Don't Be Shy, I'll Never Repeat It

Dice's P.O.V.

Aveva passato tutta la mattinata e metà pomeriggio circa con i Fling Posse, a organizzarsi e testare il suo microfono, cercando di rendere armonioso il gruppo.
Era abbastanza noioso, Gentaro continuava a inventare stronzate su stronzate, cercando di prenderlo in giro. Certo, era sorprendente la sua capacità di mentire, aveva una sicurezza e naturalezza che mascheravano alla perfezione le bugie che diceva... Era seriamente difficile capire quando fosse sincero e quando no.
Ramuda, invece, tendeva a essere scherzoso ma perfezionista, diceva con sincerità pungente tutto ciò che pensava e amava scherzare per riappacificare il gambler e lo scrittore.
Beh... Per quanto piacevole fosse avere altre persone con cui parlare e uscire, bisognava dire fosse anche estremamente stressante averci a che fare per un gruppo che doveva rappresentare la divisione di Shibuya. Organizzarsi sui testi, sulle intonazioni, mantenere quasi lo stesso tema mentre si alternava tra un componente e l'altro... Santo cielo, ma come facevano gli altri? Serviva una tale pazienza... Dice pensava seriamente di non averne abbastanza per tale ruolo.

"Hey, Axel" ha chiamato il tipo dai capelli blu, bevendo il latte di soia che aveva comprato con i soldi che gli erano rimasti dal casinò (ci aveva speso una mezz'oretta prima di decidere di tornare a casa).
"Dice" ha detto la voce robotica del grosso lupo robotico, alzandosi da sotto l'albero e avvicinandosi a lui.
"Che dici? Andiamo a casa?" Ha domandato retoricamente Dice accarezzandogli il muso di acciaio come Axel si è accucciato per farlo salire. "Andiamo" ha ordinato con voce stanca una volta salito in groppa, afferrandosi ai ganci metallici attaccati al suo collare.
"Woof" ha annuito il robot alzandosi e partendo a tutto spiano, dirigendosi velocemente verso la strada di casa.

//

Una volta arrivati davanti al camper, Dice è sceso e si è guardato attorno, cercando con lo sguardo la sua migliore amica... Ovviamente senza trovarla.
"Ok... Due sono le cose, o è con Samatoki o ha un'altra crisi depressiva" ha mormorato con sconforto il ragazzo dagli occhi magenta, aprendo la porta del camper e guardando all'interno... E puntualmente ha sentito dei leggeri piagnucolii provenire dai sedili davanti. "(T/n)?" Ha chiamato, camminando lentamente fino alla tenda che lo separava dai sedili e aprendola.
"Oh? Oh, ciao, Dice" ha salutato la ragazza, asciugandosi un occhio rosso a causa del pianto e rimuovendo qualche lacrima che minacciava di cadere.
"Che succede? Perché piangi?" Ha domandato il giovane facendo un passo fino a saltare nel sedile di fianco. "Crisi depressiva?" Ha chiesto subito dopo, facendole fare una brevissima risatina amara.
"Più o meno..." Ha risposto la sua amica tirando su col naso. "Cioè... È iniziata come crisi depressiva, non potevo ascoltare quei dannati audio dato che hai cancellato tutto, quindi ho deciso di guardarmi un film... E ora sto peggio di prima" ha aggiunto prima di assumere un'espressione penata e piangere ulteriormente.
"(T/n)-chan..." Ha mormorato Dice con tono triste, guardando il cartone di latte di soia nella sua mano destra. "Latte di soia?" Ha offerto stupidamente, allungandole il cartone biologico.
"Perché hai del latte di soia?" Ha domandato la sua amica afferrandolo debolmente e rigirandoselo tra le mani.
"Avevo sete... Erano finite le bottiglie d'acqua e non avevo voglia di andare in un altro negozio. Oltretutto non avevo abbastanza soldi per altre bevande" ha spiegato Dice ridendo alla sua stupidità.
"Oh... Non ho mai bevuto latte di soia" ha espresso lei aprendo il tappo e annusandolo. "Uuuuff!!" Ha emesso lei prima di portarselo alla bocca e bere qualche sorso, seguito da qualche suono che facesse intendere stesse cercando di capire se le piacesse. "Fa schifo" ha commentato, facendo scoppiare a ridere il ragazzo dagli occhi magenta.
"Lo so!" Ha confermato il tipo, ridendo divertito alla voce convinta della sua amica.
"Stavi cercando di avvelenarmi, ammettilo!" Ha accusato in tono scherzoso la giovane, puntandolo con il dito.
"Non lo farei mai, (t/n)-chan~" ha fatto le fusa lui, avvicinandosi gattonando e sedendosi accanto a lei. "Sei il mio tre sette, non voglio avvelenare la mia (t/n)-chan!" Ha affermato subito dopo, abbracciandola con forza al petto e poggiando il mento sulla sua testa.
"Tre sette, hun? Praticamente mi hai dato del numero vincente alle macchinette" ha constatato la sua amica con una leggera risatina.
"Sei la persona migliore che conosco, è ovvio tu sia il mio numero vincente!" Ha esclamato Dice facendola ridere. "HAI RISO! SONO RIUSCITO A FARTI RIDERE!!" Ha urlato con gioia il ragazzo, assumendo il suo sorriso con gli occhi chiusi.
"Baka" ha affermato la giovane prima di ricambiare con forza l'abbraccio. "Devo ammettere una cosa" ha detto poi, poggiando la guancia destra contro il suo petto.
"Che cosa?" Ha domandato il tipo dai lunghi capelli blu, facendole qualche carezza sulla schiena.
"Da quando ci sei tu sto meglio" ha ammesso, scatenando una grande allegria nel petto di Dice. "Nel senso... Sei sempre disponibile, gentile, tranquillo, scherzoso... Mi tiri sempre su il morale e mi sopporti nonostante le mie crisi. Mi sento meno sola e molto più apprezzata da quando ti ho conosciuto" ha spiegato, facendo quasi commuovere il suo amico. Nessuno gli aveva mai detto quelle cose, era la prima che diceva di sentirsi meglio dopo averlo incontrato e ciò lo rendeva euforico.
"Quindi... Che cosa siamo?" Ha chiesto il giovane dagli occhi magenta, morendo di gioia per via di quelle parole.
"Beh... Se io sono il tuo tre sette, allora tu sei il mio ventuno a Blackjack" ha annuito lei facendolo esultare.
"WOOOOOAAAAH!!" Ha gridato Dice, facendola ridere di gusto.
"Sei il mio migliore amico, Dice... Grazie davvero per essere rimasto con me in questi tre mesi" ha ringraziato la ragazza asciugandosi gli occhi con il dorso della mano sinistra.
"Smettila, mi farai piangere!" Ha scherzato il ragazzo dai lunghi capelli con una risatina, nascondendo il fatto che la sua gola bruciasse a causa della voglia di piangere.
"Non vorrei rovinare il momento, ma... È ora di cena. E io ho fame. E non ho alcuna voglia di cucinare" ha ammesso la sua amica, prendendo pause volontarie tra le frasi, facendo assumere un cipiglio scherzoso a Dice.
"Andiamo al ristorante?" Ha azzardato lui, rammentando subito dopo di non avere un soldo bucato. In quella mezz'ora non è riuscito a vincere nulla e non aveva soldi per pagarsi una cena al ristorante.
"Noooooo" ha piagnucolato la ragazza, lasciando cadere all'indietro la testa e causando un rumoroso thud per averla sbattuta contro il vetro del finestrino. "Ahia" ha detto in automatico ma senza alcuna emozione nella voce mentre si massaggiava la nuca.
"Imbranata" ha commentato Dice trattenendo una risata.
"Axel?" Ha chiamato la ragazza aprendo il finestrino e invitando il lupo meccanico ad avvicinarsi.
"(T/n)" ha ribattuto Axel avvicinandosi e sedendosi di fronte allo sportello del camper.
"Puoi andare dal mio ristorante preferito di sushi e farti dare qualche scatola assortita? Tanto già sanno cosa voglio, non è la prima volta" ha richiesto la ragazza prendendo dodici mila yen dal portafoglio e inserendoli in un qualcosa che si era aperta sulla gola del lupo, la quale si è richiusa subito dopo.
"Scatola assortita di sushi. Affermativo" ha annuito il lupo robotico prima di girarsi e scattare velocemente verso la città.
"Magari fosse così facile ordinare cibo ogni volta... Lo avrei fatto spesso mentre avevo ancora una famiglia" ha immaginato il ragazzo dai capelli blu, rammentando la sensazione di vivere in una vera casa... Però, tutto sommato, si trovava bene anche in quel camper con la sua amica, aveva qualcuno con cui parlare e scherzare, poteva essere sé stesso, nessuno gli faceva la ramanzina se perdeva soldi o se rientrava tardi... Non era affatto male vivere lì, si sentiva bene lo stesso.
"Ti va di mangiare sul tettuccio? Mi piacerebbe guardare le stelle con te" ha chiesto la giovane sovrappensiero.
"Basta che mi aiuti a salire, non sono il massimo con le arrampicate" ha riso Dice con aria colpevole. "C'è qualcosa che non va? Ti vedo pensierosa..." Ha notato dopo qualche attimo di silenzio, avendo notato l'aria preoccupata di lei.
"Uhm... Più o meno sto bene. Per ora" ha risposto la sua amica mordicchiandosi l'interno guancia.

(T/N)'s P.O.V.

Eri preoccupata... Eri preoccupata a morte, iniziavi seriamente a rivalutare Dice. Cosa se avesse dato informazioni su di te? Cosa se Ramuda avesse scoperto di più sul tuo conto? Avevi il sospetto che quel tipo avesse a che fare con il governo, lo avevi sentito parlare con una voce che ti rammentava quella di Ichijiku. Il sospetto era davvero forte e iniziavi a pensare che non fosse rimasto effettivamente colpito da Dice ma, semplicemente, sapeva di chi fosse figlio. Spiegherebbe molte cose, Ramuda non è tipo da farsi ammaliare a primo incontro da qualcuno (non in base alle voci che giravano su di lui). Forse era per quello che ti voleva nel suo team inizialmente? Sapeva di te e voleva usarti a suo vantaggio? Oppure voleva riconsegnarti al governo dopo averti raggirata? Le cose non tornavano affatto, qualcosa non andava.

Flashback

Eri nel bel mezzo di una crisi depressiva e la tua mente stava seriamente correndo come un cavallo matto in una corsa. Dice somigliava troppo al primo ministro, a livello fisico avevano vari tratti in comune tra cui il taglio degli occhi e il colore dei capelli... Sapevi bene che Otome avesse avuto un figlio molti anni addietro, un figlio che ha dovuto dare a un'altra famiglia dopo l'arresto del marito. Cosa se fosse lui?
Dovevi controllare... E subito.

Hai aperto la cartella con tutti i file delle varie persone che hai incontrato lì a Shibuya, cercando la cartella di Dice. Appena trovata, l'hai aperta e si sono aperte tipo cinquanta pagine diverse sul suo conto... Aspetto fisico, tratti caratteriali, particolarità, informazioni sugli Arisugawa e addirittura le informazioni di quanto vincesse e perdesse prima di incontrarti.
Hai aperto la cartella della sua famiglia, squadrando l'albero genealogico... Dice non aveva alcun tratto in comune con nessuno dei suoi familiari, era completamente diverso da ognuno di loro.
"Strano... Che i miei sospetti siano fondati?" Ti seo chiesta rabbrividendo. "Dio, ti prego, dimmi che mi sbaglio" hai pregato in italiano, sentendo un pessimo presentimento crescere nelle tue viscere.
Hai aperto la cartella di sua madre; di nuovo si sono aperte altre pagine con tutte le informazioni su di lei.
Hai iniziato a scorrere pagina dopo pagina, leggendo ogni singola informazione sulla donna... Benestante, voti alti a scuola, sposata, informazioni varie sul suo aspetto fisico, visite mediche.

"La soggetta, dopo vari test e tentativi di inseminazione artificiale, è stata incapace di portare avanti una gravidanza. Dopo vari esami, il risultato è stato che la donna sia sterile e non avrà mai possibilità di avere figli naturali"

Recitava un articolo in particolare.
Sterile... Quindi Dice non era un suo figlio naturale.

Ti sei mordicchiata nervosamente il labbro inferiore, spaventata da ciò che potevi trovare sul conto del tuo amico... Ormai eri sempre più convinta del fatto che fosse figlio di colei che per alcuni anni ti ha ridotta a lavorare giorno e notte, con l'aiuto di Ichijiku e Nemu. Droghe, caffeina, psicofarmaci, lavoro, poco sonno... La tua psiche ne è uscita frantumata dopo quegli anni, e il peggio era che ti stessero ancora cercando.

Hai chiuso la cartella, chiudendo anche quella di Dice. Avevi già spulciato la sua cartella migliaia di volte durante quel paio di mesi, non c'era nulla di utile... Solo informazioni sbagliate riguardo i suoi genitori.
"Arisugawa... Arisugawa... GLI ARISUGAWA SONO PARENTI DI OTOME!" Hai urlato di botto, aprendo immediatamente la cartella della donna per controllare... E, infatti, le informazioni erano giuste.
Hai spulciato nuovamente la cartella del primo ministro, controllando ogni singola pagina per trovare la parte in cui parla di suo figlio.

"Ho dato mio figlio a dei miei parenti per salvarlo... Faranno un lavoro migliore di quello che farei io"

Recitavano le parole di Otome. Le avevi sentite tu stessa, ricordavi bene. Le avevi appuntate mentre lavoravi, troppo stordita dalle droghe, a cui ti avevano sottoposto per tutta la settimana precedente, per potertele ricordare con certezza.
Quindi ormai era certo... Dice era suo figlio. Non c'erano altri parenti abbastanza giovani da potersene occupare. Ricordavi anche di aver trovato informazioni sul fatto che Dice scappò di casa, non era vero che lo avevano buttato fuori... Dio, quante menzogne.

"Beh... A pensar male si fa sempre bene, no?" Hai ripetuto un vecchio detto che ti diceva tua mamma per rinfacciarti le sue idee sui tuoi studi, più precisamente quando dovevi studiare e lei aveva la fondata idea che stessi studiando robotica per i fatti tuoi. "Che dire? Capisco che inizialmente non si fidasse di me e non volesse dirmi tutta la verità ma poteva almeno ammettere di essere scappato di casa..." Hai mormorato chiudendo tutte le cartelle e riattivando il countdown. Quale countdown? Beh, Ichiro e i suoi fratelli sapevano molto sulla tua storia anche se non sapevano le parti più importanti, sapevano che avevi problemi con qualcuno e che avessi abbastanza informazioni da poter buttare giù chiunque, governo compreso, con un click. Quel countdown è stato messo apposta da te, si riavviava ogni quarantotto ore, esattamente alle otto del mattino, e se non veniva riavviato da te (che eri l'unica a conoscere i codici e le password per farlo ripartire) tutte le informazioni sarebbero finite nel computer da hacking di Saburo, completamente sbloccati e alla sua mercé. Ichiro avrebbe scelto cosa farne, sapendo che se gli fossero arrivate, allora erano alte le possibilità che ti fosse accaduto qualcosa.

"Sono amica del figlio di colei che ha contribuito alle mie torture..." Hai sussurrato guardando lo schermo del cellulare. "Devo parlargliene oggi... Devo avvisarlo di non dare alcuna informazione né a sua madre né a Ramuda" ti sei ripetuta, venendo subito inondata dall'ansia. Cosa se ti avesse tradita? Cosa che avesse intuito la situazione? Dice non era certo stupido anche se agiva senza pensare certe volte... Che brutta situazione.

Fine flashback.

"(T/n)?" Ti ha chiamata Dice, tirandoti fuori dai tuoi pensieri.
"Sì... Sì, ci sono. Stavo pensando" hai detto ticchettando le dita sul volante del camper.
"A cosa?" Ha chiesto lui con genuina curiosità.
"Tu hai detto di volermi conoscere, vero?" Hai ribattuto con una domanda, spiazzandolo un attimo.
"Sì, vorrei sapere di più su di te" ha detto con insicurezza, guardandoti come se fosse sulle spine.
"Però non sei stato onesto con me, Dice" hai affermato con tono triste, distogliendo lo sguardo.
"C-che intendi? Ti ho detto tutto su di me!" Si è difeso lui balbettando, palesemente spaventato da qualcosa.
"Non mi hai detto di tua madre, anche se posso capirlo dato che ci conosciamo da poco, ma mi hai mentito anche sul fatto di vivere per strada... Non sei stato cacciato, te ne sei andato tu" hai rinfacciato con gelo, cercando di non lasciarti andare alla sensazione di tradimento. Certo, sapevi non fosse colpa sua, non aveva scelto lui di essere figlio di Otome, ma la cosa ti aveva scossa parecchio dato che era la tua prima vera amicizia.

"C-... Cosa sai di mia madre? E come sai di quello?" Ha fatto domande il ragazzo dai lunghi capelli, iniziando a tremare leggermente dalla paura.
"Tu puoi essere pericoloso, Dice... Ma lo sono anche io. Ti rammento che sono un hacker, probabilmente la migliore in circolazione, ho semplicemente fatto qualche ricerca nel mio archivio" hai risposto sinceramente, spostando i tuoi occhi (c/o) a guardarlo.
"Che... Che hai intenzione di farmi?" Ha indagato lui, confondendoti un attimo.
"Io? Assolutamente niente. Almeno, niente fino a che tu non parlerai a nessuno di me" hai ribattuto alzando le spalle.
"Perché sei... P-perché...?" Ha balbettato lui, incapace di mettere assieme le parole per formare una frase.
"Perché sono ostinata con il non far sapere nulla a nessuno su di me? Perché...? Già, secondo te perché?" Hai chiesto, spingendolo a ragionare.
"Io... Penso... Hai problemi con la polizia?" Ha azzardato, spaventato da te.
"Dio, per favore, calmati e parla normalmente. Se avessi voluto farti qualcosa lo avrei già fatto nel momento in cui sei entrato prima, no?" Hai quasi sbottato, facendolo sobbalzare.
"(T/n)-" stava per dire prima di bloccarsi.
"Per rispondere alla tua domanda, fuochino. Però... Pensa più in grande" hai invitato, causandogli un convulso tremolio di braccia e spalle. Era palesemente terrorizzato, chissà a cosa stava pensando.
"Vuoi farmi fuori?" Ha azzardato il tuo amico, guardandosi attorno in cerca di vie di fuga... Ma era troppo vicino a te e sapeva tu fossi allenata, non avrebbe avuto scampo se avesse provato a fuggire.
"Non mi sporco le mani con gli omicidi; sono un hacker, non un killer" hai riso amaramente, sorpresa da tale affermazione.
"Mi venderai a qualcuno? O... O mi darai a quelli che cercano di ribaltare il governo?" Ha ipotizzato il giovane dagli occhi magenta, facendoti ridere.
"No e no, idiota" hai scosso la testa, negando la cosa. Non era tua intenzione, non avresti assolutamente messo nei casini lui per i danni che ha causato qualcun altro.
"Hai qualche accordo con mia madre? Mi stavi cercando? Io..." Stava parlando a vanvera prima di bloccarsi.
"Dio, smettila di ipotizzare. Conosco tua mamma ma non ho intenzione di stringere altri accordi con lei. Non siamo-... In buoni rapporti, diciamo così" hai cercato di farlo tornare alla realtà. Stava dicendo troppe stronzate, tutte teorie strane ed inutili. "Sono ricercata dal governo perché ho lavorato per loro." Hai dato voce alla verità, facendolo irrigidire. "Probabilmente sono tra i primi a voler ribaltare il sistema. La tua cara madre mi ha causato danni non indifferenti" hai detto con sarcasmo, facendogli abbassare lo sguardo.
"Pagherò io per ciò?" Ha indagato stringendosi le braccia attorno al corpo per proteggersi.
"No. Che giustizia sarebbe? È tua madre ad avermi fatto del male, non tu" hai scosso la testa, allungando una mano a fargli una carezza con le nocche sulla guancia. Al tocco, Dice è trasalito e si è dimostrato estremamente teso. "Dice?" Hai chiamato per farti guardare. Lui ha alzato lentamente lo sguardo, posandolo un attimo sul tuo coltello da campeggio sul cruscotto. "Tu sei mio amico. Sono abbastanza spaventata, probabilmente quanto te adesso. Ti voglio bene, non ti farei mai del male" hai affermato, appoggiandogli il palmo della mano sulla guancia. "Cerca di capirmi... Scoprire che il tuo unico vero amico è figlio di una persona che odi e che ti ha distrutto psicologicamente non è una passeggiata" hai continuato a parlare, notando che il suo tremolio fosse diminuito. "Ho paura, Dice" hai ripetuto, dando sfogo alle tue vere emozioni. "Non voglio che Otome mi catturi, non voglio tornare a lavorare per loro, non hai idea di cosa ho passato e di quanto difficile sia stato scappare" hai insistito, notando una nota di comprensione nei suoi occhi. "Non ti farei mai del male... Non posso, non voglio... Non ci riesco." Hai scosso la testa per la milionesima volta, contraendo la mandibola per la tensione. "Sei una persona importante per me, Dice Arisugawa." Hai concluso facendogli una carezza sullo zigomo con il pollice.
"Cosa hai intenzione di fare con l'informazione su mia madre?" Ha domandato con insicurezza, tenendo lo sguardo su di te.
"Non andrò a dirlo al giro, stanne certo. Rimarrà un segreto tra noi due, a patto che tu non dica niente di me a Ramuda o ad Otome" hai affermato con un cenno, facendogli mordere il labbro.
"È da molto che non parlo con lei... Non ne ho motivo, non si è mai sforzata di crescermi e aiutarmi" ha affermato il ragazzo dai lunghi capelli blu con insicurezza. "Ramuda mi ha effettivamente chiesto di te un paio di volte... Che devo dirgli se mi chiede altro?" Ha domandato poi, la mandibola che iniziava a tremare dalla paura provata.
"Semplicemente che non sai nulla di me, il che sarebbe veritiero" hai risposto facendogli abbassare lo sguardo. "Se le cose continueranno a filare lisce, è molto probabile che deciderò di raccontarti tutto su di me" hai negoziato, valutando seriamente l'opzione di dirgli la verità. Insomma, ormai sa che sei ricercata e che hai lavorato per il governo, se volesse venderti lo farebbe senza problemi anche ora, no?
"Sei la mia unica amica, (t/n)... Non voglio perderti, per favore, non abbandonarmi anche tu" ha piagnucolato Dice, il respiro che ha tremato un paio di volte come i suoi occhioni magenta si sono riempiti di lacrime. "Mi dispiace se non ti ho detto nulla sul fatto che sono scappato, mi dispiace che tu abbia paura di me, mi dispiace che mia mamma ti abbia fatto del male" si è scusato inutilmente poi, pur non avendo un serio motivo per farlo. "Ti prego, non abbandonarmi anche tu" si è messo a piangere a quel punto, crollando in un pianto disperato.
"Dice... Hey, non ho mai detto che ti avrei abbandonato, perché piangi?" Hai cercato di calmarlo avvolgendolo con le braccia prima di stringerlo forte al tuo petto. "Va tutto bene, Dice, calma... E, per favore, non scusarti. Non è colpa tua di ciò che ha fatto Otome, capisco tu non ti fidassi abbastanza da parlarmi di queste cose" hai sussurrato, cullando debolmente il suo corpo scosso da singhiozzi e sussulti vari.
"Ti prometto che non dirò niente a nessuno di te, ti prometto che sarò muto su qualsiasi cosa ti riguardi..." Ha mormorato il povero ragazzo abbracciandoti con forza. "Scommetto che sei arrabbiata con me... Sono sicuro che vuoi tenermi lontano" ha affermato di colpo, facendoti scuotere la testa.
"No, Dice. Più che arrabbiata, ero delusa... Ho avuto paura. Sai che durante le mie crisi depressive vengo annegata dai miei stessi pensieri e dalle mie stesse tare mentali... Avevo seriamente pensato che tu ti fossi avvicinato a me per consegnarmi al governo" hai confessato accarezzandogli i lunghi capelli. "Ma so che non lo farai. Se ne avessi avuto intenzione non ti saresti impanicato in quel modo mentre parlavo" hai ammesso, sentendolo sussultare leggermente in qua e là. "Ti prego, Dice... Non facciamoci del male a vicenda" hai supplicato stringendo la presa su di lui.
"Non voglio farti del male... Sei mia amica, voglio conoscerti, voglio proteggerti. Oltretutto sei colei che mi dà più emozioni intense tra tutti, persino più del gambling e delle sfide con l'Hypnosis Mic, nemmeno la sfida con Ramuda mi ha dato tutte le emozioni che mi dai tu... Sei importante per me, ti proteggerò a costo della vita" ha giurato sollevandosi e abbracciandoti al petto, ribaltando la situazione.
"No. Mai a costo della tua vita, non valgo così tanto... Sono sopravvissuta a molto, sopravvivrò in ogni caso. Ci proteggeremo a vicenda, ma tu devi proteggerti quanto più possibile." Hai detto solenne, abbracciandolo attorno al petto con forza. "Hai un gran cuore, Dice... Non lasciare che si corrompa" hai chiesto infine, spaventata dalla possibilità che qualcuno lo facesse diventare come la madre.
"Farò di tutto per proteggerti, (t/n)-chan" ha ribattuto il tuo amico prima che un forte suono di passi pesanti in corsa risuonassero nell'aria.
"Ora di cena, è arrivato il cibo, andiamo" hai detto velocemente lasciandolo andare e avviandoti fuori a passo svelto. "AXEL!!" Hai urlato appena il lupo si è fermato davanti a te e ha scodinzolato, inchinandosi sulle zampe anteriori per giocare.
"Roof roof!" Ha fatto il lupo robotico saltando di qua e di là prima di girarsi e mostrarti le buste legate al suo dorso con due grosse scatole di sushi assortito.
"Sei un grande, Axel" hai sussurrato accarezzandogli il muso prima di prendere le due buste e avvicinarti a Dice, il quale guardava a distanza. "Tutto bene, Dice?" Hai chiesto con preoccupazione, guardandolo con attenzione... Era teso e non ti guardava negli occhi, qualcosa lo turbava.
"S-Sì... Mi fa solo strano che qualcuno sappia il mio segreto..." Ha mormorato il ragazzo avvicinandosi.
"Prometto che nessuno saprà niente, Dice-kun. Ti voglio bene, non ti metterò nei casini, già basta che ti ci ficchi da solo" hai scherzato con una risatina, facendolo ridere e arrossire.
"Touché" ha ribattuto il giovane prima che tu gli prendessi la mano e lo portassi dietro il camper. "Pensavo che non volessi più vedere le stelle con me..." Ha ammesso il tipo dagli occhi magenta con un cipiglio.
"Quando mai l'ho detto?" Hai ribattuto con ironia prima di fare un cenno verso il tettuccio. "Dai, sali!" Hai invitato intrecciando le mani davanti a te per fargli da scaletta.
"Uno, due, tre-!" Ha fatto il tuo amico mettendo un piede sulle tue mani incrociate e sollevandosi per raggiungere il tettuccio, cosa in cui hai dovuto aiutarlo spingendolo verso l'alto. "WOOOOOAAAAAHHHH!!!" Ha esclamato, rischiando di perdere l'equilibrio.
"Dice, l'equilibrista non è un lavoro che fa per te" hai notato cercando di aiutarlo, spingendolo ulteriormente per farlo arrivare al tetto.
"Ci sono... E... E uno, e due... Tre-!" Ha detto con un immenso sforzo, cercando di arrampicarsi fino a giungere in cima. "Ce l'ho fatta... Rammenta di mettere delle scalette che reggano appena puoi perché col cavolo che lo rifaccio!" Ha affermato Dice, rammentandoti Capitan Jack Sparrow.
"Prendi le buste, lagnone!" Hai esclamato allungandogli le buste affinché le prendesse. Appena libera dalle buste hai fatto qualche passo indietro per prendere la rincorsa, hai fatto uno scatto in avanti fino a balzare agilmente a circa metà altezza, dandoti la spinta con i piedi contro il camper e saltando in cima come un agile felino.
"W-... WOW!" Ha esclamato in ammirazione il tuo amico a occhi sgranati. "Diamine, si vede che ti alleni" ha commentato, guardandoti mentre ti sedevi accanto a lui.
"Non si sa mai" hai risposto con un'alzata di spalle. "Buon appetito!" Hai esclamato dando a lui la sua scatola per poi prendere la tua e iniziare a mangiare.

//

A fine cena, eravate entrambi sdraiati sul tettuccio del camper a guardare le stelle. Era una bellissima notte stellata, pulita e limpida.
"È bello quassù, vero?" Hai domandato, tenendo la testa appoggiata al braccio sinistro mentre il destro era steso lungo il corpo, subito accanto a Dice.
"Sì... È piacevole, e il cielo è bellissimo. Non ho mai seriamente guardato le stelle" ha risposto il tuo amico , nella tua stessa posizione ma con una gamba sollevata e una stesa.
"Io lo guardo spesso. Non sai mai cosa può succedere, quando mi sento stressata mi piace stare quassù a guardare il cielo. Sembra che se ne dimentichino tutti ma fa bene guardare là in alto. È così bello, dà una sensazione di libertà" hai sorriso, ammaliata dalla bellezza delle stelle. "Ma sembra che si dimentichino tutti che il cielo è proprio sopra le loro teste... Ed è triste, perché è la parte più limpida e che dà più senso di essere liberi" hai aggiunto poi con un cipiglio. "Mi piace pensare-... Mi piace pensare che anche i miei futuri amici stiano guardando il cielo allo stesso tempo in cui lo sto guardando io" hai detto sognante, sentendoti di colpo gli occhi addosso.
"Ti sentivi sola?" Ha chiesto Dice guardandoti, il suo sguardo quasi intristito.
"Non ne hai idea... Mi sono sentita sola per tutta la vita. Non ho mai avuto nessuno, la mia famiglia mi odiava, nessuno mi apprezzava seriamente... Insomma, a chi può mai piacere una ragazza fissata con robot e tecnologia e che si comporta come un gatto randagio?" Hai fatto autoironia prima di chiudere gli occhi. "Non ho mai avuto amici... Nessuno mi ha mai dato un abbraccio, nessuno mi ha mai supportato nelle mie passioni, nessuno si è mai sforzato di capirmi... Sembra che io sia nata per rimanere sola" hai continuato a parlare, iniziando a sentire la gola che bruciava ardentemente. "Non ho mai trovato nessuno che mi confortasse, che mi volesse bene, che mi accettasse... Ho sempre sofferto la solitudine, cercando di convincermi che fosse ciò che desideravo... Ma non era così" hai concluso riaprendo gli occhi e cercando di deglutire il groppo che avevi in gola.
"E quale era la realtà?" Ha domandato il ragazzo dagli occhi magenta, tenendo lo sguardo fisso su di te.
"Che volevo un amico. Volevo disperatamente essere accettata e amata, volevo che qualcuno mi dicesse “sì, cretina, ti voglio bene nonostante i tuoi difetti”... Volevo un amico che mi sostenesse durante i miei periodi bui, qualcuno che non mi abbandonasse... Axel è stato creato anche per questo nonostante, inizialmente, non fosse destinato a me. In Italia mi odiavano tutti... Ero quella strana, la solitaria, l'antipatica, quella fissata con i robot... Non esisteva (t/n), esisteva solo quella" hai risposto con onestà, permettendogli di conoscere di più su di te.
Di colpo hai sentito una mano afferrare la tua e stringerla forte... La mano più grande e calda di Dice.
"In un certo senso ti capisco... Anche io non ho mai avuto particolari amici nella mia crescita. Penso che la prima vera amica io abbia mai avuto sia stata tu... E solo di recente, sempre grazie a te, ho conosciuto Ramuda e Gentaro" ha ammesso il giovane dai lunghi capelli blu prima di riportare lo sguardo sulle stelle, senza mai lasciar andare la tua mano.
"Io penso di avere te, Doppo e basta" hai risposto con una leggera risata triste. "Ci sarebbe anche Jakurai suppongo, ma mi fa strano pensarlo come amico" hai aggiunto poi, sorridendo alle varie uscite con l'uomo altissimo.
"Doppo? Quel depresso che si scusa sempre?" Ha indagato con un leggero astio il tuo amico, guardando storto verso l'alto.
"Non parlarne così male... È molto ansioso, non è il massimo nel fare amicizia. È molto più simile a me di quanto credi... È estremamente gentile e ha vari problemi... È un grande amico, tutto sommato, mi ha portato in ospedale senza neanche conoscermi" hai raccontato con grande gratitudine. Dovevi seriamente tanto a Doppo, era un grande amico per te e gli volevi un gran bene.
"Ti ha portata in ospedale?" Ha detto con incredulità Dice, sorpreso da tale affermazione.
"Lunga storia fatta breve, non mangiavo da giorni, ero disidratata e affamata a tal punto da collassargli davanti dopo che mi ha involontariamente dato una spallata... Ha subito chiamato l'ambulanza e Hifumi, e mi ha tenuto compagnia nella sala d'attesa per ore fino a che non mi sono svegliata. Mi ha offerto cibo, acqua e un riparo per un po' quando sono uscita e mi ha detto di chiamarlo se avessi avuto bisogno. È stato molto gentile, gli devo tantissimo" hai detto, ricordando quel giorno. Hai saltato la parte in cui dovevi dire che stavi cercando di farti morire di fame e di sete.
"Mi dà fastidio che abbia il vizio di scusarsi per tutto, rende le sue scuse prive di valore" ha affermato con fastidio il ragazzo dagli occhi magenta.
"Invece lui intende ogni singola scusa che dice. È molto ansioso e timido, è stato preso in giro a lungo e al lavoro abusano tutti della sua disponibilità... Gli hanno messo in testa il fatto di essere un perdente e un idiota nonostante sappia fare lavori ottimi nel suo campo. È molto gentile ma non ha autostima, e ciò influisce sulle sue ansie e paranoie... Non dovresti essere così duro con lui senza sapere cosa ha passato." Lo hai ripreso tu, descrivendogli il Doppo che conoscevi. "Tutti abbiamo una storia, e quella storia ci ha resi chi siamo oggi... Non giudicare senza sapere le ragioni" hai detto poi, infastidita dall'idea che aveva sull'uomo che ti ha salvato la vita e che ti ha tenuta al sicuro per mesi.
"Ti piace?" Ha domandato di botto Dice, confondendoti. "Doppo. Ti piace?" Ha spiegato poi facendoti fare una risatina.
"No, no, nulla di simile" hai scosso la testa, negando la cosa. "Semplicemente ci sono molto legata, ha fatto davvero tanto per me" hai affermato stringendo la mano a Dice.
"Hai dato anche a lui i cioccolatini, vero?" Ha indagato poi con un leggero cipiglio.
"Li ho dati a Doppo a livello di amicizia, a Jakurai-sensei ho dato quelli del dovere e una bottiglia di vino pregiato, mentre a Samatoki ho dovuto fare un massaggio a causa tua." Hai elencato tu con un'occhiataccia giocosa.
"Come sarebbe a dire “a causa mia”?!" Ha esclamato lui girandosi di botto verso di te.
"Hai cercato di barattare un mio massaggio in cambio dei soldi che dovevi ai Mad Trigger Crew e Samatoki ha voluto provare su pelle se fossi così brava come dicevi. Se ti avessi avuto davanti in quel momento ti avrei strangolato" hai spiegato facendogli sgranare gli occhi.
"Ahm... Whoops" ha fatto il tuo amico con una tinta rossa in volto. "Gli è piaciuto?" Ha domandato poi con una punta di gelosia nella voce.
"Direi di sì... Forse troppo" hai risposto pizzicandoti il setto nasale. "Perché diamine hai dovuto parlare loro dei miei massaggi?! Ti immagini me. ME. Una tappa di un metro e sessantacinque scarsi che fa un massaggio a Rio?!" Hai esclamato con incredulità, facendo riferimento al fatto che Rio fosse alto un metro e novantuno.
"Hehehe..." Ha fatto una risatina nervosa il giovane dai capelli blu con imbarazzo. "Ora che so che è piaciuto a Samatoki non lo dirò mai più a nessuno" ha affermato con gelosia, infastidito dall'idea che Samatoki si sia sorbito un massaggio a San Valentino.
"Fai anche il geloso ora?!" Hai rinfacciato ridendo. "Sai bene che Samatoki approfitta di qualsiasi cosa quando qualcuno gli deve un favore... Dovevi aspettartelo me lo chiedesse dato che non potevo certo regalargli dei cioccolatini" hai detto imbarazzata, rammentando i due particolari gemiti dell'antipatico dagli occhi rossi.
"Non rinfacciarmelo, per favore, mi dà fastidio solo il pensiero" ha ammesso il tuo unico amico passandosi una mano tra i capelli.
"OH! STELLA CADENTE!" Hai esclamato di botto indicando in alto con la mano sinistra, spostandola di botto da sotto alla tua testa. "Esprimi un desiderio!" Hai invitato, chiudendo giu occhi ed esprimendo il tuo. "Voglio pace e serenità... Niente più paura e sofferenze" hai pensato prima di riaprire gli occhi.
"Cosa hai desiderato?" Ha chiesto Dice con un sorrisetto stringendoti la mano con forza.
"Non si dice, altrimenti non si realizza" hai negato mettendoti il dito indice davanti alle labbra.
"Yaaaawwwwnnnn!!" Ha emesso un rumoroso sbadiglio il giovane, sollevandosi a sedere. "Andiamo dentro? Inizio ad avere sonno" ha offerto poi stiracchiandosi.
"Andiamo, dormiglione" hai riso prima di prendere le scatole e le due buste, in cui precedentemente c'era il sushi, e scendere dal camper, subito seguita da Dice (il quale si è ritrovato a quattro zampe dopo aver perso l'equilibrio). "Poi sono io a essere imbranata, eh?" Hai rinfacciato scuotendo la testa prima di aiutarlo ad alzarsi e andare nel camper.

Dovevi solo sperare che Dice mantenesse la sua promessa...

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PION PION PION!
Hello hello, my dear friends~

Sorry per non aver aggiornato ieri notte ma venerdì sera sono andato in discoteca, sono tornato quasi alle 4 di mattina... E ho dormito in totale di tipo 4 ore e forse poco più :D
Però, vi giuro, da morire dal ridere.
Vi racconto il primo che mi ha fermato, sentite qua: praticamente io e questa mia amica che era con me stavamo cercando un nostro amico (ci siamo divisi perché noi abbiamo preso un drink e lui è andato fuori con altri amici) e a una certa uno mi tocca la spalla, mi guarda e mi fa "Oh, c'è un tipo che ti vuole conoscere!" Io lo guardo tutto serio e gli faccio "ma che cazzo vuoi?" la mia amica spezzata in due dal ridere. Poi quello fa una risatina e insiste, "No, no, davvero, è proprio lì!" E io "ma levate!!" E vado via con la mia amica alla ricerca dell'amico perduto. Stavo morendo dal ridere quando sono uscito, certe risate che bho, spaventoso 😂😂 Poi, una volta trovato, raccontiamo tutto a questo ragazzo, lui ci guarda e ci fa "certo che siete proprio cattive, eh" (non sa della mia identità di genere), il tutto perché sia io che lei abbiamo rifiutato due tizi neanche il tempo di arrivare AHAHA
Perle.

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Come state? Io, se escludiamo che non ho voglia né concentrazione né motivazione di studiare e che sto soffocando dal caldo, sto abbastanza bene.
Ricordatevi di bere molta acqua e di non saltare i pasti, ok? È importante nutrirsi e restare idratati, meritate di mangiare e di stare in salute.
Prendetevi cura di voi stessi, soprattutto dato che ora è estate e, per esperienza, vi assicuro che l'estate può essere più stressante dell'inverno (motivo per cui io alterno tra fame nervosa e digiuno serale).
Ricordatevi di prendervi del tempo per voi, non state troppo sotto il sole nel primo pomeriggio, bevete molto, uscite solo se ve la sentite di farlo, non fatevi obbligare a fare niente. Per favore, abbiate cura di voi stessi, desidero davvero che voi stiate bene...

Se avete bisogno di parlare, sfogarvi o qualsiasi altra cosa... Scrivetemi pure, io ci sono. Sono disposto ad ascoltarvi e a parlare con voi, sono qui anche per voi. Potete scrivermi per qualsiasi motivo, sono disposto ad ascoltare e a parlarvi, sono disposto anche a essere vostro amico se ne avrete bisogno. Su su, io sono qui, potete farcela! 💜💜

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ANYWAY! Aggiornamento importante: *Inhales* sto lavorando a un altro progetto :D
Siete curiosi? WELL. È una "× Lettore" ovviamente BUT. But. È una cosa nuova in cui mi sto cimentando... And that is: una "x lettore MASCHIO". :D
Mi è stato richiesto un paio di volte di scrivere anche per i ragazzi e, dato che ormai sono in fissa con Yarichin Bitch Club, ho deciso di ambientare lì la prima storia per i boys~
Ovviamente anche gli altri e le altre potranno leggere, basta immaginarsi con fisico maschile (che ho intenzione di metterlo pre-impostato) e con nome maschile o genderless, i tratti facciali saranno quelli che volete (immaginari o reali). Mi auguro decidiate di seguire anche quella storia in futuro (uscirà appena conclusa o "STRAY" o "EXPERIMENT 626").

OLTRETUTTO, appena la storia di "Experiment 626" raggiungerà i 2k ho intenzione di fare un Q&A (Question and Answer) in un capitolo a parte. Potete farmi qualsiasi domanda vogliate nei commenti e io risponderò direttamente a voi senza filtro alcuno. Può essere qualsiasi cosa, da "da dove ti vengono le idee per scrivere?" fino a "quale è il tuo colore preferito?".
In più, nello stesso capitolo, metterò le informazioni base su di me (nome/soprannomi, età, compleanno e cose così), perché mi sono reso conto che non lo faccio da quando ho eliminato la storia dei giochi apposita lol

Ditemi che ne pensate, sono molto curioso ^~^

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Well well, io penso di iniziare a buttare giù le idee per la storia di Yari-bu. Spero davvero vi possa piacere ^^

Abbiate una buona giornata/nottata, da Randy è tutto...
JAA NE!!!!!

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