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La sera dopo Alessia aprì Skype, cercò il contatto di Chelea e provò a chiamarlo. La chiamata le fu rapidamente rifiutata, ma le si aprì davanti un popup di chat.
gkelea> Chi cazzo sei?
Uhm, sembrava che, dei due, solo lei apprezzasse l'approccio diretto. Decise però di rispettare le scelte del suo interlocutore e proseguì in quella maniera.
a.foll> Avrei bisogno di parlare riguardo quella cosa di Marziali...
gkelea> Sei un giornalista molto evoluto a cercarmi così. E comunque ho già detto parecchio quindi chiudiamo, ok?
a.foll> No, io... sono un'amica di Marco T.
Ci fu una lunga pausa. Alessia arrivò a pensare che l'uomo si fosse disconnesso e Skype non lo avesse notificato. Poi però le arrivò il segnale di incoming call. Si sistemò microfono e auricolari e rispose. Venne subito aggredita:
"Ok, il mio è stato un comportamento del cazzo! Non dovrei dar retta a degli sciroccati come Marco, ma adesso basta. L'ho capita! Vi piace divertirvi così? Ok, vaffanculo"
Chelea aveva una voce giovane. Alessia aveva letto da qualche parte che aveva 26 anni. Non sembrava un mitomane, tipo non sbavava nella cornetta, ma il linguaggio colorito non lo classificava nemmeno come un Hannibal Lecter. Sembrava un ragazzo normale, qualsiasi, come lei. "No, no, no" rispose, provando a inserirsi nel suo sproloquio "sono un'amica di Marco T. su facebook... tipo... come credo sia tu"
Quella frase lo fece esitare. Arrivò a calmarsi. "Un'altra che avrebbe conosciuto chissà dove anche se proprio non ti viene in mente il momento?"
"Si, esattamente. Ha detto che era a una festa di una mia amica un mese fa... ormai non credo di dovergli dare retta"
"A me ha detto che era al villaggio vacanze dove sono stato due anni fa. Gli ho creduto, ho preso amicizie per molto meno"
Alessia sentì un grosso peso sollevarsi dal suo stomaco. Finalmente aveva trovato quacuno che la capiva. "Quindi non hai minacciato Marziali, giusto? Hai cercato di avvertirlo. Anche a te Marco T. ha passato quella assurda lista di nomi?"
"Esatto. Ho individuato la morte dei primi tre. Ma Marziali era ancora vivo. Sono stato un paio di giorni a riflettere sul da farsi, poi ho scelto di fare la cosa più stupida"
Chelea quindi si rivelava più sveglio di lei, avendo rintracciato tutti e tre i necrologi. "Si, bhe, una cosa inquietante..."
"In ogni caso mettiti anche tu l'animo in pace"
"Perché?"
"Marziali sapeva già tutto. Si aspettava un tentativo di omicidio. Per questo mi ha blindato così quando sono andato da lui. E ha fatto anche credere che lo minacciassi per non destare sospetti nelle persone che effettivamente lo vogliono morto. Quindi io, tu e chiunque altro Marco T. abbia molestato non serviamo a un bel niente"
"Mh" La notizia la tranquillizzava? In realtà no. Molto meglio se Marziali lo avesse preso a pesci in faccia. Se persino il diretto interessato avvalorava la minaccia significava che la minaccia era vera. E doveva sforzarsi veramente molto per non sentirsi coinvolta. "Non sono sicura di mettermi l'animo in pace, comunque"
Chelea rise, una risata sardonica, ma anche di nervosismo. "Io per ora non mi faccio trovare. Adesso non sono a casa, comunque. Per un paio di settimane sto fuori, voglio fare delle ricerche con qualche amico. In ogni caso non voglio rendergli le cose semplici"
"Non vuoi rendere le cose semplici a chi?"
"Agli assassini, ovviamente. Penso sia anch'io sulla lista adesso. Marco T. ha alcune migliaia di amici, comunque. Spero non vogliano sterminarli tutti. Ma se capiscono quali sono quelli come noi..."
Una mano di Alessia, completamente da sola, andò a prendere il cuscino dal divano e glielo portò sullo stomaco perché potesse stringerlo. La ragazza rifletté su che indizi avevano su di lei e concluse che non ne avevano nessuno. A meno che non potessero tracciare la sua connessione tramite l'account di Zuni. "Io... " disse titubante "pensavo potessimo vederci... per parlare di questa cosa"
"Da escludere. Non metto fuori la testa, per ora. Arrivederci" Nello stesso momento Chelea mise giù la chiamata e si sconnesse da Skype, scomparendo nell'etere.
E così Alessia rimase sola, col conforto del solo cuscino. E il pensiero di alcuni assassini che sembravano ogni minuto che passava più reali.
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