Capitolo 11 - Apprendistato

Kuuki osservò i tre nomi sul proprio foglio ancora una volta, prima di tirare fuori il proprio telefono e aprire Google, pronta ad informarsi il più possibile su quelle persone.

Capitolo 11 - Apprendistato

Poco prima della pausa pranzo...

"Sentite un po'..." Ashido, bellamente sdraiata sul proprio banco, si rivolse agli altri studenti che le stavano attorno in quel momento "... avete già deciso tutti l'agenzia dove andrete?" chiese con tono stanco, osservando i volti degli altri, decisamente interessata alle loro risposte. "Io vado da Mount Lady!" disse prontamente Mineta, un sorrisone a distorcergli il viso, dopotutto quel ragazzino pensava solo ad una cosa e non ai reali benefici dell'apprendistato. Andare da un esordiente non sarebbe mai stata una buona idea, troppa poca esperienza, o almeno questo era stato il ragionamento di Kuuki. Intanto Asui passò alle spalle del gruppetto, puntualizzando ciò che la maggior parte dei presenti aveva già evinto "Mineta-chan, stai pensando a qualcosa di sconveniente, vero?" Mentre il ragazzo fu velocissimo a replicare, preoccupato cercando di salvarsi quel minimo di dignità – davvero infinitesimale – che gli era rimasta.

"Io non conosco ancora nessuno degli eroi che mi ha opzionato... quindi penso che prima di scegliere farò qualche ricerca." Rispose a sua volta alla domanda Kuuki, guardando la ragazza con un sorriso mesto, le sarebbe piaciuto avere qualche conoscenza in più sugli eroi locali, conosceva solo AllMight alla fine dei conti, forse avrebbe dovuto chiedere consiglio a Midoriya dato che era un esperto in materia.

"Anche se sei arrivata così avanti nel torneo, è strano che non ci siano richieste per te." Disse Ojiro, avvicinandosi al banco di Mina, affiancandosi ad Uraraka, guadandosi uno sguardo di apprensione dalla diretta interessata, che ovviamente concordava con le parole del ragazzo "Vero?" si alzò infatti lei, sporgendosi in sua direzione, quasi a cercare di essere compatita.

"Tu hai già deciso, Deku-kun?" chiese invece Uraraka, che era rimasta in silenzio fino a quel momento, spostando la propria attenzione su quello che le interessava davvero.

"Soltanto 40 eroi sono disposti a prenderci, quindi considerando le loro abilità specifiche e dividendoli in gruppi dovrò scegliere ciò che si adatta di più a me. In fin dei conti non si hanno possibilità del genere tutti i giorni..." il ragazzo in questione stava seduto al suo banco, la testa piegata in un'angolazione ai limiti del naturale, intento a borbottare come al suo solito, cosa che procurò una leggera risata negli studenti presenti. "Ah, chiedo scusa! Mi sono lasciato trasportare." Disse invece lui, deconcentrato dall'attenzione che gli era stata appena rivolta, interrompendo così il suo flusso di coscienza.

Kuuki dopo essersi divertita a veder punzecchiare il ragazzo per via di quell'abitudine si allontanò dal gruppetto per avvicinarsi al banco del suo di interesse principale – anche questo è un appunto che mi è stato richiesto di aggiungere - solo per fini accademici. "E tu Bakugou? Qualche idea?" chiese la ragazza al biondo, con un sorriso. "Lasciami in pace racchia." Rispose invece lui sbuffando, guardandola di sbieco, troppo impegnato a leggere il suo di foglio di applicazione. "Ok scusa-" alzò le mani in aria lei, assieme agli occhi, che rivolse verso l'alto. Non era come se gli avesse appena chiesto di ballare il valzer per la classe, quindi non capiva perché fosse così restio- "Best Jeanist." Non fece in tempo a finire il pensiero che il biondo le rispose a bassa voce, non distogliendo il proprio sguardo dal foglio che teneva ancora stretto tra le dita. "Ohh! Ma non è uno dei top three?" esclamò lei avvicinandosi al ragazzo. "Esatto, per questo ci voglio andare!" disse lui con un sorriso sornione stampato in volto. "Ottima scelta! Io invece ho tre nomi, ne conosci qualcuno?" chiese anche a lui visto che letteralmente chiunque in quella classe era più istruito di lei in fatto di eroi. "No, mai sentiti. Saranno di qualche piccola agenzia." le rispose lui con un palese ghigno di scherno sul viso, si sentiva superiore per essere stato opzionato da uno dei big three e non ci serviva uno scienziato per capirlo. "Ah, capito, grazie lo stesso." rispose però lei sorridendogli, non dando troppo peso a quel comportamento.

"Chiudete la bocca..." commentò poco dopo il biondo, facendo spostare l'attenzione della ragazza sulle conversazioni dei loro compagni di classe. Ognuno di loro si stava confrontando per fare la scelta migliore per sfruttare questa esperienza.

Al'improvviso Mina comparve ai lati del campo visivo di Kuuki, facendola sobbalzare. "Kuuki-chan! Torniamo a casa insieme!" le chiese lei con entusiasmo, posandole le mani sulle spalle. "Ma certo!" rispose lei con un sorriso nonostante il mal celato fastidio che la pervase al tocco dell'altra, non era colpa di Mina, né di Kuuki se è per questo, ma il contatto fisico era davvero qualcosa che la mandava nel pallone a volte.

Una volta che le lezioni finirono, andarono entrambe verso l'uscita, chiacchierando un po' del tirocinio e di come avrebbero potuto scegliere l'eroe con un generatore online, scherzando, dividendosi poi per andare verso le rispettive case.

Kuuki si mise subito a fare qualche ricerca sugli eroi che l'avevano effettivamente opzionata, e dopo una approfondita conversazione con una persona appassionata di eroi su qualche forum decise di andare da un "veterano", che aveva già preso sotto la propria ala altri studenti della UA prima di lei, chiamato Toxic Hornet, o per i comuni mortali Shinichi Ito, un uomo sulla quarantina che evidentemente aveva un debole per l'insegnamento ma non era mai riuscito a diventare professore vista la lista di eroi apprendisti che aveva addestrato in modo indipendente. Operava nella prefettura di Nagano, quindi Kuuki si mise subito a controllare i treni per arrivarci.

Settimana d'esperienza lavorativa (?)...

"Avete portato tutti il vostro costume?" Chiese velocemente Aizawa all'intera classe una volta arrivati in stazione, dopotutto doveva pur sempre controllare il senso di responsibilità dei suoi studenti. "Normalmente vi sarebbe vietato indossarli in luoghi pubblici. Vedete di non perderli." si raccomandò l'uomo, facendo vagare lo sguardo sui volti dei ragazzi, soffermandosi su un paio in particolare.

Mina, quasi come fosse scritto in un copione, iniziò a saltare felicemente sul posto urlando un "Sì!" entusiasta, che venne subito ammonito dall'insegnante. "Non gridare! Capito, Ashido?" disse lui, fulminandola con lo sguardo, in modo decisamente più severo di quanto la situazione richiedesse. "Sì..." rispose nuovamente lei, più mogia e triste per via della ramanzina, cosa che fece ridacchiare Kaminari, il ragazzo accanto a lei.

"E vedete di comportarvi come si deve anche con i professionisti, d'accordo? Su, andate." Concluse il professore con un sospiro stanco, liberando i ragazzi dalla propria supervisione. "Tranne Henko." Si girò verso la ragazza, facendo qualche passo in sua direzione. "Visto che non sei ancora familiare con il posto, ti accompagnerò all'agenzia." Chiarì le sue intenzioni il professore, facendo arrossire la ragazza, che si sentì abbastanza imbarazzata dalla sua preoccupazione per lei, nel senso era apprezzabile come comportamento e decisamente encomiabile, però non era una bambina bisognosa dell'accompagnatore. Nonostante questi pensieri non si oppose alla cosa, sapendo che sarebbe stato inutile discutere e si limitò a dire un sommesso "La ringrazio." prima di inchinarsi e avviarsi insieme al binario di loro interesse.

Salirono sulla prima carrozza disponibile e si sedettero entrambi nei posti vicini al finestrino. Il treno partì qualche istante dopo ed uscirono dalla stazione di Shizuoka diretti a quella di Nagano. La tratta sarebbe stata di due ore buone con un cambio nella stazione di Tokyo, quindi di tempo da spendere ne avrebbero avuto a volontà.

Kuuki aveva tutta l'intenzione di prendere le proprie cuffiette per ascoltare la musica e passare così il tempo, ma si sentiva leggermente in colpa a lasciare Aizawa da solo con i suoi pensieri, quindi evitò, iniziando però a tamburellare con le dita sulla valigetta che conteneva il suo costume.

"Come ti stai trovando a scuola? Fatto qualche amico in classe?" le chiese improvvisamente l'uomo, spostando il proprio sguardo sul viso di lei, che lo fissava con stupore in quel momento.

"Ahhh... direi di sì? Anche se non so se lui mi considera tale, poi sì ci sono Ashido e Asui che sono state molto dolci con me e anche Todoroki e Yaoyorozu mi hanno aiutato molto con gli appunti, e in classe in generale... quindi sì, almeno con loro sono riuscita ad instaurare un qualche tipo di rapporto." Rispose lei con un accenno di sorriso, non ci aveva mai riflettuto ma una situazione come la sua, appena trasferita e con qualche difficoltà a parlare la lingua del posto, a qualcun altro sarebbe potuta sembrare molto difficile, e per questo anche adattarsi in una classe già formata doveva sembrare ostica, ma Kuuki si riteneva fortunata almeno in questo.

"Mi fa piacere sentirtelo dire." disse il professore, con un sospiro di sollievo. "La signorina April è rimasta qui in Giappone?" chiese sempre Aizawa dopo una piccola pausa. Altra domanda che prese in contropiede Henko, che sospirò pesantemente, annuendo. "Sì, non ne ha voluto sapere di tornare in America. Dice che serve qui." disse la ragazza, volgendo lo sguardo fuori dal finestrino, osservando il paesaggio, palesemente a disagio per via della testardaggine della qui presente. "Non ha tutti i torti," continuò invece il professore - grazie buon anima, lo so. - addolcendo il proprio sguardo, notando lo sconforto della propria studentessa. "se dovessi avere una ricaduta, per un motivo qualsiasi, come al festival, penso che solo lei saprebbe come riuscire a confortarti, e bada non è un male dover dipendere da qualcuno quando si sta male, dipende sempre dalla consapevolezza che si sta chiedendo aiuto e non è una cosa permanente, prima o poi riuscirai ad autogestirti senza bisogno di nessuno." cercò di confortarla, nonostante non conoscesse tutta la situazione nella sua complessità.

Le sue parole ebbero l'impatto desiderato, ma la ragazza lo guardò con uno dei sorrisi più tristi che l'uomo avesse mai visto nella sua carriera di insegnante. "La ringrazio professore, spero davvero di riuscirci un giorno." quell'espressione, Aizawa non se la sarebbe mai più scordata.

Il viaggio continuò in silenzio, nel momento in cui Kuuki si rese conto che la conversazione era volta al termine, e tirò fuori le cuffiette mettendone una soltanto, facendo partire la musica, che la cullò per tutto il resto del tempo. Stranamente riuscì a non addormentarsi, cosa che succedeva spesso quando si trovava sui mezzi, e arrivarono a Nagano in perfetto orario.

Aizawa la accompagnò come promesso fino all'agenzia, e la salutò poco prima di entrare, lasciandole almeno l'autonomia di poter incontrare l'eroe professionista da sola.

Kuuki fece un respiro profondo prima di varcare la soglia dell'agenzia. Non era imponente come quelle che aveva visto a Tokyo, ma era comunque abbastanza grande da permettere le operazioni di almeno altri due eroi, per una stima che si rivelò accurata.

"Tu devi essere Henko! Piacere sono Toxic Hornet, ma tu puoi anche chiamarmi Shinichi, o Ito se non ti senti a tuo agio ad usare il mio nome." Kuuki fece un salto sul posto, facendo uno scatto all'indietro nel momento in cui sentì la voce dell'uomo che l'aveva appena colta alle spalle. "Cristo." ansimò lei, portandosi una mano sul petto, che aveva iniziato ad alzarsi e ad abbassarsi ad un ritmo irregolare per via dello spavento. "Pardon! Non volevo spaventarti." L'uomo giunse le mani in segno di scuse, sfoggiando un sorriso genuino. "Non mi aspettavo dei riflessi così pronti, sono colpito." Aggiunse poco dopo, porgendole la mano in segno di saluto, evidentemente si era accorto, o gli era stato riferito che la ragazza fosse straniera e si stava adattando ai suoi costumi. Kuuki dopo aver riacquistato la propria compostezza, ed essere tornata in una posizione normale, e non da combattimento, gli strinse la mano, anche lei con un sorriso sul viso. "La ringrazio per il complimento, credo." disse con una risata sommessa.

L'uomo non si scompose nonostante l'evidente alone di preoccupazione e disagio da primo incontro che aleggiasse intorno alla studentessa. "Bene bene, sono felice che tu abbia scelto di venire qui, sai con un quirk potente come il tuo alla fine pensavo avresti scelto qualcuno di più famoso, sono sicuro che la tua lista di opzioni fosse molto lunga." disse con un sorriso, sistemandosi gli occhiali sul naso con un gesto veloce. Henko non sapeva se la stesse prendendo in giro o se le sue parole fossero sincere, la prima impressione era sicuramente quella di una persona leggermente losca, ma non voleva affidarsi troppo alle apparenze. "In realtà se devo essere onesta mi hanno opzionata in tre. Tra cui lei." decise di rispondere in modo onesto la ragazza, dopotutto perché mentire. Il suo era un quirk potente, fin troppo, e probabilmente era per quel motivo che nessuno si era sentito pronto per insegnarle effettivamente come utilizzarlo, oltre ai suoi professori. E in parte era anche per la "scenata" successa durante il festival con Todoroki, si disse lei, riflettendo.

"Oh. Davvero? Non me lo aspettavo! Beh, in ogni caso sono felice della tua presenza qui, prego, entriamo e iniziamo a parlare un po' di come passare questa settimana, che dici?" propose l'uomo, spostandosi di lato per permettere alla ragazza di seguirlo.

La fece accomodare nel proprio ufficio, uno spazio abbastanza ampio, e più colorato di quel che si fosse immaginata, con articoli di giornale attaccati alla rinfusa su tutte le pareti. Soffermandosi ad osservarne qualcuno la ragazza si rese conto che nessuno di questi trattasse di imprese compiute direttamente dal signor Ito.

"Ah quelli sono tutti gli studenti che ho addestrato qui, sono molto fiero di loro." Disse l'eroe, con un sorriso gentile stampato in viso, dopo essersi accorto che l'attenzione della ragazza era volta alle pareti. "Ad ogni modo, dimmi Henko, su cosa vuoi lavorare in questa settimana." Continuò il professionista, sedendosi dal suo lato della scrivania, non lasciando mai con lo sguardo il volto ancora leggermente confuso della ragazza.

"Uhh... penso che se ne sia accorto da sé guardando il festival, ma ho uno scarso controllo della mia unicità quindi mi piacerebbe partire da quello ecco." Rispose lei, accomodandosi a sua volta su una delle poltroncine rivolte verso la scrivania, tenendo stretta la valigetta che conteneva il suo costume.

"Non c'è bisogno di essere così ansiosi ragazza mia, il massimo che ho mai fatto è stato mordere un villain per non farlo scappare, ma non è una mia abitudine." Cercò di sdrammatizzare l'uomo percependo la tensione che la avvolgeva. Lei a quel punto sospirò pesantemente, annuendo. "Ha ragione, mi scusi, non ho mai fatto una cosa del genere quindi non so come comportarmi onestamente." Ammise lei, posando la valigetta al lato della sedia dove si era accomodata. "Non preoccuparti, l'idea di migliorare il controllo sul proprio quirk è un ottimo punto di partenza da cui iniziare a lavorare." La rassicurò il signor Ito, tirando fuori un blocco di appunti. La ragazza lo osservò incuriosita, anche se aveva già intuito cosa le avrebbe chiesto di lì a poco.

"Mi servirebbero le specifiche del tuo quirk ragazza, ho un'idea generale delle tue abilità grazie alla scheda fornita dalla scuola e alla tua performance al festival dello sport, ma sono sicuro ci sia molto di più rispetto a quello che c'è scritto lì." E come volevasi dimostrare, Kuuki aveva centrato il segno con la propria supposizione, quindi si armò di pazienza e con diligenza si mise a descrivere ogni fenomeno e il processo che utilizzava mentalmente per crearlo. Non era solita rivelare così tanto della propria unicità, però si rendeva conto che questa era una situazione speciale e diversa dalla norma, quindi si lasciò un po' più andare nella spiegazione dei dettagli, rivelando tutte le specifiche del caso che le vennero in mente.

"Questo dovrebbe essere tutto." Disse la ragazza non appena finì, osservando come l'uomo avesse preso degli appunti durante tutta la spiegazione.

"Wow."

"Già."

"E tu devi pensare a tutte queste cose mentre combatti?"

"Eh sì."

"Wow." Ripeté nuovamente l'uomo, guardando la ragazza, senza nascondere il proprio sgomento a riguardo. "Perdonami ma sono senza parole, sapevo dell'esistenza di quirk difficili da usare ma qui siamo alla stregua del ridicolo." Continuò prendendo un respiro profondo, mentre Henko faceva spallucce in modo indifferente. "È così da quando ho quattro anni, ormai ci ho fatto l'abitudine."

Una breve pausa interruppe la conversazione, ma poi il signor Ito sbatté le mani in un applauso, "Va bene, mettiamoci subito al lavoro allora!" disse alzandosi dalla sedia, determinato più che mai a fare il proprio lavoro. "Mettiti il costume e raggiungimi nella stanza con la targhetta 'palestra' va bene?" continuò uscendo dall'ufficio, per poi rientrare subito per dire: "Il bagno è in fondo a destra." e lasciare nuovamente la ragazza da sola, lei leggermente confusa dalla velocità con il quale l'uomo aveva reagito recuperò la propria valigetta e si diresse verso il bagno che le era stato indicato, che era più uno spogliatoio che altro, per cambiarsi.

Entrò nella palestra nominata prima dal suo nuovo mentore, e inutile descrivervi la faccia che fece, le cadde letteralmente la mascella a terra per quanto spalancò la bocca dallo stupore. Come faceva ad esserci una sala così grande in un posto così normale come quello. Individuò con la coda dell'occhio il signor Ito intento a fare qualche esercizio di stretching in un angolo e gli si avvicinò.

"Come."

"Come cosa?" rispose lui dopo averla notata.

"Come è possibile che ci sia letteralmente una stanza grande quanto un campo da calcio qui dentro?!" disse Kuuki sbalordita, guardandosi intorno come se stesse vivendo in un sogno.

"Ah, è il quirk di una mia assistente, non so bene il funzionamento ma in pratica può creare una specie di illusione ottica? Chiamiamola così. All'interno degli edifici per far sì che non solo sembrino più grandi, ma siano anche più grandi." Spiegò a grandi linee l'uomo, sanando almeno in parte i dubbi della ragazza.

"Va bene," disse lei scuotendo la testa, ancora incredula "cosa dovremmo fare qui allora?" chiese, spostando nuovamente lo sguardo sul viso dell'eroe.

"Fammi vedere come te la cavi nel corpo a corpo, niente quirk, solo mani, voglio vedere quanto esattamente riesci a controllarti." Disse l'uomo, mettendosi in posizione da combattimento.

Kuuki fece un sorriso spavaldo, non aspettava altro, dopotutto quello era il suo punto forte, quando si trattava di scendere alle mani non si era mai tirata indietro.

Iniziarono a girare in tondo, saltellando sulle punte dei piedi come in ogni buono scontro, Kuuki notò la preparazione del proprio avversario con un semplice sguardo, era forte e le avrebbe probabilmente fatto il culo, la cosa la riempì di gioia, perché avrebbe potuto imparare tantissime nuove tecniche.

"Sai, sei davvero fortunata ad avermi come insegnante, non credo che un altro avrebbe accettato una specie di bomba a orologeria come te." Disse improvvisamente l'uomo, prendendo la ragazza di sorpresa con quelle parole, dopo aver sferrato un semplicissimo pugno diretto verso il suo viso. Kuuki lo parò senza problemi, ma lanciò un'occhiata confusa all'eroe. "Uh- che dovrei dirle? Grazie?" disse con il tono leggermente sarcastico prima di fare anche lei la sua mossa, già sulle spine nonostante il proprio carattere di norma calmo. Anche l'uomo riuscì – ovviamente – a parare il suo calcio.

La tensione era palpabile, e per quanti colpi stesse assestando e incassando, Kuuki non riusciva ad avere la meglio sull'altro, e nonostante l'esaltazione iniziale, dopo le sue parole un senso di sconforto si era impadronito del suo animo. Nonostante ciò, la ragazza era riuscita a fare due più due e a dare un senso alle sue parole, quanto riusciva a controllarsi? Oh glielo avrebbe fatto vedere quanto ne fosse stata in grado.

Dopo qualche istante, riuscì finalmente a trovare un'apertura nella guardia dell'uomo, probabilmente concentrato sulla prossima provocazione, e tirò un pugno dritto sul suo costato, facendogli mancare l'aria nei polmoni. Un ghigno soddisfatto si propagò sul viso del signor Ito.

"Devi controllare le tue azioni se vuoi salvare qualcuno, ma non riesci nemmeno a controllare il tuo passato." Disse lui, sferrandole un calcio sul braccio che le fece tremare le ossa, e non solo quelle. Un fremito le passò per tutto il corpo alle sue parole, cosa stava esattamente succedendo in quella sala. Cosa sapeva esattamente quest'uomo. In che diamine di situazione si era andata a cacciare questa volta Kuuki. La ragazza si limitò a scuotere la testa, guardandolo in cagnesco. "Cosa ne sa lei del mio passato. E che diamine c'entra adesso." Rispose d'istinto, nonostante sapesse benissimo l'obiettivo dell'allenamento quale fosse, ma era più forte di lei, e trattenere la bocca in quel momento non era la sua preoccupazione maggiore.

Si era appena ripromessa che gli avrebbe fatto vedere tutta la calma del quale era capace, ma era come se nell'aria ci fosse qualcosa che la destabilizzasse, e quelle parole stavano centrando nel segno più di quanto le sarebbe mai piaciuto ammettere, ed era difficile concentrarsi sul rimanere calma quando doveva anche pensare alla prossima mossa e a parare i colpi dell'avversario. "Dovresti essere più coraggiosa e forte, ma invece permetti ancora al tuo passato di controllarti." Un altro colpo dritto al costato, figurativamente e letteralmente, che fece fuoriuscire di colpo tutta l'aria dai polmoni di Kuuki. Lei spalancò gli occhi, facendo uno scatto indietro per rimettere una certa distanza tra sé e l'uomo che aveva di fronte, che in questo momento la stava realmente facendo incazzare.

Kuuki dopo aver ripreso un po' di fiato, cosa che le venne palesemente permessa nonostante la piega che stesse prendendo quello scontro, si lanciò nuovamente all'attacco, che però venne parato, facendola sbilanciare in avanti, un errore da principiante che non si sarebbe mai perdonata. "Sei così in balia dei tuoi incubi che non distingui neanche più la realtà da essi." Disse l'"eroe", prendendole un polso e, sfruttando l'andamento che il corpo di Kuuki aveva già preso, la strattonò vero il tappeto, nella direzione opposta, facendola cadere a terra, senza fiato per l'ennesima volta. "Vai al diavolo-" si limitò a dire la ragazza, tenendo la guardia alta data la posizione di vulnerabilità nel quale si trovava in questo momento.

Il sorriso insolente sul volto dell'uomo si trasformò in qualcosa di più contorto e... viscido. "Lo sai, quando ci sono andato un po' troppo pesante mi hai guardato in un modo particolare. Mi sbaglio se dico che stai ricordando i vecchi tempi?" le parole gli uscirono dalla bocca come aghi che non fallirono nell'ancorarsi alla pelle della ragazza, facendole rizzare i peli sulle braccia. Kuuki iniziò a tremare in un misto di terrore e rabbia, ogni singolo campanello di allarme nel suo cervello si era attivato e avrebbe fatto di tutto pur di rimettersi in piedi e provare a difendersi. Rimase silenziosa, più di quanto non lo fosse mai stata in vita sua, e in un tentativo disperato di alzarsi giocò scorrettamente mirando all'inguine dell'uomo, calciando con tutta la forza del quale era capace, sfortunatamente venne intercettata e bloccata in una presa ma questo le permise di fare leva e riuscì a tornare in posizione da combattimento, liberando l'arto con uno strattone. Fece più di un passo necessario all'indietro per allontanarsi il più possibile mantenendo alta la guardia, il tremore che non accennava a fermarsi. Le emozioni stavano prendendo la meglio ma dopo una cosa del genere non riusciva più a controllarsi neanche lontanamente.

"Che c'è hai paura? Perché tutta questa forza non l'hai tirata fuori anche in quelle circostanze, eh?" continuò l'uomo, facendo un passo in avanti, era rimasto fermo ad osservarla per sondare ulteriormente il terreno, dopo aver annotato nel dettaglio tutti i fenomeni del quale era capace la propria avversaria, non avrebbe di certo rischiato di essere travolto da una tromba d'aria, ma questo rischio non lo fece comunque desistere nel suo intento. "Stammi lontano." Fu tutto quello che riuscì ad uscire dalle labbra di Kuuki in quel momento, la voce ridotta ad un sussurro per via del più viscerale terrore che potesse provare. Una brezza fredda iniziò a permeare l'area circostante e a mano a mano che la temperatura scendeva Kuuki arretrava, il respiro affannoso per via del panico che le stava montando dentro.

I primi chicchi di grandine iniziarono a scendere all'interno della stanza, aumentando gradualmente di dimensione, fino a che non raggiunsero la grandezza di palline da ping pong. Per proteggere sé stessa dal fenomeno che innegabilmente aveva appena causato si protesse con delle folate di vento che deviavano la traiettoria delle pepite di ghiaccio che si dirigevano verso di lei. Non fu così fortunato Ito, che con una smorfia dolorante alzò un braccio per proteggersi la testa dalla grandine. "Okay okay basta così ho capito!" disse come se niente fosse. Kuuki non poté fare a meno di far trasparire la propria confusione tramite l'espressione basita del viso. Che cazzo di problemi aveva questo tipo. Lei per principio non abbassò la guardia e anzi la tenne più alta che mai, avendo perso ogni briciolo di insulsa fiducia avesse dato a quell'uomo. "Non lo posso controllare così facilmente razza di deficiente." Disse in cagnesco Henko, la voce ancora rotta dalla paura, continuando ad indietreggiare finché non vide con la coda dell'occhio la porta che l'avrebbe condotta fuori da quella stramaledetta stanza, e poi dritta a casa sua, e mai più vicina a questo posto.

Ito la guardò con un cipiglio, come se non stesse capendo il perché di tanta diffidenza, poi si avvicinò con uno scatto, prendendo Kuuki alla sprovvista data la variazione di velocità col quale l'aveva approcciata fino a quel momento. "Cerca di calmarti. Era solo un test e sono sicuro te ne fossi accorta. Mi dispiace averti spaventato in questo modo, cercavo più la rabbia della paura." Disse l'uomo, col tono di voce più calmo che Kuuki avesse mai sentito. La prese talmente in contropiede che non riuscì a rispondergli. Era genuinamente senza parole.

"È il quirk di un altro eroe qui. Scoprire i punti deboli delle persone. Mi ha detto un po' di cose e le ho sfruttate male, volevo vedere il tuo spirito combattivo. Ho esagerato. Mi dispiace, davvero, ma adesso devi fermarti. Respiri profon-" fece un passo di troppo nella direzione della ragazza, e visto che aveva abbassato la guardia lei ne approfittò per sferrare un gancio sinistro sulla mascella dell'altro. "Non azzardarti mai più a rivolgermi la parola." Disse lei, approfittando dello smarrimento dell'uomo per uscire dalla stanza, sedendosi su una delle poltroncine fuori dalla palestra, iniziando effettivamente a respirare con più calma, riuscendo a ritrovare la calma. L'essere uscita dalla palestra le fece riacquistare quasi nell'immediato le facoltà su sé stessa, l'ennesimo quirk del cazzo, si disse la ragazza passandosi una mano tra i capelli umidi di sudore. Dopo qualche minuto, il signor Ito si sporse dalla porta della stanza per guardarla con fare innocente.

"Tutto a posto?"

"Non le avevo forse detto di non rivolgermi mai più la parola?"

"Non pensavo fossi seria." Uscì, rimanendo fermo nel corridoio, appoggiato al muro.

"Beh si è fottutamente sbagliato anche su questo." Disse in modo secco la ragazza, rimanendo però seduta sulla sedia, la testa rivolta verso il pavimento, tenuta solo dalle braccia. Era ancora in procinto di riguadagnare il controllo.

"Mi dispiace." Disse il "professionista" – scusate sta uscendo il mio lato peggiore, ma non sopporto "mentori" del genere – continuando ad evitare di avvicinarsi.

"C'era un altro quirk attivo lì dentro vero? Qualcosa che squilibra le emozioni altrui." Chiese, anche se più che chiedere la sua era una vera e propria affermazione, Kuuki, guadagnandosi un sospiro da parte dell'uomo.

"Sei estremamente più perspicace di quel che mi aspettassi." Disse senza mezzi termini Ito, passandosi una mano sul volto, stanco, magari era davvero pentito per le sue azioni. "Sì, un altro dei miei assistenti. Nessuno se ne accorge mai per via dello scontro." Aggiunse, come se quell'affermazione, che pareva essere un complimento, potesse rincuorare in qualche modo l'animo scosso di Kuuki.

"Beh quando uno ha sempre il controllo sulle proprie emozioni è difficile sorvolare un cambio così radicale." Fece una piccola pausa, tirandosi finalmente su, sentendosi abbastanza sicura nella propria forza di volontà per poterlo guardare in faccia. "Non pensa molto alle conseguenze delle sue azioni, vero?" l'uomo fece una smorfia, che bastò alla ragazza per confermare la propria ipotesi. "Non ha pensato neanche un secondo di star esagerando?" lo pungolò Kuuki, cercando per lo meno di capire cosa l'avesse spinto a tanto per un semplice allenamento.

"Sì, ma no. Di norma ci vado anche più pesante, ma è la prima volta che mi capita una cosa del genere, un trauma del genere, e non ho saputo gestirlo nel modo giusto, pensavo ci sarei riuscito, sono genuinamente mortificato per averti fatto rivivere una cosa del genere, e mi sono decisamente meritato quel pugno." Disse l'uomo, iniziando ad inchinarsi di fronte alla ragazza, abbassandosi talmente tanto da toccare terra con la fronte.

Questo modo di chiedere il perdono mise solo più a disagio Kuuki, per via della teatralità del gesto, ma non disse nulla, limitandosi invece ad alzarsi dalla sedia con un sospiro profondo. "Heads up, per far incazzare qualcuno, spesso basta l'aspetto fisico, non serve andare a scavare nel passato delle persone." Disse dopo una piccola pausa, dirigendosi verso gli spogliatoi, non degnando l'altro di uno sguardo.

Dopo essersi cambiata, lo trovò ad aspettarla nel corridoio, seduto a sua volta su una delle sedie posizionate fuori dalla palestra. Incrociarono lo sguardo per qualche istante prima che Kuuki si lasciasse scappare un sospiro pesante dalle labbra scuotendo la testa. "Ho subito di peggio di questo non si preoccupi. Allora questa farsa almeno è servita a qualcosa?" decise di fare la persona matura e di lasciargli il beneficio del dubbio.

Dopo una breve pausa carica di aspettative l'eroe sospirò sollevato, alzandosi dalla sedia. "Sì, non ha avuto il risvolto che mi aspettavo ma è pur sempre un risultato. Ti chiedo ancora scusa." Si portò una mano al viso sistemandosi gli occhiali sul naso. "Ho compreso l'estensione dei tuoi poteri e quanto sei in grado di sopportare prima di esplodere, il che è un ottimo inizio. Dovrai allenarti anche a casa tua, esercizi di meditazione in primis, concentrandoti sulla respirazione e sul liberare la mente da pensieri indesiderati, sì, non ti permetterà di attivare il tuo quirk ma per ora è più importante avere il pieno controllo delle tue emozioni. Dopodiché ci eserciteremo nel far affluire in modo graduale dei ricordi, o delle sensazioni, li sceglieremo insieme, o te ne occuperai tu, come preferisci, per memorizzarli come fossero un mantra e usare quelli per attivare la tua unicità." Dopo questa marea di istruzioni che travolsero Kuuki come un fiume in piena, la ragazza lo guardò con un filo di stupore in viso, e si maledì mentalmente per non essersi fatta venire prima in mente una soluzione così semplice. Certo, usare uno stock di ricordi ed episodi singoli per scatenare i vari fenomeni era la cosa più stupida e intuitiva che le fosse mai stata presentata davanti.

"Uh... okay." Si limitò a dire lei, vedendosi appioppare un plico di appunti tra le braccia.

Il fatto che avrebbe dovuto studiare anche questo non la entusiasmava neanche un po', ma se avrebbe portato anche ad un minimo miglioramento nelle sue performance da eroina era pronta ad iniziare.

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Spazio deprimente 

Ragazzi! Come va? Spero bene. Gli esami mi hanno decisamente distrutta, per questo questo capitolo ci ha messo quasi un mese in più rispetto agli altri per uscire, oof, è stato doloroso ma fattibile. 

Detto questo, ho iniziato a dare i primi indizi sul passato di Kuuki, spero che non sia stato troppo traumatico neanche per voi lettori. Giuro Ito non è una cattiva persona anche se l'ho fatto sembrare una merda in questo capitolo ajaj

Ogni critica costruttiva è sempre bene accetta quindi se avete qualcosa da puntualizzare non esitate a farlo.

In ogni caso, fate vedere il vostro amore per il capitolo lasciando una stellina e magari anche un commento :)

Baci stellari, Fulvia ♡

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