Capitolo 4

Caro Deku,
sono ormai sei mesi che esco con un collega e le cose tra noi stanno andando molto bene, così ho deciso di invitarlo a trascorrere il Natale con me e la mia famiglia. Come puoi immaginare, ero al settimo cielo quando mi ha detto che gli sarebbe piaciuto. Il giorno dopo mi ha scritto un messaggio dicendo che era tutto finito e che stava per prenotare una vacanza natalizia con i suoi amici. Ha ammesso che la sera prima non mi aveva detto nulla perchè voleva fare sesso. Io lo amo ancora e voglio riconquistarlo. Che cosa dovrei fare?
Tua,

Incorreggibile Romantica

Adesso aveva la loro completa attenzione. Immobili, i tre uomini lo fissarono dalla parte opposta del tavolo della sala riunioni, e i loro volti mostrarono una miriade di reazione diverse mentre il verdino terminava di leggere la lettera esibita in tutta la sua gloria sullo schermo del proiettore alle sue spalle. Uno sguardo ad Aizawa, tuttavia, gli fece scorrere un'ondata di panico in tutto il corpo. Pareva confuso, quasi arrabbiato. Stava commettendo un terribile sbaglio? Quella trovata era sembrata un'ottima idea alle tre del mattino, mentre dava di matto dopo due litri di caffè, tre pacchetti di caramelle gommose e due barrette di Galaxy risultanti da una corsa notturna alla stazione rifornimento. Adesso, in bilico sull'orlo del suicidio professionale, sembrava pura follia.

<<Mi sono reso conto che nessuno dà il tipo di consigli che sarebbero utili davvero>>, aveva spiegato al suo annoiato direttore all'inizio della presentazione. <<Nessuno spiega davvero alle donne come affrontare gli uomini che hanno rovinato le loro vite>>.

<<Midoriya>>, aveva detto Aizawa, alzando le mani per fargli segno di fermarsi. <<Quando ho detto di sistemare la rubrica intendevo di darmi da leggere qualcosa che non mi facesse accapponare la pelle, e che attirasse più inserzionisti. Non di propinarmi qualche stronzata femminista>>.

<<Non è una stronzata>>, rispose Izuku, facendo del suo meglio per controllare la rabbia suscitata da quelle parole dure. <<Le stronzate erano quelle che scrivevo prima. Stronzate patetiche e banali, sul genere "richiedi un opuscolo" e "spreca i tuoi soldi in terapia" che sfornano tutte le altre rubriche di posta del cuore. Cosa ottengono di buono? Hai mai sentito qualcuno che abbia salvato la sua relazione riempiendo i silenzi imbarazzanti in una stanza con una donna, o in questo caso di un ragazzo gay, di mezza età che ti bersaglia di inutili domande sulla tua infanzia?>>.

Aizawa prese un sorso di caffè dal suo bicchiere di carta senza togliergli gli occhi di dosso.

<<Continua>>, disse, tornando a posarlo.

Il verdino guardò Todoroki in cerca di incoraggiamento, ma l'amico aveva inarcato così tanto le sopracciglia da farle quasi scomparirel sotto la scriminatura laterlale. Izuku avrebbe voluto sentire prima la sua opinione quella mattina, ma lui era arrivato tardi ed ra venuto dritto alla riunione.

Shinsou, il terzo uomo presente, aveva passato la prima parte della riunione del tutto assorto nel suo Blackberry e senza quasi ascoltare quello che diceva. Quell'atteggiamento aveva provocato una rabbia tale al verdino da spronarlo a peoseguire. Era ancora irritato per come l'aveva toccato prima, quando era entrato in ritardo nella stanza.

<<Buongiorno, gente>>, aveva salutato, come se non avesse una sola preoccupazione al mondo. <<Scusa il ritardo, Aizawa, ma è stato un pandemonio. Ho passato la mattina al telefono cercando di accalappiare un mega inserzionista>>.

<<Non dirmelo>>, aveva risposto il capo a denti stretti, <<finchè non è nero su bianco. Sono stufo delle tue promesse che restano solo fumo. Adesso siediti e aspetta il tuo turno>>.

Izuku aveva sentito Shinsou passare dietro di lui, per nulla colpito della frecciatina. Non aveva osato guardarlo, temendo di non avere ancora ripreso il controllo sulle proprie emozioni. Ma prima che la prugna umana entrasse nel suo campo visivo, aveva sentito una mano sulla spalla. Izuku era saltato sulla sedia per la sorpresa, poi l'altro gli aveva dato una strizzatina affettuosa e si era seduto proprio al suo fianco.

Come osava toccarlo? L'affetto e le carezze avrebbero fatto comodo il giorno prima, quando l'aveva lasciato. Lo aveva fissato sconvolto. Lui aveva ricambiato lo sguardo e mimato in silenzio con le labbra le parole "Stai bene?", prima di sporgersi e stringergli la mano dipingendosi in faccia un'espressione preoccupata.

Non aveva quell'espressione adesso. Era sbiancato, tutto occhi sgranati e bocca aperta. Midoriya aveva dovuto tossire per attirare la sua attenzione prima di leggere ad alta voce il testo proiettato sullo schermo, spiegando che si trattava di una lettera finta utilizzata per illustrare il nuovo stile della sua rubrica. Il suo sguardo incredulo rese il verdino ancora più risoluto. Se lo meritava. E lo meritava anche lui stesso. Avun certo punto, nel cuore della notte, era giunto alla conclusione che non aveva nulla da perdere. La sua vita sentimentale era un disasto e per quanto riguardava la sua carriera, be', scrivere una rubrica di posta del cuore non realizzava proprio i sogni di diventare la nuova Kate Adie. Quindi vaffanculo. Se fosse andato tutto a monte avrebbe fatto come quella di Mangia Prega Ama. Anche se, con la sua fortuna, nel suo caso si sarebbe trattato più che altro di Mangia Prega di non ingrassare Ama essere obesa e una zitella.

Tornare indietro era impossibile, ormai. Doveva fare solo un respiro profondo, tirare dritto e sperare di arrivare indenne dall'altra parte.

<<E adesso vi mostrerò come il Caro Deku risponderà in futuro>>, disse, sporgendosi a premere il pulsante della schermata successiva senza distogliere gli occhi da Shinsou. Lesse ad alta voce la lettera di risposta, lasciando loro il tempo di assimilare ogni parola.

Cara Incorreggibile Romantica,
sei un'idiota.
A lui non frega un fico secco di te.
Ti prego di leggere più volte questa frase fino a crederci, perchè è così.
La mia casella di posts è piena di donne come te. Donne che mi scrivono in cerca di speranza. Speranza che ci sia qualcosa da fare per trasformare il loro incubo in una favola e vivere per sempre felici e contente. Be', senti questa.
La Speranza non è tua amica.
La Speranza è un demonio che ti farà prendere misure inutili e disperate.
Quindi volta pagina. Ma non prima di aver mostrato a quell'uomo che non può calpestare il tuo cuore sublime. Non prima di averlo fatto soffrire nello stesso modo in cui lui ha fatto soffrire te. E se non riesci a faroo per te stessa, fallo per tutte le altre donne là fuori, insegnali a trattare meglio la prossima.
Quindi, Incorreggibile Romantica, il tuo collega codardo deve imparare non una, non due, ma tre lezioni prezione.

PRIMA LEZIONE: NON ROVINARE MAI E POI MAI IL NATALE DI UNA DONNA

Izuku alzò lo sguardo timoroso, il cuore gli batteva così forte che si sorprese che gli altri non lo sentissero. Shouto aveva ancora gli occhi sgranati; Aizawa per fortuna sembrava vagamente interessato, mentre Shinsou lo stava fissando come se fosse un pazzo scatenato.

Al verdino sembrava di vivere un'esperienza extracorporea. Come se stesse guardando qualcun'altro fare una figuraccia atroce; o forse desiderava soltanto che fosse così. Si sforzò di apparire in controllo e sicuro di sè mentre si chinava in avanti per tirare a sè il telefono vivavoce al centro del tavolo.

<<Ora, come dimostrazione pratica...>>, disse, premendo il pulsante di richiamata e intuendo che i tre uomini si scambiavano uno sguardo confuso. Il telefono squillò, riempiendo il silenzio, finché non si sentì qualcuno che rispondeva.

<<Salve, parla Pauline>>, disse una voce femminile.

<<Salve signora Shinsou>>, si affrettò a dire Izuku prima che Hitoshi potesse esprimere il suo stupore per il fatto che avesse chiamato sua madre nel mezzo di una riunione di lavoro. <<Sono di nuovo Izuku e c'è Hitoshi qui con me>>.

<<Certi, caro. Come sta?>>

<<Oh, sta mostrando un grande coraggio, signora Shinsou>>

<<Davvero? Bene. Sono così felice che tu mi abbia chiamato, Midoriya. È tutta la mattina che ci penso. So che è molto difficile quando metti fine a una relazione, ma è così gentile da parte tua preoccuparti della reazione di Hitoshi>>.

<<Con genitori come voi pronti ad aiutarlo, signora Shinsou, sono certo che ce la farà benissimo>>.

<<Be', siamo sempre qui per lui, lo sa. Puoi passarmerlo, così glielo chiedo io?>>

<<Certo. Eccolo>>. Izuku rifilò a Shinsou una gomitata nelle costole.

"Cosa stai facendo?", mimò la prugna vivente con le labbra.

"Di' ciao e basta", risponde il verdino nello stesso modo.

<<Ehm, ciao, mamma>>, disse lui, alzando le mani in totale confusione.

<<Oh, Hitoshi, mi dispiace così tanto che non abbia funzionato con Izuku. Quando ci ha chiamato per dirci che ti aveva lasciato mi sarei messa a piangere per te, davvero. E ha detto che la stavi prendendo male e che ti preoccupava soprattutto l'idea di passare il Natale da solo. Be', giovanotto, non preoccuparti più di quello. Certo che ci piacerebbe averti qui con noi. È passato così tanto. E tutti i tuoi nipotini non vedono l'ora di giocare con il loro adorato zio Hitoshi una volta tanto. Ho già chiamato tua sorella ed è tutto sistemato. Un Natale in famiglia è proprio quello che ti serve per uscire da questa crisi>>.

Hitoshi rimase lì seduto ad aprire e chiudere la bocca.

<<Ma, mamma...>>, riuscì a farfugliare mentre fissava paonazzo Izuku. <<Io avevo intenzione di...>>

<<Niente ma, giovanotto, passerai il Natale in seno alla famiglia e questo è quanto. Ti rimetteremo in sesto, figliolo. Presto sarai di nuovo allegro e pimpante come al solito. Adesso vado perchè tuo padre deve accompagnarmi a Sainsubury per scegliere i petardi natalizi con la sorpresa. Ti chiamo più tardi per vedere se hai passato una bella giornata. Testa alta, figliolo. Ciao>>.,

La linea cadde e per un attimo ci fu un silenzio nella stanza. Izuku non aveva programmato molto oltre quello. Il cuore gli battev ancora incredibilmente forte ma adesso provava anche qualcos'altro, scatenato dall'espressione scioccata e sgomenta sul viso di Shinsou. Qualcosa che somigiava molto al trionfo, persino alla gioia. Aveva la tentazione fortissima di mettersi davanti a Hitoshi e lanciare un infantile <<Waaaaaaaaaah>>. Guardò Shouto. Le sue sopracciglia erano ancora nascoste ma stava annuendo e sorrideva con aria d'approvazione, pur gettando qualche occhiata nervosa verso Aizawa.

<<Prosegui>>, latrò questi, spezzando di colpo il silenzio, mentre Shinsou continuava a essere sotto shock.

<<Che cosa?>>, strillò lui. <<Ma lui è...>>, iniziò.

<<Stop>>, disse Aizawa, alzando la mano per zittirlo. <<Ti ho detto che potrai parlare quando sarà il tuo turno. Adessi voglio vedere cos'altro ha da dire. Vai avanti, Midoriya>>.

<<D'accordo>>, fece il verdino. Ancora nessun licenziamento, doveva essere un buon segno. Premette il pulsante per passare alla slide successiva

SECONDA LEZIONE: NON USARE MAI UN MESSAGGIO PER DARE CATTIVE NOTIZIE

Abbassò la mano e prese il cellulare, premette qualche tasto e tornò a posarlo sul tavolo, incrociando le braccia e sorridendo direttamente a Shinsou. Qualche secondo più tardi, il telefono di Hitoshi squillò e lui sobbalzò sulla sedia come fosse una bomba a orologeria.

<<Non hai intenzione di leggere il messaggio?>>, chiese il verdino.

<<Come, adesso?>>, ribattè l'altro.

<<Adesso!>>, si ritrovò a sbraitare Izuku.

Non lo aveva mai visto così sospettoso del dispositivo che di solito aveva sempre incollato all'orecchio o alle dita. Lo prese con cautela e premette j tasti neccessari a visualizzare il messaggio che gli aveva mandato. Gli lanciò uno sguardo ansioso, poi abbassò gli occhi per leggerlo. Dopo neanche un secondo, lasciò cadere il telefono per terra come se lo avesse bruciato.

<<Tu sei pazzo>>, strillò. <<Digli di smettere>>, urlò ad Aizawa. Aizawa non disse nulla, si limitò ad alzare le sopracciglia e guardare Izuku con aria interrogativa.

Il verdino si chinò in avanti per cliccare sulla slide seguente.

<<Questo è il messaggio che Shinsou ha appena ricevuto>>, spiegò ad Aizawa e Todoroki, mentre tre parole comparivano sullo schermo

Una parola: BOBBITT

A quel punto, Shouto non ce la fece più. La sua bocca emise un suono simile a una piccola esplosione, colpi di tosse e sputacchi misti a risate isteriche nel vedere il volto cinereo di Shinsou. Aizawa sembrava confuso, spostava lo sguardo dall'uno all'altro in totale sconcerto. Izuku si affrettò a intervenire con una spiegazione.

<<Per chi non conoscesse la triste vucenda di Lorena Bobbitt, vedrò di illustrarla>>. Cambiò schermata per mostrare un ritaglio di giornale con il titolo "Crimini sotto la cintura: amputazione penica e castrazione". Aizawa sussultò mentre il verdino parlava della famosa Lorena Bobbitt della Virginia, Stati Uniti, e della reazione estrema che aveva avuto alle trasgressioni del marito nel 1993.

Prendendo il sogghigno del direttore come incoraggiamento, Izuku decise di insistere mentre sembrava che avrebbe potuto cavarsela.

<<E infine, la terza lezione>>, disse, cliccando sull'ultima slide.

TERZA LEZIONE: IL SESSO È UN PRIVILEGIO E NON UN DIRITTO

Shinsou, ormai era senza parole, lanciò uno sguardo implorante ad Aizawa che, appoggiato allo schienale, stava allargando il sogghigno in un ampio sorriso. Midoriya aggirò il tavolo in direzione di Hitoshi, il quale si ritrasse con un sussulto quando lo sfiorò per prendere un oggetto dallo scaffale alle sue spalle, coperto dal suo migliore canovaccio di Cath Kidston. Glielo posò davanti prima di rimuovere il panno e rivelare un intero ceppo per coltelli. Shinsou piagnucolò mentre Izuku, con un gesto teatrale, estraeva un grande coltello da scalco. I tre uomini erano silenziosi, ormai, e un'ombra di paura baluginava nei loro occhi. L'intera stanza sembrò trattenere il fiato finché Midoriya non scrollò le spalle e posò una mano rassicurante sulla spalla di Shinsou, facendolo sussultare di nuovo con sua grande soddisfazione.

<<Niente panico, non lo userò su di te>>, disse, rimettendolo nel ceppo.

Shinsou si afflosciò sulla sedia, emotivamente esausto.

<<Penso che questo sia più della tua taglia, no?>>. Izuku estrasse un piccolo pelaverdure, si assicurò che tutti lo avessero visto e poi lo sbattè sul tavolo davanti a lui, prima di tornare con calma dall'altra parte della stanza e voltarsi verso il suo pubblico.

<<E questo, signori, conclude la mia presentazione>>, disse. <<Qualche domanda?>>.

Un silenzio sconvolto continuò a incombere sulla stanza, nessuno era stato preparato a quello che era appena successo e, dunque, a quello che sarebbe accaduto in seguito. Fu Shouto il primo ad alzarsi. Nella stanza risuonò un forte applauso mentre lui lanciava al verdino un dei suoi rari sorrisi raggianti.

<<Brillante>>, disse. <<Semplicemente brillante>>.

E con tale sorpresa di Izuku, anche Aizawa si alzò e si unì all'applauso spontaneo.

<<Non brillante>>, disse. <<Geniale. Ecco cos'era. Assolutamente geniale. Guardatelo. È il sogno di ogni donna punire così l'uomo che l'ha offesa>>. Shinsou sedeva ancora bianco come un cencio, lo sguardo fisso al coltello. Una goccia di sudore gli imperlava la fronte. Aizawa sbatté entrambi i pugni sul tavolo. <<Lo adoro>>, urlò. <<È diverso, è controverso, è divertente. Una rubrica di vendette. Ecci cosa ci serve>>. Si sedette di scatto mentre cercava di stare dietro ai suoi pensieri fulminei. <<È così... Così... Qual è la parola giusta, Todoroki?>>, chiese, facendo schioccare le dita nella sua direzione.

<<Scandaloso?>>, propose Shouto.

<<Sì, ecco. Scandaloso>>, urlò lui, rialzandosi in piedi e aggirando il tavolo per raggiungere Izuku e prendergli le mani.

<<Ti prego, dimmi che puoi fare una cosa simile anche per altre o altri falliti come te>>, disse.

A Midoriya, ancora sconvolto per essere stato chiamato genio e fallito dal suo capo nel giro di pochi secondi, sembrava di essere entrata in un universo parallelo. Aveva quasi messo in contro di venire licenziato entro la fine della giornata.

<<P-posso provarci>>, riuscì a dire.

<<Le folle torturate dalla popolazione maschile di Manchester saranno per sempre in debito con te>>, disse lui in tono solenne, prima di voltarsi e agitare il dito davanti a Shinsou.

<<Quanto a te>>, disse. <<Voglio un elenco di potenziali inserzionisti entro l'ora di pranzo. Mettiti al telefono con Tetsutetsu. Vedi se vogliono fare una promozione sui coltelli da cucina>>. Fece una pausa abbastanza lunga da farlo sbiancare ancora di più. <<Scherzo>>, aggiunse, dandogli una manata sulla schiena. <<Niente coltelli>>, disse a Izuku. <<Gli avvocati non lo apprezzerebbero>>.

<<D'accordo>>, sussurrò il verdino, chiedendosi cosa diavolo avesse innescato.

<<Eccellente>>, concluse Aizawa guardando l'orologio. <<Ci aggiorniamo dopo, devo fare alcune telefonate. Vi rivoglio qua entro mezz'ora>>.

Uscì maestosamente dalla stanza, lasciando Shouto che sorrideva raggiante a Izuku, fino a far arrossire quest'ultimo. L'amico gli si avvicinò e gli posò entrame le mani sulle spalle.

<<Brillante>>, ripeté ancora, prima di voltarsi e lasciarlo solo con Shinsou.

<<Stai bene?>>, si sentì in dovere di chiedergli. Sembrava così debole e patetico, quasi stesse per vomitare. Lui distolse a fatica gli occhi dal coltello e gaurdò Midoriya come non l'aveva mai guardato prima. Il verdino fece lo stesso, cercando di capire cosa ci fosse di diverso, finchè non si rese conto che lo stava guardando con completa e totale soggezione.

<<Un "mi dispiace" basterà>>, disse per rompere il silenzio.

<<Mi dispiace>>, disse lui, mordendosi il labbri e annuendo. <<Mi dispiace davvero>>.

Izuku si alzò lentamente e andò verso di lui. Come gli piacque vederlo ritrarsi contro lo schienale, il volto di nuovo invaso dalla paura. Si fermò un attimo prima di stringergli la spalla per farlo sobbalzare ancora una volta. Con un gran sogghigno, uscì dalla stanza a testa alta.

<<Il primo è fatti, ne restano tre>>, borbottò.

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