Capitolo 6: "Siamo pari"

Aprii gli occhi.
Ero sdraiata sul mio letto.
Sbadiglia e mi tirai(?) in ginocchio.
"Aaahh...che scema...sono andata a dormire con i vestiti di ieri...aspetta...no...di oggi! Già che stupida...quando mi addormento perdo totalmente la cognizione del tempo..."
"Gattonai" tra le coperte per cercare di raggiungere il mio cellulare appoggiato sul comodino.
Erano le 6:24. In perfetto orario. Mai successo.
Mi alzai con energia e con un bel sorriso stampato in faccia, feci un graaan respiro e andai in bagno, volevo farmi una bella doccia calda.

Dopo circa 15 minuti uscii dal bagno con l'accappatoio rosa, l'asciugamano in testa e lo spazzolino in bocca. Mi diressi verso  l'armadio,lo aprii per poi fermarmici davanti a fissarlo con un espressione confusa da "e ora che faccio?" come se fosse diventata la cosa più interessante in quella stanza.
"Cosa mi metto?"
Guardai un'abito blu senza spalline lungo fino alle caviglie.
"Dovrò sembrare elegante? Mmm...non credo sia il tipo di galantuomo che si presenta puntuale davanti al ristorante facendoti accomodare per prima al tavolo spostandoti la sedia. Mm..."
Il mio sguardo si posò su un vestito a fianco dell'abito blu: era un semplicissimo vestitino rosso corto fino alle ginocchia...forse ancora un po' troppo raffinato ma o quello...o tuta.
Senza pensarci troppo lo presi con una delicatezza pari a quella di un elefante e corsi in bagno se pur consapevole di essere perfettamente in orario.
Sgocciolai un po' d'acqua per terra con un ciuffo di capelli scappato dalle grinfie dell'asciugamano. Arrivata davanti al lavandino presi la spazzola e inizia a pettinare i capelli bagnati, anche se non era facile...erano un groviglio di nodi !!
Passati 10 abbondanti minuti a districare i capelli nella miglior maniera esistente li asciugai.
Finito di asciugarli gli diedi un'ultima spazzolata e poi passai al "trucco" se così si può chiamare: come avevo già detto non volevo essere troppo elegante quindi misi un po di matita marrone e un filo di mascara, senza dimenticare ovviamente il mio amatissimo burro cacao alla mela; vedete voi se questo si può chiamare trucco...
Misi il profumo e uscì dal bagno.
Guardai il cellulare. Le 7:20.
"Va bene. Pensavo di essere più in ritardo."
Andai alla porta e senza pensarci due volte presi gli anfibi del giorno prima come spinta da una strana sensazione che, almeno i miei piedi, sarebbero dovuti rimanere in comodità(?)
Presi la giacca nera dall'appendiabiti e uscii di casa.

Una dolce brezza leggera mi accarezzava il viso, il sole portava via con sè i suoi ultimi raggi per nascondersi e lasciare spazio a una luna non completamente piena lasciando nel cielo sfumature di rosso tendente al viola, la strada era stranamente deserta.
Scesi le scale di casa e mi incamminai. Non sapevo con esattezza che posto era.
"non penso sia qualcosa di troppo costoso, in più devo pagare anche per Juuzou..."
Ogni volta che pensavo all'albino un inspiegabile sorriso mi si formava sul volto. Era qualcosa di carino, talvolta arrossivo nel pensare a lui.
Sorrisi ancora mentre fissavo il marciapiede. Di tanto in tanto passava una persona, ma non ci facevo particolarmente caso, avevo altro nella testa e in quello momento trovavo molto più interessante...il marciapiede.
"Chissà che posto è? Non so neache il nome...credo che chiederò in giro...certo che è informato il ragazzo però!"
Un'altro sorriso spontaneo. Oramai c'ero abituata. Era diventato normale sorridere per Juuzou.
Nel mentre casa mia si allontanava sempre di più e la serata con l'albino non poteva che avvicinarsi maggiormente.

Alle 7:56 riuscii a trovare il ristorante; ametto di aver girato a vuoto per 10 minuti buoni, poi mi rassegnai a chiedere indicazioni. Non mi sorpresi del fatto che non lo trovai: era una piccola taverna con un lungo bancone in legno che dava alla cucina, in pratica ti preparavano la cena sotto gli occhi! C'era qualche posto a sedere su degli sgabelli alti. Sembrava quasi un gabbiotto e io mi sentivo una cretina a stare ferma, ad aspettare, al buio, ben vestita e per di più in un luogo non troppo trafficato! Il proprietario del locale penso mi abbia notata ma non ha osato rivolgermi parola, probabilmente aveva intuito che aspettavo qualcuno.
Erano le 8:10 e di Juuzou neanche l'ombra.
-Spero non si sia dimenticato...- dissi tra me e me, anche se ad alta voce, tanto apparte me e il proprietario della baracca non c'era nessuno!
Iniziò a fare freddo e decisi di mettermi il giacchetto nero che ebbi portato con me.
La taverna dava su un parco molto carino. Ogni tanto mi capitava di passarci per poter fare una passeggiata ma di giorno! Poche volte uscivo la sera sempre per paura dei ghoul che infestano le strade però e dato che non ero ancora in grado di sapermi difendere, uscire a tarda ora non era proprio qualcosa che avrei fatto con allegria.
Notai nel parco, seduti su una panchina, quattro tizi molto alti che fumavano, due di loro mi guardavano con sguardo perverso, in quel momento un brivido mi percorse lungo la schiena. Cercai di evitare il più possibile quegli sguardi poco rassicuranti. Avevo bisogno di compagnia. E sapeva anche chi avrei voluto accanto a me in quel momento.
"Juuzou...dove sei...?"
In quel preciso istante, qualcuno l'assù deve aver ascoltato le mie preghiere perchè la voce che avrei sperato di sentire si era presentata.
-HAISIIIIII !!!-
La figuta dell'albino correva nella mia direzione portando un dolce calore rassicurante nel mio cuore.
-Eccomi !! Scusa il ritardo ! Non ho visto l'ora dato che non ho l'orologio !!- si grattò la nuca emettendo una piccola risata nervosa.
- Non fa niente. Ora sei quì e tutto va meglio.-
Mi guardò un po' confuso. Non era cambiato di una virgola, era perfettamente uguale dalla mattinata passata insieme, la stessa camicia, gli stessi pantaloni,le stesse bretelle e ovviamente le immancabili ciabatte abbinate alle classiche forcine rosse.
Lo guardai e sorrisi, non mi aspettavo certo un complimento e infatti non arrivò.
-Allora mangiamo? Sto morendo di fame !-
Non dissi niente e sempre con un sorriso in faccia entrai nel "ristorante". Non era poi così male, il proprietario era simpatico e dato che nel locale c'eravamo solo noi non dovettimo aspettare troppo per il cibo.
Prendemmo posto su due dei pochi sgabelli presenti, ci sedemmo in mezzo al bancone.
-Io voglio il ramen !!- disse quasi urlando al cuoco che intanto lo guardava con aria confusa. Quest'ultimo mi guardò rivolgendomi una specia di domanda mentale del tipo "È normale? Fa così anche con te?"  Ricambiai con un " Sì, sì tranquillo" e mostrandogli un sorriso comprensivo.
- Uno anche per me. Grazie.-
Era dalla mattina che non mangiavo, avevo una fame !

La serata durò molto anche se a me sembrò esser passato solo poco tempo, parlammo del più e del meno, dei casi di cui ci occupavamo alla CCG e di quella volta in cui uccise un ghoul, e un'altro...e un'altro ancora, diciamo che...uccise molti ghoul. Quando parlavo io non mi guardava mai in faccia e non sembrò prestare molta attenzione alle mie parole, sembrava mettesse più impegno nel realizzare aereoplanini con i tovaglioli di carta, che nell'ascoltarmi, ma non importava, ero così bello vederlo "lavorare", metteva la sua concentrazione in ogni piega rendendo così l'aereoplano meraviglioso, penso ne abbia fatti molti prima di raggiungere una capacità manuale così semplice se pur accurata. Finito il suo "lavoro" lo lanciava in giro per il locale, a volte il proprietario gli lanciava qualche occhiataccia da dietro il tavolo della cucina.
-AH !! E poi ci fu una volta in cui io e il signor Shinohara uccidemmo un ghoul in 30 secondi !!-
Feci una risatina leggera poi poggia il gomito sul bancone vicino alla ciotola di ramen vuota e mi misi con la testa sopra (sopra al pugno...non alla ciotola...che sia chiaro...più o meno), fissai la cucina con  sguardo perso. Smise si parlare e sentivo i suoi occhi puntati su di me.
-Tu...sei un parente di Shinohara ?-
-Uh ? No ! È stato solo il mio superiore da quando sono quì e...- si bloccò diventando serio e apprensivo.
-...la prima persona che non ha avuto paura di me.-
A quelle parole mi girai verso di lui che intanto guardava il pavimento.

Pagammo la cena, e con "pagammo" intendo pagai, e uscimmo dalla taverna ringraziando (e scusandoci).
Decidemmo di fare una passeggiata notturna nel parco. Per fortuna i quattro tizi non c'erano più.

-Quindi vi conoscete da molto tempo ?-
-Poco più di tre anni, ne avevo diciassette quando mi affidarono a lui.-
Sgranai un po' gli occhi guardandolo.
-Aspetta...diciassette...ma questo vuol dire che...-
-Huh? Che sono più grande di te? Sì, non lo sapevi ?-
"Piú grande di me ?! Ma sembra che abbia al massimo 18 anni ! Aah, Shinohara in effetti non mi aveva parlato della sua età..."
-Tu ne hai 19 giusto?-
-Uh ? Ah sì...-

Silenzio

Tutto intorno a noi era assolutamente silenzioso.
Niente, ne una macchina, ne un civile, ne una cicala che cantava. Niente.
Era leggermente imbarazzante quel silenzio, nessuno sapeva cosa dire, avevamo entrambi finito gli argomenti.

Una folata di vento mi scompigliò i capelli, portandomi a mente i pensieri sui sentimenti di Juuzou, come se la stessa aria che li portò via li avesse ricondotti nella mia testa. Sul mio volto comparve una nota di malinconia.

-Tu...sai cosa voglia dire essere felici...?-
Mi guardò con espressione interrogativa.
-Eh...sì...è quando ti viene detto o fatto qualcosa che ti piace...-Fece una risatina nervosa e poi continuò con aria turbata.-Ma...perchè questa domanda?-
Ignorai totalmente quella frase e senza dare risposta, concentrata solo sui miei pensieri andai avanti.
-E la tristezza? Sai cosa sia?-
- Si ma non capisco perchè mi chiedi questo.- rispose un po infastidito.
-Hai mai provato paura ?-
- Sì, sì l'ho provata ma ora basta ti prego !- disse con ansia rabbia e tristezza, un arcobaleno di emozioni, almeno così sembrò.
-La rabbia ? L'ira totale per qualcuno l'hai mai provata?!- urlai bloccandomi in mezzo al viale circondato da alberi, poco più indietro dell'albino che continuò a camminare.
-ORA BASTA !!!-
Si girò di scatto guardandomi fisso negli occhi.

Silenzio

Ancora quell'odioso silenzio. Solo che, a differenza di prima, nell'aria non c'era imbarazzo ma...ma...cosa c'era...? Cos'era quella emozione che ci soffocava...?

"Prima di chiedere a qualcuno se sappia cosa siano le emozioni, dovrei imparare a conoscerle meglio anch'io."

-E...l'amore?-
Mi guardò con sguardo vuoto, come se gli avessi chiesto qualcosa a cui nemmeno gli scienziati più famosi avrebbero potuto dare risposta.
Non gli lasciai dire niente, sapevo la risposta.
-Sai...non lo so nemmeno io. È qualcosa che penso di non aver mai provato. So cosa hai passato e ho realizzato che, in fondo noi, siamo uguali...puniti per qualcosa che nemmeno avevamo fatto. Avevo 12 anni quando persi mio padre, io e la mia famiglia stavamo riportando a casa mia madre che era solita ubriacarsi nei locali la sera tardi.-
Sentivo gli occhi bruciare, e le guange bollenti, senza accorgermene una lacrima mi graffiava il viso riportandomi ancora a quei ricordi, quei bruttissimi ricordi.
-Tornando a casa fummo attaccati da...un ghoul- dissi singhiozzando- E-e mia madre urlava il mio nome insultandomi e pregandomi di fare qualcosa, e io stavo lì ! Ferma! A-a guardare con le lacrime agli occhi mentre mio padre...mio padre veniva...- le lacrime si fecero più pesanti, non riuscivo a ricordare, non volevo ricordare.
-Fummo infine aiutati da un agente della CCG che sentì le urla di mia madre, ma per mio padre...quell'uomo che difese la sua famiglia fino all'ultimo!!-
Juuzou mi guardava, nel suo sguardo c'era tristezza, forse pena, pena per me.
Mi ricomposi, anche se, con ancora le lecrime agli occhi.
-Dopo quel giorno mia madre iniziò a trattarmi male, peggio del solito, incolpandomi della morte di mio padre, e poi...-
Guardai il marciapiede con vergogna, non volevo guardarlo ancora negli occhi, non meritavo di guardarlo negli occhi.
-Mi madre si puntò una pistola alla testa!! Davanti a sua figlia!! Diceva che era tutta colpa mia se era arrivata a quel punto!! Diceva che era solo colpa mia se papà non c'era più!! Mi disse che mi odiava !! Che non ero più sua figlia, che non lo ero mai stata !!!!...e poi...e-e poi...lei...lei...|
Fui interrotta da due braccia che mi circondarono, due braccia forti e deboli allo stesso tempo, che mi avrebbero protetto da tutto e tutti.
L'abbraccio più caldo e dolce che ebbi mai ricevuto, e io che mi aspettavo solo sorrisi da lui. Nelle mie lacrime non mi accorsi dell'avvicinamento dell'albino.
Appoggiai la testa sulla sua spalla. Sentivo il suo cuore. Era agitato, molto agitato. Sentivo ogni suo battito, se pur veloce.
-Scusa, avrei dovuto dirtelo, il signor Shinohara me ne ha parlato proprio oggi.-dissi non staccandomi da quell'abbraccio protettivo e rimanendo ancora con la testa nell'incavo tra la spalla e il collo.
-Non fa niente.- Si allontanò un po' e io feci lo stesso, rimanendo però in quella dolce stretta.
I suoi occhi brillavano alla luce della luna.
-Dopotutto ora...- mi asciugò una lacrima e mi rivolse un tenero sorriso.
-...siamo pari.-

هههههههههههههههههههههههههههههههههههههه

Finalmente ho finito !!! 2000 e passa parole !!! Che fatica !! Mi scuso per il capitolo troppo lungo ma HEY mi conoscete no ?! Spero di non farne più di capitoli così! Può darsi ci siano più errori, parole ripetute e incomprensioni del solito dato che l'ho scritto a pezzi !!
Ti invito a lasciare una stellina e magari anche un commentino.
Se sei arrivata fin qui...ti regalo uno sturalavandini(?)
*le porge lo sturalavandini*

CIAOOHHJFKCNKNNCKNFJ

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