puttana sono Crag Marduck!" urlò per poi cascare sull'avversario e spaccandoli la schiena. Nel contempo una ragazza stava pregando nella proprio camerino mentre stringeva forte a sé una foto di un uomo per poi baciarla e alzarsi e mettersi un accappatoio viola e nero e uscire fuori e camminare piano piano tra le mure grigie e vuote che indicavano l'uscita per l'arena principale.
"Signori e signore, e bambini vi presentiamo Nina Williams la prima donna nella storia di questo evento mondiale a lottare!" Nina buttò l'accappatoio in mezzo alla folla facendo vedere il suo fisico pieno di curve e ben scolpito. I suoi occhi color ghiaccio viaggiano in tutto lo stadio per vedere in che modo si doveva comportare e poi il suo sguardo si fermò su il lottatore, che per lei sembrava un gigante e poi deglutì.
"Che abbia inizio la battaglia!" disse il presentatore giapponese mentre chiuse ogni via di uscita. Nina si mise in posizione di combattimento, e Murdock corse verso di lei; la ragazza dai capelli biondi cenere scivolò tra le sue gambe per risalire e aggrapparsi alla sua schiena iniziando a menarlo con pugni e calci sullo stomaco. Infine toccò un nervo portante facendolo svenire, l'uomo cascò a terra pieno di lividi e graffi.
"Nina Williams è la vincitrice di questo turno!" il presentatore si avvicinò a lei tirandole su il braccio sinistro. Nina dopo qualche ora andò nell'ospedale che si trovano nel confine della città, ed entrò in una stanza; un uomo anziano guardava la finestra sospirando. La camera era buia ed era piena di fiori e medicinali, Nina si inginocchiò davanti al lettino e fece cascare delle lacrime "Padre... Come sta?" fece mezzo sorriso per poi prendere la mano del padre e baciarla.
"Piccola Nina... Hai vinto... Sei felice?"
L'uomo si girò verso di lei con mezzo sorriso, aveva gli stessi occhi della bionda e cercò di alzarsi leggermente per guardarla meglio.
Nina annuì con gli occhi lucidi e gli accarezzò il viso "Sto guarendo... Tornerò a casa con te, e ci alleneremo come prima piccola mia..." d'improvviso si sentirono numerosi rumori di spari e urla nell'ospedale, fino a quando degli uomini incappucciati entrarono e iniziarono a sparare contro il padre di lei, lui d'istinto si mise davanti alla figlia cascando dal lettino e fece da scudo per Nina. Quando la sparatoria finì, gli incappucciati scapparono senza lasciare tracce.
Nina girò il corpo del padre piangendo, mentre lui stava facendo i suoi ultimi respiri "N-nina... Ah... Ho sempre voluto aver-e un Ma-maschio... M-ma ora... S-s-sono così fiero di te" disse sputando sangue e strinse debolmente la mano. Nina gli asciugò le lacrime "T-Tu ce la f-farai... Te lo prometto!" lui sorrise e poi chiuse gli occhi, Nina urlò disperata e fece cascare la propria testa sul petto del padre.
Nina pensò che sarebbe diventata sola, senza nessuno a cui dare il suo cuore e poi strinse forte la camicia blu insanguinata e arrivò a una conclusione... Se lei aveva sofferto a causa di qualcuno... Qualcun'altro doveva soffrire a causa sua.
Anni dopo.
Nina era seduta su un cornicione di un palazzo a mangiare un kebab e ascoltare la musica di David Bowie e poi appena vide un furgone nero arrivare dalla parte opposta dalla città. Abbassò la radio e si sdraiò prendendo la pistola e puntandola verso un punto ben preciso, ovvero la banca.
Il furgone arrivò e Nina fece fuoco facendo esplodere sia la macchina che il luogo, la ragazza scoppiò a ridere e poi riprese a mangiare prima che una trentina di uomini la circondarono e le puntarono pistole e manganelli, lei finì il panino deglutì e disse freddamente "Sono nella merda".
Diverse ore dopo la ragazza era incatenata a un tavolo in mezzo a una stanza blu, dove su un muro di essi c'era una una grande finestra oscurata. Nina guardava fissa l'apertura con mezzo sorrisetto, fino a quando una donna con i capelli raccolti neri si sedette davanti a lei. Aveva la pelle bianca cadaverica e il rossetto rosso come un ciliegia.
"Signorina Nina Williams sono l'ispettrice Irene Pulver e sono qui per farle delle domande" prese dei fogli e una penna "Lei è il sicario più ricercato del mondo? Penso lo sappia, beh anche i miei figli sanno chi è lei quindi" fece spallucce sorridendo.
Nina la guardò e fece mezzo ghigno e la guardò mordendosi il labbro e si avvicinò a lei salendo sul tavolo "Ti piace essere al controllo vero Pulver?!" sbattè i pugni sul tavolo.
La mora non sbattè minimamente le palpebre "Portatela nella cella accanto al pazzo dell'opera, ho già capito le tue intenzioni Williams... Vivrai il resto della tua vita in prigione... Sei accusata di aver ucciso più di due mila persone!" le rinfacciò tutto alzandosi e prendendo il suo fascicolo, Nina rimase in silenzio.
L'illuminazione iniziò a sfavillare, e Irene indietreggiò lentamente continuando ad osservarla. La ragazza fece mezzo sorriso e l'elettricità saltò ma per fortuna partì la luce d'emergenza che fece vedere solamente i volti delle due donne, da una parte c'era il bene e d'altra parte il male.
Irene sparò un sedativo alla bionda e con l'aiuto di alcuni poliziotti la portò affianco a Jim "Essere o non essere figli di puttana, ahahahaha!!!!" urlò ridendo mentre saltellava contento tra le sbarre. Lanciarono il corpo nella prigione. Nina sognò; di vincere il torneo affianco del padre sorridente e di diventare... La donna più famosa e importante del mondo.
Lei si svegliò e sentì la voce del ragazzo cantare e si alzò affacciandosi dalla sbarre, Jim fece lo stesso e rise guardandola "Ciao! Io sono quel pazzo dell'opera! Forse... Non sono pazzo?! Ahahaha" rise di gusto, mentre due mani si misero sulle sbarre della cella che divideva i due malviventi.
"Buongiorno ragazzi... Avrei una proposta da fare" il sorriso di William era l'unica cosa che faceva più paura in quella stazione di polizia.
Sailors fighting in the dance hall
Oh man, look at those cavemen go
It's the freakiest show
Take a look at the lawman
Beating up the wrong guy
Oh man, wonder if he'll ever know
He's in the best selling show
Is there life on Mars?
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