On My Own

ATTENZIONE: IN QUESTO CAPITOLO CI SARANNO TENTATIVI E PENSIERI SUICIDI, SE SIETE IMPRESSIONABILI NON LEGGETE.

(T/N)'s P.O.V.

Hai alzato lo sguardo, illuminata dai raggi del sole estivo di metà giugno. Il cielo era blu e il sole splendeva alto nel cielo... Pareva che anche il tempo si prendesse gioco del tuo umore.
Eri nel bel mezzo di una profonda crisi depressiva, la tua mente continuava a immaginare centinaia di scenari in cui ti saresti tolta la vita e di come tutti sarebbero stati meglio senza di te. Insomma, Samatoki avrebbe continuato la sua vita da gangsta, Dice avrebbe potuto continuare a giocare al casinò e si sarebbe trovato una ragazza (sicuramente aiutato da Gentaro e Ramuda), Ichiro avrebbe avuro una persona in meno di cui occuparsi... Insomma, ognuno di loro aveva una vita lontana da te, vivevano per sè stessi, avevano già altro di cui occuparsi e avevano una vita da vivere che amavano. L'unica a non avere una effettiva vita per i fatti tuoi eri tu. Insomma, cazzo, scappavi dal governo, dovevi nasconderti, non potevi avere una casa o una famiglia senza trasferirti all'estero e non potevi di certo portarti Axel in aereo!!

Il tuo umore era seriamente nero come la pece, avevi una gran voglia di ricorrere di nuovo all'autolesionismo (come facevi quasi tutti i giorni quattro anni prima), volevi morire... Questa orrenda vita non ti apparteneva, questa sofferenza ti stava facendo lentamente affogare in mezzo ad un oceano di solitudine e tristezza e nessuno ti avrebbe trovata in tempo. Ti sentivi una tale codarda... Troppo spaventata per ucciderti ma troppo depressa per continuare a vivere. Forse dovevi solo farlo, a chi importerebbe? Per il governo saresti solo una randagia in meno, per il mondo saresti stata una persona anonima in meno, l'ennesima che gettava la spugna sulla vita a causa della sfortuna che ti perseguitava... Ti domandavi seriamente come sarebbero state le cose se quel giorno in cui sei nata tu avresti avuto una famiglia che ti amasse e sostenesse. Magari ora avresti continuavo a vivere in Italia, avresti frequentato qualche università di meccanica o tecnologia, avresti potuto trovare amici veri, un fidanzato, avresti potuto lavorare in qualche laboratorio di robotica e creare cose stupende con qualcuno che aveva la tua stessa passione... Invece no. Hai beccato una famiglia che ti considerava una testa vuota, persone che non hanno mai apprezzato le tue doti e le tue passioni, hai incontrato gente che ti bullizzava perché preferivi passare il tempo a progettare e costruire piuttosto che uscire, hai sviluppato repulsione per questo terribile mondo che pareva non avere spazio per le persone come te ed eri ricercata dal governo giapponese per tornare a lavorare per loro. Che razza di vita avevi? Questo mondo non aveva spazio per te, ti usavano tutti per scopi egoistici! Samatoki ti usava per allontanare la solutudine e trovare i suoi rivali, Ichiro sicuramente ti considerava un peso dato che aveva già i suoi fratelli a cui pensare, Dice...? Dice... Già, Dice. Cosa riguardo lui? Sicuramente eri solo qualcuno che gli aveva dato una casa e del cibo. Non valevi nulla per nessuno, che senso aveva continuare a vivere? Non meritavi nemmeno di respirare, questo posto non era casa tua nè un luogo in cui potevi vivere... Che diamine ci facevi lì?

Hai abbassato lo sguardo, guardando dall'alto la radura di fronte al camper. Sembrava tutto così bello dal tettuccio di quello che era il tuo rifugio...
"Penso che sia ora di mettere fine a tutto... Non riesco più ad andare avanti così" hai mormorato asciugandoti le ennesime lacrime che stavano cadendo dai tuoi occhi (c/o), i quali erano completamente rossi a causa del pianto ininterrotto dell'ultima ora. La vista si sfocava di continuo a causa delle lacrime e la tua gola bruciava da morire. Facevi fatica a respirare correttamente a causa dei continui e convulsi singhiozzi che scuotevano il tuo corpo, eri stanca di tutto questo... Non ce la facevi più, il peso sul tuo petto era troppo pesante per continuare a vivere, questa vita palesemente non era per te.

Sei scesa dal camper, camminando lentamente come una sorta di morto vivente fino ad aprire la porta e chiuderla dietro di te e hai guardato un foglio bianco poggiato sul tavolino con una breve lista di cose da comprare scritta a matita... Beh, una spiegazione dovevi pur darla al mondo.
Hai preso la penna e la gomma, cancellando via la lista prima di scriverci sopra una sorta di lettera d'addio.

"Hey, Dice...
So che questo può sembrare un modo crudele di andarsene, non starò nemmeno a pensare sul come scrivere, lo farò e basta.
Se troverai questa lettera, allora è molto probabile io mi sia effettivamente uccisa. È una cosa che pianifico da molto tempo ma che non ho mai avuto il coraggio di fare.
La verità è che sono stanca... Stanca di scappare, stanca di nascondermi, stanca di vivere nell'ansia e nella paranoia, stanca di sentirmi fuori luogo e inadatta a questa vita. Sono stanca di vivere con questi continui crolli e questo dannatissimo peso che mi opprime da anni ormai.
Mi sento come se stessi annegando, mi sento come se stessi morendo dentro, mi sento come se fossi in un profondo oceano oscuro fatto di dolore e sofferenza e qualcosa mi stesse tirando sul fondo mentre io mi agito e mi graffio il petto nella speranza di far arrivare ai polmoni... Ma la realtà è che quest'aria non arriva mai. Sto affogando, sto praticamente annegando nel dolore e negli scenari che la mia testa decide di mostrarmi ogni dannato giorno. Mi dispiace, Dice, ma non riesco assolutamente a reggere ancora.
Spero che tu ti prenda cura di te stesso e riesca a diventare un grande Gambler. Ti ho voluto bene, idiota.
Per favore, prenditi cura di Axel... Prendi il mio bracciale dal mio polso e clicca i due tasti al lato, si aprirà un comando vocale. Di' semplicemente che vuoi registrare una nuova voce e segui le indicazioni che il bracciale ti darà... Te lo cedo, sarà il mio ultimo regalo.

Prima di concludere la lettera vorrei dirti che questi ultimi mesi in tua presenza sono stati i migliori della mia vita... Grazie di essermi stato accanto e avermi mostrato uno spiraglio di luce nella vita, è il mio ultimo pensiero prima di morire... Sei stato il mio unico vero amico, Dice. Grazie di tutto.
            - (T/n) (T/c)"

Hai firmato la lettera asciugandoti le lacrime, di cui alcune sono cadute sul foglio, e hai praticamente sbattuto sul tavolo la penna nera prima di dirigerti allo sportello con i sonniferi e prenderne due bottigliette... Dovevano bastare.
Hai fatto un sorriso amaro alla vista delle boccette arancioni di plastica prima di prendere la mezza bottiglia rimasta di Rum e dirigerti nei sedili davanti. Era la fine, questa volta sarebbe andata una volta per tutte.

Hai mandato giù quasi tutte le pastiglie, di cui alcune sono cadute sul sedile e vicino ai pedali per guidare a causa degli spasmi causati dai singhiozzi, hai messo la tua canzone più triste alla radio, facendo in modo che suonasse in loop e ti accompagnasse nell'aldilà... Le note di Circles degli Hollywood Undead suonavano lente e tranquille mentre tu bevevi a grandi sorsi dalla bottiglia di Rum. Ci sarebbe voluto un po' prima che facessero effetto ma almeno saresti morta... Finalmente libera da quella dannata vita di sofferenze. Finalmente libera da quel mondo così crudele che ti ha ridotta in ginocchio.
Addio a tutti...

Dice's P.O.V.

Stava giocando alle macchinette, sperando nell'uscita di un triplo sette per un jackpot, ma pareva non avesse abbastanza fortuna... Ne uscivano al massimo due e già un paio di volte è capitato che il sette necessario a vincere fosse il numero precedente o successivo a quello che usciva... Sembrava una presa per il culo.

Di colpo ha sentito un gran baccano venire da dietro di lui, sentiva un forte suono di parti meccaniche che si muovevano e agitavano e un sacco di persone urlare.
"Ma che cazzo è questo coso?!" Ha urlato una donna ubriaca, attirando la sua attenzione.
"È il lupo robotico che ogni tanto gira in città! Perché è così agitato?! Deve essere impazzito!!" Ha gridato un signore facendolo girare di scatto... Il lupo robotico? Axel?! Che ci faceva nel casinò? Doveva aspettare fuori!
"Diamine, qualcuno lo sbatta fuori!!" Ha urlato un ragazzo che avrà avuto l'età di Dice.
"Io non lo tocco, hai visto che denti?!" Ha esclamato un buttafuori come Dice si è girato e si è fatto strada tra la folla per raggiungere Axel.
"Pericolo! Pericolo! Aiuto!" Continuava a ripetere il robot i cui occhi color ciano lampeggiavano. Ogni tanto emetteva dei guaiti identici a quelli di un cane che piangeva, pareva stesse soffrendo per qualcosa.
"Axel!" Ha urlato il ragazzo dagli occhi magenta avvicinandosi velocemente e spingendo uomini e donne per avvicinarsi a lui. "Axel che succede?!" Ha domandato freneticamente Dice cercando di avvicinarsi ulteriormente. Al suono della sua voce, il robot si è girato verso di lui e ha saltato con un balzo il tavolo del Poker fino a finire davanti a lui.
"Pericolo! Pericolo!" Ha ripetuto con agitazione il lupo meccanico scuotendo il muso come se stesse cercando di togliersi qualche idea dalla testa.
"Pericolo? A cosa ti riferisci?" Ha chiesto con confusione il giovane dai lunghi capelli blu poggiandogli una mano sul muso.
"(T/n)! Veleno! Pericolo!" Ha risposto Axel guaendo prima di afferrarlo con i denti per il giubbotto e tirandolo con uno strattone per farsi seguire.
"Veleno? (T/n)? Ma di che parli?!" Ha continuato a domandare Dice, allarmato da tali parole sconnesse.
"Non lasciarla morire! Veleno! Veleno! Pericolo!" Ha piagnucolato il robot spingendo Dice con la testa.
"Che cazzo è successo?!" Ha esclamato il ragazzo guardando il lupo, non riuscendo a capire cosa stesse accadendo. "Stai dicendo che (t/n) rischia la morte?!" Ha chiesto poi come Axel si è messo accanto a lui e ha annuito col muso. "Merda, che cazzo sta succedendo?!" Ha sibilato il tipo prendendo il lupo di metallo per il collare e fargli cenno di uscire. "Andiamo!!" Ha ordinato Dice praticamente correndo su per le scale che portavano all'uscita.
Appena fuori è subito salito sul dorso del lupo meccanico, il quale continuava a far lampeggiare gli occhi di continuo.
"Veleno!" Ha ripetuto la voce meccanica del robot prima di balzare in avanti e darsi a una pazza corsa verso il camper.
"Corri, Axel, corri! Più veloce!" Ha intimato il ragazzo dagli occhi magenta reggendosi forte al collare del robot mentre esso continuava a correre, raggiungendo i cento chilometri orari di velocità, balzando da un lato all'altro e girando abilmente nei vari vicoli, saltando con un unico sicuro balzo le recinzioni per tagliare la strada. Pareva seriamente agitato, era terrorizzato e probabilmente percepiva qualcosa in (t/n).

Dopo una quindicina di minuti, finalmente erano arrivati al camper. Dice è balzato velocemente giù da Axel, il quale camminava avanti e indietro davanti alla porta dato che non poteva entrare.
Il ragazzo dai lunghi capelli blu è entrato con fretta in casa, guardandosi attorno freneticamente... C'era un forte odore di Rum lì dentro.
Ha guardato ovunque con lo sguardo per capire cosa fare e dove fosse (t/n) e i suoi occhi si sono posati su un foglio di carta poggiato sul tavolino con diverse righe scritte di nero sopra. Lo ha preso in mano e ha fatto scorrere lo sguardo sulle varie righe, dando una rapida lettura... Era una nota di suicidio.
"(T/n), porca puttana, che cazzo hai in testa?!" Ha abbaiato Dice sentendosi gli occhi lucidi prima di guardare sul letto... Niente. Ha guardato subito nei sedili davanti, l'odore di alcool veniva da lì, e infatti ha trovato la ragazza raggomitolata in stato di incoscienza sul lato del guidatore mentre dalla radio risuonava una canzone rock molto tranquilla... E già il testo parlava di abbandono e sofferenza a giudicare dalle frasi che raggiungevano l'orecchio di Dice.
"(T/n)!!" Ha abbaiato Axel, percependo che qualcosa non andava.
Il giovane dai capelli blu ha preso la ragazza in braccio stile sposa senza pensarci due volte, ha preso anche un flaccone di pillole, in caso potessero servire all'ospedale e ha sbloccato il telefono della ragazza dato che il suo telefono era morto un'oretta prima. Ha subito chiamato il 119 ed è uscito dal camper in fretta e furia, un attimo prima che rispondessero.
"119, quale è l'emergenza?" Ha chiesto la donna, probabilmente sulla cinquantina, con tono piatto.
"C'è una ragazza che ha cercato di ammazzarsi, mandate un'ambulanza alla strada statale sud-est fuori Shibuya! È un'emergenza, vi prego, aiuto!!" Ha abbaiato in stato di agitazione e ansia Dice, terrorizzato a morte dalla possibilità che (t/n) morisse così. Non doveva morire, non lei, non la sua unica vera amica... Non meritava questo, perché ha fatto una cosa simile? Come poteva abbandonarlo così?! Perché non lo ha chiamato? Potevano passare il tempo assieme e l'avrebbe aiutata, poteva parlargli, poteva chiamare Axel e farsi venire a prendere... Che cazzo aveva in testa? Perché diamine ha avuto una idea simile?! Sapeva stesse male ma mai avrebbe pensato avrebbe cercato di ammazzarsi con sonniferi e rum!

"L'ambulanza sta arrivando, non perda la calma" ha affermato la donna, palesemente colpita da tale richiesta di lui.
"Non devo perdere la calma?! La mia unica amica ha cercato di ammazzarsi!!" Ha sbraitato Dice salendo sul dorso di Axel con la ragazza in braccio e il flaccone di sonniferi vuoto nella tasca del giubbotto. "Come cazzo faccio a non perdere la calma?!" Ha gridato con gli occhi pieni di lacrime il giovane stringendo con forza la ragazza. Avrebbe voluto farla vomitare ma ricordava di aver letto che poteva causarle seri danni fisici a causa della reazione dei farmaci. "Muovetevi, vi prego, morirà se non riceve subito aiuto!!" Ha guaito Dice indicando ad Axel dove andare tramite il bracciale di (t/n).
"Signore, stanno arrivando- oh? Sì, signore" ha detto la signora, distratta da qualcuno.
"Pronto?" Ha chiesto la voce di un giovane uomo che Dice ha riconosciuto con quella di Jakurai.
"Jakurai-sensei?!" Ha piagnucolato il ragazzo dagli occhi magenta stringendo con forza la ragazza, cercando di aggrapparsi a lei come si stava aggrappando alla speranza che sopravvivesse. Il suo cuore era in subbuglio, era terrorizzato a morte, non voleva assolutamente perderla. Provava qualcosa per lei, qualcosa di forte, non doveva finire così, cazzo! Non così!! Aveva solo ventuno anni, era troppo giovane e lui non voleva perdere la sua unica vera amica per il suicidio di lei. Non era giusto, non poteva finire così...
"Dice? Puoi spiegarmi che succede? L'ambulanza è quasi sul posto" ha detto con calma disarmante l'uomo dai lunghissimi capelli grigio-violacei.
"(T/n) ha ingoiato due flacconi di sonniferi e ci ha bevuto del rum sopra! Sono terrorizzato, ha il battito debole ed è incosciente, non so cosa cazzo fare, ho paura che possa morire" ha guaito il ragazzo come alcune lacrime sono cadute dai suoi occhi come Axel si è fermato sul ciglio della strada dove era previso l'incontro con l'ambulanza.
"Che diamine-?!" Ha quasi esclamato il tipo dall'altro capo del telefono, preso alla sprovvista da tale affermazione. "Perché lo ha fatto?" Ha chiesto il rinomato medico riprendendo la sua compostezza.
"Non ne ho idea, cazzo, doc!" Ha gridato Dice stringendo il polso della ragazza per assicurarsi che il cuore continuasse a battere. "Sapevo stesse male, era capitato un paio di volte che avesse dei crolli depressivi, ma mai avrei pensato che cercasse di ammazzarsi!" Ha spiegato con agitazione e ansia il ragazzo dal giubbotto verde.
"Me ne occuperò personalmente. Ti prometto che ce la farà" ha avvisato Jakurai con un sospiro ansioso. E proprio in quel momento è arrivata l'ambulanza.
"Vi prego, vi prego, vi prego..." Ha supplicato mentalmente Dice scendendo dal lupo robot con la ragazza in braccio.
"Lei è il fidanzato?" Ha chiesto un infermiere scendendo dall'auto come altri due gli hanno tolto (t/n) dalle braccia e l'hanno messa sulla barella all'interno dell'ambulanza.
"Non proprio, sono suo amico e vivo con lei" ha  spiegato Dice non riuscendo a stare fermo e tremando come una foglia dall'agitazione che scuoteva il suo corpo.
"Sa cosa ha preso?" Ha chiesto l'uomo sulla quarantina come il giovane gli ha passato il flaccone preso dalla tasca.
"Aveva qu-questo vic-cino a lei quando l'ho t-trovata" ha balbettato il ragazzo dagli occhi magenta giocando nervosamente con le maniche del giubbotto a causa della forte ansia che provava. Sentiva il suo cuore in gola, era terrorizzato e la sua mente stava immaginando i peggiori scenari possibili.
"Venga con noi" ha ordinato annuendo l'infermiere come Dice ha guardato Axel.
"Seguici" ha ordinato il giovane come il lupo ha annuito e si è preparato alla corsa mentre Dice è entrato nell'ambulanza e si è seduto accanto alla ragazza priva di sensi. "Ti prego, non morire... Non abbandonarmi così, ti prego (t/n), ti prego... Ho bisogno di te, non voglio perderti in questo modo! Perché mi hai fatto questo?!" Ha pensato a raffica il ragazzo stringendole con forza la mano. Cosa se fosse morta? Non poteva accettare una cosa simile, non da parte di lei... Perché ha fatto questa tragica ed egoistica scelta?! Avrebbe dovuto chiamarlo, avrebbe dovuto chiedergli di restare quando lui ha detto che sarebbe andato al casinò... Non avrebbe mai immaginato che sarebbe ricorsa a questo; eppure, quando lui è andato via, sembrava stare bene... Come è arrivata a questo nel giro di così poco tempo?

Una volta in ospedale, tutto è stato bloccato dal codice rosso della ragazza. Jakurai e svariati altri medici sono rimasti chiusi assieme con la ragazza mentre Dice camminava avanti e indietro con impazienza nella sala d'attesa. Ha stretto nella mano i suoi dadi, precedentemente appartenuti alla ragazza, e ha pregato per la prima volta dopo anni affinché lei si salvasse... Non doveva finire così, non era la fine che meritava.

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Dopo una quarantina di interminabili minuti, finalmente Jakurai è uscito dalla sala con aria solenne, fredda e distaccata... Non si scomponeva nemmeno sotto tortura.
"Allora?" Ha domandato Dice mordendosi nervosamente l'interno guancia, decisamente non pronto in caso di risposta negativa.
"Sta bene. L'hai trovata in tempo, un'altra mezz'ora e sarebbe sicuramente morta" ha risposto il medico facendogli rilasciare il fiato che non si era accorto di star trattenendo. "Come sapevi avesse tentato il suicidio? Sapevo tu fossi al casinò oggi" ha chiesto l'uomo dai lunghissimi capelli, indagando l'arcano.
"Axel è praticamente impazzito, è entrato nel casinò urlando a ripetizione la parola «pericolo», pareva seriamente agitato e ho dedotto che qualcosa non andasse" ha risposto il giovane dai capelli blu prendendo un respiro profondo. "Non si è mai comportato in quel modo" ha aggiunto poi mordendosi la guancia nervosamente. "Una volta arrivato al camper ho trovato una nota di suicidio... Mi ha praticamente devastato" ha confessato Dice sentendosi nuovamente gli occhi lucidi dalla tristezza e dal dolore. Ancora non riusciva a concepire il perché di quella terribile scelta.
"Quando torni a casa... Butta via qualsiasi farmaco trovi di quel tipo. Sonniferi, antidepressivi e ansiolitici, butta via tutto" ha ordinato il medico con aria nervosa, probabilmente stava valutando la possibilità che potesse rifarlo. "Quei farmaci hanno un sacco di controindicazioni, sono farmaci che non si usano più dato che peggiorano i sintomi depressivi. Non lasciarne nemmeno una scatola, non deve più prenderne" si è raccomandato l'uomo dagli occhi blu guardando Dice dall'alto.
"Hai, Jakurai-sensei" ha risposto annuendo il ragazzo dagli occhi magenta, usando la forma massima di rispetto data la differenza di status tra lui e il medico.
"Bene. Se vuoi puoi entrare, penso possa farle piacere vederti" invitato il medico indicando la porta prima di congedarsi e tornando a fare il suo lavoro.
Neanche il tempo che Dice si avviasse nella stanza che il telefono di (t/n) ha vibrato... Samatoki. Era la terza volta consecutiva che chiamava, il ragazzo dai capelli blu voleva seriamente capire cosa diamine volesse quindi ha risposto senza pensarci su due volte.
"Che cazzo vuoi, Samatoki?!" Ha sibilato Dice, infastidito dalla sua insistenza nel chiamare. Chi diamine era? Suo padre?!
"Dice? Perché stai rispondendo tu? Dove è la ragazza?" Ha chiesto il tipo albino facendolo innervosire ulteriormente.
"In ospedale. Smettila di chiamare, non voglio sentire la tua voce in questo momento." Ha abbaiato sottovoce il ragazzo dai capelli blu, fregandosene altamente delle manie di protagonismo del suo rivale. Era già da un po' che si accollava così tanto a (t/n), la chiamava spesso e le chiedeva spesso di uscire, iniziava a non poterne più.
"In ospedale? Che le è successo?" Ha domandato lo stronzo. "E comunque, per te sono Samatoki-sama, non prenderti confidenze." Ha ringhiato poi per farsi ubbidire, dimostrando una grande arroganza e infantilità... Non sorprendeva che Ichiro si lamentasse della sua immaturità oltre che della sua cattiva persona.
"Non sono cazzi tuoi di cosa è successo, smettila di chiamare e lasciala in pace." Ha ribattuto il giovane dagli occhi magenta prima di attaccare e mettere la modalità offline. Pezzo di merda, ma che cazzo voleva?! La assillava sempre, si stava accollando troppo.

//

Una volta nella stanza, Dice è rimasto seduto sulla sedia accanto al suo lettino e le ha stretto la mano tutto il tempo.
Ci ha mezzo quasi tre ore a svegliarsi mentre il suo amico si disperava e piagnucolava accanto a lei.
"D-Dice?" Ha chiamato la ragazza con fare rintontito. "Non dovrei essere qui..." Ha mormorato poi stringendo il pugno dal nervoso come Dice le si è buttato al collo e l'ha abbracciata con forza.
"Stupida... Razza di idiota, che diamine avevi in testa?!" Ha piagnucolato il giovane lacrimando copiosamente mentre stringeva forte a sé la ragazza che non era solo la sua migliore amica, ma era anche la tipa per cui Dice aveva dei sentimenti.
"Come hai fatto a trovarmi in tempo? Dovevi stare al casinò fino a sera" ha chiesto la sua amica ricambiando timidamente l'abbraccio.
"Axel ha dato di matto, continuando a ripetere le parole «veleno» e «pericolo». Piuttosto, dimmi che diamine ti è passato per la testa, perché mi hai fatto una cosa simile?! Hai idea di come mi sia sentito?! Ero terrorizzato, pensavo che ti avrei persa, ero devastato!" Ha elencato il giovane asciugandosi gli occhi col braccio con furia. "Pensavo che saresti morta, ho avuto una seria paura di perderti, e poi che ne sarebbe stato di me? Come pensi mi sarei sentito sapendo che non ci sono stato per la mia unica amica?!" Ha sbraitato tra i pianti lui con un cipiglio.
"Dice-" ha cercato di difendersi lei senza trovare alcuna scusa plausibile.
"Non farlo mai più! Non abbandonarmi, ti prego, io ti voglio bene!" Ha esclamato tra i singhiozzi trattenuti il povero Dice prima di gettarsi nuovamente ad abbracciare la ragazza e affondare il volto nella sua spalla.
"Dice, io non ce la faccio più..." Ha ammesso lei tirando su col naso e trattenendo il pianto. "Io continuo a sorridere, sorrido, sembra che io stia bene ma in realtà sto annegando" ha singhiozzato la giovane stringendo la presa sul suo amico per aggrapparsi alla realtà. "Io sorrido perché... Perché se sorrido va tutto bene... Giusto? Va tutto bene se sorrido, nessuno sa niente, e se nessuno sa niente significa che non è reale... Significa che non esiste... Ma la realtà è che io sto cercando di rimettere assieme dei pezzi di cristallo distrutti" ha continuato a parlare lei come i suoi singhiozzi si sono fatti sempre più forti.
"Va tutto bene ora... Ci sono io con te, stupida, ti voglio bene" ha cercato di calmarla il ragazzo dagli occhi magenta stringendola forte. "Sei la mia unica amica, non lascerò che tu faccia tutto da sola ma, cazzo, parlami... Parlami, diamine! Dimmi cosa non va, dimmi del tuo passato, dimmi cosa ti spaventa così tanto da spingerti al suicidio! Dimmi cosa c'è che non va, io ci sono per te... Perché non vuoi fidarti di me? Perché non sono abbastanza per te?!" Ha esclamato Dice asciugandosi le lacrime con la mano destra.
"Tu sei molto più che abbastanza per me, Dice..." Ha mormorato lei abbracciandolo forte e stringendogli le spalle con le mani avvolte attorno ad esse da sotto le ascelle.
"E allora perché non mi hai chiamato? Perché non hai richiamato Axel per portarmi da te? Perché non mi parli?!" Ha piagnucolato il giovane stringendola come se ne andasse di mezzo la sua vita. Sentiva un immenso dolore al cuore, si sentiva quasi tradito, si sentiva come se lei avesse voluto abbandonarlo... Gli aveva promesso di non abbandonarlo mai.
"Perché è la mia battaglia, Dice... Ho bisogno di una speranza, ho bisogno di un appiglio, ma devo cavarmela da sola-" stava spiegando la ragazza prima di venire interrotta.
"No! Non devi cavartela da sola, hai me!! Ci sono io con te, ti voglio bene, non voglio perderti!" Ha sbottato il ragazzo dai capelli blu stringendole la testa contro la spalla. "Non sei da sola in questo, sono tuo amico, cazzo, perché non mi permetti di aiutarti?!" Ha detto a voce sempre più ridotta a un mormorio lui prima di essere scosso da un violento singhiozzo.
"Ti voglio bene, Dice... Ti voglio seriamente bene, mi dispiace..." Ha risposto la sua amica spostandolo e asciugandogli le lacrime con le sue stesse mani, spostando i ciuffi blu dai suoi occhi. "Mi dispiace tanto" si è scusata guardandolo negli occhi e strappandogli una risatina amara.
"Non avrei mai pensato di essere così felice di vedere quel tuo bel faccino, (t/n)" ha mormorato Dice, morendo dalla voglia di baciarla.
"Anche io sono felice di vedere la tua stupida faccia, Dice" ha ribattuto lei gettandosi tra le sue braccia e stringendolo forte a sè.
"Disturbo qualcosa?" Si è schiarito la voce qualcuno facendo saltare i nervi a Dice.
"Vattene, Samatoki!" Ha abbaiato il giovane dagli occhi magenta, girandosi di scatto e guardando stortissimo l'albino.
"Primo, è Samatoki-sama per te. Secondo, stai zitto. Sono qui per la ragazza" Ha risposto con freddezza il figlio di puttana, avvicinandosi al lato opposto del letto e sedendosi accanto a lei. "Come stai, ragazzina?" Ha chiesto con arroganza, guardandola con sguardo da flirt. Usava sempre quello sguardo quando metteva gli occhi su qualcuno, era la sua arma per farsi desiderare. "Ho saputo della stronzata, che diamine avevi in mente?" Ha domandato mezzo scazzato Samatoki, passandosi nervosamente una mano nei suoi folti capelli bianchi.
"Non preoccuparti di quello. Sto bene, grazie a Dice" ha detto la ragazza dagli occhi (c/o) portando una mano sulla guancia di Dice, la cui testa era poggiata sulla spalla di lei con fare protettivo.
"Mi sorprende che il gambler abbia lasciato le macchinette per aiutarti, lo facevo come uno che non avrebbe lasciato il gioco per alcuna ragione" ha schernito l'albino alzando un sopracciglio bianco, ottenendo un'occhiataccia dal ragazzo dai capelli blu.
"Sciacquati la bocca prima di parlare di me, Samatoki." Ha abbaiato Dice stringendo la presa sulla sua amica. Ora che lo guardava bene, però, Dice aveva notato che i suoi occhi avessero svariate venature rosse al suo interno... Che avesse pianto?
"Fai poco il prezioso, testa vuota." Ha ribattuto Samatoki, sfidandolo.
"E tu abbassa la cresta, inutile mafioso." Ha ringhiato di rimando il giovane dagli occhi magenta, preparandosi a dargli un pugno.
"Sono uno yakuza, non un mafioso." Ha corretto il tipo dagli occhi rossi fremendo dalla tentazione di passare alle mani. Samatoki aveva una pessima fama, era conosciuto per essere estremamente aggressivo e per la facilità con cui perdeva le staffe e facesse a pugni con chiunque lo ostacolasse o lo infastidisse, ovviamente a patto che non fossero minorenni o donne.
"La volete smettere tutti e due?! Vi pare il momento?!" Ha sbottato la ragazza mettendo una mano sul petto di Samatoki per allontanarlo. "Falla finita, Samatoki." Ha ordinato lei accarezzando il volto di Dice per aiutarlo a calmarsi.
"Non ho paura di te, Samatoki." Ha sibilato il ragazzo dai capelli blu alzando un sopracciglio scuro in segno di sfida.
"Incontrami fuori da qui e vedrai come ne avrai." Ha affermato il tipo albino incrociando le braccia per trattenersi dal picchiarlo sul momento.
"Anche se lo facesse, Samatoki, Axel ti farebbe a pezzi dato che Dice è colui con cui ha più a che fare da mesi. Ormai è praticamente un co-proprietario dato che reagisce ai suoi ordini e alle persone che lo minacciano, non avresti nemmeno il tempo di colpirlo che ti ritroveresti i suoi denti rotanti nella carne." Ha riferito (t/n) con serietà. "Fidati, l'ho costruito per uccidere, la sua mascella può spezzare l'acciaio senza troppo sforzo, immagina cosa può fare a un umano" ha delucidato la ragazza prendendo il telefono e mostrando una particolare foto risalente a fine 2018... Mostrava una sbarra di metallo piena di buchi e rosicchiata al centro. "Questo è quello che i suoi denti fanno all'acciaio" ha spiegato scorrendo di una foto e mostrando un braccio umano con tagli e segni di morso meccanico profondissimo. Si vedeva benissimo l'osso spezzato e la carne fresca nei punti scoperti... Era disgustoso.
"Questo è... Disturbante" ha commentato Dice storcendo il naso, disgustato dalle condizioni del braccio di quell'uomo.
"Mezza calzetta." Ha commentato con un finto colpo di tosse Samatoki, probabilmente abituato a queste cose a causa del suo “lavoro”.
"Che vorresti dire?!" Ha abbaiato il giovane dagli occhi magenta, guardandolo stortissimo.
"Non ho parlato" si è difeso l'albino alzando le spalle con un ghigno sulle labbra.
"Ragazzi, fatela finita." Ha ringhiato la ragazza pizzicandosi il setto nasale. "Ecco, ora ho mal di testa, mi auguro siate fieri di voi stessi" ha commentato lei come Dice l'ha nuovamente stretta al petto con fare protettivo.
"Scusa, (t/n)-chan" si è scusato lui poggiandole il mento sulla testa.
"Uff" ha sbuffato Samatoki distogliendo lo sguardo. "Ragazzina, una volta fuori ti andrebbe di venire a pranzo con me?" Ha invitato il tipo dagli occhi rossi, dando altamente sui nervi a Dice.
"No, verrà a pranzo con me. Sono il suo migliore amico, ho la precedenza" Ha risposto al posto della ragazza il giovane dai capelli blu, altamente geloso a causa della proposta assurda.
"Ma io la conosco da più tempo" ha ribattuto l'arrogante guardando Dice con aria superiore... Dio, quanto lo odiava.
"Samatoki, tu eri solo qualcuno per cui lavoravo, siamo diventati una sorta di amici di recente." Ha specificato la ragazza facendo ghignare Dice.
"Uno a zero, stronzo." Ha pensato con soddisfazione il giovane dagli occhi magenta sotto lo sguardo infastidito del tipo dai capelli bianchi.
"Sta di fatto, (t/n), verresti a pranzo con me dopo esserci andata con questo buffone?" Ha chiesto di nuovo Samatoki, palesemente innervosito dalla situazione. Non aveva la fama di essere uno che accettava i rifiuti ed era risaputo che odiava chi gli intralciava la strada.
"Facciamo la settimana prossima allora... Sono tre settimane filate che mangio fuori. La terza è questa dato che Dice vuole portarmi fuori" ha acconsentito la sua amica girandosi a guardare Dice. Lo rendeva seriamente geloso sapere che lei accettasse un'uscita con quel bastardo ma non poteva certo impedirglielo... Dopotutto non era il suo fidanzato (purtroppo).
"Sounds good to me" ha alzato le spalle il gangsta con un sorrisetto compiaciuto, sapendo che Dice fosse infastidito. "Venerdì alle 12, ti manderò un messaggio con il ristorante dato che voglio andare in uno buono, per te" ha affermato Samatoki allungando la mano a farle una carezza veloce con le nocche della mano destra come il ragazzo dai lunghi capelli blu gli ha schiaffeggiato via la mano.
"A Yokohama immagino" ha commentato lei stringendosi al petto di Dice e poggiandogli la guancia sul petto.
"Posso venirti a prendere se vuoi, magari davanti al casinò? Non mi hai mai mostrato dove vivi" ha invitato lo stronzo dai capelli bianchi alzando le spalle.
"Non c'è alcun motivo affinché tu sappia dove io viva, in ogni caso preferisco venire con Axel almeno il così grande Samatoki-sama non si scomoda a riportarmi indietro" ha ribattuto con ironia la ragazza facendo ridacchiare il suo amico.
"Però deduco Dice voglia usare Axel per andare al casinò" ha provato a farle cambiare idea Samatoki rimanendo tranquillo e freddo, cercando di sembrare più calmo di ciò che era. Però, poveraccio, aveva la sfortuna che il suo sguardo esprimesse tutto il suo fastidio. Aveva occhi molto espressivi ma anche la sua espressione facciale mostrava chiaramente quando si innervosiva.
"Posso stare a casa per una volta" ha affermato Dice, cercando dare una scusa a (t/n) per non passarci troppo tempo assieme. Almeno all'andata e al ritorno non avrebbero passato ulteriore tempo assieme e, per Dice, era già una vittoria.
"Verrò con Axel, è deciso" ha affermato (t/n) sbadigliando e abbandonandosi del tutto contro il petto di Dice, il quale si era intenerito dal vederla così unita a lui... Desiderava così tanto che fosse sempre così.
"Come vuoi tu" ha alzato le spalle in segno di resa l'albino prima di metterle una mano sul braccio e stringerglielo. "Dovresti riposare, ragazzina" ha intimato con un tono quasi gentile, cercando poi di allungare una mano fino a scostarle i capelli dal volto, solo affinché Dice gli afferrasse con forza la mano e la allontanasse con una spinta.
"Back off" ha abbaiato il giovane dai lunghi capelli blu con un'occhiataccia, ricambiata subito da Samatoki, prima che lo afferrasse per la maglietta e lo tirasse verso di lui.
"Smettila di metterti in mezzo." Ha ringhiato il gangsta come i suoi occhi esprimevano mera rabbia e fastidio.
"Tu smettila di cercare di toccarla. Ti ho già detto che non ho paura di te." Ha ribattuto Dice senza retrocedere. Poteva picchiarlo se avesse voluto, non gli importava... Non avrebbe lasciato che lui si prendesse tutte quelle libertà con lei.
"Fatela finita! Dio, siete proprio due bambini!!" Ha esclamato la ragazza afferrando la mano di Samatoki stretta alla maglietta di Dice e mettendogli una mano sul petto per mettere distanza tra i due. "Samatoki, basta, lascialo andare" ha ordinato (t/n) stringendogli la mano per distrarlo e accarezzandogli il dorso della mano col pollice, scatenando la gelosia di Dice. "Basta, vai via. Ti contatto io quando uscirò da qui" ha avvisato poi come l'albino si è visibilmente calmato e ha lasciato andare l'avversario.
"Aspetterò un tuo messaggio allora" ha annuito il tipo dagli occhi rossi alzandosi dal lettino. "Stai attenta, ragazzina" ha intimato poi mostrando la mano chiusa prima di alzare il mignolo, poi pollice e indice e infine pollice e mignolo. La giovane ha scosso la testa prima di mostrare le corna col pollice esterno come faceva la gente ai concerti rock... Dice non capiva, stavano nascondendo qualcosa.
"Ciao, Mister Hardcore" ha salutato (t/n) salutando con la mano sotto lo sguardo compiaciuto di Samatoki, il quale ha salutato di rimando con la mano ed è andato via.
"Che significavano quei gesti?" Ha domandato subito il giovane dagli occhi magenta alzando un sopracciglio blu, completamente controllato dalle gelosia scatenata dal loro linguaggio segreto.
"È il linguaggio dei segni" ha risposto la ragazza con uno sbadiglio avvolgendogli le braccia attorno al petto. "Sai che Samatoki ha un ego smisurato, odia ammettere davanti agli altri quando prova sentimenti per qualcuno o quando sente la loro mancanza o cose così, quei segni che ha fatto separatamente con le dita viene dai gesti hippie e significa che mi vuole bene. Ho risposto unendo i tre segni, il significato rimane quello" ha spiegato lei facendolo ingelosire ulteriormente.
"Non sapevo tu conoscessi il linguaggio dei segni. Quante cose nascondi?" Ha chiesto Dice cambiando argomento, non volendo nemmeno perdere tempo a parlare di quel pallone gonfiato.
"Quando vuoi portarmi fuori a pranzo? Ti dirò tutto ciò che vorrai sapere" ha affermato la sua amica mordicchiandosi il labbro inferiore.
"Cosa?!" Ha esclamato il giovane dai capelli blu sgranando gli occhi. "Stai scherzando?" Ha chiesto il gambler guardandola negli occhi.
"No... Penso sia ora che tu sappia, inutile continuare a nasconderlo" ha sorriso tristemente la ragazza con l'ennesimo sbadiglio.
"Allora... Domani? Appena uscirai da qui" ha chiesto conferma il tipo dagli occhi magenta battendo le palpebre, ancora incredulo per ciò che aveva detto la ragazza... Gli avrebbe raccontato tutto... Wow.
"A che ore mi faranno uscire?" Ha domandato lei stropicciandosi un occhio.
"Verso le undici" ha risposto Dice facendola sdraiare.
"Va bene, e sia" ha annuito la giovane dagli occhi color (c/o) brillante. "Puoi... Dormire con me stanotte?" Ha domandato la ragazza con aria insicura e ansiosa. "Vorrei che mi stessi vicino per oggi" ha espresso lei giocando con le mani.
"Certo, non avevo intenzione di andarmene" ha sorriso il suo amico stendendosi accanto a lei e abbracciandola forte. "Ti voglio bene, stupida" ha mormorato lui poggiando la testa sul cuscino scomodo dell'ospedale.
"Anche io ti voglio bene, Dice... Te ne voglio seriamente tanto" ha risposto lei abbracciandolo di rimando e stringendolo con forza poco prima di addormentarsi... E Dice si è abbandonato alla stanchezza fisica e mentale, causati da tutto lo stress, l'ansia, la paranoia e il pianto avuti nel pomeriggio. Probabilmente non ha mai avuto una giornata più stressante di questa.

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OI OI OI!! HELLO HELLO~

Finalmente sono tornato lol

Cosa ne pensate del capitolo? Vi piace? Spero di sì, è uno dei miei preferiti fino ad ora :D

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Qui ci tengo a dire una cosa... Vi prego, non ricorrete mai ad atti estremi come questo. So che è difficile, lo so benissimo, so cosa significa non vedere la luce in fondo al tunnel... Ma vi assicuro che niente è per sempre. Niente. Momenti belli, momenti brutti, tristi, felici, di rabbia, di odio... Non dureranno in eterno. Piano piano, passo dopo passo, diventa un pochino più facile. Diventa più sopportabile. È difficile? Sicuramente. Cadrete molte volte? Mi pare ovvio. Ma è proprio per questo che non bisogna mollare. Chiedete aiuto se ne avete bisogno, chiamate un amico per avere supporto, chiedete a qualcuno di cui vi fidate, sfogatevi quando potete... E, nei casi in cui vedete nero, chiamate uno specialista.

Non vergognatevi del vostro dolore, della vostra sofferenza, delle vostre emozioni... Piangete se ne avete bisogno, fa bene piangere, vi aiuta a sfogarvi. Non vergognatevi perché avete pianto o perché state soffrendo, non dovete assolutamente vergognarvi della vostra sofferenza e delle vostre emozioni. È importante tirarle fuori, è importante che la gente dia un valore a tali emozioni... Perché la vostra salute emotiva ha un grande valore. Va bene soffrire, provare rabbia, provare tristezza o anche il nulla assoluto... Non vergognatevi di questo.
So che sembrano frasi fatte ma sono cose che penso davvero... E sono cose che vorrei qualcuno mi avesse detto in passato. Forse, se le avessi sentite dalla gente a cui tenevo, a quest'ora mi odierei un po' di meno... Forse avrei parlato prima e mi sarei goduto di più l'adolescenza... Ma non ho avuto questa possibilità. Mi hanno sempre detto di nasconderlo, di non farmi vedere, di tenerlo per me. Mi hanno detto che non avevo motivo di stare male, che c'era gente che stava peggio, che dovevo affrontare meglio le cose... E queste dannate parole non hanno fatto che sgretolarmi, pezzo dopo pezzo. Ecco perché lo sto dicendo a voi. Ecco perché sto cercando di offrire quanto più supporto possibile. Voglio dire a voi ciò che nessuno ha mai detto a me, e se ciò aiuterà a sentirsi meglio anche una sola persona... Allora considero il mio "lavoro" completo. Anche una singola vita è importante, nessuna vale meno degli altri.
Quindi, mi raccomando, non vergognatevi mai del vostro dolore.

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Ovviamente, questo capitolo era una cosa anche un po' personale, vi invito a capire che il suicidio è sbagliato, non deve essere la soluzione perché ci sarà sempre qualcuno che sentirà la vostra mancanza. Qualcuno che soffrirà per la vostra perdita... Persino io soffrirei per la perdita dei miei lettori, soprattutto con quelli con cui interagisco di più (che sia nei commenti o nei messaggi).

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Beh... Con questo concludo il capitolo, spero vi sia piaciuto!
Da Randy è tutto...
JAA NE!!!

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