You're Mine, Little Finch(YANDERE! Vincent × Lettore)

ATTENZIONE:
In questo capitolo ci saranno scene a contenuto sessuale, contatto fisico forzato e violenza fisica, se siete sensibili a ciò passate al prossimo capitolo o evitate la lettura.

AVVERTENZE:
La protagonista NON PROVERÀ PIACERE DI ALCUN TIPO nelle violenze subite, le reazioni fisiche non le controlla lei e decisamente non sono date da quella circostanza.

Ps.
In questo capitolo il lettore avrà 26 anni e Vincent ne avrà 28.
Buona lettura!
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Vincent's P.O.V.

Ha osservato per l'ennesima volta la ragazza legata al suo letto che era entrata così profondamente nella sua oscura testa. La teneva lì da tipo tre settimane, la nutriva lui e se ne occupava lui, anche per quanto riguardava il bagno, la premeva a sé, al suo petto tonico, nella vasca da bagno piena d'acqua calda e sapone e la lavava, lasciava vagare le sue mani forti e risolute lungo il fragile corpicino di lei. Ovviamente lei era molto restia, spesso si agitava o stringeva le gambe a sé stessa per proteggersi da lui ma, come mi pare sia ovvio, non serviva a molto.
Lui era un predatore, un animale selvatico e pericoloso, aveva perso il conto da tempo di quanti bambini aveva ucciso approfittando del lavoro che faceva. Ormai era un maestro in ciò che faceva e nulla lo avrebbe fermato... Eppure, contro ogni preavviso, ha trovato un altro giocattolino con cui svagarsi. (T/n), la giovane ragazza dai capelli (c/c) che era andata a lavorare lì alla pizzeria maledetta, era profondamente entrata nella sua mente. Aveva una cazzo di ossessione per lei, mai e poi mai l'avrebbe lasciata andare o, peggio ancora, avrebbe lasciato che un altro la avesse per sé. Lei era roba sua, la possedeva, l'aveva spezzata pur di restare marchiato a fuoco nella sua mente. Voleva che lei lo temesse e, allo stesso tempo, fosse dentro la sua mente. Lui doveva essere l'unico pensiero della ragazza, solo lui doveva occuparle la mente. Non Scott, non il suo ormai ex, non un cantante o un attore... Lui, Vincent Bishop. Lei era esclusivamente di sua proprietà, le aveva addirittura marchiato il suo nome sulla dolce e sensibile pelle con un coltello  per poi prendersi cura della ferita come farebbe un amorevole fidanzato... Perché, infondo, era ciò che era, il suo fidanzato. Senti il suo cuore saltare un battito a tale pensiero... Il fidanzato, il suo ragazzo, e lei era sua.
Ha fatto un sorriso sadico nel guardare il nome "Vincent" sul suo braccio, una cicatrice che percorreva tutto l'avanbraccio. Ne era fiero, era la sua opera d'arte.
"Michel..." Ha mormorato lei in un gemito nel sonno, distraendolo interamente dai suoi pensieri. Michael? Michael? Chi cazzo era Michael ora? E perché cazzo sognava questo Michael invece di lui?
Vincent ha ringhiato con violenza come ha preso il telefono della ragazza e lo ha sbloccato (ormai sapeva tutto di te, sapeva anche la password del tuo cellulare) e ha aperto WhatsApp scorrendo tra le varie chat.
Jeffrey
Jack
Blake
Black
Andrew
C'erano almeno una decina di nomi, tutti di persone che lui non conosceva, e li ha scorsi tutti, uno dopo l'altro fino a che...
Michael❤️
Eccolo. Aveva addirittura un cuore rosso accanto al nome, cosa che ha fatto altamente saltare i nervi al ragazzo viola che impugnava il cellulare della giovane.
Ha aperto la chat, notando che c'erano alcuni messaggi nuovi di questo ragazzo che chiedevano lei di incontrarsi e parlare.
È risalito un po' nella chat e ha scoperto che lui era un ragazzo con cui si stava sentendo nei giorni precedenti al suo rapimento.
Vincent ha digrignato i denti con rabbia per poi contrarre dolorosamente la mandibola. Doveva occuparsi di questo ragazzo il prima possibile.
Ha digitato un messaggio al giovane che recitava:

Messaggi:
(T/n): Hey, Michael.
Sì, incontriamoci, voglio parlarti.

Poi ha bloccato il telefono e lo ha messo in tasca. Lei non usava quel telefono da quando lui l'aveva portata a casa sua, non le serviva. L'unico svago che doveva avere era con lui, il che comprendeva sesso e coccole ogni qualvolta lui glielo ordinava.
Ah, il sesso con lei... Le sue morbidi carni che lo accoglievano e lo facevano sentire un uomo completo, le labbra di lui che viaggiavano sulla morbida e delicata pelle della ragazza, la sua lingua bagnata che le leccava il seno... Quei pensieri gli hanno fatto sentire una sensazione piacevole e ben familiare ai genitali, aveva avuto un'erezione. E pareva non si sarebbe calmata semplicemente scacciando quei pensieri~.

Din! Din!

Ha emesso il cellulare richiamando la sua attenzione.
Ha aperto di nuovo WhatsApp e ha controllato il messaggio del ragazzo.

Messaggi:
Michael❤️: Finalmente!
Dove ci vediamo? Facciamo tra 2 ore al bosco vicino al lago?

(T/n): Certamente! Mi preparo e arrivo, facciamo tra un'ora e mezza. Sono ansiosa di vederti 🖤

Ha digitato lui usando un'emoji da quelle più utilizzate. Era fatta, avrebbe messo fuori gioco il ragazzo e avrebbe avuto la bella ragazza che aveva rubato la sua mente e si era insediata così a fondo nella sua testa. Era assurdo come una ragazza qualunque, assolutamente niente di diverso dal solito, avesse avuto la faccia tosta di entrare nella sua testa e causargli un'ossessione di quel tipo. Cioè, seriamente, ma cosa aveva in testa? Non sapeva che entrare nella testa di un killer come lui era pericoloso? E, infatti, bastava guardarti ora... Legata al suo letto, completamente alla sua mercè e pronta a fare ciò che ti veniva richiesto. Dio quanto gli faceva perdere la testa vederti così pronta per lui... Lo faceva impazzire, perdere il senno, lo eccitava.
Ha ghignato... Un ghigno che possedeva così tanta cattiveria che avrebbe fatto fare la brina agli alberi si è espanso sul sul volto viola. Si è accucciato sul letto e ha gattonato lentamente fino a ritrovarsi sulla ragazza e ha aspettato. Ha aspettato che lei si rendesse conto della sua presenza e si svegliasse... Mancava un'ora e un quarto all'incontro con lo stronzo che era nella testa di lei, lo stronzo che occupava il suo posto.
Ha atteso meno di cinque minuti prima che lei strizzasse leggermente gli occhi e spostasse la testa dal lato opposto per poi strocere il naso per un momento, probabilmente infastidita dal suo odore misto di colonia e sigaretta.
"U-... Uh?" Ha emesso lei debolmente aprendo leggermente un occhio dalla bellissima iride color (c/o) intenso. Il suo sguardo assunse una nota di delusione nel vedere chi aveva davanti, probabilmente si aspettava che stesse solo sognando... O meglio, avendo un terribile incubo.
"Buongiorno, mio piccolo fringuello~" ha miagolato lui leccandole una guancia con il suo affetto malato e corrotto.
"G-giorno, Vincent..." Ha mormorato lei resistendo alla tentazione di pulirsi la guancia contro la spalla.
"Dormito bene~?" Ha sussurrato lui poggiando la fronte a quella di lei per poi strofinare il naso a quello della ragazza in un gesto quasi affettuoso. Lei ha annuito ed è arrossita leggermente stringendo le gambe chiuse e, dallo sguardo sul suo volto, pareva sperasse che lui non se ne fosse accorto... Eppure a lui non sfuggiva nulla, avrebbe dovuto saperlo. Lui ha fatto un ghignetto e si è sollevato, facendo dei passi indietro sulle ginocchia e le ha afferrato le gambe.
"Cosa mi nascondi, bambola~?" Ha chiesto lui con voce cantilenante facendole spalancare gli occhi. Era ovvio se ne sarebbe accorto ma l'ingenuità della giovane lo divertiva troppo, lo istigava a giocare.
"V-Vincent? N-Nulla" ha balbettato lei arrossendo e stringendo di più le gambe. Lei gli nascondeva qualcosa e questo non faceva altro che gettare benzina sul fuoco.
"Non mentire, piccola~" Ha detto lui divertito come delle lacrime le si stavano formando negli occhi. Era terrorizzata, aveva paura... E questo fece vagare la sua mente. Sicuramente avrà fatto un sogno di qualche tipo, e lui sentiva di sapere benissimo di cosa si trattava.
"Non nascondo n-nulla, Vincent, g-giuro!" Ha provato ad esclamare lei balbettando nervosamente e ciò lo fece solo arrabbiare di più.
"Allora non ti dispiace se controllo?" Ha risposto lui con una domanda retorica per poi divaricarle forzatamente le gambe scoperte. Ah, giusto, avevo dimenticato di dirvi che la bellissima (t/n) indossava solo una maglietta e l'intimo.
Si è insinuato tra le sue gambe e ha poggiato due dita sul l'intimità di lei, esattamente al centro dove risiedeva l'apertura vaginale... E ciò che ha percepito sulle lunghe dita viola non gli è piaciuto affatto. Era bagnata fradicia, sessualmente eccitata per qualcuno che non era lui, aveva sognato di scoparsi quel figlio di puttana di cui aveva detto il nome in un gemito molti minuti prima. Ha trattenuto la rabbia, cercando di mostrarsi quanto più tranquillo e rilassato possibile per poi spostarle le mutande di pizzo di lato e iniziare a stuzzicarle con le dita l'apertura, proprio tra le grandi labbra.
"V-Vincent? T-ti prego, no..." Ha mormorato lei lacrimando e irrigidendo la muscolatura delle gambe.
"Cosa hai sognato, tesoro mio~?" Ha chiesto lui ignorando la supplica di lei e toccandole il clitoride contro la sua volontà.
"N-Niente, Vincent, ti prego!" Ha esclamato lei come varie lacrime amare hanno lasciato i suoi lucidi occhi color (c/o). Dio quanto amava incuterle così tanta paura, si eccitava come un lussurioso nel vedere la paura e l'umiliazione nei suoi occhioni ormai pieni di lacrime. Beh, non che lui non fosse un sadico lussurioso, sia chiaro. Ahimè, quella risposta, però, gli ha quasi fatto perdere le staffe.
"Bambola, non mentire. Le bugie hanno pessimi risultati su di me, dovresti saperlo. Chi è Michael? E perché hai detto il suo nome gemendo mentre dormivi?" Ha chiesto lui serio, toccandole l'intimità più velocemente. Il suo clitoride era turgido e caldo, palesemente in un misto tra risposta al suo tocco e l'effetto del sogno avuto. Lei ha contratto la mandibola per trattenere un gemito a quei forti movimenti su di lei.
Lo sapeva. L'aveva sentita, sapeva tutto... Eppure voleva che lo dicesse lei ciò che aveva sognato. Voleva strapparle la dignità di dosso, voleva vederla crollare di nuovo e ammettere i suoi peccati.
"Un ragazzo... Con cui mi sentivo..." Ha mormorato lei abbassando lo sguardo come Vincent ha inserito due dita dentro di lei e le ha mosse lentamente dentro e fuori, il tutto semplificato dal fatto che il sogno avuto l'avesse resa così bagnata per qualcuno che non era lui. "Vincent, basta... Per favore..." Ha supplicato lei agitando le mani legate al letto.
"E come osi avere sogni su persone che non sono io? Soprattutto quel tipo di sogni?" Ha chiesto lui come la sua voce assumeva un tono pericoloso. Le sue dita abili hanno iniziato a muoversi a forbice dentro di lei, facendola arrossire ancora di più per la vergogna.
"M-... Mi dispiace..." Ha sussurrato lei spostando il volto di lato per non guardarlo.
Lui ha guardato l'orario, rendendosi conto che mancavano venti minuti all'incontro con questo tizio e ha tirato fuori le dita da lei, le ha messe in bocca con un lampo di pura rabbia negli occhi puntati su di lei e ha leccato le dita con gusto... Amava il suo sapore.
"Mi devi un favore quando torniamo a casa." Ha ringhiato lui abbassandosi su di lei e leccandole con un lento movimento tutta l'apertura vaginale facendola sussultare dalla sorpresa. La sua lingua calda e umida ha leccato via alcuni liquidi di eccitazione di lei... Ancora una volta, un'eccitazione che non era per lui. Appena finito si è sollevato e le ha slegato i polsi sotto lo sguardo confuso di lei.
"C-Che intendi?" Ha chiesto debolmente massaggiandosi i polsi sottili.
"Lo sai che intendo." Ha risposto lui secco indicando con un cenno il suo membro semi eretto. La reazione dell'effetto di paura che aveva su di lei si stava prolungando su di lui, l'erezione completa era passata ma doveva ancora finire di calmarsi.
"Non... Mi riferivo a quello... Intendevo, cosa intendi per quando torniamo a casa?" Ha domandato lei spiegandosi meglio e arrossendo alla vista dell'erezione del ragazzo viola che aveva di fronte.
"Ti porto fuori, devo farti vedere un piccolo spettacolino improvvisato~" ha miagolato lui dandole un paio di (Jeans/pantaloni) del suo colore preferito e aspettando che li indossasse.

~Timeskip~

Arrivati al lago, lui ha parcheggiato davanti all'entrata del bosco dove un giovane ragazzo ha guardato con confusione la macchina... E (t/n) ha subito spalancato gli occhi, riconoscendo il ragazzo.
"Tu prova ad andare da lui e finisce male." Ha ammonito il ragazzo viola aprendo lo sportello della macchina e uscendo per poi essere subito seguito dalla giovane, la quale era terrorizzata a morte per qualsiasi cosa sarebbe potuta succedere.
"(T/n)? Che succede qui e chi è lui?!" Ha esclamato il giovane dai capelli (chiari/scuri) spostando lo sguardo tra i due.
Vincent ha osservato con una rapida occhiata la ragazza, la quale stava strofinando a terra la punta del piede sinistro in un gesto di nervosismo e ansia.
"Sono il suo ragazzo" ha risposto secco il ragazzo dai capelli viola per poi avvicinarsi pericolosamente al ragazzo per cui (t/n) aveva una cotta.
"Ragazzo? Cosa-?" Ha cercato di chiedere il giovane, i suoi occhi verde chiaro spalancati, solo per vedere Vincent tirare fuori un coltellaccio, di quelli grossi e neri usati nei campeggi, dalla tasca e aprirlo. "WOAH, AMICO CALMA! Chiedo scusa, se sapevo che era fidanzata non le avrei scritto, mi dispiace! Metti via il coltello, prometto che cancellerò tutto di lei, numero e foto, ma non fare cose di cui potresti pentirti!" Ha esclamato il giovane, terrorizzato dallo sguardo da psicopatico che avevano assunto gli occhi bianchi di Vincent.
"Pentirmi? Oh, no, Michael... Hai capito male" Ha ridacchiato il ragazzo dagli occhi senz'anima... E subito dopo ha accoltellato dritto al petto il giovane il quale ha emesso un verso simile a quello emesso da Kayako in "The Grudge"... Un urlo strozzato dato dai polmoni che si riempivano di sangue e gli impedivano di respirare e urlare propriamente. "Io non mi pento mai di niente. Dopotutto sono un sociopatico, o no?" Ha detto il ragazzo viola in una domanda retorica per poi scoppiare in una malsana risata e infilare il coltellaccio sporco di sangue nel collo di lui con violenza, spezzando l'osso del collo e uccidendolo sul colpo. Era divertito e felice, gli mancava uccidere e la sua voglia di sangue era stata finalmente placata dopo così tanto tempo. Sentiva l'eccitazione scorrergli nelle vene, l'adrenalina prendere il controllo del suo corpo e il sadismo salire nella sua mente... E solo in quel momento ha sentito la giovane che aveva portato con lui urlare. Beh, fortunatamente avevano scelto bene il luogo, la strada era lontana e nessuno passava in quella zona a parte qualche delinquente la notte. E, di certo, non era notte dato che il sole splendeva ancora alto nel cielo. "Bambola, vai in macchina~" ha intimato lui per poi prendere una corda dal bagagliaio e legarla attorno al piede del giovane e legare l'altra estremità a una grossa e pesante pietra per poi gettare il corpo nel lago... Fortunatamente il lago era profondo e con il corpo aveva gettato il cellulare, nessuno lo avrebbe mai trovato o sarebbe risalito a lui. Ha preso una bottiglia da due litri di acqua e l'ha rovesciata su quel poco sangue che era caduto a terra (gran parte del sangue era finito sui vestiti di lui) e ha ripulito con attenzione la piccola zona facendo attenzione a rimuovere del tutto il sangue. Ha tirato qualche occhiata alla giovane, la quale piangeva e tremava a causa dei violenti singhiozzi dovuti dal pianto violento in cui era immersa e lui ha ghignato con perfidia.
Appena finito di pulire è entrato in macchina e ha inserito le chiavi nel quadro per poi avviare la macchina.
"Sei uno psicopatico..." Ha mormorato la giovane stringendosi in sé stessa. Quell'affermazione lo ha fatto scoppiare a ridere in una risata malsana e divertita.
"Tu sei roba mia, fringuellino, se non posso averti io non ti avrà nessun altro." Ha detto lui pericolosamente serio. "Oh, e... Per la cronaca, io ti posso avere quando voglio~" ha miagolato poi facendo riferimento a tutte le volte che si è fatto fare qualche servizietto sessuale da lei. In reazione, la giovane ha rabbrividito e si è stretta le braccia attorno al corpo. "Sei solo mia, fringuellino. Aspetta di arrivare a casa, ho ancora in mente quel servizietto che mi devi~" ha continuato con possessività per poi uscire dal vialetto e guidare fino a casa. Dopotutto ci sono due modi per placare le sue voglie di sangue: uccisioni o sesso... E, ovviamente, più ne aveva di entrambi e più ne bramava.

Nessuno si è mai preoccupato per Michael, dopo nemmeno tre settimane hanno chiuso il caso dato che nessuno sapeva cosa fosse accaduto nè dove fosse il corpo.
Tu? Beh, riguardo te c'è da dire che sei rimasta il giocattolo preferito di Vincent, ha abusato di te ogni qual volta ne avesse avuto voglia e ha avuto il pieno controllo della tua vita... E nessuno ti ha mai portata via da lui. Tu eri roba sua e dio sia dannato se Vincent avesse permesso a chiunque di portarti via da lui.
Questo era il vostro "Per sempre felici e contenti".

End chapter.
Oye guys! Che ne pensate del capitolo? Vi piace questo genere di capitoli? Ne volete di più così? Fatemelo sapere con le richieste e i commenti!

Cosa ne pensate di un Vincent così sociopatico? Vi piace come l'ho strutturato?

Passate a leggere le mie altre storie nel frattempo che aggiorno questa, mi farebbe piacere 🥺

Detto questo, da Randy è tutto...
BYE BYEEEEEEE!!!

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